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21 maggio 2014

PENSION BALNEARIA 81


Nobili Signore, sguattera sudiciona,
la Signora, spesso compie ispezioni per vedere come vanno le punizioni di perra e compagne. Ed è proprio durante una delle ispezioni che accade un fatto increscioso: la perra, che stava trattenendo un clistere, mostra i segni di evidente eccitazione. Tenta di negare, ma le dita dei candidi guanti della Signora portano segni evidenti di abbondanti secrezioni.
La Signora ci pensa un attimo e mi dice “Podemos matar dos pájaros de un tiro”, si fa portare da un'altra sorvegliante una specie di tanga di spessissimo cuoio. In posizioni opportune possono venir avvitati differenti plug anali e vaginali, un lucchetto blocca la robusta chiusura del tanga. E così presenta alla perra “su esposo, el señor perro”. La Signora sceglie due plug di taglia media, mi sarei aspettata scegliesse i più grossi. Mi spiega che non c’è fretta, inutile “desflorar” le aperture della perra meglio “ampliar penosamente y poco a poco”.
Accompagno la Signora in ufficio. Telefona ad una erborista sua consulente. Parlano velocissime in un dialetto che non conosco, l’unica frase che afferro più volte è “unguento del diablo”. Ben presto la Signora mi fa segno di seguirla nelle cucine. Mi meraviglio: la Signora in prima persona si mette a cucinare? E in una capace casseruola finiscono numerose teste di aglio, peperoncino in polvere, della qualità “diablo”, ortica, curcuma e pepe. Al tutto viene aggiunta cera d’api ed olio. Dovrò fare sobbollire a lungo la casseruola. Alla fine il risultato è un unguento rosso, di un rosso quasi fosforescente. Ed ora, con l’unguento raffreddato e messo in un capace vaso di vetro, ci rechiamo nella cella della perra. La Signora in persona, calza dei guanti di lattice e spalma abbondantemente, con cura, i due plug. E l’ “esposo”, così ben lubrificato, finisce nelle aperture della perra. La perra si lamenta per l’introduzione e poi, per un paio di minuti si calma. Ma l’unguento inizia ora il suo infernale lavoro. Vampate di bruciore si irradiano dai buchi dolorosamente dilatati. E se all’inizio sono solo suppliche, ben presto la perra viene imbavagliata, perché non disturbi troppo. E per evitare che tenti di alleviare il bruciore, viene incatenata alla noria, così si terrà occupata mentre intrattiene “su esposo”. La Signora mi spiega in seguito il perché “prendiamo due piccioni con una fava”: il terribile unguento urticante, oltre allo scopo afflittivo, ha miracolose proprietà antisettiche. Questo preverrà ulteriori infezioni intime di perra e compagne. E ben presto, oltre alla perra, anche le altre detenute avranno la visita “de sus maridos”.
Inutile dire che, per maggior spregio, la perra da oggi sarà adibita alla preparazione, ed al primo collaudo su se stessa, tramite “señor perro” , dei numerosi vasi di “unguento del diablo” necessari per le detenute della Pension.
A presto
Sguattera Nadia

(81- continua)



5 marzo 2013

PENSION BALNEARIA 60


© Georges Pichard
Nobili Signore, Serva sudiciona,
e così, dopo l’attacco isterico, vengo ammanettata ed incatenata, in modo da essere costretta a fare piccoli passettini, la perra in persona mi trascina fuori dal bar, tra due ali di clienti, spiegando ad alta voce che ci penserà lei a togliermi le mattane. Mi incatena al paraurti del suo gippone, mi fa liberare la gambe e parte, costringendomi a correre. Fortunatamente, appena fuori dal paese, vengo incatenata nel baule e così faccio “comodamente” i numerosi chilometri per arrivare alla Pension. Qui vengo affidata alle amorevoli cure delle carissime Gog e Magog che, tanto per cambiare mi bastonano. Si fanno un sacco di risate perché dal “bar de tapas” mi sono portata in una borsina alcuni pezzi di sapone da bucato, mi dicono che potrò eventualmente mangiarmelo. La perra ha una sua cura per le serve isteriche e ben presto sono costretta a sperimentarla. Una gabbia di ferro, piccola, saranno 100 x 120 x 60 centimetri non ho posto per stendermi e così devo stare piegata in una posizione scomoda. Niente da mangiare. Di tanto in tanto passa la perra e si diverte, visto che la sete mi tormenta, fa pipì in una brocca e subito mi costringe a berla, calda e puzzolente.
Quando vengo liberata e riportata dalla perra, sono indebolita. Anche la perra si fa un sacco di risate vedendo i miei pezzi di sapone. Per togliere i grilli dalla testa delle sguattere, dice la perra, niente di meglio che un po’ di lavoro, e così vengo messa alla noria. Devo spingere da sola il meccanismo, con una delle sorveglianti a controllare che io non batta la fiacca. Le ore passano lentissime, girando in tondo, spingendo la barra di legno della noria, a cui sono stata incatenata. All’ora di pranzo la perra mi ha fatto preparare un piatto speciale: un litro d’acqua in cui hanno immerso un pane, facendolo scogliere. Una bella “sopa magra”, sei costretta a bere e mangiare nello stesso tempo, non ricavando alcun piacere da nessuna delle due cose. Inoltre devi sbrigarti a finire, altrimenti le sorveglianti ti tolgono la scodella e fino al prossimo pasto non ricevi più nulla, neanche l’acqua. Come umiliazione addizionale, essendo incatenata alla noria, devo chiedere per pietà alle sorveglianti di potermi scaricare o fare pipì, e non sempre il permesso mi viene accordato, aggiungendo così alla fatica di spingere, quella di trattenermi.
Ma non è finita. La sera vengo portata nel salone, di fronte a tutte le altre serve. Mi attende la silla de la verguenza. Quasi svengo quando vedo cosa ha preparato la perra: tre mostruosi plug di bakelite, trovati quando abbiamo ripulito le cantine della Pension. La perra, viste le dimensioni spropositate, li utilizzava come fermacarte. Invece sono lì ben pronti per l’utilizzo. Le mie due “amiche” Gog e Magog mi legano. La perra in persona indossa dei guanti chirurgici e impugna il primo dei plug. Mi annuncia che, dato che è il più piccolo, lo infilerà senza lubrificazione, sta a me lubrificarlo con la saliva.
Non ricordo se lo ho già raccontato, ma in questa regione la cosa più umiliante per una femmina è violare il … lato B. Capite dunque l’umiliazione che mi viene imposta, di leccare accuratamente il plug, per almeno inumidirlo con la saliva per diminuire il dolore che mi attende. Poi la perra impugna l’oggetto e lo appoggia. Mi dice in modo che tutte sentano “si no quieres romper, empuje y relajarse!”. E così costretta, cerco di allargarmi. L’introduzione, sebbene il plug sia il più piccolo, è atroce. La perra spinge brutalmente, ruotandolo contemporaneamente e l’oggetto entra come nel burro, causandomi un forte dolore. Il mio urlo viene accolto dal sorriso della perra. Le mie compagne sono raggelate. Per ulteriore dileggio al plug è stato attaccato un ciuffo di fibre, a simulare la coda di un cavallo!
Dopo un po’ mi fanno rialzare e la perra attacca un peso all’anello posto in coda al plug. Sono così costretta a camminare, stringendo disperatamente, con il peso che oscilla tra le gambe. Il mio sfintere, già provato, brucia come l’inferno. Purtroppo non stringo a sufficienza e sento il plug scivolare inesorabilmente fuori. Devo ripulire con la lingua il plug che mi è sfuggito. Ma ora mi attende la misura successiva. Vedo le dimensioni del terzo plug, anche una mucca avrebbe difficoltà a riceverlo. Mi dico che costi quello che costi, devo accontentare la perra al secondo plug. Devo leccare a lungo anche questo tra i lazzi delle sorveglianti. La perra lo impugna ed inizia a spingere. Il plug è così grosso che non è possibile infilarlo in un solo colpo. Così per ben cinque minuti mi struggo a spingere e dilatarmi, mentre la perra spinge ed estrae l’oggetto sempre più a fondo. Il dolore è tremendo, pare mi abbiano inserito un ferro rovente!
Finalmente l’oggetto entra ed il mio povero sfintere si restringe, ma la base del plug lo tiene, comunque, enormemente dilatato. La perra appende nuovamente un peso e devo camminare a lungo tra le mie colleghe. Non contente raddoppia addirittura il peso e devo sforzarmi a stringere per non lasciare cadere anche questo. Non so quanto duri, a me paiono comunque ore. Alla fine la perra si stanca ed estrae il plug. Altro dolore per il mio povero buchetto. Devo nuovamente ripulire il plug con la lingua. Ma la cosa che mi terrorizza, scusate la crudezza, è che il buchetto rimane dilatato e …. mi sporco! Piango disperata per l’umiliazione e temo di dover portare un pannolone per il resto della vita! Fortunatamente in capo ad alcune ore il mio povero sfintere recupererà pian piano le sue capacità di tenuta.
Ma non è finita, ora la perra mi obbliga a tenere la posizione della rana : fa mettere due mattoni per terra e devo stare con i piedi su di essi, a cosce ben aperte. Le braccia vanno tenute aperte, in linea con le spalle e le palme delle mani vanno tenute in alto, un po’ come l’uomo di Vitruvio. Una federa mi viene messa sulla testa, in modo che io non possa vedere. La perra è in poltrona di fronte a me, armata del suo scudiscio preferito. E’ una posizione incredibile, a dirla sembra una cosa di tutto riposo, ma dopo una diecina di minuti ti ritrovi con le spalle doloranti ed i muscoli di braccia spalle e costato che paiono in fiamme. Ed al più piccolo movimento od accenno ad abbassare le braccia, la perra mi colpisce su interno cosce, vagina, seni ed ascelle. Sa benissimo che non sopporto di essere percossa in queste parti e si diverte come il gatto con il topo. Sudo, piango ma come accenno a muovermi sono fiammate di dolore dalle parti colpite e, se non faccio alla svelta a riprendere la posizione imposta le scudisciate si ripetono inesorabili. Dopo ore di tormento crollo svenuta vengo trascinata dolorante in cella, per una altra comoda nottata, da passare nuda sul pavimento di legno, in posizione fetale, visto che non posso stendermi.
Sguattera Nadia

23 luglio 2012

PENSION BALNEARIA 48


Cara Monika,
inutile dirti che con la fame niente affatto placata dallo yogurt, il mal di pancia dato dal trattamento subito e dalll’olio di ricino che mi era restato giù, non ho dormito affatto, ho passato parte della notte sul secchio destinato ai bisogni.
Né mi ha aiutato a rilassarmi il pensiero che la cosa si sarebbe ripetuta all’indomani. Alla mattina ci alziamo e dobbiamo svolgere parte dei nostri lavori, poi veniamo nuovamente convocate “por l’hydroterapia”. Veniamo nuovamente fatte mettere in posizione e legate ben strette. Sono la prima per il trattamento. Vedo la perra portarsi davanti a me con una larga scatola piatta, contiene un assortimento di sonde di gomma. Trasecolo, sono tutte lunghissime, di tre misure diverse. La più corta sarà sui 20 – 30 centimetri, grossa come un mignolo, con una punta arrotondata e un paio di fori posti leggermente prima della punta. La media è preoccupante: lunga 50 – 60 centimetri ed è larga come un dito medio. La lunga è spaventosa: lunga 80 – 90 centimetri e larga come un dito pollice. La perra gioca come il gatto col topo, fingendo di fare una immaginaria conta, per la scelta della sonda. Viene scelta la seconda, stavolta la piantana sostiene due enormi contenitori, delle vere e proprie botticelle, dotate di rubinetto e di un tubo ad Y che le riunisce e si collega alla sonda. La perra si mette allegramente i guanti, lubrifica ammiccando la sonda e si porta dietro di me, vedo l’azione nel monitor. La sonda viene inserita e spinta lentamente. E’molto fastidiosa. La sento scorrere in punti inarrivabili dentro di me. Ad un tratto non avanza più ed allora la perra fa aprire l’acqua, un fiotto caldissimo mi invade e, aiutata da questo, la sonda riprende la inesorabile e dolorosa marcia, a tratti viene estratta un pezzo e poi affondata dolorosamente ancora di più. E finalmente la sonda è tutta dentro di me, l’acqua inizia a gonfiarmi. Ben presto non ne posso più, ma inutile contrarre la pancia, il getto della sonda è inarrestabile. Finalmente la perra ritira la sonda, ammonendomi che se non terrò l’acqua sufficientemente a lungo dovrà ripetere l’operazione.
La frase ti mette in agitazione, vorresti obbedire per evitare altri dolori, ma poi iniziano i dolori e tua a stringere e soffrire … fino a che cedi, e subito l’aguzzina a dirti che dovrà ripetere il clistere con ancora più acqua, visto che non collabori. Comunque la perra mi annuncia che potrò riposarmi un po’, mentre passa al trattamento di Pilar.
Anche a Pilar, ora, tocca il trattamento tradizionale e anche per lei la sonda da 60 cm. Anche per lei la dolorosa introduzione e l’interminabile fiotto di liquido. Inutile dire che neanche lei riesce a soddisfare la perra come tempo di ritenzione.
Veniamo fatte rialzare un momento. La perra ci guarda e confabula a lungo con Caridad e la venditrice degli apparecchi di idroterapia. Si vede che sono abbastanza contrariate, sento dei brandelli di frasi, “estan gordas”, “vientre flacido”, “parecen un barril”. A quanto pare i trattamenti non hanno raggiunto l’obbiettivo e le donne si innervosiscono.
Dobbiamo svuotare le tinozze poste sotto di noi. Tra purghe e clisteri il liquido è ormai abbastanza pulito.
Ora la perra inserisce la sonda più lunga, la inserisce come prima con un fastidioso e doloroso va e vieni, che rende l’operazione lunghissima. Giurerei che si sta divertendo, io un po’ meno! Poi viene aperta l’acqua caldissima come prima, però giunti a metà riempimento la perra chiude il rubinetto di un contenitore ed apre l’altro. Dopo pochi istanti sento nell’intestino una lama gelata. L’acqua del secondo contenitore è fredda e provoca dei fortissimi crampi. Non posso che piangere e supplicare che si fermi. La perra mi massaggia lungamente la pancia, beandosi delle contrazioni che mi sta provocando. Poi diminuisce un po’ l’apertura del rubinetto. Ma la situazione è ancora peggiore, infatti il riempimento diventerà interminabile, con crampi gorgoglii e dolori. Sempre con la perra che preme dolorosamente la pancia un po’ da una parte un po’ dall’altra e divertendosi a sentire lo sciacquio. Stavolta, non fidandosi della mia tenuta, la perra mi tappa utilizzando una specie di suppostona intagliata nel jabon “hiel de vaca”, un sapone da bucato molto irritante. Infatti, dove il buchetto stringe la base assottigliata del tappo, brucia moltissimo. E così mi trovo tra incudine e martello, per trattenere il mare di liquido che mi gonfia come un otre devo stringere disperatamente il buchetto ma questa operazione provoca un terribile bruciore. Inoltre il sapone che, a contatto con l’acqua del clistere, si scioglie contribuisce ad aumentare il mal di pancia.
E non mi consola il fatto che mentre io sono preda della nausea per l’acqua che sento risalire fino in gola e smanio per i dolori, anche Pilar riceva il medesimo trattamento. Resistiamo per una buona mezz’ora, da brave pazienti, con i pancioni gonfi, gorgoglianti e dolori da partorienti.
Ma un altro stimolo doloroso supera ormai tutti gli altri: tutta l’acqua ricevuta mi ha riempito la vescica e ormai se non faccio pipì esplodo. E quando dico alla perra che non ce la faccio più mi guadagno una altra bella schiacciata di pancia proprio in corrispondenza della vescica!
Sembra che abbiano aperto una diga, le contrazioni sparano fuori il tappo e un fiume di acqua va a riempire la tinozza e finalmente posso dolorosamente liberarmi.
A cose fatte le nostre tormentatrici non si capacitano: le pance sono ancora gonfie e l’acqua emessa è ancora perfettamente limpida.
C’è sconcerto tra la perra e le altre, evidentemente il messaggio che si vuol dare è che per risolvere i problemi di pancia gonfia basti venire alla Pension Balnearia e sottoporsi ad un trattamento idroterapico, ma le nostre pance le contraddicono.
Nell’attesa di una loro decisione veniamo rimandate barcollanti, tremanti e prede dei morsi della fame, a lavorare.
Ciao Monika, prossimamente ti racconto le ultime dolorose invenzioni di perra & C per trasformarci con un ventre sgonfio e tonico.
sguattera “vaciada” Nadia.
(48- continua)

7 maggio 2012

PENSION BALNEARIA 38

Cara Monika,
le mie disgrazie continuano. La perra, per punire l’insolenza nei confronti di un cliente non perde occasione per umiliarci in tutti i modi. L’umiliazione più terribile è capitata a Pilar, quella di dover servire due coppie di ragazze e ragazzi ventenni. Sono venuti ufficialmente qui per un trattamento rilassante, quindi il suo compito sarebbe stato quello di fare in modo che arrivi acqua alla temperatura corretta e di rifornire le stanze di fango termale. Ma da subito Pilar si è accorta che lo scopo per cui il gruppo è qui è ben diverso, lo scopo è di divertirsi ad umiliare e tormentare noi serve. Infatti, da subito è un continuo pizzicare e palpeggiare, sia da parte dei maschi che delle femmine. Ora, ovviamente Pilar non è una verginella di primo pelo, però a tutto c’è un limite e visto che data la differenza di età potrebbe essere coetanea delle loro madri, distribuisce un paio di sonori ceffoni, a scopo didattico. Ora, non si pensi che una serva debba accettare di tutto, se vi fosse la Signora questo sarebbe considerato un peccato veniale, se non addirittura un comportamento lecito. Naturalmente la Signora non c’è, ed i pivelli, anziché affrontare la nerboruta Pilar in quattro come sono, vanno immediatamente a protestare dalla perra. La reazione non si fa attendere: arriva la perra e si accorda con i giovinastri, saranno loro a punire Pilar con un memorabile clistere. La poveretta arrossisce di rabbia e di vergogna e cerca di divincolarsi per riprendere a schiaffeggiarli, ma arrivano Gog e Magog che la ammanettano. Poi trainano il potro e lo posizionano al centro della stanza. Pilar viene denudata lì davanti a tutti, e legata al potro. Portano poi un grosso apparecchio da clistere “el irrigador”, molto più grande dei soliti apparecchi. I giovinastri sono entusiasti: l’apparecchio viene riempito con acqua caldissima ed iniziano a sciogliere nell’acqua un grosso pezzo di sapone. L’acqua sembra ormai latte. Mostrano alla punita il beccuccio che tra un po’ verrà usato nel suo povero posteriore, un pezzo da museo, di ebanite nera, con una punta grossa come un uovo, e a seguire una serie di quattro ingrossamenti sferici, prima di una piastra che, evidentemente, impedirà di introdurre ulteriormente l’arnese. Pilar tenta di dimenarsi ma è legata come un salame. Può solo urlare la sua rabbia e insultare quesi maledetti. Magog trascina uno specchio, in modo che la punita possa vedere lo spettacolo che sta dando a tutti.
Una delle ragazze, Consuelo, si impossessa della cannula, la collega al tubo dell’apparecchio, si lubrifica il dito medio con dell’olio di oliva e lo infila più volte nel posteriore di Pilar, bene a fondo. Si fa silenzio nella stanza, gli occhi di tutti sono fissi su Consuleo che ora gioca come il gatto con il topo, ora inizia ad infilare la sonda, tra i lamenti e le lacrime di Pilar. Ora Consuelo apre di poco la chiavetta, l’acqua inizia ad entrare. Lascia entrare circa mezzo contenitore, poi chiude la chiavetta. Spiega a Pilar che ora faranno una pausa, in modo che il sapone inizi ad agire, ovviamente più è lunga la pausa più si irriterà l’intestino e più sarà penoso prendere il resto del liquido. La pausa durerà fino a che Pilar non terminerà di soddisfare Felipe, il ragazzo di Consuelo, con la bocca. Sono scioccata da quanto siano grossolane le ragazze di oggigiorno!
Per farla breve, dopo qualche tentativo di resistenza Pilar deve arrendersi. Ma Felipe è ben dotato, molto ben dotato ed infila a fondo la bocca della poveretta, che lacrima e cerca di non vomitare. Per fortuna Felipe non dura più di 5 minuti. Pilar sputa, disgustata e si becca un paio di schiaffoni! Consuelo dice che prima di potersi scaricare dovrà leccare alla perfezione il pavimento. Ora la stronzetta riapre il rubinetto, ricominciando a gonfiare la pancia alla povera Pilar, che ormai mugola ed è coperta di sudore. Non so bene quanto sia il liquido, sicuramente almeno 3 o 4 litri. Questo significa una buona decina di minuti di strazio e ondate di dolore per la povera Pilar, che ha il ventre appoggiato e legato al potro e quindi è premuto, proprio quando l’acqua lo dilata. Finalmente il supplizio giunge alla fine, Pilar urla che non ce la fa più, ma anche l’altro ragazzo vuole essere soddisfatto dalla bocca di Pilar che è costretta ad eseguire ed inghiottire. Poi la slegano, sempre con l’enorme cannula infilata, e deve leccare lo sperma di Felipe dal pavimento. Ma non è finita, le due ragazzette pretendono che Pilar baci loro il sedere, cosa che ormai la poveretta fa senza più avere la forza do obbiettare. E ora Gog porta un secchio, così Pilar è costretta a scaricarsi davanti a tutti. Pensate, scaricarsi in queste condizioni significa che tutti sentono gli scrosci, ed i rumori emessi dalla pancia, non parliamo poi degli odori! Roba da nascondere la testa in un sacco!
Ecco Monika, ti ho raccontato quella che temo stia per diventare una delle nostre giornate tipo qui alla Pension Balnearia, a meno che non cambino il nome in “Postibulo Balneario”.
Tante volte noi serve ci lamentiamo della vita che ci tocca fare, ma facciamo male, dovremmo ringraziare la sorte perché cambiare può voler dire trovarsi in queste situazioni.
Ciao, un abbraccio in mutande di gomma.
sguattera Nadia
(38- continua)

19 marzo 2012

PENSION BALNEARIA 30

Cara Monika,
ed è così, dopo settimane di quotidiano allenamento, che una oscura notte di autunno, io e le cinesine veniamo caricate in un camioncino e, dopo un interminabile e scomodo viaggio, portate in una Plaza de Toros, arriviamo che inizia l’aurora. L’aria è fredda, per cui ci vengono date delle spinose coperte di lana. Altri camioncini ed altre sventurate arrivano sparsi, senza dare nell’occhio. Al levar del sole siamo una ventina di “puledre”. Pian piano, alla chetichella, arrivano anche gli spettatori. So che questo genere di manifestazioni è clandestino, ma quando mi guardo attorno, sulle gradinate c’è molta gente. Mi sento toccare su di una spalla, è una ex cliente della Pension, fedele amica della Signora. Mi indica tra il pubblico e, dopo mesi vedo la Signora., in gran spolvero! Conosco bene questa cliente, poiché ho scoperto che è italiana e della mia regione. A bassa voce, e parlando in dialetto, in modo che nessuno spagnolo capisca, mi dà le istruzioni della Signora per la corsa che mi attende. La Signora mi lascia libera di decidere, non sono vincolata dal Giuramento di Fedeltà, poiché quello che chiede mi potrebbe costare moltissimo, se venissi scoperta. Sudo freddo ma do il mio consenso, farò ciò che mi chiede.
Ma ora trascrivo la radiocronaca dell’avvenimento:
Cronista > Buon giorno, cari spettatori. Siamo nella Plaza de Toros, le gradinate iniziano a riempirsi. Nel palco delle autorità riconosciamo volti conosciuti. Poiché è una corsa clandestina e
per la privacy mi limiterò a dire che riconosco diversi Alcalde, Ufficiali delle guardie, Contesse, Notai, Farmacisti, Ecclesiastici …. in parole povere i notabili di tutta la regione. Ma parliamo delle scuderie: al concorso ed alla gara partecipano diverse scuderie. La scuderia beniamina del pubblico è quella di Don Pedro, quest’anno schiera addirittura delle puledre e dei fantini cinesi. Don Pedro è abituato a dominare e a vincere il primo premio. Ma soprattutto si dice ricavi moltissimo dalle scommesse.
Quest’anno abbiamo installato un microfono sui finimenti di una puledra, in modo da potervi trasmettere dal vivo anche le sensazioni delle concorrenti.
Puledra> Clop ….. clop …. Clop
Cronista> Per ora niente di interessante, i giudici stanno valutando la bontà dei finimenti, e qui non possiamo che ricordarvi il nostro sponsor: la Stazione di Monta Taurina ed Equina “De Puta Madre”.
Ecco che le concorrenti vengono fatte sfilare davanti al tavolo dei giudici. Ricordiamo che in queste gare è stata bandita la pratica del “figging”, considerata equivalente al doping. Uno dei giudici va a controllare il posteriore e ad annusare intimamente le puledre: la squalifica se trovasse la radice di zenzero ed una nota di demerito se rilevasse del profumo. L’unico odore deve essere quello dei finimenti, mischiato a quello di letame e orina. Si procede anche alla pesa dei fantini, infatti uno dei trucchi a cui ricorrono tutte le scuderie è di praticare un robusto clistere al fantino la sera precedente la gara, per farlo pesare di meno. Le puledre non corrono questo rischio purghe e clisteri ne peggiorerebbero la prestazione atletica.
Puledra> Clop …. Clop ….. pisssh ….. pisssh ……
Cronista> Il fresco della mattinata fa sì che le puledre orinino spesso, il fondo di terra battuta, comunque assorbe bene.
Ma ormai si avvicina la partenza, gli stallieri frizionano i muscoli delle puledre con “Alcool de Romero”, in molti tra il pubblico li invidiano. Ecco, si mettono i finimenti.
Puledra> No …. Aiaaa …. Glub glub …. Nnnnnn ggghhhh ihhhhhhhhhhhhhhhhhh
Cronista> A volte non è facile mettere il morso alle puledre, comunque gli stallieri sono esperti e ci mettono un attimo a costringerle ad aprire la bocca. Viene posizionata anche la coda, ricordo che da regolamento, non viene usato lubrificante sul plug per evitare che venga perso in corsa, quindi è un operazione a dir poco sgradita, basta vedere le lacrime colare lungo le guance. Ecco, vengono agganciati i sulky. I fantini sono dotati di una lunga frusta. Ricordo che lo scopo della frusta è di dirigere e stimolare la puledra. Solo nel finale i colpi fioccheranno dolorosamente.
Puledra> Clop …. Clop ……Clop
Cronista> Ed eccole schierate. Molte scommesse importanti per la prima corsa della stagione.
Ed ecco che il giudice di gara si prepara …. Non si sente volare una mosca. Sentiamo distintamente in cuffia l’ansito delle puledre che si preparano allo sforzo. Ricordiamo che la distanza è di 3000 metri: 25 giri della Plaza de Toros, sulla terra battuta, una gara massacrante per le puledre, costrette a trainare sulky e fantino. Per noi saranno 20 – 30 minuti di appassionante cronaca. Per ogni evenienza, come in tutte le Plaze de Toros è disponibile un posto di pronto soccorso medico – veterinario di prim’ordine.
Puledra> Ahnfff …. Ahnnnf…..
Cronista> Ecco il colpo di pistola del direttore di gara! Partite! Partenza valida! …
Puledra> Clop Clop Clop Ahnnff Clop Clop Clop Ahnnf Clop Clop Clop Ahnnfff…
Cronista> Eccco, come abbiamo sentito I fantini iniziano a stimolare le puledre.
Hanno già fatto il primo giro, Il gruppo si è ormai sgranato. La scuderia di Don Pedro conduce la corsa.
Puledra> Clop Clop Clop Ahnnff Clop Clop Clop Ahnnf Clop Clop Clop Ahnnfff…
Cronista> La puledra italiana di Don Pedro conduce ormai la corsa, siamo già al quinto giro, il ritmo inizia a scendere, ora i fantini danno il ritmo alle puledre..
Puledra> Clop Clop Ahnnff Clop Clop Ahnnf Clop Clop Ahnnfff
Cronista> Al 10 giro la puledra di testa ha iniziato a doppiare le ultime dello schieramento, trotta molto bene, solo la bava alla bocca ci indica lo sforzo che sta compiendo.
Puledra> Clop Ahnnff Clop Ahnnf Clop Ahnnfff
Cronista> Al 20 giro la puledra di testa deve ancora doppiare solo una delle proprie compagne. La scuderia di Don Pedro si avvia a vincere a mani abbassate! Sentiamo in cuffia che il ritmo del trotto è ancora buono.
Puledra> Clop Ahnnff Clop Ahnnf Clop Ahnnfff Clop Clop Ahnnnf Aghhhh Aiaaaa Aiaaaaa
Cronista> Colpo di scena, colpo di scena, collisione tra i due equipaggi di testa della Don Pedro, grande caduta che coinvolge purtroppo anche il terzo equipaggio della Don Pedro. Che guaio, che guaio, peccato …. Avevano già la gara in tasca. La collisione ha rotto una ruota e la caduta ha coinvolto i tre equipaggi. Vediamo Don Pedro scuro in volto, proprio sfortunato
Ma ecco che intervengono medici e veterinari: la puledra italiana di Don Pedro ha avuto la peggio: gli sono piombati tutti addosso, comunque pare abbia una distorsione e qualche taglio.
Puledra> Sput sput … agua agua …. Glub glub glub ….. Aiaaaa aiaaaa no no …. Quema quema …… aiaaa aiiiaaa …… noooo la aguja no nooo aiaiaiaiai me duele, me duele, quiero l’anestesia, piedad piedad iiiiiiihhhhhhhhhhh
Cronista> Come sentiamo chiaramente, stanno disinfettando e suturando i tagli della poveretta, temiamo che la sua carriera sia compromessa, peccato prometteva bene.
Termina qui la nostra cronaca, offerta dalla famosa Stazione di Monta Taurina ed Equina “De Puta Madre”.

Monika, per completezza, però devi sapere cosa è successo in realtà: l’ordine ricevuto dalla Signora era proprio questo: cercare di causare una collisione con le mie compagne. Ho così trottato come una disperata, assecondando e sorprendendo il mio fantino. Quando, sono riuscita, ormai allo stremo, ad affiancare l’altro equipaggio da doppiare, ho dato un forte calcio alla ruota, fingendo di essere stata urtata. La ruota, di materiali ultraleggeri, si è rotta, causando la caduta collettiva. Non mi aspettavo di restare ferita.
Don Pedro è restato molto deluso, anche la perdita economica è stata notevole, aveva accettato molte scommesse poiché eravamo favorite, per cui ha sborsato una piccola fortuna….. spero una buona parte del denaro vada alla mia Signora.
E veniamo a me: rendendomi conto che, se Don Pedro avesse in qualche modo sospettato di me, ero finita, ho continuato a piangere disperata, anche dopo la dolorosissima sutura e medicazione. Mi aspettavo da un momento all’altro di essere portata alla stalla e legata al cavalletto, dove mi avrebbero levato la pelle a frustate. Invece Don Pedro mi ha parlato tranquillo, dicendo che azzoppata come sono, non sono di nessuna utilità né in stalla né alla Pension., così ha pensato di mettermi da sua madre Donna Conception. E’una anziana nobile e non c’è più molto con la testa,. Comunque mi si dice sia una persona molto interessante. Resterò presso di lei, come serva e puledra, fino alla guarigione delle ferite e al miglioramento della caviglia. Poi, mi rimanderanno alla Pension Balnearia, poiché il veterinario ha detto che la mia carriera di trottatrice è terminata.
Ciao Monika,
un saluto dalla cicloppity Nadia
(30- continua)

18 marzo 2012

PENSION BALNEARIA 29

Cara Monika,
stiamo ormai rifinendo la preparazione, in vista della gara. Ormai i nostri finimenti, che erano nuovi e scricchiolanti, si sono ammorbiditi, grazie al nostro sudore. Il sellaio, tutte le sere, li pulisce amorosamente con appositi prodotti, altrimenti il sale del sudore li rovinerebbe. Inoltre lo stalliere, su un idea di Don Pedro, ha modificato le mutande, è stato asportato il plug posteriore, al suo posto è stato lasciato un foro. Non pensare che questo sia fatto per facilitarci, è per inserire una bella coda che termina in un robusto plug. Ed io, essendo la più robusta tra le puledre, ho avuto diritto alla coda più bella, che ha ovviamente il plug più grosso!
Per motivarci negli allenamenti, Don Pedro ha stabilito una serie di premi e di punizioni. Infatti quando ci fa correre, alle prime tre classificate vengono date in premio delle mele, alle altre scudisciate.
Alla nostra dieta è stata aggiunta una ciotola con un pastone di acqua fiocchi d’avena e semi di lino. In pratica quello che gli inglesi chiamano porridge. E’una cosa assolutamente stomachevole, il lino, aggiunto in quantità, durante la bollitura rilascia una sostanza gelatinosa assolutamente stomachevole. Le cinesi, abituate a mangiare cose strane, inghiottono il tutto senza fare una piega, per me c’è voluto parecchio per convincermi a non risputare il tutto, alla fine il popò era rosso dalle sculacciate. Lo scopo di questo pastone è di purificarci, senza debilitarci come invece farebbero purghe e clisteri. Dato l’intenso allenamento a cui siamo sottoposte, dobbiamo arrivare a bere al minimo 4 litri di acqua. Questo vuol dire che siamo sempre lì a bere e a …. lasciare pozzanghere.
E non è che ci si alleni comodamente nei giardini della Pension o della stalla di Don Pedro, veniamo stipate nel retro di un camioncino, assieme ai nostri sulky, seguite da un furgoncino con i fantini. Ci fanno scendere in un recinto circolare con le gradinate. Qualcosa simile ad uno stadio circolare: una Plaza de Toros. Infatti la gara si terrà in una di queste e Don Pedro ha pensato di allenarci nella Plaza locale. Qui passiamo ore a correre in tondo, trascinando il fantino e una zavorra addizionale, in modo da farci faticare anche di più.
Infatti ti allego la clip audio di uno dei miei allenamenti:
Puledra> clop …… clop …….. frrrr…zzzippp …… nnoooo ghhhhh
Cronista> ecco che lo stalliere mette i finimenti ed il morso alla puledra. Nonostante le settimane di allenamento le puledre non si sono ancora abituate al sapore del morso.
Puledra> nnnnnhhhh ……nhhhhhhhhh ……….. nhhhhhhhhh…. Iiiiihhhhh ……ahhhhhh
Cronista> Poveretta, lo stalliere ha anche posizionato il plug posteriore. L’operazione è sempre sgradita, però le puledre, ormai domate, hanno imparato a rilassarsi in modo da ridurre la sofferenza. Ecco che arriva Don Pedro, sarà lui a praticare il dressage odierno per la puledra italiana.
Puledra> clop ….. clop……
Cronista> Don Pedro prende posizione sul suo speciale sulky. Non vi meravigli che Don Pedro, di corporatura diciamo “molto robusta”, faccia da fantino. E’comune che negli allenamenti si obblighino le puledre a trascinare una zavorra addizionale.
Puledra> ahhhhh ….. clop …. Clopp…. Clop….. clopppp ….. ahn…… clop …. Clopppp …. Clop …. Clopppp ahnnn …
Cronista> ecco che Don Pedro effettua il riscaldamento della puledra. Don Pedro ora impugna la frusta, si accinge a fare un giro veloce.
Puledra> ahnnn clop clop clop ahnn clop clop clop ahnn clop clop clop anh CIAK clop clop clop clop ahn clop clop clop clop ahn CIAK aghhhh cop clop clop clop clop clop ahnnn clop clop clop clop CIAK aghhhh
Cronista> Accidenti, Don Pedro fa proprio sul serio, di solito i fantini si limitano a far schioccare la frusta in aria, Don Pedro le frustate la piazza tutte al bersaglio
Puledra> clop clop clop clop ahnn clop clop clop clop clop CIAK CIAK ahhhhnnn aghhhhh cloppp cloppp clopppp cloppp ahnnn cloppp clopopp clopp clopppp ahnn CIAK CIAK AGHHHH clopp cloppp cloppp cloppp cloppp cloppp cloppp ahnnn cloppp cloppp cloppp
Cronista> Caspita, i colpi di frusta ormai fioccano, si iniziano a vedere le tracce anche da qui. Ecco, tagliato il traguardo Don Pedro allenta le redini
Puledra> clopp cloppp cloppp ahnnn clop clop clop ahnnn clop clop ahn clop clop …. Ahnn …. Clop …. Clop … ahnnn
Cronista> sentiamo il fiatone della puledra e vediamo che ha la schiuma alla bocca. Ecco lo stalliere si avvicina, fa scendere Don Pedro. Mette una coperta sulla cavallina ed asciuga il sudore. Sapete che vi dico? Questa cavallina straniera è una sconosciuta ma è interessante. Vedremo come si comporterà alla prima gara della stagione. Ovviamente dovrà correre contro avversarie molto forti, per cui i bookmakers la snobbano, ma si farà conoscere .

Cara Monika, è così che finisce tutte le sere, sedere a strisce e stanca morta. Comincio ad avere nostalgia dei corridoi da pulire e della noria da girare della Pension.
un saluto dalla “puledra” Nadia.
(29. continua)