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3 dicembre 2015

LANCY 18 / LA MUCCA N°14


LANCY 18 – Mucca per sempre

di sguattera sudiciona
Per la mucca 14 si sta avvicinando un nuovo traguardo: il termine del periodo di internamento a Lancy. Inutile dire che gli obbiettivi che erano stati prefissati non sono ancora stati raggiunti. La Dottoressa in persona studia pertanto nuovi metodi per aumentare la scarsa produzione lattifera.
Ed è la Dottoressa a presentarsi dalla mucca 14 con un enorme biberon: uno dei biberon usati in veterinaria per i vitellini. Il biberon è pieno di un liquido lattescente, all’apparenza molto denso, è ricoperto dalla condensa, sintomo che è stato conservato a bassa temperatura. Una Mungitrice arriva portando un pentolone di acqua calda ed il biberon finisce a bagnomaria. La sudiciona si chiede il perché di tutte queste premure ma non riesce a capire. Dopo un certo tempo il liquido ha raggiunto la temperatura richiesta attorno ai 38 – 40 gradi. Tempo per la sudiciona della poppata. La Dottoressa in persona controlla l’operazione. La sudiciona inizia ad inghiottire a fatica il denso liquido. Il sapore è molto insolito, leggermente salato. Inevitabilmente la sudiciona deve riprendere fiato numerose volte. Ed è circa a metà biberon che la Dottoressa dice alla sudiciona: “allora mucca 14, vedo che lo sperma di toro non ti dispiace affatto”. La sudiciona resta come folgorata. Lo stomaco le si contrae. Le viene da vomitare ed inizia a sudare profusamente. Ma basta una severa occhiata della Dottoressa per farle capire che deve bere tutto fino all’ultima goccia, se vuole evitare qualche terribile trattamento. E così, la sudiciona continua ad inghiottire con grandi sforzi. Il sudore le imperla la fronte. Finalmente, dopo un tempo lunghissimo, la sudiciona termina la vomitevole bevanda. Ora la Dottoressa ordina alla Infermiera Mungitrice di raddoppiare gli esercizi di mungitura della sudiciona. La gran quantità di ormoni somministrati, dovrebbe stimolarle grandemente la produzione lattifera. E possiamo così assistere ad una dolorosissima mungitura da parte delle nerborute mani della Mungitrice. Mani che strizzano energicamente le poppe della sudiciona, per trarne dei modesti schizzi di latte, il tutto tra pietosi muggiti. Ed anche stavolta il secchiello conterrà solo un dito del prezioso latte.

Finalmente la sudiciona viene lasciata in pace, ma per poco. L’Infermiera mungitrice viene chiamata al telefono: “certamente Madame, la mucca 14 viene subito in reception. Si, le metto il reggiseno numero 2”. La mucca 14, nella sua stolidezza si chiede di cosa stiano parlando: a Lancy i reggiseno non esistono, tanto più reggiseno per mucche! Ma l’Infermiera arriva con uno strano aggeggio: due gabbiette di lucido acciaio, dotate di larghe cinghie di nylon. Nelle gabbiette vengono, a fatica, infilate le turgide mammelle della mucca 14. Accade che con i trattamenti a cui è stato sottoposto il seno della sudiciona sia aumentato di un paio di misure ed il reggiseno metallico non sia più adatto. Ma non importa, le robuste cinghie, tirate con forza, tengono il tutto in posizione. L’Infermiera guarda la sudiciona: le gabbiette penetrano in profondità nelle carni, più che un paio di tette sembrano due salami. Ma ora la sudiciona deve venire accompagnata in reception. Il morso le viene allacciato ancora più strettamente. Una fermata alla fontana, dove viene lavata con il solito idrante, poi alla sudiciona viene fatta indossare la divisa di fatica. Ed è a passo di marcia punitiva che la sudiciona, grondante sudore per le rampe salite, entra nel salone della reception. Alcune Signore la valutano, dal fondo della stanza. La sudiciona non vede bene: per settimane è stata rinchiusa nei sotterranei della fattoria e non è più abituata a tanta luce. Poi viene percorsa da una specie di scarica elettrica: quella, quella è la voce della sua Padrona. Infatti Madame Janine ha deciso di accertarsi di persona dei progressi della sua pupilla. Le altre Signore, inutile dirlo sono Anne e Louise con la Dottoressa. La sudiciona capisce che parlano di lei. Resta rispettosamente in attesa con lo sguardo a terra e la mente in subbuglio. Infatti alla sudiciona è stato detto che avrebbe dovuto scontare un breve periodo di detenzione a Lancy, durante il quale si sarebbe potuta rendere conto di cosa la aspettava insistendo nei suoi riprovevoli vizi. Ora la sudiciona si immagina già al ritorno nella villa di Madame Janine. Ma, come sempre accade, la troppa fantasia sta per giocarle un brutto scherzo. Nel frattempo la Dottoressa e Madame Janine si avvicinano, sempre discorrendo tra loro. La Dottoressa ci tiene a mostrare l’aumento di volume del seno, bene evidenziato dalle dolorose gabbiette. Ma ora Madame Janine affronta lo spinoso problema del viziaccio della sudiciona. La Dottoressa si crede abbastanza sicura anche in questo: di certo la mucca 14 ha ricevuto una sufficiente lezione che farà da deterrente. Per dimostrarlo la Dottoressa, indossati dei guanti chirurgici, inizia a titillare sapientemente il sesso della sudiciona. Ora, in condizioni normali la sudiciona sarebbe riuscita a resistere a lungo, ma la presenza di Madame Janine la ha messa in uno stato di pre-eccitazione. Inutile dire che i movimenti ed il muggito rendono chiara la situazione: la sudiciona è ancora dedita al suo vizio. Ora la Dottoressa è abbastanza infuriata e vuole andare a fondo della faccenda, toglie alla sudiciona il morso, in modo che possa rispondere: cosa le è passato per la testa, per godere in maniera così indecente? La sudiciona cerca di negare di avere avuto delle fantasie. La Dottoressa la minaccia: “se non confessi subito confesserai dopo che ti ho iniettato 100 cc di capsaicina concentrata nella vescica tramite un bel catetere. Vedrai l’effetto del peperoncino là dentro, altro che cistite. E poi, ricordati che dovrai orinare e per una settimana urlerai ogni volta. La sudiciona confessa così, tra le lacrime, che si è immaginata di ricevere uno dei dolci clisteri punitivi di Madame Janine. “Ecco spiegato l’arcano: l’eccessivo uso di clisteri non sufficientemente dolorosi, ha creato questa situazione, in questi casi meglio punire con dei bei purganti. Ora occorrerebbe effettuare un lungo periodo di ricondizionamento, per rimuovere del tutto gli istinti goderecci.
La sudiciona, nello stato di confusione e prostrazione in cui si trova, non si accorge di una certa tensione nell’aria. Le sfugge anche la Signora Anne che fa un cenno di intesa ad alcune sorveglianti che erano lì nei dintorni. L’Infermiera, preavvertita rimette rapidamente il morso alla sudiciona, alla cciandolo ben stretto. Madame Janine pare convinta dagli argomenti della Dottoressa: “Bene, mi ha convinta. Tra l’altro ho accolto in casa una giovane sguattera in dressage e non vorrei che questa vecchia vacca la rovini mostrandole i propri vizi. Penso di trovare un soddisfacente accordo con la Signora Anne e lasciare la sudiciona qua da voi per un periodo indefinito.”
Lacrime brucianti scendono dagli occhi della vacca 14, le sta crollando il mondo addosso. Ha sopportato l’ultimo mese di tormenti sorretta dalla speranza di tornare, ormai perdonata, al servizio di Madame Janine e si scopre invece, ormai più che cinquantenne, sostituita da una giovane cerbiatta. Lunghi disperati muggiti si alzano. L’Infermiera Mungitrice, ad un discreto cenno della Dottoressa, aggancia una corda al morso della sudiciona e, aiutata da due robuste sorveglianti trascina la sudiciona, in piena crisi isterica, verso le ombrose stalle di Lancy. sentiamo i muggiti della povera vacca 14 risuonare a lungo in distanza nei corridoi. Che dire? Madame Janine giunge presto ad un accordo con la Signora Anne. Pagando una modica retta la sguattera sudiciona rimarrà a lungo a Lancy, il lavoro continuo, unito al prezioso latte prodotto pagheranno la differenza della retta. La Dottoressa, da canto suo è ben contenta degli ultimi sviluppi: la mucca 14 farà da “guinea pig” a lungo, per gli studi sul completo riempimento tramite clistere, per non parlare degli studi sul condizionamento pavloviano per rimuovere l’immondo vizio masturbatorio.
Mie Signore, è con la tastiera bagnata da qualche lacrimuccia che questa indegna narratrice si congeda da Voi. Ma non disperate, Madame Janine può, in ogni momento richiamare in servizio la vecchia sguattera soprannominata “Sudiciona M”, ora conosciuta come “Mucca 14”
Vostra miserabile sguattera sudiciona N.
(18- continua)

26 novembre 2014

UNA LETTERA DI FRAUJULIA

Gentilissima Madame Janine,
vengo ad esporle un esperimento effettuato su come umiliare la serva.
Conosciamo bene la praticità dell'uso di mutande impermeabili sia associate alla divisa di fatica che di punizione. La serva fa di tutto per conservare le mutande ed il relativo pannolone perfettamente puliti. Ma passato qualche tempo notiamo un rilassamento della serva che non si impegna più come una volta diventando incontinente, evidentemente pensando "tanto ci sono le mutande impermeabili".
Ho così deciso di farmi accompagnare dalla serva in un grande magazzino, dopo averle fatto ingurgitare numerose tazze di tè e caffè (notoriamente diuretici) ed un buon mezzo litro di minerale. Solo che le mutande, anzichè di gomma, erano le solite di cotone della divisa di fatica. L'abbigliamento restante della serva era costituito da una corta tunica con delle belle bragotte aderenti, un abbigliamento più o meno da commessa. Mi sono solo assicurata che la minima macchia di umido risaltasse perfettamente ben scura sullo sfondo blu del tessuto, facendo notare il fatto alla serva.
Ed il risultato è stato entusiasmante: la serva che mi ha seguita per due interminabili ore, spingendo un pesante carrello, ad ogni piccola sosta stringeva disperatamente le cosce cercando di trattenersi.
Devo dire, in suo onore che è riuscita a non bagnarsi fino a casa. Questo fatto non mi è del tutto dispiaciuto, lascia campo libero a successive sperimentazioni.
La ringrazio per la sua attenzione. Sarei lieta se volesse ordinara alla serva sudiciona M. di pubblicare la lettera sul blog. Ovviamente Suoi eventuali suggerimenti sono sempre i benvenuti, come quelli delle altre lettrici.
sua FrauJulia

21 agosto 2012

PENSION BALNEARIA 50


Cara Monika,
come puoi immaginarti quella notte noi due serve abbiamo dormito ben poco, tra lacrime e sospiri, pensando a cosa la perra ci avesse riservato. Ed infatti al mattino abbiamo fatto la conoscenza di svariati attrezzi utilizzati per applicare le spiacevoli e dolorose scosse dell’elettroterapia.
Per darti una cronaca “imparziale” hanno chiesto al “CRONISTA” di raccontare cosa ci accade.
CRONISTA> Ben ritrovati, cari ascoltatori. Sono stato inviato per fare la cronaca delle elettroterapie presso la rinomata Pension Balnearia.
Perra > Le ricordo che queste serve sono colpevoli di una gravissima infrazione disciplinare ed inoltre devono rimediare ad un ventre prominente e flaccido.
Per somministrare l’elettroterapia ho scelto le stanze già usate 80 anni fa per lo stesso scopo. Cambia solo l’apparecchio che è modernissimo e non presenta rischi di folgorazione.
Ingeniera> Infatti, l’HELECTRO3000, che vi presento, è un apparecchio di concezione modernissima. Non presenta alcun rischio di folgorazione. Ha uno stadio finale potenziato in grado di erogare terapie ben 10 volte più efficaci della concorrenza.
Nadia> Mi fanno mettere nuda, di fronte all’Ingegnera, questa mi fa mettere a quattro zampe ed inizia ad esplorare le mie parti intime, chiama la perra lamentandosi che sono “demasiado seca”. E vorrei vedere, con la paura che abbiamo!
Ingeniera> Un bel po’ di gel conduttivo faciliterà l’introduzione ed il funzionamento degli elettrodi di punizione.
Nadia> Sia davanti che dietro mi vengono infilati due oggetti a forma di uovo, collegati con lunghi cavi.
Perra> Ed ora farete la conoscenza con il “cinturon de espinas”.
Nadia> Si tratta di un cinturone, alto circa 15 centimetri, all’estreno di robusto cuoio, all’interno di morbido neoprene. Aiaaa, però quando lo stringono il neoprene lascia apparire delle punte arrotondate, più o meno come fossero noccioli di oliva, non bucano ma fanno male.
Ingegnera> Ora la serva Nadia deve salire su questi due “bloques de madera”, isolati dal pavimento conduttivo della stanza.. Dovrà restare immobile per tutta la durata della elettroterapia. Se scende dai blocchi riceverà una dolorosa scossa punitiva dai due elettrodi.
Perra> Ingegnera mi permetta, meglio dare subito una dimostrazione alla serva.
Nadia> Frastornata non sono ancora riuscita a salire sui blocchi. AIAAAAAAAAAAAHHHHHH.
Chi di voi non ha mai preso la scossa? Ecco, immaginate qualcosa di simile, ma che mi è arrivato sugli elettrodi, per una decina di secondi. CHE MALE!!!!
Ingegnera> Ecco, questa è la scossa di intensità più bassa, se questa vale uno, sappi che l’apparecchio è in grado di dare scosse 20 volte più forti e per la durata di vari minuti. Sarà meglio che tu obbedisca, carina! Ed ora iniziamo a darci da fare per la tua pancia!
Nadia> Ed ecco che all’altezza del ventre mi arriva un flusso di corrente, niente a che vedere con la scossa di prima, ma comunque molto fastidioso. L’effetto di questa corrente è che i muscoli al di sotto del “cinturon de espinas”, si contraggono ritmicamente. E non crediate che sia una cosa di tutto riposo, ben presto inizio a sudare ed i crampi ai muscoli della pancia mi costringono a contorsioni, che devo cercare di controllare per non cadere dai blocchi di legno e ricevere la scossa punitiva!
Si continua così per un interminabile ora di sofferenza, i muscoli del ventre, già provati dagli esercizi dei giorni precedenti, dolgono moltissimo. Sento le gocce di sudore raccogliersi pian piano e poi scivolare lungo le gambe. Il pavimento attorno è ormai una pozzanghera di sudore.
Ingegnera> Ecco fatto, ora togliamo gli elettrodi e poi asciugherai bene il pavimento dal tuo sudore, ora è il turno della tua compagna ….. Noi ci vediamo domani per una seduta un po’ più impegnativa, sarà bene che domani mattina ti facciano un bel clisterone, per prepararti al meglio, con la pancia vuota e ben idratata.
Ecco Monika la relazione del primo giorno, non oso pensare a cosa ci aspetta.
Un abbraccio.
Sguattera “eléctrica” Nadia
(50- continua)

10 marzo 2012

PENSION BALNEARIA 28


Cara Monika, anziché farti il solito lacrimevole elenco delle nostre disgrazie, ho pensato di trascriverti quella che potremmo chiamare una breve clip audio di una mattinata, proprio come potrebbe venire catturata da un registratore. Per rendere più comprensibile la cosa ho messo anche qualche indicazione, come se fosse una voce narrante esterna.

Ahi, ahi ….. no …. glub glub mmmh mmmhh …..
(Alla puledra è stato applicato il morso, per costringerla ad aprire la bocca lo stalliere ha dovuto pizzicarle il seno)

Pisshh pisssh, poot, poot, frit , fri, frit …….
(Alla puledra è stato permesso di provvedere alle necessità corporali)

Mmmmh no mmmhhh aggggghhhh
(Alla puledra sono state infilate le mutande di contenzione)

Ahhhh …… empietad …. hambre
(Alla puledra è tolto il morso per permettere il pasto)

Ciomp ciomp ciomp ciomp ciomp ………. gluk gluk gluk gluk aahhh …… gracias senor, estoy lista….
(Pasto mattutino ed abbeverata, durata 15 minuti)

Mmmmh glub glub …… no no aah
(Alla puledra è stato rimesso il morso e sono applicati, e stretti opportunamente i finimenti.)

Clop …. Clop …. Clop ……..
(Indossati gli “zoccoli”, i primi passi piuttosto incerti)

Ciak …… ciak ……. clop clop clop clop clop ……clop …. clop ….. clop …. ciak clop clop clop clop clop clop ….. clop …… clop ……clop …… ciak clop clop clop clop
(A volte le puledre sono un pò svogliate e si ricorre ad un parsimonioso uso del frustino)

Clop ahnnn clop clop ahnnn clop clop ahnnn clop clop ahnnn clop clop ciak clop clop ahnn clop ….. clop ….. ahnn ahnn ahnn
(E’ opportuno lasciare alla puledra tempo per rifiatare)

Clop clop ahnn clop clop ahnn clop clop ahnnn mmmmh mmmmmhhh ciak mmmhhh ciak mmmmhh mmmmmhhh ciak mmmmh mmmmmhhh ………. “empiedad senor agua agua” glub glub glub glub ….. aggh mmmmh mmmmh clop clop clop clop clop
(Saranno le reazioni della puledra a segnalare quando occorre provvedere ad una parsimoniosa abbeverata, non troppa acqua per evitare di appesantirla)

Clop clop ahn clop clop ahn clop clop ahnn …. Clop …ahn clop ……clop ….. clop ……. Clop …… clop ….. clop …….. frit frit frit frit
( a fine cavalcata la puledra verrà fatta girare lentamente in tondo, poi verrà asciugato il sudore con fieno od una coperta da cavallo, in modo che non prenda freddo)

Ahhhhh glub …… gracias senor …. Gracias …… (Fine del dressage, sembrerà una forma dura di allenamento, ma è necessaria per ottenere ottimi risulatati)
(28- continua)

27 febbraio 2012

PENSION BALNEARIA 25

Cara Monika,
altro cambiamento alla Pension Balnearia: per tre giorni siamo state messe a fare delle approfondite pulizie: tutto deve essere lucido e profumato. Ci sono stati consegnati innumerevoli panetti di sapone e via, a strofinare, strizzare e sciacquare. Ci è stato ordinato inoltre di lavarci accuratamente, sempre con il sapone di marsiglia e di indossare divise pulite. In pratica sembra di stare, anziché nella Pension Balnearia, in una grande lavanderia.
Il motivo di tutto questo? Lo abbiamo scoperto ieri: una ispezione “a sorpresa” di una commissione formata da un funzionario, tre medici ed un infermiera che sono venuti a controllare la salubrità dei locali e l’idoneità del personale. Va da sé che la perra e le sue aiutanti lo sapevano in anticipo e ci hanno costretto a questo tour de force. Ovviamente al funzionario vengono mostrati solo i locali “neutri”, quindi non vede la noria, la stanza delle punizioni, la cella di segregazione ecc. L’ispezione, comunque, rivela che i locali in cui soggiorniamo lasciano molto a desiderare. L’infermiera ha praticato a tutte una dolorosa iniezione ed una due – tre perette fastidiosissime. Poi i medici ci hanno sottoposte, tutte indistintamente, a visite accuratissime, tra cui una esplorazione rettale ed una visita ginecologica completa. E’ risultato che noi serve siamo pallide ed abbiamo uno scarso tono muscolare. I funzionari vengono invitati ad una grande cena da quella ruffiana della perra e poi congedati con grandi salamelecchi.
E così ben presto viene riesumato un altro dei pezzi di antiquariato: una bicicletta. Viene chiamato un artigiano che la sistema, su indicazioni della perra. In pratica con le modifiche fatte, l’antica bicicletta è diventata una bicicletta stazionaria da allenamento e grazie ad un marchingegno la pedalata può essere resa più o meno faticosa, fino a simulare gli sforzi di una salita estrema.
La perra mi convoca e mi dice “usted tiene que entrenar para la Vuelta” e cioè: devi allenarti per il Giro. Ora, non mi è mai piaciuta la bicicletta, ma non immaginavo di certo quello che mi aspettava. Mi vengono fatti indossare dei mutandoni di cotone pesante ed un reggiseno molto stretto. Mi fanno salire sulla “bicicleta”, posta in pieno sole, ed iniziare a pedalare. Una specie di tachimetro indica, con una lancetta, quante pedalate vengono fatte, se si rallenta al di sotto di una certa velocità inizia a suonare un campanello e, come per la noria, è bene che la ciclista acceleri, altrimenti sono dolori.
Viene lasciata una nuova aiutante a sorvegliarmi. Per una mezz’ora pedalo, sia pure con una certa fatica, ormai sono tutta sudata, ringrazio il cielo che non mi sia stata imposta la divisa di fatica, altrimenti mi sarei sciolta di sudore.
Arriva la perra e mi dice che ora che mi sono riscaldata è ora di affrontare un po’ di salita, muove una leva … e quasi mi blocco, la pedalata diventa faticosissima. Mi sollevo sui pedali, in modo da usare il peso del corpo per farli girare, proprio come i ciclisti professionisti. Ma di lì a poco mi dolgono le gambe e mi risiedo sul sellino. La perra non è contenta della cosa e dopo avermi redarguito senza troppi risultati si fa portare qualcosa che ha preparato per me: un paio di calzoncini da ciclista di materiale elasticizzato. Solo che mentre i calzoncini da ciclista hanno un pannolone che attutisce il contatto con il sellino, qui sul pannolone sono state cucite delle puntine da disegno, di quelle a 3 punte. Lo stesso per il reggiseno, devo cambiare anche quello, con uno ancora più stretto e dotato delle fastidiosissime puntine. Non per niente nella mia città queste puntine erano chiamate “piattole”, infatti, al pari di questi parassiti, danno delle fastidiosissime punture. Non riescono in effetti a bucare la pelle, ma la segnano profondamente se ci si appoggia di peso e comunque il loro attrito irrita la pelle, va da sé che il fatto di essere sudate fa bruciare come il fuoco la parte tormentata. E’ così che con ….. le parti vergognose doloranti, sono costretta a pedalare in piedi, facendo comunque smorfie di dolore. Non so per quanto sia durato, so solo che a tratti venivo colta dallo sconforto e mi mettevo a piangere, la perra, per svegliarmi mi rovesciava una secchiata di acqua gelata sulla testa. E il mio destino sarà seguito anche dalle altre sventurate, la perra vuole che noi tutte si riesca fare l’equivalente di un centinaio di chilometri, per cui a turni di due o tre giorni, ci toccherà questo supplizio.
Vengo fatta scendere, barcollante dalla bicicletta, la perra ispeziona le mie parti intime, evidentemente sono più disastrate di quanto immaginava. La assistente provvedere a curarmi: mi lava con un catino di acqua tiepida, in cui ha messo del disinfettante che brucia come il fuoco, poi prende una crema ed inizia a massaggiare ... molto a lungo e molto a fondo.
Ciao cara Monika, un saluto dalla “gregaria” Nadia.
(25- continua)

18 febbraio 2012

TRE NOTE DALLA SIGNORA LUCIA

Dalla signora Lucia ecco tre interventi che riguardano la vita quotidiana della sua serva. Inutile dire che gli argomenti discussi sono perfettamemnte condivisibili da altre signore e, pur se da un opposto punto di vosta, dalle loro serve. Ringrazio la signora Lucia per queste note davvero preziose.
Monika, domestica


Il Centro Commerciale
I compiti della nostra serva vengono svolti di solito tra le mura domestiche, ma vi sono occasioni in cui deve rendersi utile anche all’esterno. Una volta a settimana, infatti mi accompagna al centro commerciale. Indosserà una divisa nuova, pulita e stirata di fresco, e calzerà un paio di zoccoli.
Parcheggio sempre piuttosto lontano dall’ingresso in modo che sia costretta a fare un po’ di esercizio. All’interno del centro commerciale, dovrà rispettosamente seguirmi, spingendo il carrello ed incaricandosi di prelevare dagli scaffali tutto ciò che è pesante o scomodo da raggiungere. Una volta che gli acquisti sono fatti le toccherà farsi la coda alle casse. Poi mi concedo una buona ora di shopping nei vari negozi del centro commerciale, mentre la serva attende pazientemente in piedi accanto al carrello.

La Schiena
Sollecitata anche dall’intervento di Janine, ho notato che spesso la mia domestica, dopo lunghe ore passate a pulire i pavimenti o a lavare i panni, fatica a raddrizzare la schiena e si massaggia la zona lombare. Ciò indica che la serva non mantiene un corretta postura. A scanso di futuri problemi, ho deciso di intervenire prontamente. La ho accompagnata in un negozio di ortopedia e la ho costretta ad acquistare un corsetto rigidissimo, che si può stringere moltissimo mediante pratiche chiusure in velcro. E’ il toccasana per la sua situazione, è molto costrittivo e la costringe a stare perfettamente dritta. Inutile dire che il suo uso è sgraditissimo, sia per la limitazione di libertà dei movimenti, dato che diventa difficile anche sedersi sul bagno, che per la frizione che crea in alcuni punti irritando la pelle. Pertanto è entrato subito di diritto a far parte degli indumenti punitivi.

Il Super Pannolone Ecologico
Mi è molto piaciuta l’idea … ecologica della Signora Julia per i pannoloni di cotone, sicuramente dover lavare il proprio … prodotto dal pannolone porta l’umiliazione e lo schifo di sé della punita al massimo. Non so se la mia serva ha lo stomaco abbastanza forte per sopportare questa punizione, ma a volte basta la minaccia…. per cui le ho fatto preparare una buona scorta di pannoloni costituiti da una ventina di strati di mollettone di cotone. Sopra a questo va indossata una mutandina impermeabile in gomma, riutilizzabile. Per prevenire perdite, in caso di lavori pesanti o di lavori fuori casa, oltre a pannolone e mutande farò indossare una tuta dimagrante impermeabile, i cui calzoni lunghi convogliano l’eventuale sgocciolamento residuo negli stivali di gomma. All’esterno per garantirsi da manipolazioni, come consigliato da Julia, un jeans bianco largo, per accomodare l’ingombro del pannolone, con cerniera e cintura bloccate da un piccolo lucchetto di cui solo io ho la chiave.

Lucia M.

8 gennaio 2012

PENSION BALNEARIA 17


Cara Monika,
ormai il buon nome della Pension se ne sta andando: giorni orsono, mentre Pilar puliva nelle sale di trattamento, ormai territorio delle cinesi, è riuscita a scambiare qualche parola con una delle vecchie clienti. La cliente è molto scontenta per i trattamenti ricevuti ed i massaggi approssimativi, eseguiti senza cognizione. Inoltre le hanno applicato male un congegno elettronico causandole dolore ed una ustione. Pilar è riuscita ad accennarle alla nostra difficile situazione, ma poi sono arrivate Gog e Magog ed ha dovuto smettere immediatamente e tornare al lavoro.
Come la perra aveva minacciato, sono iniziati gli esperimenti con le antiche attrezzature. La prima che io e Pilar abbiamo dovuto provare la chiamerei l’idromassaggio estremo:  mi hanno legata ad una specie di lettino ginecologico, che ti tiene immobile. Il lettino viene calato in una delle enormi vasche da bagno di ghisa, con una manovella. Poi viene posizionato un sostegno che permette di posizionare quella che pare una doccia a circa 20 cm dal pube e due specie di campane che coprono parte dei seni. Tutto collegato a dei tubi flessibili che arrivano ad una scatola di controllo.
Quando è stato il mio turno ero molto preoccupata, mi aspettavo il dolore, invece un dolce getto di acqua ben calda ti massaggia la … passerina e le due coppe dei seni applicano una specie di massaggio alternato ad una aspirazione: pare che qualcuno ti succhi i capezzoli. Mi hanno lasciata così una decina di minuti,  ad eccitarmi al massimo, ma prima che riuscissi a venire, la perra ha girato un rubinetto: dalla doccia e dalle coppe sono sparati dei getti di acqua ghiacciata ad altissima pressione. Per fortuna i getti sono realizzati in modo che siano in continuo movimento, altrimenti penso che sicuramente riuscirebbero a scalfire la pelle, soprattutto sui genitali. Ero sotto shock, sono restata in apnea almeno 30 secondi, poi ho cominciato ad urlare. Ma prima di legarmi al lettino la perra mi aveva fatto applicare il “toro”, una specie maschera carnevalesca che ricorda la caricatura di un toro, almeno le orecchie e le corna e l’anello al naso. In corrispondenza della bocca della vittima c’è  un bavaglio di cuoio, che viene allacciato stretto  e tutti i tentativi di parlare od urlare si trasformano in mugolii, se non addirittura muggiti!  Così, mia cara collega i cicli di piacere e dolore si sono alternati più volte, mentre si udivano i miei mugolii tra le risate di Gog e Magog, che mi davano della vacca, dicendo che dopo la mungitura sarebbe arrivato il toro a possedermi, già si sentivano i muggiti. Ti dirò, in lunghi anni di lavoro come serva, sono stata punita spesso, a volte, anche molto duramente, ma non mi sono mai sentita umiliata e derisa così profondamente.
Ciao Monika, un saluto dalla sguattera Nadia

Post Scriptum
Cara Monika,
la cosa sorprendente è stata l’effetto di questo trattamento: non riuscivo più a prendere sonno, pensavo all’accaduto e... alla fine ho dovuto soddisfarmi da sola. In seguito, Pilar mi ha raccontato che tale trattamento viene usato per le clienti frigide o sessualmente poco attive. Una settimana di trattamento risveglierebbe i bollenti spiriti anche ad una statua di marmo.
sguattera Nadia

(17- continua)

27 febbraio 2011

TRE NOTE DALLA SIGNORA LUCIA


Dalla signora Lucia Marchi (che ringraziamo sentitamente) riceviamo queste tre interessanti note che riguardano la vita quotidiana, i doveri e le punizioni della sua serva. Considerazioni che, crediamo, saranno utilissime anche alle altre signore che ci seguono e da un punto di vista evidentemente opposto, alle loro serve e domestiche.
Monica, domestica


Il Centro Commerciale
I compiti della nostra serva vengono svolti di solito tra le mura domestiche, ma vi sono occasioni in cui deve rendersi utile anche all’esterno. Una volta a settimana, infatti mi accompagna al centro commerciale. Indosserà una divisa nuova, pulita e stirata di fresco, e calzerà un paio di zoccoli.
Parcheggio sempre piuttosto lontano dall’ingresso in modo che sia costretta a fare un po’ di esercizio. All’interno del centro commerciale, dovrà rispettosamente seguirmi, spingendo il carrello ed incaricandosi di prelevare dagli scaffali tutto ciò che è pesante o scomodo da raggiungere. Una volta che gli acquisti sono fatti le toccherà farsi la coda alle casse. Poi mi concedo una buona ora di shopping nei vari negozi del centro commerciale, mentre la serva attende pazientemente in piedi accanto al carrello.


La Schiena
Sollecitata anche dall’intervento di Janine, ho notato che spesso la mia domestica, dopo lunghe ore passate a pulire i pavimenti o a lavare i panni, fatica a raddrizzare la schiena e si massaggia la zona lombare. Ciò indica che la serva non mantiene un corretta postura. A scanso di futuri problemi, ho deciso di intervenire prontamente. La ho accompagnata in un negozio di ortopedia e la ho costretta ad acquistare un corsetto rigidissimo, che si può stringere moltissimo mediante pratiche chiusure in velcro. E’ il toccasana per la sua situazione, è molto costrittivo e la costringe a stare perfettamente dritta. Inutile dire che il suo uso è sgraditissimo, sia per la limitazione di libertà dei movimenti, dato che diventa difficile anche sedersi sul bagno, che per la frizione che crea in alcuni punti irritando la pelle. Pertanto è entrato subito di diritto a far parte degli indumenti punitivi.


Il Super Pannolone Ecologico
Mi è molto piaciuta l’idea … ecologica della Signora Julia per i pannoloni di cotone, sicuramente dover lavare il proprio … prodotto dal pannolone porta l’umiliazione e lo schifo di sé della punita al massimo. Non so se la mia serva ha lo stomaco abbastanza forte per sopportare questa punizione, ma a volte basta la minaccia…. per cui le ho fatto preparare una buona scorta di pannoloni costituiti da una ventina di strati di mollettone di cotone. Sopra a questo va indossata una mutandina impermeabile in gomma, riutilizzabile. Per prevenire perdite, in caso di lavori pesanti o di lavori fuori casa, oltre a pannolone e mutande farò indossare una tuta dimagrante impermeabile, i cui calzoni lunghi convogliano l’eventuale sgocciolamento residuo negli stivali di gomma. All’esterno per garantirsi da manipolazioni, come consigliato da Julia, un jeans bianco largo, per accomodare l’ingombro del pannolone, con cerniera e cintura bloccate da un piccolo lucchetto di cui solo io ho la chiave.