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10 novembre 2012

PENSION BALNEARIA 56


Serva sudiciona,
siamo sempre in servizio al “bar de tapas”, ormai da settimane. Dovendo lavorare in pubblico, la perra ha leggermente cambiato i nostri ordini: ora dobbiamo lavarci accuratamente tutte le mattine, usando il sapone da bucato. Le divise, vanno lavate almeno ogni due giorni, peccato che, non avendo ricambi ci tocchi poi stirarle ed indossarle ancora umide. Ormai si è formata una clientela “affezionata” che pretende al proprio tavolo me o Pilar. Il giochino con i telefonini sta spopolando, tanto che l’ingeniera ha dovuto costruire altre scatolette che sono applicate anche ad un paio delle cinesine. Loro hanno però meno successo, forse perché troppo basse fanno tenerezza.
L’ingeniera ha installato dei nuovi set di batterie che durano tantissimo, così ci è stata tolta anche la pausa, dobbiamo continuare a lavorare fino allo sfinimento. Come se non bastasse, ora le scosse sono molto più forti, tanto che spesso non riusciamo a reggere e ci cade qualcosa dal vassoio.
Ovviamente la perra ha provveduto: ai nostri vassoi sono state agganciate un buon numero di mollette da bucato, quelle di legno, utilizzate dalle nostre nonne. Così, ad ogni vassoio rovesciato, oltre alle scosse somministrate direttamente dal cliente, la perra ci applica una molletta. E devo dirti che, nonostante io ne abbia passate di tutte, le mollette ai capezzoli non sono per niente piacevoli quando ti vengono lasciate applicate per delle mezz’ore. E poi capita il cliente che si diverte a toglierle e massaggiarti il capezzolo, scatenando altri dolori. E se è cattivo, una volta ripresa la circolazione, rimette “in sito” la molletta, facendoti piangere. Non ti racconto in che altro posto la perra ci attacca le mollette. Per fortuna lo fa solo se l’infrazione è grave, perché diventa quasi impossibile continuare a lavorare, come lei pretende, con una molletta che ti martirizza il bottoncino!
Per nostra fortuna la perra non resta qui al bar troppo a lungo, infatti continua ad imperversare anche sulle nostre colleghe alla “pension balnearia”.
Ho potuto leggere i tuoi diari, caspita, hai una Signora di polso! Ti esorto all’obbedienza ed attendo di poter leggere il seguito.

sguattera Nadia.

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