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17 luglio 2015

TRANSFORMATION D'UNE BOURGEOISE 2


TRANSFORMATION D'UNE BURGEOISE 2
 by Conchita

As I was talking she took me by hand and we went to the living room,
we sat together in the couch and she started holding my hand as I
continued my monologue. When I stopped I started crying again, God what
was happening to me, was that strong sleeping tablet that made me so
emotional? She put her hand around my shoulder and pulled me towards
her. Soon my head was resting on her shoulder and I closed my red eyes
for a moment of rest.

Suddenly I felt her warm lips kissing my cheeks and forehead and then
she kissed me in the mouth in an unexpectedly passionate manner. I was
completely taken by surprise but I felt at the same time an increased
sexual excitement. She then wiped my wet eyes with the edge of her apron,
something that excited me even more. She started talking to me in a quite
but firm manner, definitely forgetting her position in the house. She
spoke to me as a friend rather than a domestic : "With the little I know
you are completely secure financialy, you owe this wonderfull property
and you have a steady income from your grandfather's trust. You are 37
years old, you don't have to work for a living and you can organise your
life anyway you want." She stopped and looked at me rather sternly I
must say, as if she was accusing me for having all those benefits in life.

I looked back and all of a sudden I realised that I needed that woman. I
said without hesitation : "Look Monique. Would you like to stay the
week with me to help me get over this terrible crisis I face, even if
you thing that is not that serious?"

She answered back immediately as if she knew the answer even before I
asked. She said : "I'll stay on one condition, we have to establish a
different relationship, not the one of employer and employee to start
with. I am Monique for you, but you are Marie Benedicte for me." I blushed
a bit when she mentioned my double name. Coming from an upper class
family I had several names in fact my full name was Jeanne Marie Benedicte
Batiste D' Armagnac. But for my friends I was simply Marie Benedicte.

"Of course I accept Monique" I eagerly said and at the same time I was
thinking what she means with this 'to start with'.

"In that case" she continued "you have to give me access to your wardrobe,
I always felt envious for your elegant clothes and I don't have but my
working clothes with me. And since I'll be a guest in this house for the
rest of the week, no more housework for me. Do you agree Marie Benedicte?"

I blushed again, this woman had a way of intimidating me that I hadn't
notice before, a whole new persona of Monique was in front of me. "Of
course Monique, there are plenty of clothes in my cupboards, more than
I can use myself, you can choose anything you want and I think we are
about the same size. Please let's go upstairs and sort things out"

We reached the master bedroom and to my total surprise she started undoing
her apron and overall dress. She saw my look and said casually : "I think
I'll have a bath first before I dress in my bourgeois lady clothes. Would
you be a pet and run a bath for me, and please add some of the nice bath
oils you are using, I want to smell like a bourgeois lady from now on."
(2- à suivre)

20 luglio 2013

AUTOCONTROLLO DELLA SERVA

Pubblichiamo un prezioso contributo della Signora FrauJulia


Care Signore,

con l’arrivo dell’estate ho deciso di sottoporre la serva ad una periodica accurata igiene intestinale. Del contempo le ho assegnato l’obbiettivo di migliorare il proprio autocontrollo. Per ottenere entrambi gli scopi, niente di meglio dell'applicazione periodica di qualche buon clistere.

Riflettevo però sulle modalità di applicazione dei clisteri disciplinari. Troppo facile per le serve sopportarli loro malgrado, grazie a plug e mutande di gomma, per migliorare l’autocontrollo occorre la “collaborazione” attiva della serva. E così ha preso avvio il “lavement sans culottes”. Niente di nuovo sotto al sole, come vedrete. Con frequenza almeno bisettimanale alla serva viene applicato un clistere di media grandezza, diciamo un litro o un litro e mezzo di Eau de Lancy o, più prosaicamente, acqua e sale, a temperatura ambiente, diciamo intorno ai 24 gradi. A seguire inietto anche una peretta da 250 cc di aria, in modo da stimolare i crampi e rendere la pancia “gorgogliante”. La serva viene avvertita che dovrà resistere per un certo tempo diciamo dai 15 minuti le prime volte, aumentando poi gradualmente fino a 45 minuti. Nessun ausilio per aiutarla a trattenersi, anzi, dovrà restare in piedi e lavorare. Magari, per ridurre la possibilità di “incidenti”, in particolare le prime volte, il tempo di ritenzione verrà passato in piedi nella doccia o nella vasca da bagno, con le mani legate in alto, in modo che non possa massaggiarsi il pancione o aiutarsi in qualche modo a “tappare”.

Nonostante la quantità di liquido sia molto ragionevole, i movimenti peristaltici scatenati dall’acqua fredda e dall’aria, sommati alla forza di gravità, metteranno a dura prova la capacità di sopportazione della serva. Infatti ciclicamente la serva avrà delle contrazioni e delle ondate di dolore in coincidenza dei movimenti peristaltici, contrazioni chiaramente avvertibili dal sordo gorgoglio proveniente dal ventre della serva.  Solo stringendo disperatamente gli sfinteri, riuscirà a resistere, ma non potrà fermarsi, il lavoro deve continuare. Vedrete che, nonostante il clistere fosse di acqua relativamente fredda, ben presto il sudore macchierà la divisa della sguattera, impegnata a fondo dallo sforzo di controllarsi.  Alla fine del tempo, la serva potrà infine dolorosamente e rumorosamente svuotarsi nel “cesso della servitù” o, se non ce la facesse a reggere fino a raggiungerlo, in apposito secchio.

Ovviamente se non raggiungesse l’obbiettivo, la punizione consisterà, al secondo “tentativo” di due litri con 250 cc di aria, da ritenere, sempre senza ausilio, per il tempo di 20 – 30 minuti.

Se la serva fallisse anche il secondo tentativo deciderò io se procedere ad un terzo “tentativo” con 3 litri o più di acqua da sopportare per soli 10 - 20 minuti, permettendole di aiutarsi con un “tampone” di carta igienica, oppure ricorrere direttamente alla intramontabile ed odiata dose di olio di ricino che assicurerà una ancora migliore igiene intestinale (cfr. miei commenti riguardo alle purghe punitive).

Risulati ottenuti:

direi abbastanza incoraggianti. Fatto salo le prime due somministrazioni, in cui ho dovuto ricorrere ad un secondo ed un terzo “tentativo”, ormai la serva ha sviluppato un buon autocontrollo e riesce a superare la “prova” se non sempre al primo, almeno al secondo “tentativo”. Quanto alla temuta “assuefazione” a questo metodo disciplinare, per ora non si è manifestata, anzi la serva odia il tutto ed all'avvicinarsi del giorno della pulizia intestinale sono sospiri e preghiere per dilazionare la “prova”. Ovviamente non prendo lontanamente in considerazione la cosa e il programma di “lavement san culottes” proseguirà, magari aumentando leggermente le “difficoltà” del primo livello, che ne dite?

FrauJulia

 

 

9 febbraio 2013

UNA NOTA DI FRAUJULIA SUL "CASO TRIPOTEUSE" O DEL "BAUME DE TIGRE"

Pubblichiamo una lettera di FrauJulia e Madame Janine riguardante la punizione della sguattera sudiciona con il "Balsamo di tigre".

Gentile Madame Janine,
la sguattera sudiciona preoccupa non poco: nella sua relazione si nota che, nonostante sottoposta a dura punizione, anzichè rammaricarsi, vergognarsi e impegnarsi a controllare i propri bestiali istinti, occhieggiava le domestiche di Madame, comunque sue superiori, intuendo o INVENTANDOSI addirittura eccitazione ed orgasmi. A questo punto mi chiedo quali possano essere i motivi di questo:
1) la perversione che la sta consumando
2) una fantasia morbosa e perversa
3) la, magari involontaria, speranza che se "così fan tutte" le sue colpe  risultino alleggerite.
Ora, per raddrizzare questa serva occorrerà molto molto impegno e Madame, sicuramente, conosce meglio di me i metodi da utilizzare per instaurare nella serva il riflesso pavloviano orgasmo illegale=dolore.
Vorrei invece proporre come indirettamente punire la serva per le sue accuse pubbliche:
vengano punite le tre domestiche con un clistere, di tre litri di acqua e sapone per Elenoire e due litri per le altre due. Elenoire, inoltre dovrà sopportare da quindici minuti a un ora a pancia gonfia.
L'infermiera si lascerà sfuggire, durante le dolorose evacuazioni, di rigraziare la sguattera sudiciona per i clisteri. Penseranno poi le tre domestiche a fare sì che la sudiciona pensi ai fatti propri e non si permetta mai e poi mai di sbugiardarle sul blog!
FrauJulia

8 gennaio 2012

LAVARE PAVIMENTI: L'OPINIONE DI UNA SERVA

Cara Monika
Sono la serva Martina “tina” vorrei se mi permetti dire la mia idea sul lavare i pavimenti.
Per me è quasi un esercizio spirituale da compiere quotidianamente, bisogna stare giù in ginocchio strofinare con forza sciacquare spesso lo straccio, non importa se si sente dolore alle ginocchia o fa male la schiena, bisogna pensare che la nostra padrona avrà un pavimento splendente e farà bella figura con le amiche grazie alla nostra fatica.
So che è un argomento già trattato ma ho detto quello che penso.
Un caro saluto
tina

31 dicembre 2011

PENSION BALNEARIA 16

Cara Monika,
qui, ormai da mesi, siamo praticamente trattate come schiave. Della Signora nessuna notizia. Così la scorsa settimana  Pilar mi ha chiesto se ero disposta ad andare con lei e chiedere un colloquio alla consultora, in modo, con la scusa di informarci sulla salute della Signora, di cercare di avere notizie sul nostro futuro e magari chiedere migliori condizioni di vita. Mi sono detta d’accordo, consapevole che potevamo incorrere nelle ire della perra.
Infatti è proprio andata così, ti assicuro che ci siamo comportate correttamente, senza assolutamente mancare di rispetto. Dopo averci fatto fare anticamera per due ore ci ha fatto entrare ed è bastato chiedessimo notizie della Signora per scatenarla. Ci ha cazziate per quasi un ora, rinfacciano a noi in particolare e a tutto il resto del personale, scarso impegno nel lavoro, clienti scontenti della pulizia, del cibo, dei trattamenti termali e via di seguito.
Ci ha congedate,  dicendo che sarebbe stata attenta in particolare al comportamento di noi due, ci avrebbe pensato lei a raddrizzarci. Gog e Magog ci hanno spintonate e prese a schiaffi e così siamo tornate in lacrime a dare le cattive notizie alle altre.
E la perra è stata di parola: tutti i lavori pesanti sono diventati i nostri, e non solo, da mangiare ci danno solo il “comer del perro” , inoltre dobbiamo stare attente anche a non farci vedere inoperose nei momenti di pausa. Pensa che, poiché mi ha vista riposarmi un attimo e bere un sorso di caffè, la perra mi ha convocata in sala mensa, alla presenza di tutto il personale, qui gog e magog mi hanno spogliata completamente nuda e legata alla silla de la verguenza.
Le vecchie cinghie di cuoio dovevano essere state ben ingrassate, perché sono ancora in perfetta efficienza. Mi sono trovata legata come un salame, figurati: il seggiolone è molto alto, per cui i piedi sono sollevati da terra, le cinghie ti bloccano caviglie, polsi, bacino, petto, collo e la fronte. Puoi solo respirare, muovere le dita e sbattere gli occhi.  La seduta della sedia è uguale alla seduta di un water, per cui le tue parti intime sono accessibili.
La perra mi ha detto che poiché ero stanca ora potevo riposarmi, anzi, avrei potuto bermi un bel tè. Una delle due aguzzine è andata a prendere un “vaso da notte”, un cimelio dei tempi andati. La perra mi ha detto: ora puoi prepararti il tè, e ha messo il contenitore sotto di me ordinandomi di fare pipì. Come potete immaginare le pulsazioni mi sono andate a 1000, non ne avevo nessuna intenzione. Ad un cenno della perra gog e magog mi hanno preso un seno a testa ed hanno cominciato a strizzare. Mi sono messa a strillare ed ho dovuto sforzarmi per fare pipì di fronte a tutte. Che vergogna, soprattutto quando il getto si è messo a generare un sonoro scroscio. Probabilmente di tutte le presenti  lo sentivo solo io, ma che vergogna, mi sarei sotterrata. 
Ma, non era finita, la perra mi ha avvicinato l’orinale alle labbra ordinandomi di bere tutto. Ho cercato di divincolarmi ma l’artigiano che ha costruito la silla ha fatto, purtroppo, un buon lavoro. Nonostante i miei disperati sforzi e la silla mi ha tenuta bloccata, immobile, e l’unica cosa che sono riuscita a fare è procurarmi dei lividi dove c’erano le cinghie. Allora ho tenuto la bocca chiusa ermeticamente, facendo resistenza passiva.
Peggio per me, la perra ha preso un siringone attaccato ad un doppio beccuccio di acciaio, l’ ha riempito di pipì mi ha infilato i beccucci nel naso ed ha dato una stantuffata.
Mi è sembrato avessero iniettato dell’acido! Un bruciore che non ti dico sulle mucose interne del naso e della gola e poi starnuti e colpi di tosse, proprio come quando ti va di traverso del succo d’arancia. Sono restata senza fiato per parecchio tempo, sempre tossendo da spaccarmi i polmoni.
La perra ha aspettato sghignazzando che mi riprendessi e mi ha detto che potevo scegliere tra fare la brava e bere tutto da sola  o ricevere tutto dal naso. Mi sono dovuta umiliare pubblicamente e sorbire piano piano tutto il mio “tè” al gusto pipì, succhiandola da un tubicino metallico immerso nel vaso. Non ti dico gli sforzi per tenere sotto controllo la nausea, un paio di volte non sono riuscita a controllarmi e il liquido che il mio stomaco rifiutava mi scorreva lungo il corpo!
Che schifo, rabbrividisco anche adesso, mentre te lo racconto, a distanza di mesi dall’accaduto.
Insomma il nome “silla de la verguenza” è più che appropriato, tieni conto che sono stata punita di fronte a tutte le altre dipendenti, inorridite da cosa stava accadendo.
E non è finita qui, infatti la perra ha trovato, tra gli antichi oggetti, un librone che ne elenca gli usi per le sedute idroterapiche, con tutte le spiegazioni  ed i disegni del caso. Ha detto che intende addestrare le fedeli cinesine a questi lavori e che chiunque di noi non si comporterà più che bene farà da “cavia volontaria” perché possano esercitarsi prima di applicare le cure ai clienti.
I lividi alle poppe ed ai polsi mi sono restati per più giorni, a testimonianza della cattiveria che gog e magog mettono nei loro compiti.
Qui il personale sta pensando di ribattezzare la Pension Balnearia come Pension de la ogressa, cioè pensione dell’orchessa
Ciao Monika, un saluto dalla tua sfortunata collega.
Sguattera Nadia
(16- continua)

26 novembre 2011

PENSION BALNEARIA 11


Cara Monika,
a noi sguattere  è capitato un altro guaio: è arrivata una “consulente”. Come ormai è usuale, si tengono le serve alla fame e si pagano stipendi d’oro ad una antipatica che grazie ai suoi titoli non fa nulla, salvo incassare danaro a palate.
La consulente ha la mania di controllare che nessuno batta la fiacca, quindi controlla quante camere vengono rifatte, quanti vagoncini di fango vengono trasportati, addirittura quanti giri di noria facciamo in un ora. Inoltre poiché dandoci da fare ci muoviamo con poca grazia, un'altra idea è stata di metterci delle cavigliere con una corta catenella, in modo che facciamo dei passettini stile geisha. Impedite nel camminare il lavoro va ancora più rilento, così l’idea della consulente è di usare le punizioni, per cui spesso abbiamo il fondoschiena rosso.
Inutile dire che chi lavora alla noria sogna di vedere la consulente al proprio posto, saprebbe bene come farla correre!
Insomma, il malcontento  e la frustrazione serpeggiano tra la servitù.
Ciao cara collega, scusa lo sfogo.
Sguattera Nadia