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16 febbraio 2012

PENSION BALNEARIA 23

Cara Monika,
l’accanimento della perra verso me e Pilar ci ha messe in un'altra incresciosa situazione. Avevamo da poco terminato il giardino zen e dopo tante fatiche avremmo anche avuto il diritto ad un po’ di riposo. Invece siamo subito state rimesse alla noria. In pratica la perra vuole annientarci di fatica. Inutile dire che con la stanchezza accumulata e con i piedi rovinati, la povera Pilar non riesce a lavorare con la velocità richiesta e così Gog e Magog che la portano subito in direzione. Grande gioia della perra, che decide di punirla pubblicamente la sera stessa. E’una specialità spagnola il trasformare la sofferenza in spettacolo, dai roghi dell’inquisizione, fino ai giorni nostri, in cui resistono ancora le corride. La perra, naturalmente, non viene meno a questa usanza: quando decide per una punizione pubblica viene organizzato quello che potremmo chiamare “il teatrino”. Le punizioni, anziché infliggerle immediatamente o nel suo studio, vengono inflitte in sala mensa, viene illustrata a tutte la tua colpa, poi devi chiedere pubblicamente “la giusta punizione ed il perdono”. Ovviamente si fa in modo che ti sia impossibile mascherare la sofferenze che ti vengono inflitte, con la certezza che lo spettacolo terrorizzerà le tue compagne.
Ed è così che Pilar deve presentarsi, indossando la divisa di fatica e “las bragas de goma”, per ricevere la sua punizione. Al centro della stanza il potro, al suo fianco una piantana, che sostiene due serbatoi di vetro graduato, grossi come piccole damigiane. Dai boccioni scendono due tubi che entrano in un apparecchio di regolazione, irto di rubinetti e tubi di vetro, da quest’ultimo esce un altro tratto di tubo. La povera Pilar viene denudata e legata strettamente al potro, in posizione prona, sotto alla sua pancia hanno messo un cuscinetto e poi la cinghia ventrale è stata allacciata molto stretta. Già così la posizione è poco confortevole. La perra sceglie una delle cannule più grosse, spreme sulla lingua di Pilar un bel po’ di vasellina e le dice di lubrificare bene la cannula, se non vuole che questa la faccia sanguinare. Figuratevi l’umiliazione, anche perché, oltre che spargere il lubrificante con la lingua, la cannula viene anche infilata a fondo in gola, simulando una fellatio. La perra annuncia che ora inizia la parte dolorosa e passa la cannula alle cinesine, che non si fanno pregare ed iniziano ad infilarla nel posteriore della povera Pilar, immaginatevi lo strazio provocato da questo oggetto, dalla punta grossa come un piccolo uovo.
Ora le cinesine aprono dei rubinetti sull’apparecchio di regolazione, si sente distintamente un gorgoglio proveniente dagli intestini di Pilar. Il liquido è molto caldo e ben presto il corpo della poveretta si imperla e grosse gocce di sudore prendono a cadere. L’operazione è resa dolorosa dal cuscinetto ventrale, su cui è legata in posizione prona, questo impedisce al ventre di dilatarsi. Presto si sentono i sospiri di Pilar, che inizia a respirare molto velocemente, cercando di tenere sotto controllo i crampi. Ma questo non sarebbe niente, la perra le chiede come va l’acqua, alla risposta della poveretta “Signora è troppo calda, non la sopporto!” la perra, con sguardo diabolico, dice: “come preferisci, mia cara” e fa un cenno alla cinesina che gira una manovella, quella che era acqua molto calda diventa acqua molto fredda, infatti se il primo boccione è di liquido caldo, il secondo è di liquido molto freddo. Il contrasto di temperatura provoca dei crampi terribili, per parecchi minuti la poveretta boccheggia, poi inizia a supplicare che smettano, che si sente scoppiare, che la uccidano, ma non in questo modo terribile. Ovviamente i lamenti della punita provocano le risate delle aguzzine. La perra indica a tutte un tubo di vetro verticale, ci dice che il livello del liquido indica quanta fatica faccia il liquido ad entrare, se il livello è basso significa che il liquido entra senza difficoltà e non dà dolore, se il livello è alto significa che vi sono delle contrazioni. Il livello per la povera Pilar è praticamente il massimo. La poveretta viene lasciata a lungo in posizione, se prima gocciolava di sudore, ora è scossa da brividi continui di freddo e a tratti batte i denti. Finalmente la perra giudica sufficiente l’irrigazione, ad un suo ordine della perra le cinesi chiudono i rubinetti. Il livello nel tubo verticale continua a rivelare, impietoso, il sopraggiungere delle coliche. Attendiamo per un buon quarto d’ora, finalmente slegano la poveretta e la fanno mettere in posizione verticale. La perra le dice che dovrà trattenere il liquido fino a che non avrà il suo permesso e dopo averle ingiunto di stringere, per non perdere neanche una goccia, le strappa l’enorme cannula. Le vengono subito rialzate le “bragas de goma” e viene lasciata lì, a contorcersi per cercare di resistere allo stimolo. Conoscendo le spagnole, ed in particolare Pilar, so che cercherà di resistere a costo di morire, la pancia della poveretta è gonfia, come se fosse incinta di sei - sette mesi. Finalmente, dopo un interminabile quarto d’ora abbiamo il permesso e posso accompagnarla, passettino dopo passettino, fino al bagno.
Cara Monika un abbraccio dalla sguattera Nadia

26 novembre 2011

PENSION BALNEARIA 12


Cara Monika,
la “consultora” continua ad imperversare. Sta approfittando del fatto che la Signora è in viaggio, per dominarci. Inoltre non si limita alle buone vecchie sculacciate ma è apparso un inquietante frustino Ieri ha preteso che alla noria lavorasse una sguattera da sola, e quando le ho fatto presente che da sempre tale lavoro viene fatto da due, perché per una sola donna è troppo faticoso, mi ha schiaffeggiata e poi mi ha incatenata alla noria, costringendomi a  farla girare da sola per tutto il turno. Poiché secondo lei andavo troppo piano, si è messa a “stimolarmi” con un frustino. Se non volevo che mi facesse il “culo a strisce” ho dovuto impegnarmi tantissimo e a sera ero distrutta. Per impedire che si “batta la fiacca” e non dovere stare a controllarci, ha fatto installare da un artigiano un campanello che suona se la noria non viene fatta girare con sufficiente velocità. Il campanello suona brevemente per alcune volte, segnalandoti che devi accelerare. Se non recuperi in fretta si mette a suonare di continuo ed allora sei nei guai.
Poiché non era soddisfatta del mio lavoro, ho dovuto passare la notte nel “quarto oscuro” un ripostiglio dove devi dormire nuda per terra, con un paio di rozze coperte di lana spinosa. Ma dopo mezz’ora che sei rinchiusa al buio, scopri chi ti farà compagnia per la notte: insetti che ti strisciano addosso e topi che corrono per la stanza. Ovviamente ho passato una notte d’inferno, sveglia, terrorizzata da ogni piccolo rumore e continuando a grattarmi, avvolta nella coperta con la speranza che mi proteggesse.
Oltre a prendersela con noi sguattere, la “consultora” maltratta anche il resto del personale, sono venuta a sapere che ha punito anche la cuoca e due delle massaggiatrici. Questo stato di cose sta facendo sorgere un grande malcontento e l’altra sera Pilar è venuta, in segreto, nella stanza di noi sguattere dicendo che loro tutte sono stufe della “perra”, infatti il soprannome che si è meritata è proprio “cagna”. Si spera che la Signora torni presto dalle sue ferie, in modo che possa prendere provvedimenti.
Sguattera Nadia

PENSION BALNEARIA 11


Cara Monika,
a noi sguattere  è capitato un altro guaio: è arrivata una “consulente”. Come ormai è usuale, si tengono le serve alla fame e si pagano stipendi d’oro ad una antipatica che grazie ai suoi titoli non fa nulla, salvo incassare danaro a palate.
La consulente ha la mania di controllare che nessuno batta la fiacca, quindi controlla quante camere vengono rifatte, quanti vagoncini di fango vengono trasportati, addirittura quanti giri di noria facciamo in un ora. Inoltre poiché dandoci da fare ci muoviamo con poca grazia, un'altra idea è stata di metterci delle cavigliere con una corta catenella, in modo che facciamo dei passettini stile geisha. Impedite nel camminare il lavoro va ancora più rilento, così l’idea della consulente è di usare le punizioni, per cui spesso abbiamo il fondoschiena rosso.
Inutile dire che chi lavora alla noria sogna di vedere la consulente al proprio posto, saprebbe bene come farla correre!
Insomma, il malcontento  e la frustrazione serpeggiano tra la servitù.
Ciao cara collega, scusa lo sfogo.
Sguattera Nadia

10 giugno 2011

ALCUNE PROPOSTE PUNITIVE PER LE SGUATTERE LUCIA E BARBARA

PRIMI SUGGERIMENTI PER LE PUNIZIONI DELLE SGUATTERE LUCIA E BARBARA

Abbiamo ricevuto finora due proposte che giriamo alle gentili Signore di Villa Penitenza.
Restiamo in attesa di eventuali altri suggerimenti.
Monika, domestica

"Domestica Monika,
suggerisco alle care signore di Villa Penitenza di applicare alle due sguattere Lucia e Barbara un severo programma di esercizi disciplinari (per la durata di 5 ore al giorno per una settimana) in tenuta completamente impermeabile (mutande di gomma, "scafandro" impermeabile, grembiule di gomma pesante, guanti e fazzoletto pure dello stesso materiale),  seguito da una fustigazione quotidiana in crescendo (10 colpi il primo giorno, 20 il secondo e così via).
Ciò non esonererà le punite dai loro doveri di serve, ovviamente.
Con stima assoluta per le Signore della Villa,
Sandra B."

"Serva, comunica alle gentili educatrici della Villa questa mia proposta: che le due sguattere si sculaccino a vicenda una sulle ginocchia dell'altra per tre volte al giorno per sette giorni sotto stretta sorveglianza delle Signore. Ogni energica sculacciata sia di come minimo di 20 minuti a testa nei seguenti orari: alle 8 del mattino, alle 14 del pomeirggio e alle 19 della sera. A conclusione della giornata, prima di dormire ogni sguattera, abbigliata con le proprie mutande impermeabili praticherà all'altra un consistente clistere punitivo. La prima che avrà il cattivo gusto di liberarsi nelle proprie mutande riceverà una fustigazione supplementare dalle buone Dame della Villa, SENZA POTERSI TOGLIERE LA PROTEZIONE GOMMATA. Grazie alle care Dame per il loro lavoro, il loro sacrificio educativo e la loro generosa abnegazione.
Contessa Marisol"

"Mi sento rimescolare la pancia, al pensiero di cosa ci attende. Spero che almeno non ci gonfino la pancia come un otre! E poi quel lettino e quei preoccupanti attrezzi, che abbiamo dovuto preparare in una vetrinetta, penso che stanotte non dormirò molto.
Un saluto dalla preoccupata Lucia."


disegno © G. Pichard

9 giugno 2011

VILLA PENITENZA: I LAVORI FORZATI


I LAVORI FORZATI

Cara Monika,
stamattina siamo state convocate in salone. Il tribunale, presieduto da Bancaria era già riunito. Sono state trascinate le colpevoli, pallidissime, che si tenevano in piedi a fatica. Mi hanno fatto molta pena, torturate, maltrattate e tenute a digiuno, senza bere e rinchiuse in condizioni terribili per tre lunghissimi giorni e notti. Siamo state tutte fatte inginocchiare sui nostri tappetini di penitenza.
Le durissime sentenze sono state lette: Anne e Brune sono riconosciute colpevoli di furto, effrazione e attentato alla salute delle ospiti di Villa Penitenza. Verranno marchiate a fuoco, messe ai lavori forzati ed utilizzate come cavie per tutte le punizioni che verranno presentate da adesso in poi. Ma non era finita! Siamo state chiamate anche io e Barbara, immaginatevi la nostra sorpresa e la paura: siamo state viste da Severa ieri sera, mentre davamo da bere alle due detenute, mosse a compassione dalle loro condizioni dopo due giorni di maltrattamenti, sete e fame.
Siamo riconosciute colpevoli di favoreggiamento. Il tribunale però stabilisce che le punizioni a cui dovremo essere sottoposte dovranno essere stabilite da una giuri di nostre pari.
Pertanto Monika, chiederei in particolare a te ed alle altre serve del blog di suggerire, magari tramite i commenti, le punizioni da assegnarci. Vi preghiamo di farlo in modo che anche noi si possa espiare la nostra colpa, anche perché altrimenti provvederanno le nostre temibili Signore!
Appena tolta la seduta del tribunale, Infermiera e Severa si sono recate nella città più vicina per rifornirsi degli opportuni mezzi correttivi. Le restanti Signore hanno fatto denudare Anne e Brune, sono poi stati fatti indossare stivali di gomma, mutande impermeabili e grembiule da giardiniere, oltre al fazzoletto da testa. Così rivestite sono state portate nel terreno all’esterno di Villa Penitenza, richiuso da alte mura. Qui è il regno delle erbacce, non è mai stato coltivato dai tempi in cui la villa venne costruita. Sono stati loro consegnati piccone, badile e zappa. Dovranno dissodare il terreno e trasformarlo in un giardino impeccabile. Per oggi hanno iniziato a sradicare le erbacce a mani nude! Inutile dire che tra le erbe ve ne sono di urticanti e spinose. Inoltre sono il rifugio di innumerevoli specie di insetti e di molti formicai di formiche particolarmente feroci. Le ho viste quando sono state fatte rientrare per il pasto serale, la pelle nuda, esposta al sole era già paonazza, un magnifico contrasto con le parti coperte da mutande, gambali e grembiule. Portinaia ha tastato loro la schiena provocando gemiti di dolore, penso che stanotte dormiranno a pancia sotto!
Monika, vi saluto tutte Signore e serve.
Un abbraccio dalle sguattere Barbara e Lucia

foto © Monika
diesgno © G. Pichard

7 novembre 2008

grembiuli e uniformi punitivi


Molte amiche mi scrivono per saperne di più sui cosiddetti "grembiuli punitivi" o anche contenitivi. Aggiungendo che esistono anche delle uniformi e in generale abbigliamento da lavoro "punitivo" per domestiche e serve riottose, mi occuperò diffusamente di questo argomento in uno dei prossimi post. Se nel frattempo ci fossero domande o richieste in proposito, ne sarei felice.
Monika

1- l'abbigliamento punitivo
Punire una domestica negligente, disubbidiente o pigra costringendola ad indossare uniformi e grembiuli costrittivi, umilianti o contenitivi è una pratica un tempo assai diffusa tempo, ora un po' in disuso. Ispirata dall'abbigliamento delle detenute e delle forzate (pesanti uniformi grigie di cotone, grembiuli pesanti, cuffie e zoccoli) l'uniforme punitiva è spesso usata per stancare e umiliare la domestica, soprattutto durante lo svolgimento di lavori pesanti. In questo senso la TENUTA DA GIARDINIERA (vedi post correlato) si presta perfettamente al bisogno: far lavare alla domestica i pavimenti in ginocchio vestita con una uniforme pesante di cotone, un paio di pesanti grembiuli di gomma, stivali di gomma e un fazzoletto di spesso cotone può essere un metodo molto efficace e persuasivo.