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3 settembre 2014

PENSION BALNEARIA 87 / LA PUNIZIONE DELLA SERVA SARA


Nobili Signore, serva sudiciona,
vi relaziono sui primi giorni di corso, non ho avuto modo di controllare da vicino la perra ma Alejandra insiste, la perra è in buone mani. Le prime lezioni, come anticipato si tengono nell’hydroterapia. La prima sfortunata “guinea pig” è la serva Sara, una biondina quarantenne. Sara si è meritata la partecipazione come “caso di studio” per …. eccesso di ammonizioni. Dovete sapere che qui se le detenute paiono battere la fiacca, vengono ammonite una sola volta, la seconda volta iniziano i castighi. A Sara verrà applicato un clistere punitivo. Vedo la quantità di liquido, niente di particolare, solo 1.5 litri. Ma, spiega Alejandra, lo scopo di questo clistere è di fare da base al enema “gota a gota”. Infatti, sulla piantana che sorregge l’apparecchio, viene attaccato un secondo apparecchio, dotato di un regolatore simile a quello delle flebo. E’ così possibile far durare il clistere per tempi lunghissimi, riempiendo l’intestino molto lentamente, oppure addirittura regolare in maniera da limitarsi a compensare l’acqua assorbita dai tessuti. E ci viene mostrata una delle bottigliette dell’armadio a vetri, contenente un liquido di colore rosso. Leggo sull’etichetta gli ingredienti, vi riporto quelli che ricordo: sapone neutro, bicarbonato, olio di ricino, estratto di bile bovina, senna ed altri nomi scientifici che non capisco. Capisco benissimo, invece, le istruzioni d’uso: il preparato eccita i movimenti dell’intestino. Se usato in piccole dosi, stimola i movimenti peristaltici provocando un forte stimolo all’evacuazione. Si avverte che l’uso del preparato in dose abbondante, provoca una immediata incontenibile evacuazione, seguita da forti crampi per un lungo periodo. Capita a fagiolo una delle detenute in punizione: Alejandra, davanti a tutte la classe delle sorveglianti, le ordina di denudarsi. Lega poi le braccia della ragazza alle cinghie alla sbarra superiore di quello che vi ho descritto come “asticella”. In realtà vediamo che si tratta di un oggetto molto robusto, fissato al pavimento. La ragazza, dicevo, è così costretta a stare in piedi. Le viene infilata una cannula con una vistosa “oliva” sulla punta. L’operazione non è troppo piacevole. Viene praticato rapidamente il primo clistere di riempimento. Poi Alejandra preleva, con una piccola siringa, una piccola quantità del rosso liquido e lo aggiunge ai 2 litri di acqua del “gota a gota”, che diventa immediatamente di un bel rosa. Il gocciolatore viene presto regolato su un gocciolamento abbastanza vivace ed inizia la somministrazione. Per i primi dieci minuti non accade nulla di particolare, ma in seguito i movimenti della ragazza, che stringe forte le cosce tra di loro, indicano che l’effetto è cominciato. Bisogna dire che la poveretta, con le braccia fissate in alto, non ha alcuna possibilità di lenire i dolori, inoltre la posizione all’impiedi non né certo la migliore per un clistere, visto che la forza di gravità aiuta l’espulsione. Alejandra non risparmia le minacce, se sfugge anche solo una goccia la ragazza riceverà una punizione memorabile. E così per una interminabile mezz’ora la punita deve sopportare il rivolo di liquido che la tormenta, gonfiando ad un ritmo impercettibile il pancione. Ad un certo punto la ragazza scoppia addirittura in lacrime ma la clessidra non ha ancora terminato la sabbia e la punizione continua. Alla fine la ragazza cede, espelle la cannula ed un fiume di liquido inonda la vasca prudentemente posta sul pavimento.
Alejandra, magnanima attende che il tutto sia finito, si avvicina all’armadio delle attrezzature e torna con una sonda di gomma rossa, con due palloncini a forma di uovo posti verso la punta: una sonda Bardex! Ci viene mostrato come i due palloncini possano venire gonfiati, aiutando così a prevenire eventuali perdite, anche se, continua Alejandra, potrebbe sempre avvenire un “parto”.
La detenuta, stavolta, non deve attendere a lungo per il riempimento, Alejandra scioglie direttamente una doppia dose del liquido rosso in tutto il liquido e somministra il tutto piuttosto rapidamente. La ragazza cerca, per quanto può, di restare in piedi ferma, ma i dolori alle viscere la fanno contorcere come una biscia! Rivoli di sudore e sospiri si sprecano, anche se, obbedendo agli ordini di Alejandra, nessuna implorazione viene emessa. Alejandra sembra molto soddisfatta, limita addirittura il tempo di ritenzione ad un solo “giro di clessidra”. Il bonumore di Alejandra, ci rivelerà più tardi, è dovuto al fatto che una delle detenute, gli hanno riferito, si è appena meritata una delle memorabili punizioni per cui l’Istituto è famoso. Domani, ci annuncia, potrete assistere al “Parto” ed alla speciale preparazione adottata per le detenute più ribelli.
Termina così la giornata, devo confessare di essere curiosa, non ho idea in che cosa consista questa punizione ma domani lo scopriremo.
Vostra umile sorvegliante Nadia.
(87- continua)


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