DISCLAIMER

ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE. CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale. RIPRODUZIONE VIETATA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI © JANINE SOUILLON, LUGANO, CH
Visualizzazione post con etichetta igiene della domestica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta igiene della domestica. Mostra tutti i post

30 gennaio 2013

IGIENE DELLE SERVE

Una lettera della Signora FrauJulia a Madame Janine Souillon

Gentilissima Madame Janine,
vorrei proporre a Signore e serve un argomento di discussione a mio parere molto interessante:
la stitichezza in una serva rappresenta una colpa?

E questo indipendentemente dai provvedimenti igienici che verranno adottati, abbastanza simili nei due casi. C'è però una ben precisa differenza tra purghetta o clisterino e le loro controparti punitive!

A favore della tesi direi bisogni considerare le cause: il più delle volte le serve, lasciate libere di nutrirsi con ciò che vogliono, fanno delle scelte sbagliatissime: niente verdura e, come se non bastasse, poca acqua e, ahinoi, magari addirittura bevoo bibite gassate, se non addirittura alcoolici.

Proporrei di aprire la discussione anche alle serve, anzi gradirei che potesse scrivere sull'argomento anche la miserabile serva sudiciona, anche se il regime punitivo a cui è sottoposta previene tali imbarazzanti problemi.
Sarebbero gradite anche eventuali ricette su come prevenire e/o curare tale problema nelle serve.
Grazie

FrauJulia

14 luglio 2012

PENSION BALNEARIA 47


Cara Monika,
e così, come ti raccontavo, ci troviamo in procinto di essere nuovamente punite, in presenza della televisione, che riprenderà ogni istante e che poi realizzerà pubblicità, documentari e, temo, filmetti a luci rosse.
Veniamo spintonate dalle simpatiche Gog e Magon fino alla sala di hydroterapia. E’un ambiente incredibile, vale quasi da solo una puntata del mio racconto: un enorme sala liberty, dotata di ampie vetrate, però con i vetri smerigliati. Al centro della sala delle pareti di legno, alte un paio di metri, delimitano una stanza più piccola, le pareti di questa saletta hanno dei fori, in corrispondenza dei quali è disposto una versione più comoda del potro, una specie di mezzo lettino. In pratica chi occupa questo lettino si trova prono, con la testa ed il torace nella saletta interna e il resto del corpo nella sala esterna, messo a 90 gradi, con i piedi a terra, appoggiati in una grossa tinozza. Al centro della saletta interna un elegante tavolino da tè. In pratica, viene spiegato dal documentario realizzato, che ho avuto occasione di vedere, questo era il “salon de enema”. Qui le ricche clienti porgevano il posteriore alle energiche cure idrauliche di robuste infermiere, mentre dall’altro lato del muro, chiacchieravano amabilmente con le compagne di cura, leggevano, sentivano musica classica ed addirittura, veniva servito loro il tè. Insomma, un modo di salvare la faccia e di ignorare tutto il corollario di spiacevolezze associato al trattamento. Da non credere!
Ma veniamo a me, poiché come dice la perra ho “cometido la felacion” verrò punita anche attraverso la bocca. Mi fanno mettere su di un inginocchiatoio e mi legano con le apposite cinghie. A questo punto la perra, che per l’occasione si è data un look da dottoressa, mi si avvicina con una bottiglietta scura ed un cucchiaio. Capisco subito che intende purgarmi. Mi dice di non pensare neanche a disobbedire, altrimenti mi farà pentire di essere nata. Versa un cucchiaio di purga e mi costringe ad inghiottirla. Ora, come già raccontato, non è la prima volta che subisco questa punizione, ma stavolta l’odore ed il sapore sono mille volte peggio. Non sono passati neanche cinque secondi e sono squassata dai conati di vomito. Evidentemente se lo aspettavano, le cinghie mi trattengono, altrimenti cadrei anche per terra. Appena ripreso fiato la perra ghigna e mi dice “te gusta? Es el aceite de ricino tradicional, no es desodorizado”. E giù una seconda cucchiaiata. Tra un conato e l’altro mi costringe ad “disfrutar” il contenuto della bottiglietta fino a che non giudica che me ne sia restato giù abbastanza!. La intera operazione dura un interminabile quarto d’ora. Non mi reggo in piedi, gog e magog mi tirano su e mi legano su uno dei lettini. Lo stesso accade a Pilar.
Poichè abbiamo il torso affacciato nel salottino non vedremmo niente di cosa stanno preparando per noi. La perra, però, generosa come sempre, si premura di far portare un monitor in modo che non ci perdiamo il vergognoso spettacolo delle nostre parti posteriori. Poi la perra dice che bisogna rispettare la tradizione, ma, anziché del tè fa portare dello spumante e, sotto l’occhio delle telecamere dobbiamo brindare più volte con lei. Lo spumante ci dà inevitabilmente alla testa, inoltre una delle aguzzine si premura di stimolarci intimamente con un aggeggio vibrante. Comprendo subito che lo scopo è di avere un filmato in cui pare che noi ci si diverta e si venga eccitate, durante i trattamenti che ci verranno inflitti. Comunque che vergogna, ora la perra ha costruito una prova televisiva in cui pare che noi si sia sue, se non complici almeno collaborazioniste!
A proposito del salottino, non capisco una cosa, se le clienti della Pension erano così rilassate durante questi trattamenti, da addirittura ascoltare musica e prendere il tè, a cosa servivano le robuste cinghie imbottite con cui siamo state legate? Inoltre, una volta che i trattamenti avessero sortito l’effetto desiderato, essendo legate come potevano “ir a los aseos?”.
Ma ecco che nel monitor vedo la perra, nel suo camice che armeggia con una gigantesca “pera de goma”. Spiega, a beneficio della televisione che, poiché soffro di una forte stitichezza, inizierà con una bella “pera de aceite de oliva por lubricar”. E ben presto sento penetrare il beccuccio. L’olio tiepido è piacevole, ma dalla perra ci si deve sempre aspettare il peggio, la “pera” è stata riempita solo a metà ed alla fine, con forte gorgoglio mi inietta, anzi direi che mi “spara” dentro una grossa bolla d’aria, sicuramente molto meno confortevole dell’olio tiepido. E ad operazione eseguita resto lì, legata. Nessun effetto particolare, ma l’olio è subdolo, nonostante io stringa ben bene, lo sento colare pian piano dal buchetto lungo l’interno delle cosce, la cosa è ben documentata dai cameraman. Passata una mezz’ora, la perra torna alla carica, spiega che ora c’è bisogno di un “tratamiento radical” per iniziare a sbloccarmi, e viene consigliato “un robusto enema de jabon”.
Ben presto viene portato un antico marchingegno, una piantana con un apparecchio di vetro, pieno fino all’orlo di acqua talmente carica di sapone da parere latte, dalla parte superiore trabocca della schiuma. E qui la perra mostra la cannula di ebanite nera: la punta è ingrossata quanto un oliva. La cannula viene inserita senza toppi complimenti ed il rubinetto viene aperto. L’acqua è caldissima, la avverto distintamente entrare. E l’effetto della mistura non si fa attendere, inizio a sentirmi piena e a sudare come una fontana. Nel monitor vedo che l’apparecchio è stato messo piuttosto basso, segno che la perra vuole che la somministrazione sia lunga, interminabile. Ma ha fatto male i suoi conti sulla mia resistenza. Dopo aver implorato che mi sleghino, che devo andare in bagno eccetera, cedo ignominiosamente, non è entrata neanche metà dell’acqua. Sento il getto di liquido ancora caldissimo scendere lungo le gambe, nella tinozza entro cui appoggio i piedi. Le riprese mostrano vergognosamente che non è più solo acqua! Che vergogna! E cerco di non pensare che chissà in che mani finiranno le riprese che stanno facendo!
Mi aspetto chissà che castigo, ma non ho tenuto conto dei tempi televisivi, è ora il turno di Pilar. Lei la fortunata è destinata ai tanto pubblicizzati trattamenti moderni, quelli che la perra intende pubblicizzare. Poi la perra mostra la cannula destinata alla povera Pilar, è decisamente molto grossa, un piccolo pene, da cui si dipartono due grossi tubi che finiscono in un avveniristica macchina di plastica bianca, tutta lucette e pulsantini, mi viene in mente che, dato il colore e la moda del momento potrebbero battezzarla iEnema!
Ma non è il momento di scherzare, un minimo di lubrificazione e la cannula viene lentamente inserita in Pilar, che dai gemiti, non gradisce affatto l’intrusione. Il tutto, come spiega la voce di una presentatrice, assicura un “tratamiento” piacevole, indolore ed inodore. E la perra schiaccia bottoncini e regola rubinetti, ma ci sono difficoltà, ripete più volte la sequenza di operazioni ma niente. Vediamo la produttrice del marchingegno che riprova senza successo, poi estraggono la cannula da Pilar, si è intasata! E così alla perra viene consegnata una nuova cannula, se la precedente era grossa, questa ha quasi le dimensioni di un pene! E, dopo una bella lubrificata, Pilar è costretta ad … inghiottire anche questa. Nuova sequenza di pulsanti e rubinetti e l’apparecchio si mette in moto. Ora, viene presentato come un piacevole lavaggio, ma lì, legate sui lettini sento distintamente Pilar ansimare e cercare di respirare come un cagnolino. Le chiedo come va e mi risponde sussurrando che è un continuo sentirsi pienissima e che ha parecchi crampi. L’operazione dura una buona mezz’ora. Poi la perra, inquadrata dalle telecamere, annuncia che il trattamento preliminare del primo giorno è terminato e che nei giorni successivi vi saranno dei “tratamientos mas eficaz”. Ovviamente, una volta spente le telecamere, veniamo slegate e dobbiamo ripulire, inginocchiate, le tracce della nostra vergogna dalle tinozze, nonché lucidare il tutto per il giorno dopo.
Veniamo rinchiuse in due stanzette tipo clinica. La perra ci annuncia che ci verrà dato solo dello yogurt. Ora, qui è tradizione che i pasti principali finiscano con il “postre”, il dolce che spesso è sostituito da yogurt, sicuramente più salutare. Dall’arrivo della perra non abbiamo più assaggiato alcun postre, sono contenta della notizia, ma poi capisco che per chissà quanti giorni vivremo solo di quel vasetto di yogurt “mugnificamente” concessoci.
Cara Monika, un abbraccio
“paciente” Nadia
(47- continua)

19 maggio 2012

L'IDRATAZIONE DELLA SERVA: UN INTERVENTO DI FRAU JULIA

Cara Monika, vorrei fare un intervento a proposito dell’idratazione a cui dovete essere sottoposte voi serve.

Prendiamo ad esempio una serva normale, che indossa una divisa di fatica abbastanza pesante di cotone o sintetica. La nostra serva è addetta anche a lavori di fatica che svolge col dovuto impegno, pavimenti eccetera. La serva suderà parecchio, in particolare se poi si troverà ad indossare indumenti punitivi impermeabili o molto più pesanti del solito. Ben presto la divisa inizierà ad inzupparsi di sudore, partendo dalle ascelle in avanti.
Se siamo nella stagione calda, oppure se abbiamo un appartamento piuttosto riscaldato, bisogna tenere ben conto dell’aumentato fabbisogno idrico della serva, non vorremo che soffra di disidratazione. Ora, se per un adulto che fa un lavoro sedentario occorrono già da 1.5 a 2 litri / giorno di acqua, è ben chiaro che la nostra domestica dovrà bere ben di più.
E qui sorgono i primi problemi, le domestiche solitamente gradiscono poco l’acqua di rubinetto. Ci si troverà di fronte alle più lagnose e fantasiose scuse per sottrarsi all’adempimento. Dalle pretese nausee: “le assicuro Signora, non ne riesco a bere neanche un altro bicchiere, ho già la nausea” , “Signora non ce la faccio più, mi sento scoppiare lo stomaco, mi viene da vomitare!” eccetera. Si passa poi ad altre puerili scuse: “Signora se bevo così tanto dovrò continuare ad andare in bagno, come posso riuscire ad andarci solo tre volte al giorno?”, “Signora le assicuro, non ho affatto sete, sa io bevo sempre pochissimo” fino alla comica: “Signora se bevo così tanto, poi mi brucia la topina a fare pipì.”

Una Signora deve esercitare la dovuta fermezza: la serva dovrà bere un minimo di tre litri di acqua di rubinetto al giorno, tale quantità verrà aumentata a quattro litri d’estate fino ad arrivare ai cinque – sei litri quando la serva farà una intensa attività lavorativa.

Per evitare che la serva tenti di barare, l’acqua verrà misurata alla mattina in pratiche bottiglie di plastica, riciclate, e la serva avrà in dotazione un bicchierone di quelli da birra, da riempire e bere d’un fiato in presenza della Signora o di una Sorvegliante, fino a terminare l’acqua assegnata nell’arco della giornata.
E saranno cavoli amari, se la serva se si troverà in arretrato. In tal caso non sarà solo l'acqua avanzata ma  l’intero fabbisogno giornaliero di acqua che le verrà somministrato per clistere e dovrà essere trattenuto molto molto a lungo, in modo che l'intestino ne assorba una buona parte  Vedrete che la volta successiva la serva sarà ben più previdente e assumerà il liquido "per os", con largo anticipo.
Capiterà, come qualche serva lamenta, che le tre pause per andare in bagno al giorno risultino insufficienti, qui vengono buone le tradizionali mutande di gomma, insomma, le mettiamo nel corredo delle serve e poi non vogliamo usarle?

Un bel pannolone per adulti e mutanda di gomma e la nostra serva è a posto.  Se la serva si bagna, ovviamente, resterà bagnata e continuerà a lavorare fino al prossimo intervallo bagno, quando potrà cambiare il pannolone con uno asciutto, senza interrompere per questo il lavoro.

Un ultima cosa, oltre al costo dei pannoloni, mettete in conto un tubetto di pomata per le irritazioni da pannolone, la vostra umile serva ve ne sarà grata!

Ma se avete una serva pisciona come la mia il costo dei pannoloni non sarà indifferente. Ci sono due possibilità, la prima quella dei pannoloni ecologici, che la serva dovrà lavare e rilavare. Molto interessante.
Una seconda possibilità la ho scoperta durante una vacanza in Slovenia. Ho trovato in vendita degli enormi vasi da notte in ferro smaltato completi di coperchio ermetico, ne ho subito acquistato un paio. La nostra serva potrà usare per le emergenze durante il giorno e la notte, il suo bel vasetto ed avrà una sola pausa bagno propriamente detta, durante la quale svuoterà e laverà alla perfezione il fetido contenitore. Il vaso da notte viene buono anche quando la serva deve …. restituire un clistere, niente continue e pressanti richieste di tornare in  bagno.  Passato il dovuto tempo di ritenzione la serva se ne può andare nel proprio ripostiglio e usare il vaso da notte fino a che le serve. A cose finite pretendo di vedere il contenuto del vaso, prima di lasciarglielo svuotare.  Dovreste vedere come arrossisce, in particolare se faccio commenti!


FrauJulia

18 febbraio 2012

IL TAGLIO DEI CAPELLI

"Cara Monika,
la mia serva Ludovica ha i capelli molto lunghi. Io per un discorso di igiene glieli vorrei far tagliare. Cosa mi consigli di fare?"

Gentile signora Ludovica, le riporto il consiglio di Madame Souillon:
"È bene tenere i capelli di serve e domestiche ben corti, sia per evidenti ragioni di igiene sia per facilitare lo svolgimento delle loro mansioni. In ultimo, esiste una ragione estetica: la serva non deve presentare mai elementi che possano in qualche modo migliorarne l'aspetto o peggio metterla in condizione di competere con la loro padrona. Consiglio un taglio a spazzola, in alternativa il taglio "a scodella". Per le donne di fatica è raccomandata la rasatura a zero. Copriremo la testa d'uovo con un bel fazzolettone a righe o con una cuffia di plastica o gomma.
Janine Souillon"

1 febbraio 2012

PENSION BALNEARIA 20

Cara Monika,
e così, mentre noi, al ritmo di tre carriole al giorno stiamo approntando il giardino zen, con la perra che si è scoperta l’anima di architetto e ci dà gli ordini più assurdi. Come se non bastasse i rozzi zoccoli di legno ci stanno massacrando i piedi, ormai pieni di vesciche, inoltre non ci viene data la possibilità ed il tempo per lavarci, per cui puzziamo tremendamente, come ci è stato fatto notare molto grossolanamente dalla perra che ha annusato l’aria vicino alle mie ascelle e si è tappata il naso.
I lavoro alla pension e le relative punizioni stanno toccando alle altre dipendenti, ora retrocesse a sguattere. Alla agognata ora di fine lavoro, quando possiamo andare in  mensa per la sbobba che ormai costituisce il pasto delle dipendenti, vediamo sulle guance di alcune i segni delle lacrime e spesso ci vengono confidate le angherie ricevute. Per tenere sottomesse le dipendenti la scelta della perra è la paura, paura della segregazione nel quarto oscuro, paura di percosse da parte di gog e magog, paura delle punizioni sempre più dolorose.  Il potro è una delle punizioni più assegnate: una volta legate là sopra bisogna solo sperare nella clemenza delle aguzzine. Mi vengono riferite dolorosissime bacchettate, ma la cosa più temuta sono una serie di dilatatori che vengono infilati dietro. Si tratta di una  terribile umiliazione, visto che la cosa avviene in pubblico e che qui in spagna …. l’entrata del lato B è un tabu femminile. Oltretutto è anche doloroso, viste le dimensioni dei dilatatori, e per fortuna non si fa economia sulla vasellina!
Il guaio mio e di Pilar è che ora tutte le nostre compagne di sventura pretendono che, come loro rappresentanti, chiediamo udienza alla perra, per contrattare condizioni più umane di lavoro e punizioni meno dolorose. Visti i maltrattamenti ricevuti in precedenza per esserci fatte sentire, abbiamo cercato di sottrarci ma se non vogliamo venire picchiate dalle colleghe, dovremo andare di nuovo dalla perra. Insomma si tratta di scegliere da chi essere picchiate, terribile dilemma.
Cara Monika, ti farò sapere gli sviluppi,
uno zoppicante saluto in divisa di fatica,
tua sguattera Nadia
(20- continua)
© disegno Georges Pichard

30 ottobre 2011

IL BAGNO (O LA DOCCIA) DELLA DOMESTICA

Gentile domestica,
mi pongo il problema di quante volte far fare il bagno alla mia serva Maria di 48 anni: lei vorrebbe una volta al giorno ma mi sembra francamente troppo.
Attendo risposta
Maddalena, Francavilla

Gentile signora Maddalena,
prima di tutto trovo che la doccia sia più pratica ed economica: il bagno presuppone una rilassatezza (e una lentezza) nel disbrigo del lavaggio del proprio corpo che a una domestica, con tutto il rispetto, non dovrebbe essere mai concesso. In secondo luogo penso che una doccia ogni due giorni d'estate e una alla settimana d'inverno siano più che sufficienti. La serva provvederà ogni mattina a lavarsi rapidamente ascelle, collo e faccia prima di indossare l'uniforme e i suoi grembiuli.
Mi faccia sapere
sua Monika

12 luglio 2011

LA PAGELLINA DELLA SGUATTERA LUCIA


Pubblichiamo un contributo della Sorvegliante Barbara che ringraziamo per l'interessamento al nostro blog.
Monika, sguattera

Ciao Monika,
sono la sorvegliante Barbara. Ti scrivo personalmente, perché non è giusto che la sguattera Lucia rubi troppo tempo al riposo per tenerti aggiornata sugli avvenimenti.
Come sai il corso di Villa Penitenza è terminato e presto la Villa chiuderà, per riaprire in future occasioni. Come in ogni corso sono stati fatti degli esamini e mi è stata inviata la pagellina della sguattera Lucia. Bisogna dire che delle tre educande Lucia è stata l’unica con una valutazione positiva. Sul giudizio delle altre due ha influito grandemente l’imperdonabile furto di cui si sono macchiate.
 E’con orgoglio che ti riporto, pertanto, l’attestato di valutazione da me ricevuto e consegnato a Lucia. 

CORSO ESTIVO PER SERVE 
VILLA PENITENZA

Allieva                   Lucia  xxxxx,
Qualifica                sguattera
Età                          42  
Altezza                   170 cm,
peso inizio corso:   77 kg,

NOTE DISCIPLINARI
Rispettosa e disciplinata, non si è macchiata di particolari colpe durante il corso.

NOTE PUNITIVE
Dotata di carattere remissivo, si ottengono risultati già con una buona reprimenda verbale.
Ha paura delle penetrazioni posteriori (vedi note mediche)
Sopporta scarsamente i clisteri. (vedi note mediche)
Odia i sapori marcati: sapone e pipì, tanto che sono occorse varie punizioni per costringerla ad assaggiarla.
Teme moltissimo le scosse date dall’applicazione della TENS.
Basta spesso la minaccia della punizione, oppure una buona sculacciata, per ottenere risultati. In ogni caso ha già subito scudiscio e frusta.

NOTE IGIENICHE
Solitamente si tiene abbastanza pulita. Durante le visite intime è stata trovata sudicia solo una volta.
Non è stata mai sorpresa a toccarsi. Se masturbata ha orgasmi rumorosi.
Si consiglia, comunque, di tenerla sorvegliata.

NOTE MEDICHE
Tende ad essere sovrappeso ma, durante il corso, seguendo la dieta appropriata, è calata di ben 5 kg.
Soffre di stitichezza, cerca di nasconderlo mentendo sulla propria regolarità.  Infatti odia tutte le cure per la stitichezza: purghe supposte e clisteri.
Si consigliano:
1) una assidua sorveglianza almeno una volta a settimana con la somministrazione dei semini, cure evacuative al bisogno.
2) una pulizia intestinale, da eseguire in ogni caso, tramite olio di ricino o clistere almeno una volta al mese.
3) un lavaggio intestinale completo tramite maxi purga e serie di clisteri una volta ogni sei mesi.

Somministrati clisteri fino a 3 litri, si può aumentarne comunque la capacità con l’allenamento.
Sottoposta a ciclo disciplinare di dilatazioni anali, è passata dal diametro di  25 mm a 35 mm. Si consiglia la prosecuzione delle odiate dilatazioni.

NOTE LAVORATIVE
Buona resistenza al lavoro.
La stiratura è la cosa in cui riesce peggio. Brava, invece a fare il bucato e le faccende di casa in genere.

CONCLUSIONI
Poiché ha seguito con profitto il corso di Villa Penitenza diviene possibile la promozione da sguattera a serva, all’insindacabile giudizio della Sorvegliante Barbara, sua Signora.

La Commissione d’Esame di Villa Penitenza

17 maggio 2011

UN MESSAGGIO DALLA SGUATTERA LUCIA: LE DIVISE CHE DOVRA' INDOSSARE


Grazie Monika per la tua solidarietà.
Per le divise è presto detto: una pesante divisa di cotone grigio, che ho già provveduto a far stringere da una sarta. Inoltre ho dovuto procurare un grembiule verde di gomma, guanti da giardino, guanti per lavare i piatti, ciabattoni verdi da giardinaggio e stivali di gomma, per la testa fazzolettone verde.
Dobbiamo portare con noi due ricambi di biancheria intima bianca. Inoltre, per le punizioni ed il ciclo, pannoloni di cotone ecologici e mutandoni impermeabili.
Per l’igiene personale: sapone di marsiglia, pettine e spazzolino. Niente creme deodoranti o profumi. Poiché alla villa non sono previsti gli alloggi per la servitù, dovremo adattarci a dormire su materassini da campeggio e portarci delle coperte di lana.
L’orario di lavoro è dal sorgere del sole al tramonto, cioè dalle 6 di mattina fino alle 21.
Le Signore mi  hanno sequestrato il registro delle punizioni di Barbara, hanno detto che tutte le punizioni lì descritte si intendono da me tacitamente accettate. Temo di capire cosa ispira il  nome della villa. Ci è stata tenuta una lezione su quali saranno i nostri compiti e quali sono le regole da seguire. Una regola curiosa ed umiliante è che in bagno non ci sarà permesso di abbassare l’asse del water ma dovremo sederci sulla fredda porcellana, neanche fossimo contagiose!
Un abbraccio dalla sguattera Lucia

6 marzo 2009

ALCUNE NOTIZIE SULLA SGUATTERA LIA


Cara Monika,
naturalmente il grembiule con la scritta e di gomma molto spessa e pesante, Lia e sempre stata docile e remissiva, tra di noi c’è sempre stata una forte intesa, l’ho punita qualche rara volta giusto per ribadire il suo ruolo ma onestamente non ce ne sarebbe stato bisogno, ricordo ancora la prima volta che ha voluto lavarmi i piedi lo fece con una naturalezza e una devozione incredibile, me li lavò e poi li asciugò nel grembiule, era uno di quei grembiuli di spugna, credo proprio che Lia sia masochista e la situazione le piaccia infinitamente, tra l’altro sa perfettamente che spesso vado a letto con suo marito Carlo, mio autista e giardiniere.
Lia dorme con il marito in una piccola camera, nello scantinato, a volte però la faccio dormire su di un tappetino ai piedi del mio letto, per esempio quando non sto molto bene o fa caldo e ho bisogno di lei se voglio un bicchiere d’acqua
Lia può fare una doccia ogni mattina con acqua fredda, ovviamente nessun deodorante e tanto meno profumo.

Un saluto dalla Signora Elda

Grazie, gentile signora Elda.
Le confesso che la storia di Lia mi affascina sempre di più e non posso non pensare a quella che diventò una vera e propria schiava domestica sotto il tallone della rivale: si chiamava Cristina, ed aveva allora circa 45 anni.
Sua Monika, serva

ps: le dò un consiglio: tenga la sguattera SEMPRE, dalla mattina alla sera vestita interamente di gomma (grembiuli, guanti, stivali, fazzoletto), tranne l'uniforme di cotone spesso. Non dimenticherà facilmente la sua condizione. In fondo non credo che la sguattera debba approfittare troppo del suo masochismo, forse andrebbe punita più spesso.
sua devota Monika, serva

7 novembre 2008

L'IGIENE DELLA DOMESTICA


Cara domestica Monika, la mia serva Denise (una bretone di 52 anni appena compiuti!) chiede di fare il bagno ogni due giorni. Come mi devo comportare? Sofia

Gentile signora Sofia,
prima di tutto credo che fare il bagno comporti da parte della serva un enorme spreco di acqua e di tempo. Le consiglio di imporle la doccia, molto più pratica, economica e rapida. Meglio se l'acqua sarà quasi fredda, ma attenzione, non più di una volta alla settimana e rigorosamente con sapone da bucato. Per le abluzioni quotidiane la domestica, appena alzata, si laverà direttamente nell'acquaio di cucina collo, viso e ascelle con acqua e il solito sapone da bucato. Inoltre, già che ci siamo, parliamo anche di igiene intima: un semicupio di acqua fredda e sapone neutro ogni 3/4 giorni sarà assolutamente sufficiente, mentre il cambio delle mutande di cotone avverrà una volta alla settimana.
Sempre a sua disposizione
Monika

25 maggio 2008

La domestica può truccarsi?

© Maria Romey

Domestica Monika, secondo te è opportuno che permetta alla mia donna di servizio di truccarsi?
Diletta C., Torino

Gentile Diletta,
credo che sia assolutamente fuori luogo permettere alla propria donna di servizio di truccarsi sia durante che fuori dall'orario di lavoro. Acqua fredda e sapone da bucato sono tutto quello che serve loro per essere in ordine e pronte al lavoro.
con devozione
sua Monika