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9 novembre 2020

CENTRO DE DETENCION MME ROCIO 14 / il supplizio dell’otre

Il supplizio dell’otre.

Pare quasi che la perra, le punizioni se le vada a cercare. Infatti, non contenta di essere appena stata punita, appena rientra nei ranghi riprende la zuffa da dove era stata interrotta. La cosa fa alquanto arrabbiare Madame che, visto che la pelle della perra è evidentemente indurita come il cuoio, decide di punirla per altra via. Sappiamo bene, e anche Madame Rocio lo sa, che la perra mal sopporta i clisteri. “Stavolta ti ripulirò il cervello dalla voglia di azzuffarti, ti sottoporrò al supplizio dell’otre”, le annuncia Madame. E la perra viene nuovamente issata per i piedi, le gambe aperte. Per fortuna della perra, Madame ha voluto limitare la durezza della punizione, stavolta niente tinozza sotto alla perra. Le sorveglianti portano una alta piantana, su cui viene appeso un grande apparecchio da clistere. Una delle sorveglianti porta a fatica una grande brocca, pesantissima, il liquido biancastro ha due dita di schiuma, sicuramente contiene una gran quantità di sapone. “Iniziamo con 3 litri”, ordina Madame, la soluzione non giunge neanche a metà dell’enorme apparecchio. E Madame mostra alla perra il contenuto di una valigetta di plastica, un set di sonde di plastica…. gigantesche, un gentile omaggio di un amico tornitore! La misura del diametro massimo, espressa in pollici è chiaramente riportata su delle targhette: 1, 1 ½ , 2, 2 ½. Francamente mi spaventerebbe già la prima, non oso pensare a cosa possa fare la più grande. Ma Madame non perde tempo, la sonda da 1 pollice viene lubrificata a dovere e infilata, con un movimento rotatorio nel buchetto della perra. Madame apre al massimo il rubinetto e si assicura che l’apparecchio sia alla massima altezza possibile. La perra inizia a smaniare, il liquido è ben caldo e le dà molto fastidio. Il foro di passaggio del liquido deve essere molto grande, in un paio di minuti i tre litri finiscono nel ventre della perra. Vediamo la pancia ingrossarsi, anche se, data la posizione capovolta della perra, la pancia sporge poco. Una sorvegliante premurosa porta a Madame Rocio una poltrona. Tempo per la perra di sopportare gli effetti della soluzione saponosa caldissima. Effetti contrastati dalla sonda che fa da tappo e dalla forza di gravità. Effetti che la perra, invece sente benissimo dentro di sé. E ben presto la perra inizia a supplicare: “basta, bastaaaa”, “non ce la faccio più”, “per carità scoppiooo”. 

Ma niente, Madame vuole che la perra giunga al limite e si ripulisca ben bene. Passa una buona mezz’ora di crampi angosciosi, poi una sorvegliante estrae la sonda, il liquido, causa della forza di gravità, cola lungo il corpo della perra, facendo poi una lurida pozzanghera sotto di lei. L’espulsione, data la forza di gravità, è lunga e penosa. Piano piano tutto si placa, ma la punizione non è affatto finita, Madame fa cenno di riempire nuovamente l’apparecchio, “adesso che ti sei liberata, possiamo iniziare a fare sul serio: “5 litri !”. Inoltre Madame Rocio stavolta sceglie una delle sonde più grandi: quella da 2 pollici!

La sonda, ben lubrificata viene mostrata alla vittima, poi la perra, ancora appesa e gocciolante, viene nuovamente impalata da questa gigantesca sonda. Se la sonda precedente era entrata facilmente, stavolta la perra urla a tutta forza. Ma Madame non si turba affatto, la sonda viene inserita bene a fondo.

L’acqua viene nuovamente aperta e la perra scopre che stavolta l’acqua è fredda, niente languida soluzione saponosa caldissima, ma una soluzione di sale fredda di rubinetto, che genera subito terribili crampi. Tra l’altro Madame questa volta, per pietà o per uno spietato calcolo, ha aperto solo parzialmente il rubinetto, la somministrazione è molto lenta e la perra la deve soffrire tutta. La quantità d’acqua è tale che il pancione stavolta è gigantesco, non oso immaginare come sarebbe se la perra fosse dritta. La perra, che non è mai stata gonfiata così, supplica a lungo, “scoppio, bastaaa”, ma Madame preme sulla pancia, ce ne sta ancora, la perra verrà gonfiata proprio come un otre! Ed alla fine anche il grande contenitore è vuoto. La perra, o per meglio dire l’otre, oltre che dai crampi intestinali, è scossa  da tormentosi conati, quasi che il suo corpo, tappato posteriormente tentasse di liberarsi da tutto quel liquido anche dalla bocca. La perra, ammaestrata dal clistere precedente, stavolta tenta di spingere fuori la sonda cercando di abbreviare il tormento della interminabile ritenzione. Ma la sonda da 2 pollici non è oggetto destinato afarsi espellere con facilità e la perra, capendo che se spinge soffre ancora di più,deve desistere e sopportare la punizione fino in fondo. Tra l’altro Madame ha aggiunto alla soluzione salata anche un paio di cucchiai di aceto. L’irritante liquido non viene assorbito affatto dalle pareti intestinali ma regala alla perra contrazioni incredibili. E, quando Madame decide sia giunta l’ora, spinge il pancione della perra, facendola oscillare proprio come fosse un altalena. La forza centrifuga delle oscillazioni si somma alle contrazioni e riesce finalmente ad espellere la sonda. Un getto incontrollabile di liquido segnala il “salto del tapon” e l’otre inizia a sgonfiarsi. Ma l’evacuazione, faticosa e dolorosissima a causa della forza di gravità, durerà una interminabile mezz’ora. “Proprio un parto laborioso”, commenterà Madame.  La perra viene finalmente calata e giace, distrutta a faccia in giù nel maleodorante laghetto da lei generato.  Penso proprio che la perra, almeno per ora,  non abbia alcuna voglia di azzuffarsi nuovamente. Poi la perra viene fatta alzare e lavata con un idrante, un lusso!

Durante il lavaggio della perra ho avuto modo di vederla ben bene e vi relaziono sulle sue condizioni: la perra è dimagrita, nonostante debba lavorare con la divisa di fatica, ha la pelle bruciata dal sole, col segno bianco lasciato dai finimenti del calesse di Madame Rocio. Evidentemente Madame costringe la perra a correre nuda, così suda meno e sente meglio i colpi di frusta che le hanno ben segnato schiena, cosce e polpacci.

Come tutte le detenute, la perra è periodicamente rasata integralmente. Ovviamente vi è una ricrescita e vi posso dire che la orgogliosa amazzone dai capelli corvini, di una volta, è ormai completamente grigia, compresi i peli pubici. La perra ha ormai imparato a tenere lo sguardo a terra e non alzarlo se non le viene ordinato. Sarebbe perfetta, se si escludono risse, ribellioni e tentativi di fuga, di cui si è macchiata e, credetemi, continuerà a macchiarsi.

 

 

CENTRO DE DETENCION MME ROCIO 13

Perra is back!

 

Nobili Signore, serva sudiciona, ci eravamo, per qualche tempo focalizzate su Skinny. E la perra, direte voi? Madame Rocio continua ad avere BUONA cura della perra, come del resto le altre detenute. 

Diamo una occhiata alla nostra perra preferita: sicuramente non la riconoscereste più, quella che era la curatissima, elegante e prepotente direttrice della Pension Balnearia è ora una detenuta, tra le peggiori.  Sfumata la possibilità di avere un trattamento di favore, grazie al fatto di essere divenuta l’amante di Madame Rocio, la perra si è lasciata andare. E dato il suo carattere, è tutt’altro che disciplinata. Madame la sorveglia attentamente, questa detenuta deve cambiare, deve sottostare alla disciplina, insomma, la perra diverrà una schiava o verrà spezzata. 

E Madame ordina che la perra venga nuovamente messa a lavorare nel punto più profondo della salina. Lì le vengono consegnati piccone e badile, la perra sa cosa la può aspettare se non lavorasse, le punizioni sono terribili: trainare a passo di corsa il carretto di Madame o una visita ai tremendi ambulatori. Pensando a queste cose la perra si guarda le unghie delle mani, si vedono ancora i segni della terribile punizione subita. E così, sorvegliata a vista da una guardiana, la perra inizia a picconare e scavare. Ma presto una nuova fatica attende la perra: caricato il sale su di una carriola deve portarlo fino al centro di confezionamento. I viaggi si allungano monotoni, la fatica e la sete si fanno sentire e pian piano cancellano tutti gli altri pensieri dal cervello delle detenute. Lavorare sotto il sole a picco riesce a far sudare loro insospettate quantità di liquido, le bocche si seccano e le labbra si screpolano. E quando viene distribuita la scarsa razione di acqua, scoppiano spesso discussioni e liti. Partecipare alle zuffe è una delle specialita della perra, diciamo che se c’è una rissa vi si butta a pesce, se non c’è la rissa, si dà da fare per causarla. Infatti, dopo essersi scambiata insulti con altre detenute, si scaglia contro di loro. Ne nasce un bel trambusto che viene notato dalle guardiane, le quali impugnano i robusti randelli che tengono alla cintura e cercano di separare le contendenti, distribuendo un imparziale numero di randellate. 

I fatti vengono segnalati a Madame Rocio che decide sia ora di  trattare la perra con la dovuta durezza. 

E così la perra sperimenta un nuovo metodo di correzione. Viene appesa per i piedi a due carrucole, le gambe piuttosto divaricate. Madame fa portare una vasca riempita di acqua e la fa posizionare sotto alla testa della perra. Ti sei azzuffata per l’acqua, stupida, tra poco potrai bere a sazietà, dice Madame. Ora le corde che sostengono la perra vengono mano a mano calate, fino a che la testa della perra viene a trovarsi sott’acqua. Va da sé che di lì a poco, la perra, se non vuole annegare, deve fare uno sforzo su gambe e schiena,  per tirare la faccia fuori dall’acqua. Madame, intanto si è messa comoda. La perra, neanche cinque minuti dopo inizia ad avere crampi a cosce, schiena e collo. Vinta dalla fatica cede di colpo e la testa finisce nuovamente sott’acqua. E nuovamente, un paio di minuti dopo, si vede la perra sforzarsi e tirare la testa fuori dall’acqua. Ma i muscoli dolgono e tremano e il ciclo testa sommersa ed emersa si ripete, sempre però più lungo il tempo con la testa sommersa. Si sente la perra digrignare i denti e respirare a fatica. La si sente anche supplicare, ma Madame non si fa certo infinocchiare. E’una durissima punizione, la condannata sta per annegare lentamente. E infine la perra non riesce più ad estrarre la testa, si vede l’acqua ribollire, evidentemente la perra non può più resistere. Madame si avvicina con una bacchetta in mano, e tira un secco colpo  proprio in mezzo alle cosce, la perra rinviene di colpo, estraendo la testa dall’acqua ed urlando per il dolore. Ad un cenno di Madame le corde vengono divaricate ancora di più, tirando la testa completamente fuori dall’acqua, ma lasciando ancora più esposta la patata della perra. Si sente il respiro affannoso, ma la punizione non è finita, i colpi, portati con una certa forza, lasciano grossi segni rossastri in rilievo. La perra si becca una buona dozzina di colpi. E sarà una perra in lacrime che dovrà baciare i piedi di Madame e la bacchetta usata per la punizione. La perra viene poi costretta a ripetere dieci volte, ad alta voce: “Madame, questa schifosa schiava ringrazia per la lezione ricevuta.”

 

CENTRO DE DETENCION MME ROCIO 12

Nuovi castighi

 

La serva Skinny ha iniziato l’interminabile lavoro di lucidatura del pavimento, partendo dal lato del salone a lei assegnato. Come raccontavo il lavoro non è dei più facili, la schiava deve passare e ripassare, con grande uso di “olio di gomito” le dure pietre abrasive, puzzolenti di orina. Sono passate un paio di settimane e le compagne di schiavitù avvertono Skinny che l’indomani Madame vuole vedere il risultato di tanto lavoro: la prima piastrella dovrà essere pronta. Non so sel lo facciano per invidia o per “nonnismo” ma le maledette non dicono a Skinny i “trucchi del mestiere”. E così l’indomani Madame, quando la schiava Skinny le presenta una piastrella opaca e piena di residui lasciati dalle mole, si altera alquanto. Skinny si becca subito un paio di potenti manrovesci. Poi Madame fa uno schiocco di dita, le altre due serve vanno a prendere una pesante gogna che viene posizionata di fronte al lavoro mal fatto. La testa ed i polsi di Skinny vengono bloccati, con la gogna regolata piuttosto in basso, tanto che la schiava è piegata a 90 gradi. Questa posizione è già per se stessa un tormento. Ma Madame vuole mostrare alla nuova arrivata che un lavoro mal fatto può costare caro. E Skinny scopre ben presto quanto facciano male i colpi di frustino, in particolare quando non te li aspetti perché essendo alla gogna non puoi vedere dietro di te. Passano le ore e a Skinny, a causa della posizione, dolgono terribilmente schiena, collo, polsi e gambe. Al ritorno di Madame Skinny ha un sospiro di sollievo, la punizione sta per terminare.

E INVECE

La vera e propria punizione inizia ora: la schiava che ha fallito nel lucidare UNA piastrella ora ne luciderà DUE, ancora grezze, nel medesimo tempo. Skinny è incredula, questa Signora che pareva così dolce. E quando Skinny, interrogata sul perché sia così sorpresa, si lascia scappare un “Non ce la farò mai” Madame le illustra come riuscirci. Skinny lavorerà giorno e notte. Ci penseranno dei potenti clisteri al caffè,  a tenerla sveglia e a darle la carica per il lavoro. Poiché è umanamente impossibile che la schiava resti sveglia e lavori ininterrottamente per due settimane, le verranno concesse due ore di pausa, precedute da un clistere di camomilla, per contrastare l’effetto della caffeina. E si comincia subito,  Skinny deve restare indossare solo dei mutandoni punitivi di cuoio e gomma, niente divisa di fatica ad ingombrare. Ma lo scopo di questa insolita tenuta è presto detto, Madame le applica alle mammelle delle mollette che tengono due campanellini. Va da sé che se la schiava lavora alacremente, data la posizione a quattro zampe, le mammelle si mkjuoveranno, facendo suonare con continuazione i campanellini. Diventa così facile sorvegliare il lavoro della serva, anche solo ascoltando il suono in un altoparlante.  Anche i mutandoni di cuoio hanno uno scopo ben preciso, Madame sa benissimo che il pendolare ritmico delle mammelle, unito alla caffeina, terranno la schiava in un perenne stato di eccitazione insoddisfatta. Impedendole il minimo sollievo manuale, la serva indirizzerà tutte le energie derivanti sul proprio lavoro. 

Sebbene che le due serve  Paula e Julia siano incaricate di sorvegliare a turno la schiava, Madame non disdegna di praticarle di persona qualche poderoso clistere al caffè, utilizzando a questo scopo qualche buona miscela messicana. E pensare che quell’ingrata di Skinny non apprezza il pensiero!

Vi posso assicurare che alla fine dei quindici giorni le piastrella saranno perfette, anche perché Skinny verrà istruita dalle altre serve che prima dell’ispezione finale le piastrelle devono essere lungamente ed accuratamente pulite con la lingua, per togliere, oltre all’odore di piscio, anche la fanghiglia residua delle mole manuali.

Che dirvi del destino di Skinny, se ne può rendere conto anche lei, confrontando le misere tre piastrelle lucidate in un massacrante mese di lavoro con le centinaia e centinaia dei saloni e dei corridoi della Villa di Madame Roxana.

22 aprile 2020

CENTRO DE DETENCION MADAME ROCIO 11

Nuova vita, nuovi lavori

La serva Julia, illustra alla nuova schiava quale è il lavoro a cui si dovrà dedicare: la levigazione manuale del pavimento di un immenso salone. Julia mostra orgogliosa un angolo del salone in cui brillano lucidissime una ventina di piastrelle. Rappresentano un anno di lavoro, spiega Julia alla incredula schiava Skinny. Le mostra poi le numerose pietre abrasive di grana sempre più fine, che devono, con grandi pazienza e fatica, essere passate innumerevoli volte su di una piastrella. Julia spiega a Skinny che le pietre devono  sempre lavorare bagnate, sono infatti tenute sempre immerse nella orina emessa dalla schiava. Un altro lato del salone presenta altre piastrelle lucidate a specchio, lì lavora la serva Paula. Sbrigata la spiegazione Julia consegna a Skinny un secchio, contenente la serie di mole manuali che costituiranno i suoi nuovi strumenti di lavoro. Si è intanto fatta sera, si sente un campanello elettrico squillare quattro volte. A quel suono le due serve Paula e Julia si rialzano dalle piastrelle che stavano lucidando. Julia spiega alla novizia Skinny: ora di bagnare le mole. E tutte e due le serve si abbassano le mutande esibendosi in una lunga pisciata che alza il livello del secchio di liquido paglierino spumeggiante.  Ed anche Skinny, su sollecitazione delle compagne, deve pisciare nel proprio secchio. Di seguito le due serve si recano ad una fontanella e riempiono, ognuna, una bottiglia di acqua da un litro Anche Skinny viene invitata ad imitarle. Dopo di che ad un ulteriore breve squillo del campanello le due serve iniziano a bere “a canna” dalla propria bottiglia. Skinny guarda affascinata il collo delle compagne che deglutisce con continuità, è incredibile ma le due serve riescono a vuotare la bottiglia tutta d’un fiato. Per Skinny la cosa è ben più difficile, vorrebbe sottrarsi ma viene avvertita che sono sotto sorveglianza video, alla minima trasgressione fioccheranno i castighi. E così anche Skinny beve la propria acqua. Sentirsi così piena la infastidisce, soprattutto perché, al pari delle compagne deve riprendere il lavoro. Dopo circa una mezz’ora i reni hanno fatto il loro lavoro e Skinny inizia ad essere infastidita dalla propria vescica. Accenna ad afferrare il proprio secchio ma le compagne la fermano, sarà Madame in persona a dare ad ognuna il permesso di orinare. Passa un po’ di tempo e squilla il campanello per tre volte, al che Paula si alza, con evidente sollievo e si reca nello studio di Madame. Di lì ad un quarto d’ora il campanello suona due volte. E’ la serva Julia a recarsi, con un sospiro, (di sollievo o paura? ) verso l’ufficio di Madame. Passa un altro quarto d’ora. Ormai Skinny è al limite, continua a saltellare da un piede all’altro. Il campanello suona una volta, Skinny capisce che è il suo turno. Entra dalla porta. Vede le due compagne con la faccia al muro, da come stringono le cosce capisce che stanno ancora tenendola. Madame le ordina di spogliarsi e togliere anche le mutande. Skinny, nell’appoggiare i piedi nudi sul freddo marmo viene stimolata ulteriormente ma, ubbidisce all’ordine di appoggiare le mani al muro. Ora Madame inizia a premerle ritmicamente e delicatamente la vescica. Skinny inizia a saltellare e si becca quattro sculaccioni, deve stare ferma. Le ritmiche ondate di dolore fanno accelerare il ritmo del respiro della schiava, chiaro segno di una schiava “predisposta” a godere del proprio dolore. Madame sorride soddisfatta, anche questa schiava diverrà una eccellente cerbiatta. Passa un altro quarto d’ora, con le tre schiave che sospirano e stringono le cosce. Poi, inutile dirlo, data la mancanza d’allenamento, Skinny è la prima a cedere. Dapprima le sfuggono poche gocce che in breve diventano uno schizzo caldissimo che le scende lungo le cosce. Ben presto i piedi della schiava sono in un laghetto di orina. Di lì a poco cede anche Paula. Madame la sgrida Paula è già da una settimana che non vince la sfida. Ed infine Madame dà il permesso di accucciarsi e pisciare in maniera femminile alla trionfante Julia. 
Trionfante perché può fare onore ad una doppia razione di sbobba e viene lasciata libera di riposare. 
Paula, come seconda a cedere riceverà la sua razione di sbobba e potrà andare a riposare.

Alla ultima classificata tocca una “punizione”. Skinny ha un moto di fastidio quando vede che Paula prepara un clistere ed attacca l’apparecchio, ben pieno, ad una piantana. Una volta preparato il tutto, la serva Paula si ritira, sarà Madame in persona a  praticarlo. Skinny, suo malgrado, deve inginocchiarsi e mettersi nella posizione “à quatre pattes”, come dicono le francesi.
Ben presto Skinny sente un dito birichino violarle il buchetto  ed indugiare a lungo in un movimento “dentro e fuori” per lubrificare ben bene. Skinny si è già fatta una buona esperienza di clisteri punitivi, presso Madame Rocio, quindi considera il clistere come una umiliante e dolorosa punizione. Ma la manipolazione anale a cui viene sottoposta, inaspettatamente delicata, inizia decisamente a piacerle. Di seguito Madame sceglie una cannula e la mostra alla schiava. E’ una cannula di un certo spessore e lunghezza, ma niente di estremo. La cannula continua la stimolazione precedente ed infine viene messa in posizione. Viene ora aperto il rubinetto. Skinny si aspetyta qualcosa di estremo, come temperature o nella composizione del liquido purgativo. Invece niente, si tratta di acqua tiepida con una piccola aggiunta di sale ed olio. Il liquido entra per un tempo lunghissimo, Madame somministra il clistere alternando l’altezza del contenitore: a tratti il contenitore viene alzato al massimo, ma ben presto viene riportato in basso, dove il liquido scorre lentissimo. Skinny va in confusione, questo alternarsi di sensazioni fastidiose e piacevoli la riempie di languore.
Madame sta sapientemente regolando le sensazioni ricevute dalla schiava: deve essere eccitata dal trattamento, senza però mai arrivare ad un orgasmo.
Finalmente la lunga somministrazione ha termine. Madame si rivolge alla schiava: “Adesso brutta pisciona vedi di non farti sfuggire neanche una goccia, se non vuoi farmi arrabbiare. E’ ora di pensare alla tua educazione. Voglio vedere come lecchi, ora dovrai soddisfare Julia, che ha vinto il concorso della pipì. Julia si accomoda su di una poltrona ginecologica e Skinny si posiziona. Madame, intanto si è fatta portare una grossa ciotola di cubetti di ghiaccio. E Skinny inizia la sua opera, non che sia una grande esperta di lingua, ma conta di sbrigarsela in poco tempo. Non ha però tenuto conto dei cubetti di ghiaccio, infatti Madame non ha intenzione di concedere un così facile orgasmo ad una serva, ogni minuto il cubetto viene passato sul clitoride di Julia, smorzando ogni eccitazione e rendendo la parte abbastanza insensibile. Skinny inizia ad essere stanca: inginocchiata in una posizione scomoda, con la pancia piena di liquido che inizia a tormentarla con le prime coliche. Ma Madame la sprona, “tutto qui quello che sai fare? Se sapevo che eri così incapace sceglievo un'altra schiava” Ci vuole un'altra interminabile ora prima che Madame si dichiari soddisfatta e conceda alla serva Julia, ormai quasi isterica per le stimolazioni ricevute, di godere. 
Skinny viene istruita su come rimuovere con la lingua le gocce “di rugiada”, poi viene fatta alzare, la pancia, si è un po’ sgonfiata, segno che il liquido durante la interminabile attesa è risalito molto in alto.  La schiava, si tiene la pancia, ora dolorante più che mai. Madame, magnanima le indica un secchio posto in un angolo, “usa quello e vedi di non fare troppi rumori sconci”.  Come se fosse facile, Skinny si accuccia in una posizione scomoda, data l’altezza del secchio e la mancanza di un appoggio, ma l’importante è poter liberare il torrente che la tormenta. La sensazione dello svuotamento è estremamente piacevole per la schiava Skinny, oserei quasi dire che il clistere, praticato da Madame inizia a piacerle. Anche Madame si accorge della cosa, ma Skinny è ancora in addestramento, le è assolutamente vietato godere. Madame, per evitare possibili disobbedienze notturne, decide di mettere a Skinny, durante le notti, il “collare della purezza”. Si tratta di un largo collare di plastica che imprigiona le mani all’altezza del collo, impedendo sudicie  manipolazioni. Alla serva viene inoltre applicato un “allarga ginocchia” costituito da una asticella che blocca le ginocchia divaricate, evitando così tentativi di autosoddisfazione con sfregamenti vari. Skinny passerà così un lungo periodo di castità passiva. Madame sa benissimo che in questo modo la schiava si applicherà al lavoro ed all’apprendimento delle nuove regole.