Gentilissima Madame Janine,
vengo ad esporle un esperimento effettuato su come umiliare la serva.
Conosciamo bene la praticità dell'uso di mutande impermeabili sia associate alla divisa di fatica che di punizione. La serva fa di tutto per conservare le mutande ed il relativo pannolone perfettamente puliti. Ma, passato qualche tempo, notiamo un rilassamento della serva che non si impegna più come una volta diventando incontinente, evidentemente pensando "tanto ci sono le mutande impermeabili".
Ho così deciso di farmi accompagnare dalla serva in un grande magazzino, dopo averle fatto ingurgitare numerose tazze di tè e caffè (notoriamente diuretici) ed un buon mezzo litro di minerale. Solo che le mutande, anzichè di gomma, erano le solite di cotone della divisa di fatica. L'abbigliamento restante della serva era costituito da una corta tunica con delle belle bragotte aderenti, un abbigliamento più o meno da commessa. Mi sono solo assicurata che la minima macchia di umido risaltasse perfettamente ben scura sullo sfondo blu del tessuto, facendo notare il fatto alla serva.
Ed il risultato è stato entusiasmante: la serva che mi ha seguita per due interminabili ore, spingendo un pesante carrello, ad ogni piccola sosta stringeva disperatamente le cosce cercando di trattenersi.
Devo dire, in suo onore che è riuscita a non bagnarsi fino a casa. Questo fatto non mi è del tutto dispiaciuto, lascia campo libero a successive sperimentazioni.
La ringrazio per la sua attenzione. Sarei lieta se volesse ordinara alla serva sudiciona M. di pubblicare la lettera sul blog. Ovviamente Suoi eventuali suggerimenti sono sempre i benvenuti, come quelli delle altre lettrici.
sua FrauJulia
DISCLAIMER
ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE.
CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE
Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale.
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© JANINE SOUILLON, LUGANO, CH
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6 gennaio 2016
UNA LETTERA DI FRAUJULIA
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29 aprile 2015
CASTITA' DELLA SERVA / una lettera di FrauJulia
Gentilissima Madame Janine,
sicuramente la sguattera sudiciona, sigillata nelle sue doppie mutande, è impossibilitata a cercare i piaceri indebiti a cui era avvezza, infatti uno stato di spessa gomma, doppiato da una robusta mutanda di cuoio impedisce qualsiasi suo tentativo. Ma, anche rifacendomi ai deliziosi disegni della schiava Elizabeth, non vorrei che la sguattera abbia trovato un escamotage per ottenere comunque turpi orgasmi, massaggiandosi i capezzoli che, almeno nei disegni, sono tenuti liberi.. Ora, sappiamo benissimo che gli orgasmi ottenuti in questo modo sono spesso un mito, ciò nonostante potrebbe essere utile disciplinare anche questa zona. Mi trovo però in difficoltà a suggerire un metodo valido, l’idea che mi viene è quella di un apposito reggiseno contenitivo-punitivo, imbottito con il materiale delle spugnette ruvide. In alternativa al reggiseno si potrebbe usare una larga striscia contenitivo-compressiva che mantenga dolorosamente le cose al loro posto, anche durante lavori che richiedano di sporgersi in avanti oppure durante le corse punitive. Tale striscia sarebbe anche giustificata dal fatto che, data l’età non proprio verde della sudiciona, le zinne cominciano ad afflosciarsi ed a pendere sempre più in basso, quindi perché non nasconderle completamente? Un alternativa più semplice potrebbe essere di limitarsi a foderare l’interno delle divise e dei grembiuli spugnette abrasive, cucite nei punti opportuni. A questo punto sfido la sudiciona a massaggiarsi, tenuto conto che le impudiche mammelle saranno già tenute opportunamente irritate dai continui sfregamenti contro le terribili spugnette.
Madame, indirizzo a Lei la missiva per competenza, ma, se Lei è d'accordo, si potrebbe ordinare alla sudiciona di pubblicarla. Credo che l'argomento possa interessare le attente lettrici.
Sua FrauJulia
sicuramente la sguattera sudiciona, sigillata nelle sue doppie mutande, è impossibilitata a cercare i piaceri indebiti a cui era avvezza, infatti uno stato di spessa gomma, doppiato da una robusta mutanda di cuoio impedisce qualsiasi suo tentativo. Ma, anche rifacendomi ai deliziosi disegni della schiava Elizabeth, non vorrei che la sguattera abbia trovato un escamotage per ottenere comunque turpi orgasmi, massaggiandosi i capezzoli che, almeno nei disegni, sono tenuti liberi.. Ora, sappiamo benissimo che gli orgasmi ottenuti in questo modo sono spesso un mito, ciò nonostante potrebbe essere utile disciplinare anche questa zona. Mi trovo però in difficoltà a suggerire un metodo valido, l’idea che mi viene è quella di un apposito reggiseno contenitivo-punitivo, imbottito con il materiale delle spugnette ruvide. In alternativa al reggiseno si potrebbe usare una larga striscia contenitivo-compressiva che mantenga dolorosamente le cose al loro posto, anche durante lavori che richiedano di sporgersi in avanti oppure durante le corse punitive. Tale striscia sarebbe anche giustificata dal fatto che, data l’età non proprio verde della sudiciona, le zinne cominciano ad afflosciarsi ed a pendere sempre più in basso, quindi perché non nasconderle completamente? Un alternativa più semplice potrebbe essere di limitarsi a foderare l’interno delle divise e dei grembiuli spugnette abrasive, cucite nei punti opportuni. A questo punto sfido la sudiciona a massaggiarsi, tenuto conto che le impudiche mammelle saranno già tenute opportunamente irritate dai continui sfregamenti contro le terribili spugnette.
Madame, indirizzo a Lei la missiva per competenza, ma, se Lei è d'accordo, si potrebbe ordinare alla sudiciona di pubblicarla. Credo che l'argomento possa interessare le attente lettrici.
Sua FrauJulia
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8 gennaio 2015
PENSION BALNEARIA 93
e giungono finalmente “las cinco de
la tarde”. Riporto la perra alla sala de Hydroterapia. Devo dire
che il pensiero che la perra finalmente si beccherà un clistere ben
più punitivo di quelli che, negli anni mi ha somministrato, mi …..
attizza. Anzi, vi confesso che mi arruffiano un po’ con la
enfermera, in modo da poter vedere il tutto in prima persona. E
l’inizio del “Enema de Castigo”, è abbastanza simile a quello
del mattino: mi viene permesso di appoggiare la guancia al
contenitore e, devo dire che, sia pur sopportabile, l’acqua è
caldissima. Intanto l’Enfermera riempie l’altro apparecchio con
acqua fredda di rubinetto. Un ultimo controllo con termometro delle
due temperature e l’Enfermera sancisce: “perfecto, bien caliente
y la oltra bien fria”.
Alla perra viene imposto di indossare
un originale indumento: un paio di “bragas de restricciòn”,
delle mutande elastiche il cui scopo è di limitare lo spontaneo
rigonfiamento della pancia e, soprattutto, di impedire l’espulsione
della cannula. Dall’armadietto a vetri viene estratta una superba
sonda “Bardex” con due palloncini. Non una cosa spropositata come
quella per “El parto” già subito dalla perra, ma in ogni caso un
oggetto intimidente. E veniamo a noi: la perra viene fatta accomodare
nella vasca da semicupio e vengono ben strette le robuste cinghie che
assicurano caviglie e polsi, obbligandola ad assumere e mantenere la
posizione inginocchiata, con il busto piegato in avanti. L’Enfermera
lubrifica la sonda e, con decisione la infila nel sedere della perra.
Una pompetta permette di gonfiare ben bene i due palloncini, uno
all’interno ed uno all’esterno, operazione ben presto eseguita.
So per esperienza che, sia pur non dolorosissima., è una operazione
estremamente fastidiosa ed umiliante, infatti vedo la perra
spalancare occhi e bocca, ma saggiamente non si lamenta.
Gli apparecchi sono su una piantana,
altissimi. I tubi che scendono dagli apparecchi hanno ognuno il
proprio rubinetto e si riuniscono in un raccordo ad Y. In questo modo
è possibile decidere se somministrare il liquido dell’uno o
dell’altro apparecchio o miscelarli, semplicemente girando i
rubinetti. Un indicatore di flusso, costituito da una piccolissima
ruota a pale, inserita in un tratto di tubetto trasparente ed un
indicatore di pressione relativa, costituito da un tubetto verticale,
simile agli antichi barometri torricelliani, completano il semplice
armamentario. L’Enfermera mi mostra che aprendo il rubinetto
dell’acqua calda, subito la rotellina si mette a girare e, l’acqua
sale nel misuratore di pressione, in sincronia con i movimenti
peristaltici della perra. Viene aperto di pochissimo il rubinetto
dell’acqua calda. Di questo passo ci vorrà parecchio perché la
perra vuoti il contenitore. Proprio quello che si desidera. La perra
si lamenta alquanto della temperatora “quema, quema”, ma tutto
sommato, sopporta. Grazie alla mutanda elastica la pancia si gonfia
poco, così il liquido sale parecchio nell’intestino. Ora il primo
dei due contenitori è praticamente vuoto. La perra, ormai inondata
di sudore, sta sempre lamentandosi che “quema”. Ora la Signora si
avvicina, le palpa in profondità la pancia, poi le dice “Demasiado
caliente? Ahora enfria!”. Subitaneamente l’infermiera chiude
completamente l’acqua calda ed apre al massimo il rubinetto della
fredda. Non passano dieci secondi che la perra emette un “Auuuu”
angoscioso. L’acqua fredda entra vigorosa, raffreddando di colpo il
colon che si era abituato alla temperatura abbastanza calda. Di colpo
una contrazione scuote la perra. Su invito della Signora palpo anche
io la pancia, se prima era caldissima e molle, ora è contratta e
durissima. La contrazione è così forte che per lunghi minuti si
arresta l’avanzamento dell’acqua e l’indicatore di pressione
sale al massimo. La perra è talmente choccata che non riesce a
proferire altro che l’interminabile “Auuuuuu”. Ma, data
l’altezza a cui è posto il contenitore, ben presto l’acqua
fredda inizia ad entrare rapida ed inesorabile nella pancia della
perra e, data la compressione delle mutande, una fredda ondata
sconvolge gli intestini, rendendo ancora più acuti i dolori. Al
contrario di prima, ora la perra è ricoperta di sudore ghiacciato.
Guardandola si vede che ha la pelle d’oca o, meglio “piel de
galina”. Per sua fortuna l’acqua scorre senza intoppi e ben
presto termina. Ma il supplizio è solo all’inizio. Devo aiutare
l’Enfermera a trascinare sopra alla vasca da semicupio una
incastellatura robusta, su ruote, La perra viene slegata dalla
posizione in cui era. Viene fatta alzare e le sue braccia vengono
legate in alto. I piedi restano all’interno della vasca. E
l’Enfermera apre un rubinetto e mette un buon 20 centimetri di
acqua freddissima sul fondo della vasca. La perra, già tremante per
il freddo all’interno del ventre, si trova con i piedi immersi in
acqua fredda, impossibilitata a muoversi e anche a tentare di
massaggiarsi la pancia. Si sentono distintamente i suoi denti battere
per il freddo. Il suo supplizio dura 2 intere clessidre, due
interminabili quarti d’ora, come ordinato dalla Badessa. Vedo
chiaramente il ventre, imprigionato nelle mutande contentive,
muoversi in sincronismo con i crampi che la devastano. La colonna
d’acqua dell’indicatore di pressione pare impazzita, va sui e giù
continuamente, testimone degli sconvolgimenti, egregiamente contenuti
dall’accoppiata bardex e mutande contenitive. Ed alla fine del
supplizio, quando la perra viene autorizzata a scaricarsi, lo deve
fare lì legata in piedi nella vasca, in presenza di tutte. Vediamo
il livello di acqua immonda crescere man mano, tra scrosci e rumori
sconci, mentre la la pancia si svuota. I liquami che scorrono lungo
cosce e polpacci, con un “olor molesto”. La umiliante operazione
dura molto molto a lungo, grazie alle mutande contenitive l’acqua
ha irrigato a fondo il pancione della perra! Il commento finale della
Badessa è stato “Que barbaridad!”
Alla fine mi viene richiesto di
riportare la perra nel dormitorio. La devo sorreggere, il tremore è
tale che fatica a reggersi in piedi. Il colorito è pallidissimo,
anzi, verdastro, ha la pelle d’oca. Le occhiaie e le labbra sono
bluastre. Spero inizi ad averne abbastanza …. poi …. la guardo
negli occhi, ancora lo sguardo da serpe che mi sfida. Riusciremo mai
a domare completamente questa maledetta?
(93- continua)
(93- continua)
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25 novembre 2012
LA PUNIZIONE DI SGUATTERA SUDICIONA 3/4
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| drawing by slave Elisabeth Mandile ©Annika Kapyzska |
LA MIA PUNIZIONE - 3
di sguattera sudiciona
Accovacciata sul secchio di zinco, mi è
stato permesso di svuotarmi. La panciona si è sgonfiata, mi sento
esausta e madida di sudore che sulla schiena si raffredda lentamente.
- Bene, bene bene, fra non molto l'olio di ricino
dovrebbe cominciare a far effetto sul serio... è tempo di preparare la
nostra bestia da soma sudiciona, vero Rose?
Sogghignando, la possente
infermiera altoatesina mi afferra di nuovo per un orecchio e
bruscamente mi solleva dal secchio. Mi ordina di denudarmi
completamente, poi sempre tenedomi saldamente per un orecchio mi
spinge sotto la doccia per un'energica strigliata a base di acqua
gelata. Indossando un grembiule di gomma bianca e guanti dello stesso
materiale e colore, la donna mi strofina con una specie di spugna che
in realtà è costituita da urticante crine di cavallo avvolto
attorno a una mattonella di legno.
L'effetto dello strofinìo sulla
mia povera pelle è terribilmente irritante, e in breve la cute si
arrossa nonostante sia costantemente innaffiata dall'acqua
freddissima.
Terminata la “pulizia della schwein”, come dice Rose
M. l'infermiera altoatesina, vengo fatta rivestire in fretta, senza
che mi sia permesso di asciugarmi. Questa volta devo indossare la
divisa da fatica, sulla quale mi devo allacciare un pesante grembiule
di gomma verde; ai piedi, zoccoli di gomma dello stesso colore e
niente calze.
Sotto, ecco pronto per me pannolone e doppie mutande:
prima un paio di normali mutande di gomma da incontinenza; sopra
quello, mi infilerò il mio ormai abituale paio di robustissime e
impermeabili mutande da contenzione.
Ma prima di indossare la doppia
mutanda, l'infermiera mi ordina di piegarmi, di afferrare i glutei
saldamente e di divaricarli. Poi in tono brusco mi grida di
“spingere”, come se dovessi defecare. Per fortuna non ho più
acqua nella pancia: in questo modo l'operazione non ha spiacevoli
conseguenze. Ho appena iniziato a spingere, ed ecco che un grosso
plug di gomma a forma conica mi viene bruscamente inserito nello
sfintere: con tre colpi progressivi, di intensità crescente,
l'esperta infermiera inserisce il tappo che non va a finire dentro il
mio intestino solo grazie alla base di gomma, un disco circolare che
lo blocca all'esterno impededogli di proseguire il suo cammino
all'interno delle mie miserabili viscere di sguattera.
Purtroppo non posso fare
a meno di notare che il mio sfintere è decisamente dilatato, e
ripensando alle minacce dell'infermiera, comincio a preoccuparmi
davvero. Nonostante sia stata allargata parecchio, le dimensioni e la
forma del tappo sono tali per cui nulla mi distoglie dal pensarci
in continuazione: di fatto la presenza del plug nel mio retto diventerà nella
prossima ora una delle due ossessioni su cui rimarrò costantemente
concentrata.
Mentre l'infermiera chiude il lucchetto
delle mutande contenitive, un orribile gorgolìo improvvisamente si
scatena dentro la mia pancia e un'ondata di nausea mi sopraffà: il
deleterio effetto dell'olio di ricino comincia a farsi sentire.
L'infermiera altoatesina Rose M. sembra apprezzare particolarmente la
cosa: sorridendo, mi massaggia ruvidamente la pancia e la comprime,
compiaciuta. Madame Janine si siede comodamente su una poltroncina
tutta rivestita di cuoio nero, accavalla le gambe, spinge leggermente
indietro la testa, socchiude gli occhi, infine si accende una
sigaretta e mi fissa.
- Mani sopra la testa, sudiciona! -
sibila. Eseguo, mentre dentro la mia pancia
avvengono sobbolimenti e movimenti a dir poco imbarazzanti. - E ora,
sudiciona, per completare la tua punizione, accompagnerai Rose al
supermeracato e porterai a casa la spesa. Rose M., l'infermiera
altoatesina, intanto si è preparata per uscire. Indossa un
meraviglioso cappotto extralungo in scintillante pvc nero che nasconde
parzialmente la divisa da infermiera, anche se la sua qualifica
è resa evidente dalla cuffia bianca inamidata su cui spicca la
croce rossa. Al posto degli zoccoli bianchi, calza un paio di stivali in pelle dal tacco vertiginoso.
Così abbigliate, usciamo: lei davanti, io dietro nella
mia divisa da fatica, sporca e macchiata di sudore, il ventre che
comincia a gonfiarsi di nuovo, fasciato nel grembiule di gomma da
sguattera, e il sapore dell'olio di ricino che lentamente dallo
stomaco ricomincia a invadere la mia bocca. A ogni passo, lo “slosh, slosh” delle mutande di gomma si fa sentire, e il tappo di gomma
sembra volersi perfidamente fare strada fra le mie viscere. Per fortuna il disco
esterno lo blocca, altrimenti il mio intestino sconvolto lo
inghiottirebbe senz'altro. Camminiamo per strada e io mi sento
morire di vergogna al pensiero di dovermi mostrare in pubblico in
queste miserabili condizioni. Sul marciapiede, fra la gente che passa
frettolosa e ignara, non vengo notata più di tanto.
La divisa e il grembiule
in effetti attirano l'interesse occasionale di qualcuno, ma
nell'insieme per mia fortuna passo abbastanza inosservata. Le spesse
mutande di contenzione, all'aperto, diventano ancora più rigide e
pesanti, ma lo sfregamento della gomma sulla mia vulva è ridotto al
minimo, e comunque non abbastanza da farmi provare piacere: con
queste mutande addosso, ne sono consapevole, mi attende ormai una
vita completamente priva di qualsiasi tipo di soddisfazione
sessuale. Ho paura, non è che per questa continua infinita
frustrazione diventerò matta? E l'essere quotidianamente,
perennemente ingravidata dall'infermiera che effetti collaterali
avrà? Vivere in questo modo mi sembra insopportabile... eppure non
ci sono alternative.
Mentre penso furiosamente, per distrarre il mio
intestino dalla pressione dolorosa e dai crampi che comincio a
sentire, senza accorgermene siamo arrivate proprio davanti
all'entrata del supermercato. Il mio ventre è di nuovo bello
gonfio, e tende il grembiulone di gomma.
L'infermiera con un sorrisetto mi
tende la lista degli acquisti, stilata nella calligrafia precisa e
minuta di Madame Souillon. È una lista assai lunga, copre quasi
tutta la pagina color crema, strappata da uno dei preziosi taccuini
di Madame. Due signore ben vestite, belle e sulla quarantina, vicine
alla cassa. hanno notato la scena. Si guardano fra di loro con
sottili cenni d'intesa, una mi scruta da capo a piedi, l'altra per
un attimo sembra sorridere all'infermiera
(3- continua)
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13 ottobre 2012
UN HAIKU DELLA SERVA DI FRAUJULIA
Serva sudiciona,
le tue sordide vicende hanno turbato la mia serva, tanto che ho trovato nel solito nascondiglio altri foglietti con le sue patetiche poesie.
Le riporto qui e, se Madame Janine lo permette, le copierai anche sul blog, che ti piacciano o no!
Inoltre vedi , sempre col permesso della tua Signora, di metterti a scrivere un decente ed esauriente, periodico diario delle tue punizioni, non vorrai che siano gli altri a scrivere per te? E ricorda, per ogni scritto ti verrà dato il voto!
-------------------
Perchè peccare,
quando è più facile ubbidire,
o sciocca serva sudiciona?
-----------------
Ieri , dalla Signora convocata,
una pagina al computer mi ha mostrata:
una serva perennemente condannata.
Sudiciona è ora il suo soprannome,
ed ora scrivo il percome.
Anzichè dedicarsi al compito abitudinario,
si beava del piacere solitario.
Il blog aggiornava dalla mansarda,
ma invece si toccava la bernarda.
Ed ora sciagurata,
piange per sempre imbraghettata.
Scoprirà quanto prude la bernarda,
sigillata nel caucciù della mutanda!
Ed è inutile che faccia quella grinta,
il clistere la rende bene incinta.
Con il tappo, mia signora,
che vergogna, che dolore ,
la rea il bagno implora.
Tra le altre serve regna la paura,
meglio non peccare, stai sicura!
-----------------------------
FrauJulia
drawing by slave Elisabeth Mandile © Annika Kapyzska
le tue sordide vicende hanno turbato la mia serva, tanto che ho trovato nel solito nascondiglio altri foglietti con le sue patetiche poesie.
Le riporto qui e, se Madame Janine lo permette, le copierai anche sul blog, che ti piacciano o no!
Inoltre vedi , sempre col permesso della tua Signora, di metterti a scrivere un decente ed esauriente, periodico diario delle tue punizioni, non vorrai che siano gli altri a scrivere per te? E ricorda, per ogni scritto ti verrà dato il voto!
-------------------
Perchè peccare,
quando è più facile ubbidire,
o sciocca serva sudiciona?
-----------------
Ieri , dalla Signora convocata,
una pagina al computer mi ha mostrata:
una serva perennemente condannata.
Sudiciona è ora il suo soprannome,
ed ora scrivo il percome.
Anzichè dedicarsi al compito abitudinario,
si beava del piacere solitario.
Il blog aggiornava dalla mansarda,
ma invece si toccava la bernarda.
Ed ora sciagurata,
piange per sempre imbraghettata.
Scoprirà quanto prude la bernarda,
sigillata nel caucciù della mutanda!
Ed è inutile che faccia quella grinta,
il clistere la rende bene incinta.
Con il tappo, mia signora,
che vergogna, che dolore ,
la rea il bagno implora.
Tra le altre serve regna la paura,
meglio non peccare, stai sicura!
-----------------------------
FrauJulia
drawing by slave Elisabeth Mandile © Annika Kapyzska
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8 ottobre 2012
LA SERVA SUDICIONA SI SCUSA CON FRAU JULIA
On Oct 9, 2012, at 6:20 AM, giulia tedesco wrote:
Serva Monika, ti scrissi, mesi fa, chiedendo consigli su come punire la serva per essersi praticata un tatuaggio non autorizzato.
Mi rispondesti, di non essere autorizzata a dare consigli in merito alle punizioni e che avresti subito girato la mail a Madame Janine.
Siamo poi sicuri che hai eseguito e non te ne sei dimenticata? Peggio ancora, non stai cercando di coprire la tua svergognata collega?
Desidero una pronta risposta, privata e/o pubblica.
Invio la mail anche a Madame Janine perchè prenda, eventualmente, opportuni e severi provvedimenti.
FrauJulia
Questa serva sudiciona ha trascurato il suo dovere
questa serva sudiciona chiede scusa alla Signora FrauJulia
questa serva sudiciona e buona a nulla sarà punita come merita
questa serva sudiciona e pigra rimarrà nelle mutande di contenzione per sempre, notte e giorno
serva sudiciona
Serva Monika, ti scrissi, mesi fa, chiedendo consigli su come punire la serva per essersi praticata un tatuaggio non autorizzato.
Mi rispondesti, di non essere autorizzata a dare consigli in merito alle punizioni e che avresti subito girato la mail a Madame Janine.
Siamo poi sicuri che hai eseguito e non te ne sei dimenticata? Peggio ancora, non stai cercando di coprire la tua svergognata collega?
Desidero una pronta risposta, privata e/o pubblica.
Invio la mail anche a Madame Janine perchè prenda, eventualmente, opportuni e severi provvedimenti.
FrauJulia
Questa serva sudiciona ha trascurato il suo dovere
questa serva sudiciona chiede scusa alla Signora FrauJulia
questa serva sudiciona e buona a nulla sarà punita come merita
questa serva sudiciona e pigra rimarrà nelle mutande di contenzione per sempre, notte e giorno
serva sudiciona
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