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26 maggio 2013

LANCY 7 - FRAU SCHWANGER VA IN CLINICA

la divisa delle padrone nella "Clinica" di Lancy
LANCY 7 - FRAU SCHWANGER VA IN “CLINICA” di sguattera sudiciona  

Padrona–figlia e madre-schiava 
Riprendendo il suo ridicolo saltellare, la schiava rinominata dalle sue padrone Frau Schwanger viene fatta avvicinare a quella che un tempo è stata sua figlia, ovvero la baronessa Brunilde, figlia del barone E.M. Di Tubingen ed ora adottata a pieno titolo dalle Signore di Lancy.
La guardiana Longue Hilde assesta un forte sculaccione sul sedere della schiava, e dallo schiocco che esplode nell'aria, proveniente dal culo coperto dalla divisa stropicciata e macchiata, si intuisce che la lazzarona indossa la regolamentare doppia mutanda contenitiva di Lancy, a doppio strato di gomma e di cuoio.
Frau Schwanger tiene gli occhi bassi, sa che le padrone non amano troppo essere guardate negli occhi dalle schiave.

Display Position 
- Schiava Frau Schwanger, in posizione di offerta! - sibila Brunilde M.
Immediatamente la serva-madre esegue l'ordine della padrona-figlia: divarica le gambe, spinge in fuori il ventre gonfio con le mani, offrendolo alla padrona in quella che si potrebbe definire una postura da “display”. Le mani esperte di Brunilde, tastano, premono, mentre le sue orecchie attente valutano l'intensità degli sciacquii e dei gorgoglii che provengono dal pancione avvolto nella gomma del grembiule. Una smorfia di dolore si disegna subitanea sul volto giallastro della serva, mentre la mano curata della padrona si insinua profondamente nelle budella.

 La scorreggia di Frau Schwanger 
Ed ecco che improvvisa, inaspettata, dal culo della sguattera proviene una sonora scorreggia. La guardiana Longue Hilde ha un sussulto: una mancanza di rispetto così palese nei confronti di una Signora raramente rimane impunita, e le punizioni possono coinvolgere non solo la schiava, ma anche la sua guardiana.
A dispetto del volto giallastro, il viso di Frau Schwanger si è colorato di rosso, il colore della vergogna. Ma subito le sue gote, al pensiero della punizione, ridiventano del solito colorito giallo e spento.
Le due Signore di Lancy, Anne e Louise, all'osceno rumore si sono voltate, le tazzine di porcellana ancora in mano, il vapore del tè che veleggia leggero nell'aria immobile.

Aspettano di vedere la reazione della loro protetta e di poterla in seguito valutare e giudicare.
La pelle di Brunilde è tesa sul volto come una maschera in pelle umana sul volto di un sacerdote azteco. Rivolgendosi brusca alla guardiana, domanda:
- Com'è possibile? Dopo l'ingravidamento immagino che sia stata debitamente tappata, questa sudiciona, non è così, forse?
- Certamente, madamoiselle... - balbetta Longue Hilde. - Molto bene, lo vedremo subito! E controlleremo anche se ci sono state perdite! Portate questa lurida pigrona alla Clinica, vi raggiungerò fra un istante!

La “Clinica”
A sentir nominare la parola “Clinica”, Frau Schwanger diventa, se possibile, ancora più pallida.
- Sentito, sguattera? Muoversi, svelta! La Clinica ti aspetta! Hop! Hop! Hop!
Immediatamente ripreso il suo faticoso e grottesco saltellare, la schiava si avvia, seguita dalla guardiana che ogni tanto le assesta un colpo secco di frustino sul culo.
Come abbiamo già avuto modo di accennare in precedenza, nella parte più buia e sotterranea di Lancy ha sede la Fattoria, terribile luogo di correzione delle schiave riottose.
È curioso che l'unico altro luogo che le fa concorrenza in quanto a metodologie punitive impiegate, ovvero la Clinica, sia invece collocato in alto, molto in alto, su uno dei vasti tetti che sormontano il misterioso e mimetizzato complesso abitativo.
La Clinica è situata in quella che, vista dall'esterno, sembra una gigantesca chiesa di cemento curiosamente costruita proprio sul tetto più ampio di Lancy. Una sorta di chiesa, dicevamo, dal tetto spiovente, quasi gotico, ma totalmente priva di aperture e finestre.
Vi si accede dall'interno, mediante un ascensore che non fa scalo in nessun altro piano della costruzione di Lancy. Dal secondo piano, dove c'è l'Accettazione, l'ascensore vi porta direttamente alla “cappella”, come le schiave chiamano la Clinica.
Divisa in tre piani, la “cappella” ospita al terzo piano il reparto delle Degenti, ovvero delle schiave malate o comunque bisognose di cure. Al secondo piano si trova la sala degli Interventi e al primo piano quello che convenzionalmente viene chiamato il “Reparto Ginecologia”, dove le schiave vengono esaminate.

Dentro la “Clinica” 
Venticinque minuti dopo il colloquio con la madre serva, Brunilde M. sale nell'ascensore cilindrico che silenzioso e veloce la porterà all'ingresso della Clinica.
La sguattera Frau Schwanger e la sua guardiana l'hanno preceduta salendo a piedi sulla scala in pietra riservata alle schiave, ma data la relativa lentezza della schiava gravida, dovrebbero essere giunte al Reparto Ginecologia da pochi minuti.
Brunilde esce dall'ascensore e si dirige al banco dell'Accettazione, dove un'infermiera, in uniforme in latex bianco e grembiule dello stesso colore e materiale, la fa accomodare nello Spogliatoio delle Signore per cambiarsi.
Dato il tipo di trattamento riservato alle schiave nella Clinica, qui anche le Signore indossano una speciale tenuta: un'uniforme nera in latex corredata da un grembiule bianco dello stesso materiale, mascherina e cuffia.
Un paio di lunghi stivali di gomma nera, chiusi in un intrico di lacci e un paio di lunghi guanti di gomma bianca completano la mise delle Signore all'interno della Clinica. Scortata dall'infermiera di turno, la dottoressa Brunilde si appresta a raggiungere la schiava Frau Schwanger nel reparto Ginecologia.

Frau Schwanger viene preparata per l'espiazione 
Su un tavolo di acciaio, assicurata da spesse cinghie di gomma, in posizione genupettorale, col culo che sporge in fuori, e ancora completamente vestita con la sua sporca uniforme, il grembiulone da lavoro e con indosso le doppie mutande contenitive, la sguattera-madre attende la sua padrona, il pancione gorgogliante che pende verso il basso, tendendo il grembiule di gomma verde.

- Allora, scopriamo un po' cosa è successo. Infermiera, cominciamo a levare queste mutande e vediamo com'è messa sotto, questa lazzarona! L'infermiera esegue: aperto il lucchetto, vengono abbassate sulle cosce della serva le spesse mutande di cuoio. Poi, con perizia e rapidità professionali, l'infermiera abbassa anche le mutande di guttaperca.

L'infermiera controlla la tenuta del plug di gomma, sembra che sia tutto a posto.
Un sordo brontolio proviene dal pancione della detenuta. L'infermiera prende nota mentalmente del rumore, ma l'archivia subito considerandolo la norma, in una schiava che abitualmente ritiene un paio di litri nel ventre.
Poi qualcosa sembra attirare la sua attenzione , si avvicina per guardare meglio, accosta la mano guantata, fa per saggiare la tenuta del tappo, ed ecco che l'incredibile, l'irreparabile accade.

Il crimine di Frau Schwanger 
La sguattera lancia un grugnito, spinge, contrae il ventre, stantuffa come una dannata, e improvvisamente il tappo salta, e corredato da una serie di scorregge una più rumorosa dell'altra!
Un getto di nauseante vischioso liquido marrone dall'odore nauseabondo investe il grembiule e l'uniforme bianca della donna! Imprecando in tedesco, l'infermiera si scosta mentre la guardiana Longue Hilde, subito accorsa, si mette a fustigare senza pietà la sudicia schiava.
- Non c'è dubbio, l'ha fatto apposta! - sibila Brunilde all'infermiera.
- Vai a cambiarti, cara, e poi penseremo a come sistemare per bene questa panciona.

La preparazione di Frau Schwanger 
Un'ora dopo, la situazione sembra essere tornata alla normalità. Ci troviamo al secondo piano, al Reparto Interventi. Legata a un tavolo ginecologico di acciaio, Frau Schwanger indossa la tenuta delle Corrigende: divisa a righe bianche e rosse di cotone, senza maniche nè tasche e lungo grembiule di gomma marrone.
Lancy: enema harness
Ai piedi, stivali di gomma marrone, in testa cappuccio di gomma marrone con due buchi per gli occhi, due per le narici, e un buco (per ora tappato) per la bocca.
Lancy: steel nozzle
 Sul tavolo, due brocche in porcellana bianca da tre litri di acqua fredda, sapone di marsiglia grattugiato, un'ampolla di olio. Il contenitore del clistere è anch'esso in porcellana bianca, con fiori decorativi dipinti in azzurro, come tutti quelli in dotazione a Lancy. Il primo tubo di gomma è collegato a un ugello di acciaio a forma di grosso e largo dildo, dal diametro di circa 2,5 centimetri. Il secondo tubo è invece collegato a un “enema harness” con tanto di palloncino "Bardex" per garantire la ritenzione. Ripiegata, sul tavolo, c'è anche una pancera in gomma e crine di cavallo.
- Molto bene, da oggi inizierai una vita di espiazione, mia cara! - esordisce Brunilde M. apostrofando la madre-schiava.
- Espiazione e lavoro duro, con un bel pancione che nemmeno ti immagini, che nemmeno hai avuto quando mi aspettavi!
Da sotto il cappuccio di gomma proviene soltanto un mugolio senza senso.
(7- continua)

2 ottobre 2010

I CLISTERI PUNITIVI

IL CLISTERE PUNITIVO
di Lucia Marchi, coadiuvata dalla sua amica infermiera

La pratica del clistere, detto anche enema, è di solito considerata una cosa più o meno fastidiosa, da alcuni è considerata fonte di eccitazione sessuale. Ne esiste però una variante detta clistere punitivo (da adesso in poi CP) abbastanza temuta poichè può essere più o meno prolungato e che può comportare, per colui o colei che vi è sottoposta, la necessità di evacuare pubblicamente o in situazioni particolarmente umilianti (pannolone), spesso dopo aver sopportato a lungo, nell'impossibilità di liberarsi, i forti crampi conseguenti al clistere stesso.
Alla punita sarà permesso lamentarsi, questo è un buon feedback che permette di capire se la punizione funziona: i soliti lamenti "basta non ce la faccio più", "mi fa male", "scoppio", "mi sento l'acqua in gola" ci indicano che stiamo opearando bene, grida scomposte ed esagerate ci indicano di interrompere.
Alla punita verrà impedito di vedere il livello dell'acqua, anzi, meglio, le verranno bendati gli occhi, in modo da focalizzarla sulle sensazioni interne.


Esistono molte variabili coinvolte nella somministrazione di un clistere punitivo e nelgli effetti che questo provocherà:

1) strumento utilizzato
2) tipo di cannula
3) tipo di liquido
4) volume somministrato
5) temperatura
6) pressione
7) velocità di riempimento
8) aria nell'intestino o tubi
9) posizione da assumere durante la somministrazione
10) tempo e modalità di ritenzione
11) modalità di evacuazione
12) ripetizioni eventuali del tutto


1) l'attrezzo di più facile reperibilità per la somministrazione è l'enteroclisma da viaggio, si trova in ogni farmacia, ha una capacità di 2 litri. Per volumi superiori prepareremo l'ulteriore liquido in bottiglie di plastica, in modo da non concedere alla punita "pause" in attesa che l'acqua sia pronta, alla temperatura giusta.

2) Utilizzeremo come minimo la cannula vaginale (la più lunga). Su internet è possibile ordinare vari accessori per il clistere, si possono trovare cannule enormi, in modo da associare al CP la sodomizzazione, ed anche cannule gonfiabili che renderanno impossibile qualsiasi involontaria perdita perdita di liquido alla punita.

3) Tipo di liquido:
se si desidera unicamente umiliare la punita vanno benissimo i microclismi alla glicerina, nonostante la piccola quantità (pochi cc) sono molto efficaci, in particolare se se ne somministrano 2 - 3 e si impone un tempo di ritenzione di 30 minuti dopo aver fatto indossare le mutande impermeabili ed il pannolone. La punita dovrà scegliere se umiliarsi subito sporcandosi o cercare invano di resistere soffrendo.
Per un'indimenticabile punizione praticheremo un CP di grosso volume, dunque utilizzeremo acqua che è il liquido più sicuro, eventualmente aggiungendo un cucchiaino colmo di sale ogni litro d'acqua, per impedire che l'intestino assorba troppa acqua (nel caso di una serie di clisteri).

4) volume somministrato: partiamo da un minimo di 2 litri a 3 - 4 litri, a seconda del grado di pulizia dell'intestino (il primo clistere di una serie è bene sia di volume inferiore) e a seconda della corporatura e della resistenza della punita.

5) Temperatura: la temperatura di base Ë quella del corpo 37∞, possiamo avere clisteri pi˘ caldi da 38 a 42 gradi ma attenzione a non superarli, per il pericolo di ustioni al colon (testare sempre la temperatura con una guancia o la parte interna dell'avambraccio appoggiati alla sacca o al contenitore.
Solitamente i clisteri caldi sono sopportati meglio poichè generano crampi meno intensi, ottimi per una pulizia a fondo dell'intestino e per poter vedere la punita col pancione gonfio.
Clisteri freddi da 35 ai 20 - 25 gradi: qui siamo nel vero CP. A volte i crampi sono così forti che per la punita è impossibile resistere, se non si utilizzano cannule di ritenzione possiamo aspettarci addirittura espulsioni impreviste di liquido. Preferibilmente il clistere freddo può essere l'ultimo di una serie, in modo che la punita, gi‡ spinta ai limiti della sua resistenza dai clisteroni precedenti sopporti dei crampi ancora più forti ed eventualmente subisca l'onta della sconfitta.

6) pressione del liquido: conviene posizionare il contenitore da un minimo di 30 cm fino a un max di 1 metro d'altezza. Vedi anche velocità di riempimento.

7) velocità di riempimento: possiamo andare dal clistere somministrato molto lentamente a quello somministrato in 2 - 3 minuti. La velocità di riempimento può essere regolata con l'apertura dell'eventuale rubinetto o con l'altezza del contenitore. Solitamente più è veloce la somministrazione più è efficace, però alcune infermiere preferiscono somministrare il liquido in lunghi getti. Consideriamo anche le pause eventualmente concesse alla punita per riuscire a superare crisi dolorose momentanee: si ferma momentaneamente il liquido e le si massaggia il ventre. Si riuscirà ad apprezzare il gonfiore causato dal contrasto tra il crampo e il liquido in ingresso. Non esageriamo, però: 3 - 4 pause di un paio di minuti l'una sono il massimo che concedo, e solo in caso di volumi importanti e/o clisteri freddi.

8) la presenza di aria nel tubo: è sempre controproducente, l'aria disturba il libero flusso del liquido nei tubi e se finisce nell' intestino e crea dei crampi incontrollati e rende impossibile somministrare grossse quantità. È preferibile eliminare bene l'aria dal tubo prima di iniziare il clistere. A meno che si voglia sfruttare la cosa per avere evacuazioni pi˘ rumorose ed umilianti.

9) posizione: qui possiamo sbizzarrirci. La preferita potrebbe essere quella definita dalle infermiere genu-pettorale: in ginocchio, però con il busto abbassato fino ad appoggiare testa e petto sul materasso: è una posizione imbarazzante poichè espone perfettamente le parti intime della punita e non preme sull'intestino. Va bene anche la posizione supina, soprattutto se si vuole effettuare un massaggio durante l'introduzione del liquido. Una posizione che rende ancora più impegnativo il CP per la punita è il clistere all'impiedi, poichè il movimento ascendente dell'acqua viene contrastato dalla forza di gravità.

10) tempo e modalità di ritenzione: i tempi di ritenzione che impongo vanno dai 5 minuti alla mezz'ora. Vanno modulati in modo da spingere la punita ogni volta oltre i propri limiti. Modalità di ritenzione: bello tenere la punita all'impiedi, in modo da apprezzarne la pancia gonfia e apprezzare le controsioni imposte dai crampi che la attanagliano. Si potrebbe farla camminare in corridoio, magari con i tacchi alti, in modo da aumentare gli stimoli, ma è più sicuro posizionare la punita nella vasca da bagno o nel box doccia, a scanso di "incidenti".
In caso di clisteri di grosso volume non impongo il pannolone: serve a poco, ma sporattutto offre alla punita la possibilità di sfuggire ai crampi scaricandosi anzitempo. Molto meglio tappare la punita con un butt-plug o una sonda gonfiabilie.

11) modalità di evacuazione: qui sta a noi decidere, anche in base a quale livello di umiliazione vogliamo giungere. Se la punita si è comportata accettabilmente, non infierisco, le permetto di utilizzare privatamente il bagno, altrimenti dovrà usare l'immancabile secchio oppure farsela addosso, magari messa nella vasca da bagno in una posizione in cui l'acqua evacuata le ricada addosso.

12) ripetizioni: preferisco somministrare sempre una serie di clisteri. Il primo, caldo o molto caldo, di volume ridotto, 1- 2 litri inizia a ripulire grossolanamente ed elimina l'aria dall'intestino. Poi seguito da 1 - 2 clisteri molto caldi di alto volume. Se la punizione deve essere particolarmente dura, gli ultimi due Clisteri sarnno di acqua fredda a 20 gradi. Solitamente le punite vengono avvertite che, se non sopportano fino alla fine e per tutto il tempo di ritenzione imposto un clistere, questo verrà ripetuto subito dopo l'evacuazione.

Dopo una buona seduta di clisteri punitivi avremo una serva umiliata e prostrata dai crampi e dalle evacuazioni, che di certo si guarderà bene dal commettere altre mancanze.

12 agosto 2010

LA SUPPOSTA PUNITIVA


Un secondo castigo per le domestiche pigre, sciatte o comunque che necessitano di una correzione; un secondo, efficacissimo contributo proposto dalla signora Lucia Marchi, coadiuvata dalla sua amica infermiera.
Monika, domestica


LA SUPPOSTA PUNITIVA

La supposta punitiva viene utilizzata per le punizioni "minori". Si ricorre a supposte "evacuatorie", quindi supposte di glicerina o altre sostanze che stimolano l'evacuazione. Le mie preferenze vanno alle supposte di glicerina. Poichè le supposte in vendita sono piuttosto piccole ed hanno un effetto "soft", per avere una valenza punitiva abbiamo la possibilità di somministrare più di una supposta. Meglio ancora: possiamo sciogliere più supposte e colarle in uno stampino, per formare un suppostone punitivo. Di solito sciolgo 6 - 10 suposte in un bicchierino messo nel microonde per una ventina di secondi e verso il liquido risultante in un "dito" di un guanto di plastica. E' possibile scegliere la "cattiveria" del nostro suppostone partendo da supposte per bambini che contengono meno glicerina o supposte per adulti. Preferisco un suppostone non troppo "cattivo", cosÏ la punita avrà la forza di resistere, soffrendo così molto più a lungo.
Il nostro capolavoro verrà sospeso in frigorifero in modo che si raffreddi e solidifichi. Con la scelta della misura del guanto e del "dito" da utilizzare avremo un certo controllo sulle dimensioni della supposta (sempre enorme rispetto a quelle di partenza).
Ora potremo somministrare alla serva la supposta e le imporremo il pannolone e le mutande di plastica per tempi lunghissimi, almeno 30 minuti prima di potere andare in bagno, tutta la notte se invece si è sporcata.
Lucia Marchi