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21 maggio 2014

PENSION BALNEARIA 81


Nobili Signore, sguattera sudiciona,
la Signora, spesso compie ispezioni per vedere come vanno le punizioni di perra e compagne. Ed è proprio durante una delle ispezioni che accade un fatto increscioso: la perra, che stava trattenendo un clistere, mostra i segni di evidente eccitazione. Tenta di negare, ma le dita dei candidi guanti della Signora portano segni evidenti di abbondanti secrezioni.
La Signora ci pensa un attimo e mi dice “Podemos matar dos pájaros de un tiro”, si fa portare da un'altra sorvegliante una specie di tanga di spessissimo cuoio. In posizioni opportune possono venir avvitati differenti plug anali e vaginali, un lucchetto blocca la robusta chiusura del tanga. E così presenta alla perra “su esposo, el señor perro”. La Signora sceglie due plug di taglia media, mi sarei aspettata scegliesse i più grossi. Mi spiega che non c’è fretta, inutile “desflorar” le aperture della perra meglio “ampliar penosamente y poco a poco”.
Accompagno la Signora in ufficio. Telefona ad una erborista sua consulente. Parlano velocissime in un dialetto che non conosco, l’unica frase che afferro più volte è “unguento del diablo”. Ben presto la Signora mi fa segno di seguirla nelle cucine. Mi meraviglio: la Signora in prima persona si mette a cucinare? E in una capace casseruola finiscono numerose teste di aglio, peperoncino in polvere, della qualità “diablo”, ortica, curcuma e pepe. Al tutto viene aggiunta cera d’api ed olio. Dovrò fare sobbollire a lungo la casseruola. Alla fine il risultato è un unguento rosso, di un rosso quasi fosforescente. Ed ora, con l’unguento raffreddato e messo in un capace vaso di vetro, ci rechiamo nella cella della perra. La Signora in persona, calza dei guanti di lattice e spalma abbondantemente, con cura, i due plug. E l’ “esposo”, così ben lubrificato, finisce nelle aperture della perra. La perra si lamenta per l’introduzione e poi, per un paio di minuti si calma. Ma l’unguento inizia ora il suo infernale lavoro. Vampate di bruciore si irradiano dai buchi dolorosamente dilatati. E se all’inizio sono solo suppliche, ben presto la perra viene imbavagliata, perché non disturbi troppo. E per evitare che tenti di alleviare il bruciore, viene incatenata alla noria, così si terrà occupata mentre intrattiene “su esposo”. La Signora mi spiega in seguito il perché “prendiamo due piccioni con una fava”: il terribile unguento urticante, oltre allo scopo afflittivo, ha miracolose proprietà antisettiche. Questo preverrà ulteriori infezioni intime di perra e compagne. E ben presto, oltre alla perra, anche le altre detenute avranno la visita “de sus maridos”.
Inutile dire che, per maggior spregio, la perra da oggi sarà adibita alla preparazione, ed al primo collaudo su se stessa, tramite “señor perro” , dei numerosi vasi di “unguento del diablo” necessari per le detenute della Pension.
A presto
Sguattera Nadia

(81- continua)



26 dicembre 2013

PENSION BALNEARIA 74 - DISINFEZIONE DELLA PERRA


Nobili Signore, sguattera sudiciona,
vi raccontavo del mio desiderio di “curare” la perra. Sono stata preceduta! Da giorni sia la perra che le russe, venivano osservate spesso a grattarsi furiosamente la vulva. Ciò è costato loro numerose punizioni. Ma continuando la cosa nonostante le botte …. La Signora ha deciso di sottoporle a visita medica. Un compiacente dottore, un vecchio cliente della Pension ed amico della Signora, è stato chiamato. Si è portato anche la sua infermiera. Chiunque debba andare dal medico per una visita, fa in modo di fare una doccia ed essere pulito. Niente di ciò per le neo sguattere. La perra, in particolare, non ha potuto fare la doccia da una settimana ed il bidè da tre giorni. La cosa infastidisce alquanto il medico che chiede all’infermiera di praticare seduta stante un abbondante bidè alla perra. Segue una visita approfondita che rivela scarse condizioni igieniche ed una infezione da funghi causata dalla sporcizia. Il medico parla con la Signora, lasciando le sue prescrizioni: bisognerà provvedere giornalmente a due lavande vaginali, effettuate con acqua contenente un disinfettante e caldissima, anche l’intestino dovrà essere tenuto sgombro. Inoltre i genitali esterni dovranno essere disinfettati almeno quattro volte al giorno con batuffoli di cotone imbevuti di “alcool de romero”, un alcool aromatico solitamente utilizzato per massaggi.
Così io e Pilar veniamo incaricate di fare da infermiere e provvedere alla cura per perra e compagne. Ovviamente non possiamo lasciarci sfuggire una simile occasione ed accettiamo con entusiasmo. Ci rechiamo subito nei saloni della Pension dedicati alle cure idroterapiche, per procurarci il necessario. Un enorme apparecchio per clisteri, della capacità si almeno tre litri, tubi di gomma, alcune cannule di ebanite nera, di forma fallica, veramente gigantesche. Saprò ben io ripulire a fondo la perra. Ma, non contenta ho recuperato anche una nostra vecchia conoscenza: la parte finale dell’apparecchio per l’idromassaggio estremo. Così potrò fare impazzire la perra alternando getti di acqua calda e getti violentissimi di acqua ghiacciata.
Insomma, un bel programma. Purtroppo, come apprenderete più in seguito, avevo fatto i conti senza l’oste, pardon la Signora.
E ben presto trascino con cattiveria la perra verso la prima delle terapie. Ho pensato di alternare piacere e dolore. Voglio sconvolgere ed annientare la perra.
E si inizia con l’idroterapia, in modo da lavare bene le puzzolenti parti basse della perra. Come già spiegato la vittima viene bloccata in una vasca da bagno, le viene posizionata la parte di idrogetto di fronte alla passera. L’inizio è un getto di acqua tiepida, che compie movimenti circolari e sensuali, spruzzando dolcemente i genitali della perra. La cosa continua fino a che vedo la respirazione alterarsi, chiaro segno di eccitazione. A questo punto giro con decisione il rubinetto. Il getto diffuso della doccia diventa un getto sottile come una matita, caricato da una pressione di decine di atmosfere di acqua gelata! L’effetto è istantaneo, come già accadeva a me la perra resta senza fiato. Le cosce aperte, legate al lettino ginecologico impediscono di cercare di muoversi o ripararsi. La perra può solo soffrire, urlare e piangere. Ed alla fine lascio che la perra si illuda che i dolori siano finiti. Mi armo della grossa cannula di forma fallica. Con dolci movimenti la penetro, facendo in modo da avviarla verso il godimento. L’acqua caldissima la infastidisce un po’ ma ben presto torna a godere. Ma è tornato il momento del dolore. Chiudo il rubinetto, faccio drenare l’acqua che è ancora al suo interno e, non facendomi notare, mi armo di un batuffolo di cotone inzuppato di alcool. Con cattiveria inizio a massaggiarla. Vi posso raccontare in prima persona cosa le accade, poi spiego il perché. Come l’alcool raggiunge le mucose inizia il bruciore, un bruciore fortissimo. Quello che non sapete è che su un livello da 1 a 10 sarete si e no a 2. da quel momento in poi il bruciore crescerà, crescerà, crescerà e crescerà. A nulla varranno i vostri sforzi per resistere, urlerete come galline spennate.
Le urla della perra, ahimè, richiamano la Signora. Mi contesta immediatamente che l’alcool di romero doveva venire usato soprattutto all’esterno, doveva disinfettare, non punire. La perra viene rimandata nella sua cella. E così io mi trovo a sostituire la perra sul lettino, con la Signora che mi punisce con le stesse modalità, spiegandomi il perché della punizione. Mi racconta anche di Padrone che hanno piegato dei servi lussuriosi, solo ponendo batuffoli imbevuti di alcool sulla pelle sottile ESTERNA del pene. L’alcool penetrava attraverso i pori causando bruciori furibondi.
Il tutto mentre, sopraffatta dal dolore, piango, urlo e mi dimeno.
Anche la mia punizione finisce. La Signora mi esorta, mentre sto ancora asciugandomi gli occhi, a tornare dalla perra, vuole interrogarla a fondo su alcune questioni finanziarie……
Sguattera Nadia
(74- continua)

7 aprile 2013

LA SERVA NOVIZIA, resoconto di FrauJulia


FrauJulia ha inviato un dinamico e spigliato resoconto su un  tema indubbiamente affascinante: quello dell'educazione di una serva novizia. È con piacere che, tramite la sguattera sudiciona, sottopongo il suo contributo all'attenzione delle lettrici e dei lettori del blog.
JS

La serva novizia

Madame Janine,
ho avuto di recente una piacevole incombenza: assistere un amica nell’educazione di una serva novizia. Ho dovuto affrontare alcune ore di viaggio ma ne valeva proprio la pena.
Pensate, la novizia in questione è una giovane donna che ronzava insistentemente attorno alla mia amica, alla fine ha confessato alla mia amica il proprio amore, dichiarandosi disposta a servirla e a diventare la sua schiava. Da notare che la aspirante serva in questione, è una giovane professionista a cui si sta schiudendo una brillante carriera.
Dopo essermi consultata con la mia amica, ho deciso di assumere il ruolo di “avvocato del diavolo” e di verificare che la volontà di servire della giovane, fosse genuina e non derivante da un fatuo invaghimento momentaneo. Mi sono portata anche la serva, una serva già ampiamente domata, anche se non usurata e ridotta come la sguattera sudiciona, da usare come maestra e confidente della novizia. Che dire, partecipare alla prima educazione di una servetta è un grande privilegio. Vi racconterò alcuni degli episodi accaduti in quei giorni, episodi seguiti anche grazie al sofisticato sistema di controllo audiovisivo fatto installare dalla mia amica.
Una delle prime cose è stata la vestizione della novizia, compito assegnato alla mia serva. Le è stata fornita una elegante divisa di un colore viola scuro. La giovane si spoglia, restando con la biancheria intima. La serva maestra interviene, annusa e commenta il profumo della ragazza, le fa annusare le proprie ascelle dicendo: - Carina, da adesso in poi i profumi te li scordi. Inoltre togliti tutto, niente reggiseno e niente culottes fascianti, eccoti delle igieniche mutandone di cotone. Un'altra cosa, vedi di tenerti pulita, può capitare che non ti concedano di cambiare le mutande tutti i giorni, mi sono spiegata?
La novizia, senza abbassare lo sguardo, indossa le mutande prescritte e toglie il reggiseno, mostrando delle notevoli poppe. Quello che appare chiaro è che questa giovane ha delle notevoli difese psicologiche, non sarà facile domarla.
Facciamo varie prove per trovare un varco nelle sue difese. La sottoponiamo ad una umiliante ispezione intima, con nostri commenti grossolani sul fatto che non è più vergine e sul fatto che il suo ano pare già sfondato, una bugia ovviamente, ma niente, lo sguardo resta fiero e combattivo. La facciamo lavorare a lungo, sottoponendola due giorni ad un vero tour de force, sempre senza risultati. Anche l’applicazione di moderate punizioni, sculacciate e pizzicotti al seno la fa gridare di dolore, ma lo sguardo è sempre indomabile. Un osso duro.
Scarsi risultati vengono ottenuti anche da una lunga seduta di mollette ai capezzoli, resta qualche piccolo livido, ma niente sguardo a terra, da serva.
Passano le ore, mentre la studio attentamente. Ad un certo punto la novizia inizia a sentire piena la vescica. Chiede, come la aveva istruita la maestra, “Signora, la novizia chiede di poter fare la pipì” ed ecco, un impercettibile ritardo prima delle parole “fare la pipì”. Gioisco, forse ora so come scardinare le sue difese. Concedo il permesso, voglio che la novizia sia rilassata, prima di assestare la botta. Mentre lavora la faccio parlare, e, senza parere pongo domande sulla sua salute, per esempio, soffre di mal di testa? E, forse, il mal di testa non è forse derivante da stitichezza? E così mi confida che sì, in realtà non è affatto regolare, anzi negli ultimi due giorni … niente. Materna dico che non va bene così, come provvede di solito?
Altra leggerissima pausa, - Una suppostina, signora...
- No, no, quella delle supposte è la soluzione sbagliata, si rischia di diventarne dipendenti. Ti mostro come risolvo problemi del genere….
Ordino alla mia serva di portare la mia borsa da viaggio. Non mi muovo mai senza un piccolo kit, tra cui spicca un enteroclisma pieghevole. In realtà è il kit per punire la serva, ma tralascio questo fatto, è una serva giovane ed inesperta, non occorre impressionarla.
Sempre tenendo conto di età ed inesperienza, preparo solo un litro di acqua ben calda in cui sciolgo un cucchiaio di bicarbonato ed una piccola quantità di sapone neutro. Mi serve solo procurarle un bel mal di pancia, vediamo come reagirà.
- Vieni qui, abbassati le mutande alle caviglie ed inginocchiati.
Esegue avvampando, oh che vista le guance imporporate!
- Ora chinati in avanti ed appoggia testa e spalle al pavimento.
- AHI….che fa Signora?
- Ti lubrifico ben bene
- MMMH………MMMMHHH
- Brava, ben ferma che metto la cannuccia. Te ne hanno già fatti?
- AHIA…….. sì Signora, da piccola…ma solo perette, mai apparecchi così … enormi.
- Stupida, non vedi che è solo metà, ora fai la brava, adesso apro l’acqua. Ben ferma, rilassati e respira profondo….. la senti l’acqua?
- UUUHHH … sì Signora l’acqua scotta……. brucia!
- Bugiarda, è appena calda!
- Mmmmmhh che male….. non ce la faccio
- Un po’ di pazienza, l’acqua non scorre bene, alzo un po’ il recipiente...
- Ufffff ……UFFFF…….UFFFFF…..UFFF….UFFFF……Signora……. mi sento malissimo
- Zitta, stupidina ….
- Bastaaaaaaa. Non ce la faccio più!
- Quasi fatto
- Mi sento scoppiare!!!!! Bastaaaaaa Scoppio!!!!
- Ecco…….. finito.
Le porgo un paio di mutande impermeabili con pannolone. Fa tanto d’occhi.
- Ma Signora…non…
- Poche storie stupida, rivestiti subito! Ora prendi scopa e straccio ed inizia a pulire i pavimenti…. SUBITO!
Passano cinque minuti.
- Signora, la prego non ce la faccio, ho bisogno del bagno
- Zitta e lavora
- Non ce la faccio più, la prego. Posso andare in bagno?
- E che ci vuoi andare a fare in bagno?
- Ecco……. Ho male alla pancia
- Si, ma che vuoi fare in bagno?
- Ma ….dovrei….
- Beh, se non vuoi dirmelo non importa, ma finisce che dovrai usare il pannolone…….
- NOOOO no Signora, per pietà non potrei….. non resisto …. devo…..oh che vergogna!
- Allora, che devi fare?
Avvampa in volto
- Uhhhh che male devo ….. devo…devo ….devo …... DEVO CAGARE!!!
Ed inizia a piangere disperata.
Per la cronaca, data l’inesperienza della novizia non ho voluto calcare la mano ed ho graziosamente concesso il tanto agognato permesso e si è potuta appartare in bagno.
Ma occorreva una verifica, una verifica alla quale la novizia si sottoponesse, per ordine della propria Signora a qualcun altro.
- Serva novizia, vieni qui! - ordino.
- Ora, io e la tua signora vogliamo vedere quanto tu sia obbediente, portami il centro tavola
Il centro tavola in questione è una pregevole opera di artigianato, una grossa coppa di vetro soffiato.
Prendo la coppa e mi apparto un attimo, torno, la coppa è piena a metà di liquido giallo caldo e spumeggiante, sì, la mia pipì.
Ora, la pipì di una estranea non era sicuramente nelle fantasie della giovane. Se la berrà è perché è finalmente domata.
La mia amica ordina: - Ora voglio che tu beva a piccoli sorsi. Tieni in bocca un po’. Poi inghiotti. Conta fino a 60 e prendi il sorso successivo.
Stiamo tutte e due fissando i suoi occhi, lo sguardo altero, pian piano si spegne. Non so che darei per saper leggere il pensiero. Impallidisce leggermente, inghiotte, fa per ribattere, poi:
- Tutta Signora?
- Certo, stupida, dai, non perdere tempo intanto che è calda
- Obbedisco.
E avvicina la bocca al contenitore, prendendo il primo sorso. Chiude gli occhi, arrossisce. Si vedono chiaramente i muscoli del collo muoversi, fa fatica a costringersi ad inghiottire. Riapre gli occhi, è sull’orlo delle lacrime, un espressione mal dissimulata di profondo disgusto, guarda la mia amica ed obbediente, prende il secondo sorso.
Non vi racconterò che ha bevuto tutto senza fatica, ci sono state pause, momenti in cui rabbrividiva e tremava, cercando di sopprimere lo stimolo del vomito.
Un quarto d'ora in cui la sua psiche è mutata, finalmente e completamente domata. Il suo sguardo trasformato, da altero a quello di una serva, sempre uno sguardo intelligente, ma indubbiamente sottomesso
La novizia è stata pienamente e soddisfacentemente domata ottenendo il titolo di serva.
E, quando me ne sono andata, ha chiesto alla sua Signora il permesso di potermi umilmente ringraziare!
FrauJulia



20 febbraio 2012

PREVENIRE I COMPORTAMENTI ABERRANTI DELLE DOMESTICHE

Gentile Monika,
stamattina ho fatto visita ad un'amica, una anziana Signora. È stata una lunga e piacevole chiaccherata, di cui tralascio i particolari inutili. Siamo poi arrivate all'argomento serve: di come sia difficile, oggigiorno trovare una serva brava e rispettosa, di come una Signora debba mantenere la disciplina. E qui sono partita raccontando alla mia amica le difficoltà che si incontrano oggi con il personale e di come doveva essere molto più facile gestire le serve qualche decennio fa. La risposta della mia amica mi ha lasciato di sasso, sì nei tempi andati le Signore mantenevano una disciplina molto più severa, ma le serve si vendicavano a loro insaputa. Infatti mi raccontava che erano più volte state scoperte, ne parlarono addirittura i giornali scandalistici, serve e cameriere che, per vendicarsi di presunti torti ricevuti dalla Padrona avevano orinato nel tè o nella minestra prima di servirla in tavola. Tale notizia mi ha sconvolto alquanto. Monika, tu che sei a servizio, sei mai venuta a conoscenza di queste cose? La mia paura è che magari tali malefatte continuino tuttora, del resto è inevitabile che una Signora sia costretta, suo malgrado, ad imporsi alla serva, anche e soprattutto per il suo bene. Monika, che mi  consigli, mi fido, installo un sistema di videosorveglianza o devo essere costretta a cucinare da sola?
FrauJulia


Gentilissima Signora,
effettivamente il problema è esistito ed esiste tuttora, almeno come rischio potenziale. La mia padrona per sicurezza preferisce "sigillarmi" con delle mutande speciali di contenzione a due strati, internamente di gomma ed esternamente di cuoio, chiuse con una fascia metallica inossidabile dotata di serratura e lucchetto. Altre Signore si fidano, altre ancora installano, come dice Lei, un sistema di videosorveglianza che però non sempre è costantemente controllabile. La soluzione di cucinarsi da sè i pasti poi mi sembra, con tutto il rispetto, improponibile per una Signora. Resterebbe dunque la prima soluzione, semplice ed efficace.
Una buona giornata a Lei
Monika, sguattera

drawing by slave Elisabeth Mandile
© Annika Kapyzska

6 dicembre 2011

IGIENE INTIMA DELLA SERVA

Cara Monika,
complimenti vivissimi per il blog.
Leggo attentamente tutti gli interventi. Mi resta un dubbio in merito all'igiene intima delle serve: la depilazione intima, ascelle, pube e lato B.
In pratica la domanda si può così riassumere: meglio la passera liscia o una foresta "vergine". Altra domanda, se bisogna disboscare: che metodo impiegate?
Ti rigrazio vivamente.
FrauJulia

Gentilissima signora Julia,
La ringrazio per i complimenti. Per quanto riguarda la Sua domanda, Le riporto le indicazioni di Madame Janine:
"Alla serva non saranno concessi profumi, ornamenti o cosmetici di alcun genere. Altresì sarà cura della padrona che sia impedita alla sguattera qualsiasi forma di depilazione. La ragione è semplice e ha una precisa funzione: mantenere la serva in uno stato di soggezione e di umiliazione continua, sottolineandone e accentuandone gli aspetti fisicamente più rozzi e indelicati, contrapposti alla levigata e ricercata eleganza della padrona."

RingraziandoLa ancora, Le porgo i saluti di Madame Janine
Monika, sguattera

30 ottobre 2011

IL BAGNO (O LA DOCCIA) DELLA DOMESTICA

Gentile domestica,
mi pongo il problema di quante volte far fare il bagno alla mia serva Maria di 48 anni: lei vorrebbe una volta al giorno ma mi sembra francamente troppo.
Attendo risposta
Maddalena, Francavilla

Gentile signora Maddalena,
prima di tutto trovo che la doccia sia più pratica ed economica: il bagno presuppone una rilassatezza (e una lentezza) nel disbrigo del lavaggio del proprio corpo che a una domestica, con tutto il rispetto, non dovrebbe essere mai concesso. In secondo luogo penso che una doccia ogni due giorni d'estate e una alla settimana d'inverno siano più che sufficienti. La serva provvederà ogni mattina a lavarsi rapidamente ascelle, collo e faccia prima di indossare l'uniforme e i suoi grembiuli.
Mi faccia sapere
sua Monika

30 agosto 2009

IGIENE INTIMA DELLA SERVA


Gentile Monika,
ho recentemente scoperto che la mia cameriera, peraltro impeccabile nello svolgimento delle sue mansioni, pecca gravemente per quanto riguarda la propria igiene intima. Abbiamo constatato come i servizi igienici, dei quali ella si serve, non rispecchiano la necessaria pulizia. Abbiamo quindi proceduto di conseguenza, io e mio marito, sollecitando un’ispezione corporale della nostra cameriera, (...) soprattutto anale e vaginale, da eseguirsi ogni mattina, prima dell’orario di servizio.
Potranno bastare come misure correttive o Lei mi consiglia dell’altro?
(lettera firmata)


Gentile signora
direi che le misura da lei adottate potrebbero essere sufficienti, ma qualcosa mi dice che la sua sguattera debba essere messa in condizioni di non ripetere nemmeno involontariamente le sue disgustose infrazioni alle elementari regole di igiene.
Innanzitutto avrei bisogno di sapere l'età della serva: una sguattera giovane o di mezza età o addirittura anziana infatti richiedono diversi tipi di trattamento. Appena avrò questo dato le consiglierò abbigliamento, punizioni e trattamento della sguattera.

A parte queste considerazioni, l'ispezione corporale va benissimo, io aggiungerei un clistere da somministrarle lasciando a Lei la scelta dell'orario. Per la quantità, consiglierei mezzo litro di acqua calda saponata.
Consiglierei inoltre, indipendentemente dall'età, una serie di punizioni volte ad evitare la ripetizione di queste gravi mancanze di igiene.

PUNIZIONI SUGGERITE
- Far lavare alla sguattera le proprie mutande per 60 volte di seguito, prima di mandarla a letto.
- Far indossare sulla testa alla sguattera le proprie mutande sporche per tutta la notte.

Mi faccia sapere, per cortesia, età e corporatura della serva. Consiglierò anche una dieta adatta alla situazione.
sua Monika