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18 aprile 2014

DIARIO DI UN'EDUCAZIONE 1

Un pregevole contributo fornito da FrauJulia

DIARIO DI UN'EDUCAZIONE  / 1

È una normale serata di svacco nel mini appartamento di una serva di nostra conoscenza. Come tutti i giorni in cui non è di servizio dalla Signora, la serva ha cazzeggiato tutto il giorno su internet. Ora la serva pregusta la doppia porzione gigante di pizza ordinata via telefono. Sa che il ragazzo delle consegne le porterà anche un paio di birre, anche se non si potrebbe, la comodità val bene una mancia.
Suonano al citofono. La serva preme l’apriporta e prepara aperta anche la porta dell’appartamento, ha proprio fame, la porzione gigante è proprio quella adatta. Ma……. la porta si apre ed, anziché il ragazzo delle consegne, la serva di trova di fronte due donne: una è la Signora. La serva ha un tuffo al cuore, non si aspettava proprio questa cosa, la Signora non è mai venuta a casa, anzi, non dovrebbe sapere neanche l’indirizzo.
La Signora avanza, con portamento autoritario: “Bene, bene, finalmente ho trovato il tuo indirizzo.”
La Signora guarda attentamente la serva, capelli scarmigliati, indossa ancora il pigiama ed una vestaglia che ha visto giorni migliori. “Non indossi la divisa, spero almeno che tu indossi le mutande disciplinari!”
La Signora scambia uno sguardo con l’altra donna. La serva osserva la sconosciuta: una donna oltre i 50, alta e robusta, con faccia cattiva ed autoritaria, indossa una tuta di acetato, con uno scudetto.
La Signora chiede: “Chi immagini che sia questa mia amica?”
La serva, classifica la sconosciuta come una delle tante badanti rumene di cui è pieno il quartiere. La sconosciuta, sentendo la risposta, latra una imprecazione in tedesco. La Signora interviene: “Elize è un ex atleta della DDR. Si è poi specializzata ed ha lavorato a lungo come capoinfermiera. Ti rivolgerai a lei chiamandola con il suo titolo di “Oberschwester”.
Elize prende in mano la situazione, toglie la vestaglia alla serva ed abbassa decisa i calzoni del pigiama: la serva indossa un paio di morbide mutandine di cotone, le mutande di punizione sono ammonticchiate in un angolo e, dall’odore non sono state neanche lavate e fatte asciugare!
Elize estrae da una tasca un quadernetto nero ed inizia a prendere appunti.
Si ode una seconda scampanellata, Elize apre e si trova di fronte il ragazzo della pizzeria. Ritira l’involto e congeda il fattorino. Ora le due donne analizzano il contenuto del pacco: doppia razione di pizza e birra. Passano poi ad osservare il lavandino: lattine di birra vuote, numerosi cartoni di pizze e involti di panini e patatine di fast-food, testimoniano di quale sia la cura che la serva pone alla propria dieta e nel rassettare la propria casa. Inutile dire che la tappa successiva è la camera da letto: letto che, nel tardo pomeriggio è ancora sfatto. Risultati ancora peggiori si hanno dall’ispezione in bagno: a parte il disordine sovrano, qualcuna ha orinato nella tazza senza neanche tirare l’acqua e, guardando meglio, non utilizza troppo neanche lo scopino.
La Signora ha un rapido briefing con l’Oberschwester, le due donne prendono una decisione: l’Oberschwester resterà a casa della serva, in modo da obbligarla ad osservare le Regole anche nei giorni liberi dal servizio.
Una volta organizzate le cose la Signora, prima di congedarsi, assiste ad una prima sculacciatura della serva, somministrata dalla Oberschwester per “rompere il ghiaccio”. Le potenti mani della ex atleta colpiscono instancabili le povere natiche della serva che ben presto virano ad un bel colore rosso acceso.
Ora la serva, ancora piangente, si vede presentare quattro bottigliette da ¾ di litro d’acqua: da oggi in poi dovrà bere tutta quell’acqua ogni giorno. E, per iniziare la serva deve subito ingurgitarne una. La cosa avviene con grande fatica: la serva non è abituata a bere tanta acqua, sarebbe diverso se fosse birra….
La Signora esce soddisfatta: la serva verrà rieducata a puntino ed Elize ha trovato una accogliente e gratuita sistemazione.
Quanto alla serva, ora che ha bevuto così tanto, ha la vescica gonfia ed alla fine deve chiedere il permesso di fare pipì. La Oberschwester avverte: la serva avrà quattro permessi di usare il bagno al giorno. Permessi addizionali, solo nei casi di clisteri o purghe.
La Obershwester indaga sul ….. funzionamento della serva: quando è andata di corpo?
Ed alla risposta insoddisfacente la Elize prende dal proprio bagaglio una scatola di supposte. “Per rimediare momentaneamente al blocco useremo queste, sono rapide ed efficaci. Nei giorni a venire sentirò Madame per gli opportuni provvedimenti. La serva non crede alle proprie orecchie,ma che vogliono farle per un po’ di stitichezza?
La serva viene subito obbligata a lavare le mutande disciplinari e ad asciugarle sommariamente con uno strofinaccio. Ma è il momento dell’azione: la Oberschwester ammucchia i cuscini sul divano, li copre con un salviettone. Indossa, con fare molto professionale, dei guanti di latex. Le supposte vengono aperte. La Elize ne libera tre dal blister. La serva sgrana gli occhi: tre????
Ed ora la serva deve offrire il culetto. La supposta si fa strada ed un dito dispettoso la fa giocare spingendola dentro solo a metà e attendendo che lo sfintere la respinga, prima di inserirla nuovamente. Alla fine il dito la spinge in profondità. Le altre due supposte seguono la sorte della prima. Ora la serva deve mettersi sulle ginocchia della Oberschwester, come per essere sculacciata. Le natiche vengono tenute strette per qualche minuto, in modo che le supposte inizino a sciogliersi. A questo punto la Oberschester prende da un pacco un pannolone e lo mette alla serva, facendole poi indossare le mutande disciplinari, fredde ed umide.
“Ora vediamo di iniziare a ripulire l’appartamento!” è l’ordine dato alla serva. Scopa, paletta, secchio e straccio per i pavimenti vengono messi in funzione. Per il primo quarto d’ora la serva si dimentica completamente delle supposte, tutta presa come è nel lavoro. Ma ben presto il pancino si fa sentire, prima con un bruciore interno, bruciore che viene rapidamente sostituito dal mal di pancia. La serva, moltiplica i propri sforzi per accelerare le pulizie, ha già capito che fino a che non sarà tutto pulito non le verrà concesso l’uso del bagno. Ma, più si dà da fare più aumenta l’urgenza dello stimolo. Ora la serva lavora a scatti, fermandosi all’arrivo delle contrazioni. Gocce di sudore le bagnano la fronte.
La Oberschwester non sente ragioni, prima di usare il bagno l’appartamento deve “passare l’ispezione”. Anzi, di tanto in tanto la Oberschwester passa un dito dove la serva ha già pulito ed ordina di pulire meglio! La serva deve anche cambiare le lenzuola: la Elize prenderà la camera, la serva dormirà su una brandina nel ripostiglio.
Sarà per la stitichezza di cui soffre o per la paura di cosa le può accadere o per la vergogna, ma la serva riesce a resistere fino alla fine! Gli ultimi istanti sono i più angosciosi, quando, grondante sudore attende il permesso di andare in bagno. E non vi dico la corsa disperata verso la liberazione. Ma la Obershwester segue la serva anche in bagno, la serva si farebbe frustare, pur di non doversi scaricare in presenza di un'altra persona. Ma, anche grazie alla posizione seduta, la serva non è più in grado di controllarsi. Elize osserva, ordinando di non tirare assolutamente l’acqua.
Ed è una serva rossa di vergogna che vede la Oberschwester ispezionare anche la tazza, scuotendo la testa. “Domani parlerò con la tua Padrona, qui c’è bisogno di interventi efficaci e di una lunga riabilitazione ” è la frase che farà preoccupare a lungo la serva , mentre cerca di prendere sonno, infastidita dalle mutande umide e dalla scomoda brandina.
(1- continua)


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