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28 novembre 2017

CENTRO DE DETENCION MADAME ROCIO 8/2

IL SENO DELLA PERRA
Madame Rocio si annota mentalmente di cambiare metodi di correzione per la detenuta. Poi Madame si accinge alla seconda punizione della giornata: la perra. La detenuta viene accompagnata da una Sorvegliante. Madame si accerta dello stato delle mammelle che sono ancorta gonfie e doloranti per i maltrattamenti del giorno precedente, infatti la perra si lamente fortemente già al primo massaggio di Madame. “Mia cara, oggi, come promesso, proverai lo strappa capezzoli!”. La perra si sente morire. Viene portato il solito carrello coperto da un panno verde. La perra viene fatta accomodare su una struttura di tubi di ferro, una specie di poltrona minimalista che permette di bloccare in posizione seduta il corpo della punita, lasciandone comunque accessibili le parti posteriori. Madame Rocio in persona si incarica di fissare la perra utilizzando delle fascette autobloccanti da elettricista: la poltrona è ancora in fase di studio, assieme a molti altri attrezzi fatti costruire da un abile fabbro. La perra si trova assolutamente impossibilitata a muoversi. Poi Madame palpa ed ispeziona le mammelle della perra. Mammelle che, grazie al ciclo ed ai maltrattamenti, sono ipersensibili. Un leggero massaggio con un olio profumato rende le mammelle ben lucide. Ora Madame inserisce una fascetta da elettricista in un tubicino di plastica siliconica. La fascetta viene poi allacciata alla base di un seno. Una apposito attrezzo permette di stringere la fascetta con facilità. Il tubicino di plastica impedisce che gli spigoli della fascetta possano lacerare la pelle. Madame darebbe un premio per il design all’inventore di queste fascette: economiche, di facile uso ed una volta strette non cedono assolutamente. Dal carrello appare un nuovo attrezzo: si tratta di una gabbietta lunga 60 centimetri. In testa una lunga vite, comandata da una comoda manopola. Tanto per intenderci pare un gigantesco cavatappi. Madame aggancia tre braccini, muniti di ganci alla fascetta stretta attorno alla mammella della perra. Le i braccini sono imperniati sulla vite collegata alla manopola. Proprio come in un cavatappi, girando la manopola vengono tirati inesorabilmente i braccini. La perra segue terrorizzata le manovre di Madame. Ne ha tutte le ragioni, visto che questo è il temuto stratta capezzoli! Madame verifica di aver posizionato correttamente il tutto. “Mia cara, ora iniziamo.” Poi madame inserisce un bavaglio a pallina in bocca alla perra “è per impedire che tu ti danneggi le corde vocali urlando”. Sicuramente questo non tranquillizza la perra. Poi la manopola frontale del cavatappi viene azionata. Il primo paio di giri mette bene in tensione il tutto. Madame dà una ulteriore stretta alla fascetta che sta martirizzando la mammella. Poi continua a svitare con lentezza. Il seno, lentamente si allunga esageratamente, ma la fascetta, grazie al tubicino di silicone e all’olio, tende a scivolare, impedendo che avvengano gravi danni. Lo scivolamento, però è dolorosissimo, infatti dalla bocca della perra escono urla scomposte, attutite dal bavaglio. Madame non ha fretta, si gode il momento, le inutili disperate contorsioni della perra, i goccioloni di sudore che scendono dal corpo e stanno inumidendo il pavimento. Dal capezzolo, sottoposto ad una terribile pressione escono gocce di siero e latticello. Madame controlla l’avanzamento della vite, poi dice alla perra: “coraggio siamo già a metà”, scatenando urla e contorsioni della sua vittima che ormai è all’estremo della sopportazione. Ma le urla servono a poco, l’operazione viene portata fino alla fine. Quando, finalmente la fascetta si sfila e lascia libero il seno della perra, Madame ispeziona il risultato: perfetto, se si escludono i lividi che rimarranno per una settimana, la mammella non ha subito danni irreparabili. Ora Madame si occupa della sua vittima, con tutto quel sudare ha bisogno di bere. La perra spera che tutto sia finito, invece una sorvegliante la fa bere ancora legata alla poltrona. Infatti siamo solo alla metà dell’opera, dice Madame Rocio, stringendo una fascetta sull’altro seno della perra. Madame ha deciso di stringere la fascetta molto di più. I ganci dello strappa capezzoli vengono nuovamente posizionati e la manopola frontale viene lentamente girata. Il povero seno, ricordiamo già dolorante per ragioni sue, si trova ad essere tirato esageratamente. Poi, quando la fascetta inizia a scivolare, il dolore fa muggire la perra. Al termine la perra, ancora piangente abbassa gli occhi sulle povere mammelle: a parte i lividi violacei, sono ancora sane ed attaccate al loro posto! (8/2- continua)

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