DISCLAIMER

ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE. CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale. RIPRODUZIONE VIETATA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI © JANINE SOUILLON, LUGANO, CH
Visualizzazione post con etichetta educazione della domestica. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta educazione della domestica. Mostra tutti i post

3 dicembre 2015

DIARIO DI UN'EDUCAZIONE 10


Diario di una educazione – 10
Il sapone
Capita che le serve in addestramento, siano piuttosto goffe nei lavori. Ed una in particolare lo è all’ennesima potenza, succede che ha appena terminato di pulire i balconi e, nel rientrare in casa, rovescia tutta l’acqua sporca che pare inchiostro. Una serva ben addestrata, a questo punto, si rimboccherebbe le maniche e rimedierebbe ben presto al malfatto. Invece la nostra serva, esasperata si lascia sfuggire un “Cazzo, cazzo, cazzo!!”. L’esclamazione richiama immediatamente l’attenzione della Oberschwester. Inutile dire che la serva è nei guai. “Per il momento lasciamo da parte la tua goffaggine, imparerai con l’esperienza ed il lavoro ad evitare questi disastri, ma non posso assolutamente passare sopra alla tua imprecazione. Una brava serva impara a non lasciarsi prendere dalle emozioni e, se questo accadesse, una brava serva tiene la lingua sottochiave. La serva prima della punizione, deve rapidamente rimediare al disastro. Ora la Oberschwester può occuparsi della sua educazione. La serva, sempre con la divisa di fatica, viene fatta inginocchiare sul pavimento. La Oberschwester pone di fronte a lei un basso sgabello con un piattino. La serva si chiede a cosa servirà questo piattino. La Oberschwester si allontana e torna con un piccolo involto profumatissimo. Lo apre e ne estrae una ricercata saponetta, una delle saponette che una serva non si sogna neanche, costretta ad usare per lavarsi solo ed unicamente il sapone da bucato. La saponetta viene posta sul piattino di fronte alla serva. “Bene, mia cara, oggi ci occuperemo della pulizia della tua boccaccia. Sono certa che questa saponetta ti insegnerà a tenere a freno la lingua.”
La serva non crede alle proprie orecchie, forse non ha capito bene, cosa deve fare con la saponetta?
La Obertschwester è una donna di azione, prende la saponetta la passa sotto al rubinetto, pinza il naso della serva e, quando questa apre la bocca per respirare, vi infila a fondo la saponetta. “Ecco mia cara, ora ti succhi questa bella caramellina. Succhiala ben bene, voglio vederla andare dentro e fuori.”
La serva si sforza di ubbidire. Ma la saponetta, a contatto con la saliva, inizia a sciogliersi, richiamando ancora più saliva, ben presto al bocca della serva è piena di sapone e saliva. La Oberschwester, che sta osservandola avverte: “non ti azzardare a sputare, da brava serva inghiotti tutto e, continua a succhiare la saponetta”. Poi la Oberschwester pone sullo sgabello anche una sveglia, “per questa volta smetterai quando la sveglia suona, fra mezz’ora. Ma ricorda, la prossima volta potrei non essere così clemente e potrei obbligarti a succhiare tutta la saponetta, completamente.”.
La serva deve ora inghiottire, la saliva insaponata è terribile, irrita le pareti della bocca e la serva la sente benissimo scendere per l’esofago. E non parliamo del profumo, quello che, sulla pelle è un lusso da Signore, in bocca è una cosa abominevole. Ma la serva sa di essere osservata dalla Oberschwester ed inghiotte, anche se lo stomaco si ribella ed ha voglia di vomitare. Ma ora la serva deve continuare a succhiare spingendola dentro e fuori la saponetta che, dal canto suo si rammollisce in superficie e lascia ancora più schiuma. I minuti passano interminabili, con la fatica di inghiottire la densa ed irritante schiuma che causa crampi e conati. Finalmente la sveglia suona, la serva inghiotte l’ultima schiuma e, finalmente può togliersi dalla bocca la saponetta. Come le fa notare la Oberschwester la saponetta si è consumata abbastanza poco, la serva si può immaginare quanto deve essere terribile dovere consumare completamente la saponetta. Ora la serva può bere un bicchiere di acqua e sciacquarsi la bocca ma, per coronamento della punizione, dovrà inghiottire anche l’acqua utilizzata per sciacquarsi.
E di lì a qualche ora la serva scoprirà all’improvviso delle capacità purgative della saponetta, quando dovrà supplicare a lungo la Oberschwester per poter usare il bagno.
Vi assicuro che da questo momento la nostra serva penserà a lungo, prima di aprire la bocca!
(10- continua)


6 novembre 2014

DIARIO DI UN'EDUCAZIONE 7

Diario di una educazione – 7
E’ tornata un po’ di pace e regolarità nella vita della sguattera. I giorni si succedono indistinguibili, scanditi dal lavoro, pasti ed ora d’aria. Chi si annoia di più è la Oberschwester. Ora di provocare una nuova stitichezza indotta alla serva. Ad Elize piace variare i suoi metodi, stavolta vuol vedere cosa succede se la serva riduce, colpevolmente la propria idratazione. Ed in che modo ottenere il risultato? Basta costringere la serva a trattenere la pipì per tempi lunghissimi. La sguattera, ubbidiente beve le sue quattro bottigliette di acqua al giorno, va da sé che dopo un buon mezzo litro d’acqua, di lì a un tempo che va da mezz’ora ad un ora, la serva abbia bisogno della pausa bagno. Ma la Oberschwester si diverte a dilazionarla: “devi prima pulire il salone”, “l’hai fatta da poco, ora aspetti”, “no adesso finisci il bucato, non mi interessa se chinandoti e tenendo le mani a bagno ti scappa ancora di più”. Ed ogni volta, per buona misura aggiunge: “e non provarti a fartela addosso, se non vuoi che ti metta un bel catetere XXL”.
La serva così tartassata, beve sempre meno. Le va bene per qualche giorno, tutto continua regolarmente, ma ben presto, sulle lavagnette della Oberschwester tornano ad apparire gli zeri!
La serva è combattuta tra la paura e la curiosità, chissà cosa le faranno, che brividi, che sonda useranno?
Ma la sguattera si sbaglia, viene convocata nello studio di Madame. Viene fatta inginocchiare, Madame la sovrasta, con una faccia burrascosa. “hai qualcosa da confessarmi?” esordisce. La sguattera avvampa, poi, con una certa faccia tosta nega. Madame, allora si siede e prende il proprio tablet. La serva deve, ginocchioni raggiungerla. Madame le dice “vorrei mostrarti che bel filmato ho trovato nelle registrazioni delle telecamere di sorveglianza”, la sguattera avvampa, possibile che abbiano messo telecamere dappertutto? E la cosa è vera, i filmati mostrano in HD i movimenti della serva, le occhiate furtive per controllare di essere sola, l’apertura del pacco, la curiosità ed infine le curiose manipolazioni della sonda e le strizzate di cosce, che alla fine culminano in un chiaro orgasmo. La serva pare una statua di sale, la paura le blocca il cervello, una sola angosciosa domanda: “e adesso?”.
Madame gioca come il gatto con il topo, si accende una sigaretta e fuma lentissimamente, soffiando il fumo in faccia ala sguattera, sempre in ginocchio. Finita la sigaretta Madame ha preso una decisione: “e così ti eccita il clistere? Avrai modo di divertirti, tra un pò con qualche bel clistere punitivo. Ma per oggi voglio punirti per aver goduto senza permesso e allo stesso tempo rimetterti in moto l’intestino, no, niente clistere, fammi pensare……. cosa aveva proposto la Oberschwester il rizi …. rizi …. rizi”. Prontamente la Oberschwester completa il nome “Madame, il Rizinol, qui lo chiamano olio di ricino…… oppure potrei anche rispettosamente suggerire l’Epsomsalz.”
A Madame il nome piace, la Oberschwester traduce il nome in italiano, a beneficio della sguattera: il Sale Inglese detto anche Sale Amaro.
Madame telefona alla Farmacista, ma sfortunatamente questa non può venire, comunque approva incondizionatamente l’uso del sale Amaro, vedrà che effetto, dice a Madame.
E così la serva, deve andare a prendere il vaso da notte, poi viene mandata a scaldare un buon mezzo litro d’acqua. Nel bicchierone finisce l’acqua calda, seguita dai cristalli di una intera busta di purgante. I cristalli si dissolvono prontamente. Madame immerge il ditino e assaggia, “Ma è amarissimo, che schifo! E’ il suo incoraggiamento.”
E la serva deve rimettersi in ginocchio. “Stavolta devi bere un piccolo sorso alla volta, tienilo in bocca a lungo” ordina Madame.
Al primo sorso la serva scopre che il purgante è incredibilmente amaro. Essere poi costrette a tenerlo a lungo in bocca, facendolo ben girare in bocca, pone ancora di più il liquido in contatto con i recettori dell’amaro”. La sguattera fa una faccia orripilata, ma Madame incalza: “mia cara ma non sei mai contenta, la purga dolce della volta scorsa non ti piaceva, adesso non ti lamenterai pure di quella amara?”.
La Oberschwester rincalza la dose minacciando la sguattera che se si azzarda a vomitare la costringerà a bere un bicchiere di orina al giorno per una settimana. E così, di sorsetto in sorsetto, la sguattera beve, tra brividi e suppliche, tutto il bicchierone di purga. Viene poi messa a ripulire minuziosamente il pavimento dello studio, Madame infatti vuole sorvegliare gli effetti della purga. La serva deve bere un ulteriore litro di acqua pura nella mezz’ora successiva. Dover bere così in fretta è di per sé una punizione. Ma ben presto gli effetti della potente purga si fanno sentire, la pancia della sguattera inizia a brontolare. La punita, sia pur continuando a lavorare, si ferma a tratti, con le mani sul ventre preda di atroci crampi, Il lavoro continua, fino a che la serva ad un certo punto salta su come spiritata, “Madame, devo ….. devo……. la prego …… SUBITO”. Madame non ha cuore di trattenerla, inoltre non vuole assistere allo scempio del proprio pavimento. La serva pare impazzita, si alza, si abbassa le mutande e si fionda sul vaso da notte. I rumori sono degni di un temporale estivo: diciamo tuoni e scrosci in abbondanza. I crampi durano a lungo, la sofferenza appare chiaramente sul viso sbattuto della serva. Madame, per comprensibili ragioni, si fuma nel frattempo un ulteriore sigaretta. Ed al termine, la serva viene spedita a pulire il vaso e farsi un bidè. Tornando pensa che sia finita, ma Madame le ricorda: “mia cara, sappi che la prossima che combini ti attende un bel clistere punitivo, uno di quelli memorabili, di quelli che Schwester Elize amava praticare alle pazienti della clinica. Vedrai che ai tempi nella DDR non si scherzava affatto!
E la sguattera viene congedata. Vi assicuro che l’eccitazione e la curiosità per gli oggetti del famoso pacco è, per il momento, sparita completamente. Ma diamo tempo un paio di giorni alla porcella e credo provocherà la nuova punizione.
(7- continua)

28 giugno 2014

DIARIO DI UN'EDUCAZIONE 3


Diario di un'educazione – 3
I giorni di servizio si allungano monotoni: pulizia dei pavimenti, con la Oberschwester che spesso fa rifare pretestuosamente il lavoro con la serva ginocchioni. Poi lavare, stirare e …. Ripartire dall’inizio. La serva riga dritto, ha capito che non conviene sgarrare, lavora duramente ed in silenzio, come le sta insegnando la Oberschwester.
Ma c’è un altro problema: sarà il grande impegno messo nel lavoro, saranno le pause per il bagno concesse ad orari rigorosamente fissi, insomma, il già lento intestino della serva si blocca completamente. La povera stupida, anziché chiedere consiglio ed aiuto, rimanda di giorno in giorno, sperando…. Ma le scodelle di zuppa di cavoli che la Oberschwester tanto gradisce, alla povera serva stitica creano dei problemi: la serva si ritrova con un pancione dolorante e gonfio d’aria. E’ inevitabile che, piegandosi per passare lo straccio sotto al letto….. la serva ammorbi l’aria. La Oberschwester sottopone la serva ad uno stringente interrogatorio: da quanti giorni … non va? La serva cerca di tergiversare, ma la minaccia di una sculacciata la convince a confessare: “cinque”. “Cinque cosa?” inquisisce la Oberschwester “non mi scarico da cinque giorni” è la risposta della serva. La cosa è grave, una lunga telefonata alla Signora ed una alla Farmacista, fanno sì che in serata le due donne arrivino.
La serva sente le donne discutere, la Oberschwester, stavolta pare in disaccordo con le altre due. La serva, “origliando distrattamente” sente la Signora dire: “Mia cara, siamo d’accordo che la glicerina possa dare ottimi risultati ma, qui da noi si è soliti andarci un po’ più leggere, vedrà che comunque i risultati non mancheranno, glielo assicuro”.
La serva viene spedita in fretta per un acquisto urgente: “Prendi del sapone neutro da bucato e dell’olio di oliva. Prendi il più economico”. La serva si meraviglia un po’: la Signora chiede sempre il meglio, che strano.
Al ritorno la serva trova le tre donne ad attenderla. La Signora le ordina di spogliarsi e restare solo con le mutande disciplinari. La bottiglia di olio viene scaldata a bagnomaria. Poi la Farmacista prende dalla propria borsa una “pera” pera di gomma rossastra. La pera viene lentamente riempita di olio tiepido. Alla serva vengono abbassate le mutande disciplinari e deve mettersi prona, sulle ginocchia della Oberschwester, riparate da un lungo grembiule. La Signora dirige attentamente le operazioni. Il dito guantato della Oberschwester lubrifica accuratamente, poi il beccuccio di gomma della pera si fa strada nel buchetto della serva. Una leggera pressione rivela che il beccuccio si è intasato. Questo richiede l’estrazione e la pulizia del beccuccio ed una nuova inserzione. L’iniezione di olio caldo non è affatto dolorosa, anzi, alla serva piace molto venire accudita dalle tre donne. La serva viene ammonita di non perdere neanche una goccia, comunque la Farmacista mette nelle mutande disciplinari un pannolone, l’olio tiepido ha la particolarità si trovare sempre una strada per uscire, meglio evitare macchie. Alla serva pare di sognare, lasciata tranquilla a pisolare sul divano, nel tepore di una coperta. Che bello fare la “malatina”. Ma di lì ad un ora la Farmacista giudica che l’olio abbia fatto il suo effetto, ora di smuovere un po’ le cose. Viene preparato un catino con acqua calda in cui grattugiano un buon pezzo di sapone. L’acqua si fa densa e scivolosa, la consistenza è più di panna che latte. Nuova introduzione, la serva sente il caldo liquido entrare, dà po’ di fastidio ma niente più. La pera svuotata viene nuovamente riempita e reinserita più volte. Ora il pancione dà ondate di dolore che la stimolano ad andare in bagno. Ma le tre donne la trattengono sulle ginocchia della Obershwester: bisogna fare le brave bambine e resistere. Ma man mano che passa il tempo resistere diventa un impresa, la serva suda e smania. Ancora un po’ e non ce la farà a reggere fino al bagno. Ma la Farmacista ha pensato a tutto: va in macchina un attimo e torna…. Con un capace secchio a cui è adattata l’asse del water. Ecco, mia cara, dice la Signora, non preoccuparti, al momento opportuno ti accomoderai qui. Ormai la serva soffre talmente che non le interesserà scaricarsi così pubblicamente. Ma non è ancora giunto il momento, i massaggi al pancione continuano e anche le ondate di dolore. Di lì a poco la serva capisce che la prossima ondata non riuscirà a reggere. La Signora ora la incoraggia, stringi ancora un attimo, ecco, ora puoi sederti. Ed ora fai pure. Ma nonostante lo stimolo così forte, la serva fatica, è dopo un buon cinque minuti di “spinte” che un urlo di dolore ed un tonfo nel secchio annunciano alle Signore che è saltato il “tappo”. La serva, persa nelle coliche e nelle scariche che la devastano, quasi non nota la gioia delle Signore: non ci sarà bisogno di portare la serva al pronto soccorso, anzi, dopo un bidet ghiacciato e l’applicazione di una bella cremina lenitiva uniti ad una nottata di riposo, il buchetto della serva sarà nuovamente disponibile per l’intensivo programma di rieducazione e condizionamento intestinali che le Signore hanno ideato.
(3- continua)

2 maggio 2014

DIARIO DI UN'EDUCAZIONE 2


DIARIO DI UN'EDUCAZIONE / 2
Al mattino una nuova umiliazione attende la serva, Elize decide che il colon della serva, intasato da tutti i cibi impropri ingurgitati, deve essere ripulito a fondo.
Una lunga telefonata alla Signora, poi la serva deve seguire l’Oberschwester nella farmacia più vicina. La serva vorrebbe sprofondare: è la farmacia in cui si serve normalmente, qui la conoscono come una donna brillante, senza alcun problema, salvo la sua stitichezza!
Appena entrate la serva vede che c’è già la solita coda, ancora più imbarazzante. Nel frattempo è arrivata anche la Signora che si rivolge direttamente alla Farmacista, le due parlottano brevemente, poi la Signora fa un cenno alla Oberschwester che accompagna la serva in una stanzetta appartata: l’ufficio della Farmacista. La serva tira un respiro di sollievo, qui almeno non è esposta alla vista di tutte le clienti. Nel frattempo la Farmacista ha lasciato le due assistenti al banco ed entra in ufficio, si impegna subito con la Signora e la Oberschwester in una approfondita discussione sui problemi intestinali della serva e sul nuovo rigoroso regime di pulizia a cui la vogliono assoggettare. La Farmacista, da buona commerciante, consiglia subito delle efficacissime purghe, unico difetto il costo astronomico. La Oberschwester scuote la testa e, con il suo accento tedesco afferma che, dalla sua esperienza sa che il tutto può essere ottenuto spendendo pochissimo, vecchi economici purganti e numerosi clisteri. La Farmacista ribatte che sì, quei purganti sono efficaci ed economici ma nessuno quasi li chiede più perché sono disgustosi. Quanto al clistere, poi, è quasi diventato un tabù, in farmacia ormai si vendono solo i clisterini monouso. La Signora interviene: se le cose non sono prontamente disponibili, potranno ben essere ordinate?
E così le tre donne si mettono al computer, consultando online numerosi cataloghi di materiali per uso ospedaliero.
La serva segue affascinata le immagini che appaiono sul monitor: enteroclismi, tubi e sonde di tutti i tipi e dimensioni.
E finalmente l’ordine è completo: un capace apparecchio per clisteri di indistruttibile plastica della capacità di 3 litri, un set di sonde rettali di plastica azzurra, di generose misure ed infine una sonda “bardex” di gomma rossa, con due palloncini gonfiabili. “Con questa non ti sfuggirà neanche una goccia, vedrai” dice la Farmacista alla serva. Ma non è finita, l’Oberschwester e la Signora non riescono a mettersi d’accordo su che purgante acquistare, e nel dubbio acquistano sia olio di ricino che “sale inglese”. Non mancano due scatole di iniezioni con relativa scorta di grosse siringhe. E per buona misura, la Farmacista regala un paio di scatole di purgante di un kit per la preparazione del colon, in modo che la Signora possa valutare anche l’uso di questo prodotto.
Il tutto verrà consegnato entro sera dal furgoncino per la consegna dei medicinali urgenti. La Farmacista vede la faccia preoccupata della serva al pensiero di cosa la aspetta e schiocca le dita: “che sciocca, dimenticavo: mettiamoci anche un bel tubetto gigante di lubrificante specifico per le sonde.
Il resto della giornata, in attesa della consegna, viene passato dalla serva a ripulire ginocchioni l’appartamento. A sera la serva deve recarsi dalla Farmacista per ritirare il pacco contenente “la spesa” fatta in mattinata. Che vi posso dire del suo stato d’animo, sicuramente preoccupata ma nello stesso tempo vagamente eccitata al pensiero di ciò che dovrà affrontare.
Nei tre giorni successivi la serva è di servizio presso la Signora. Questo ritarda momentaneamente l’inizio delle cure intestinali. E’però immediato il cambio di dieta: la Oberschwester è tassativa, accompagna la serva al mercato rionale e le fa acquistare cipolle, patate e due enormi cavoli. E la serva si trova a preparare un enorme pentola di zuppa di cavoli, piatto forte della regione di provenienza della Oberschwester. I tre lunghi giorni di lavoro sono molto duri per la serva, mentre la Signora, solitamente non sorveglia continuativamente, la Oberschwester è sempre dietro la schiena a criticare i risultati e a far rifare il lavoro. La divisa di fatica della serva è ormai segnata da evidenti aloni lasciati dalle ripetute macchie di sudore,. Ma la Signora non delega solo la direzione del lavoro: delega anche le punizioni. Ormai la serva lo sa: basta poco per venire sculacciata come una monella, e in un angolo sono state inoltre preparate in salamoia delle verghe vegetali che, solo con la loro presenza, fanno sì che gli sforzi profusi nel lavoro siano triplicati. Giunta l’ora del pranzo la Oberschwester ha portato la sua famosa zuppa di cavoli e la serva deve mangiarne, controvoglia, una grossa scodella. La Signora è contenta: finalmente la serva lavora alacremente e si nutre in modo appropriato.
Ma per la serva sono in arrivo nuovi guai: già quando rifà la camera della Signora e si inebria dell’aria profumata di costosissime essenze la Oberschwester la nota e la richiama duramente all’ordine: le serve devono lavorare e basta. Per imprimere meglio il concetto, nulla di meglio che qualche sculaccione ben dato. Ma più tardi, al momento del bucato occorre lavare, rigorosamente a mano la morbidissima biancheria intima della Signora. La serva viene nuovamente “beccata” dalla Oberschwester mentre annusa voluttuosamente le mutandine di Madame, prima di immergerle nella saponata. Stavolta la colpa è palese e vengono messe in funzione le verghe. La serva deve denudarsi il posteriore e riceverà 6 vergate di quelle buone. La Oberschwester obbliga la serva a contare ad alta voce i colpi ed affermare di essere una porcella! Inutile dire che già dal primo colpo le lacrime scorrono ma le punizioni vanno somministrate fino in fondo, se si vuole servano a qualcosa…..
Quanto ala pulizia intestinale La Signora si è trovata d’accordo con la Oberschwester: poiché il trattamento è abbastanza debilitante verrà somministrato alla serva nei giorni liberi dal servizio. 
(2- continua)


27 dicembre 2012

IL CAMPANELLO

IL CAMPANELLO
FrauJulia

Documentandomi sull’epoca vittoriana mi sono accorta della mancanza, nelle case moderne, del campanello per chiamare la servitù. Ai tempi le serve dormivano nell’ala della servitù, in modo da garantire la privacy alle proprie Signore. Bastava però una scampanellata per farle alzare e richiedere i loro servizi. Durante il giorno, poi, le serve avevano assegnati i loro lavori ma, anche qui, un sistema di campanelli le poteva convocare rapidamente in maniera efficiente.

Ora, le moderne case sono più piccole, così basterà un campanello nel ripostiglio dove dorme la serva. Durante il giorno, poi, la Signora avrà a portata di mano un campanellino d’argento per convocare la serva in ogni momento, qualsiasi lavoro stia facendo.

Proporrei, come argomento di discussione, di stabilire che succede alla serva per una mancata o ritardata risposta.

Tratteremo la cosa come un rifiuto all’obbedienza?

Ascolteremo le eventuali giustificazioni poco credibili della serva?

Inoltre bisognerebbe stabilire un tempo massimo entro cui la serva deve arrivare, ovviamente con la divisa in ordine e le mani pulite.

FrauJulia

22 marzo 2012

LE SETTE DOMANDE DELLA SIGNORA PAOLA / PRIMA DOMANDA

LA LETTERA DELLA SIGNORA PAOLA
Buongiorno Monika,
mi presento: sono Paola. Ho assunto da poco una serva giovane e remissiva. Ha già dato chiari segni di essere “plasmabile” ai miei voleri, per cui ora devo pensare come organizzare al meglio l’addestramento da sguattera.
Sono una lettrice del tuo blog da qualche tempo, ma le informazioni, per una neo Signora, ultimamente scarseggiano un poco, a favore di lunghi racconti.
Avrei necessità di alcuni consigli di base per l'addestramento e chi meglio di te che lo ha vissuto sulla propria pelle può dare consigli?
Ecco i quesiti per te e le lettrici del blog:

• Quali lavori vanno seguiti particolarmente dalla padrona, in modo che la serva sia sotto pressione e non cerchi di poltrire? (pavimenti, stiratura ecc)
• Quali divise assegnare oltre a quella di fatica ?
• Consigliate sempre le mutande ed i fazzoletti da testa impermeabili?
• Che dieta consigliate? (oltre ai soliti avanzi)

• Come graduare le punizioni, considerato che finora ha ricevuto solo sculacciate?
• Di che trattamenti infermieristici od altro necessita una serva?

Altra domanda: la serva è di pelo rosso, notoriamente le rosse tendono a puzzare, qualche consiglio / idea  in merito.
• La faccio depilare?

Ti pregherei di pubblicare questa mia sul blog, in modo che possa ricevere vari pareri.
Grazie anticipate.

Paola

LA NOTA DI JANINE SOUILLON
Lugano, 23 marzo 2012
Gentilissima Signora Paola, la ringrazio per le sue sette, illuminanti domande: permettono di mettere a fuoco alcuni elementi fondamentali per il controllo delle sguattere e delle donne di fatica. Come da lei richiesto, sarà la sguattera Monika (che effettivamente ha vissuto e tuttora vive la sua condizione quotidiana di sguattera sotto regole estremamente severe) a rispndere ai suoi quesiti, ma sotto la mia diretta supervisione. Non posso infatti esimermi da un controllo diretto dell'opera di una mia sguattera, per quanto il suo condizionamento e il suo stato di totale subordinazione siano giunti ultimamente a un livello davvero considerevole.
A presto, cara signora, e grazie ancora
JS

LE RISPOSTE DELLA SGUATTERA MONIKA
PRIMA DOMANDA
• Quali lavori vanno seguiti particolarmente dalla padrona, in modo che la serva sia sotto pressione e non cerchi di poltrire? (pavimenti, stiratura ecc)

Gentilissima Signora Paola,
anche se certi lavori effettivamente possono, per la loro buona riuscita, aver bisogno di un controllo costante (soprattutto i pavimenti, i vetri e lo stiro), in genere la Padrona compie delle ispezioni improvvise nel mentre che la sguattera è impegnata nei suoi lavori: non c'è mai un preavviso, in modo che la serva non abbia mai psicologiamente e fisicamente un momento di requie. Altro discorso è se la Signora gradisce vedere lo spettacolo della sguattera mentre si affatica su una mansione particolarmente pesante e umiliante: in tal caso al semplice ma necessario controllo si aggiunge il divertimento e lo svago.
(1- continua)

20 febbraio 2012

PREVENIRE I COMPORTAMENTI ABERRANTI DELLE DOMESTICHE

Gentile Monika,
stamattina ho fatto visita ad un'amica, una anziana Signora. È stata una lunga e piacevole chiaccherata, di cui tralascio i particolari inutili. Siamo poi arrivate all'argomento serve: di come sia difficile, oggigiorno trovare una serva brava e rispettosa, di come una Signora debba mantenere la disciplina. E qui sono partita raccontando alla mia amica le difficoltà che si incontrano oggi con il personale e di come doveva essere molto più facile gestire le serve qualche decennio fa. La risposta della mia amica mi ha lasciato di sasso, sì nei tempi andati le Signore mantenevano una disciplina molto più severa, ma le serve si vendicavano a loro insaputa. Infatti mi raccontava che erano più volte state scoperte, ne parlarono addirittura i giornali scandalistici, serve e cameriere che, per vendicarsi di presunti torti ricevuti dalla Padrona avevano orinato nel tè o nella minestra prima di servirla in tavola. Tale notizia mi ha sconvolto alquanto. Monika, tu che sei a servizio, sei mai venuta a conoscenza di queste cose? La mia paura è che magari tali malefatte continuino tuttora, del resto è inevitabile che una Signora sia costretta, suo malgrado, ad imporsi alla serva, anche e soprattutto per il suo bene. Monika, che mi  consigli, mi fido, installo un sistema di videosorveglianza o devo essere costretta a cucinare da sola?
FrauJulia


Gentilissima Signora,
effettivamente il problema è esistito ed esiste tuttora, almeno come rischio potenziale. La mia padrona per sicurezza preferisce "sigillarmi" con delle mutande speciali di contenzione a due strati, internamente di gomma ed esternamente di cuoio, chiuse con una fascia metallica inossidabile dotata di serratura e lucchetto. Altre Signore si fidano, altre ancora installano, come dice Lei, un sistema di videosorveglianza che però non sempre è costantemente controllabile. La soluzione di cucinarsi da sè i pasti poi mi sembra, con tutto il rispetto, improponibile per una Signora. Resterebbe dunque la prima soluzione, semplice ed efficace.
Una buona giornata a Lei
Monika, sguattera

drawing by slave Elisabeth Mandile
© Annika Kapyzska

18 febbraio 2012

IL TAGLIO DEI CAPELLI

"Cara Monika,
la mia serva Ludovica ha i capelli molto lunghi. Io per un discorso di igiene glieli vorrei far tagliare. Cosa mi consigli di fare?"

Gentile signora Ludovica, le riporto il consiglio di Madame Souillon:
"È bene tenere i capelli di serve e domestiche ben corti, sia per evidenti ragioni di igiene sia per facilitare lo svolgimento delle loro mansioni. In ultimo, esiste una ragione estetica: la serva non deve presentare mai elementi che possano in qualche modo migliorarne l'aspetto o peggio metterla in condizione di competere con la loro padrona. Consiglio un taglio a spazzola, in alternativa il taglio "a scodella". Per le donne di fatica è raccomandata la rasatura a zero. Copriremo la testa d'uovo con un bel fazzolettone a righe o con una cuffia di plastica o gomma.
Janine Souillon"

TRE NOTE DALLA SIGNORA LUCIA

Dalla signora Lucia ecco tre interventi che riguardano la vita quotidiana della sua serva. Inutile dire che gli argomenti discussi sono perfettamemnte condivisibili da altre signore e, pur se da un opposto punto di vosta, dalle loro serve. Ringrazio la signora Lucia per queste note davvero preziose.
Monika, domestica


Il Centro Commerciale
I compiti della nostra serva vengono svolti di solito tra le mura domestiche, ma vi sono occasioni in cui deve rendersi utile anche all’esterno. Una volta a settimana, infatti mi accompagna al centro commerciale. Indosserà una divisa nuova, pulita e stirata di fresco, e calzerà un paio di zoccoli.
Parcheggio sempre piuttosto lontano dall’ingresso in modo che sia costretta a fare un po’ di esercizio. All’interno del centro commerciale, dovrà rispettosamente seguirmi, spingendo il carrello ed incaricandosi di prelevare dagli scaffali tutto ciò che è pesante o scomodo da raggiungere. Una volta che gli acquisti sono fatti le toccherà farsi la coda alle casse. Poi mi concedo una buona ora di shopping nei vari negozi del centro commerciale, mentre la serva attende pazientemente in piedi accanto al carrello.

La Schiena
Sollecitata anche dall’intervento di Janine, ho notato che spesso la mia domestica, dopo lunghe ore passate a pulire i pavimenti o a lavare i panni, fatica a raddrizzare la schiena e si massaggia la zona lombare. Ciò indica che la serva non mantiene un corretta postura. A scanso di futuri problemi, ho deciso di intervenire prontamente. La ho accompagnata in un negozio di ortopedia e la ho costretta ad acquistare un corsetto rigidissimo, che si può stringere moltissimo mediante pratiche chiusure in velcro. E’ il toccasana per la sua situazione, è molto costrittivo e la costringe a stare perfettamente dritta. Inutile dire che il suo uso è sgraditissimo, sia per la limitazione di libertà dei movimenti, dato che diventa difficile anche sedersi sul bagno, che per la frizione che crea in alcuni punti irritando la pelle. Pertanto è entrato subito di diritto a far parte degli indumenti punitivi.

Il Super Pannolone Ecologico
Mi è molto piaciuta l’idea … ecologica della Signora Julia per i pannoloni di cotone, sicuramente dover lavare il proprio … prodotto dal pannolone porta l’umiliazione e lo schifo di sé della punita al massimo. Non so se la mia serva ha lo stomaco abbastanza forte per sopportare questa punizione, ma a volte basta la minaccia…. per cui le ho fatto preparare una buona scorta di pannoloni costituiti da una ventina di strati di mollettone di cotone. Sopra a questo va indossata una mutandina impermeabile in gomma, riutilizzabile. Per prevenire perdite, in caso di lavori pesanti o di lavori fuori casa, oltre a pannolone e mutande farò indossare una tuta dimagrante impermeabile, i cui calzoni lunghi convogliano l’eventuale sgocciolamento residuo negli stivali di gomma. All’esterno per garantirsi da manipolazioni, come consigliato da Julia, un jeans bianco largo, per accomodare l’ingombro del pannolone, con cerniera e cintura bloccate da un piccolo lucchetto di cui solo io ho la chiave.

Lucia M.

30 ottobre 2011

IL BAGNO (O LA DOCCIA) DELLA DOMESTICA

Gentile domestica,
mi pongo il problema di quante volte far fare il bagno alla mia serva Maria di 48 anni: lei vorrebbe una volta al giorno ma mi sembra francamente troppo.
Attendo risposta
Maddalena, Francavilla

Gentile signora Maddalena,
prima di tutto trovo che la doccia sia più pratica ed economica: il bagno presuppone una rilassatezza (e una lentezza) nel disbrigo del lavaggio del proprio corpo che a una domestica, con tutto il rispetto, non dovrebbe essere mai concesso. In secondo luogo penso che una doccia ogni due giorni d'estate e una alla settimana d'inverno siano più che sufficienti. La serva provvederà ogni mattina a lavarsi rapidamente ascelle, collo e faccia prima di indossare l'uniforme e i suoi grembiuli.
Mi faccia sapere
sua Monika

26 ottobre 2011

PENSION BALNEARIA - 3


Cara Monika,
ho cominciato a conoscere le compagne di lavoro: siamo 4 sguattere a servizio continuo più 2 – 3 sguattere che  arrivano,  saltuariamente “a giornata”,  ci sono poi 6 cameriere, 4 massaggiatrici, 1 cuoco, 1 facchino, 1 direttrice.
Le condizioni di lavoro di noi sguattere sono abbastanza dure: siamo tirannizzate  dalle cameriere e massaggiatrici , a noi vengono assegnati tutti i lavori pesanti e spesso dobbiamo fare anche quello che toccherebbe alle altre.  In particolare le cameriere approfittano costringendoci a riordinare e pulire a specchio le numerose camere della pensione, al loro posto. Dobbiamo fare in modo di essere assolutamente “invisibili” per la clientela. L’orario di lavoro non esiste, dobbiamo sempre essere sempre all’opera.  In compenso ci vengono concessi a turno un pomeriggio con nottata libera  per l’immancabile “movida” di fine settimana..  Dopo una nottata di bagordi non si è proprio al massimo della forma, ma si è tenute lavorare in ogni caso.
Serva Nadia.
(3- continua)

18 giugno 2010

LA NUOVA DOMESTICA DELLA SIGNORA JULIA - 1


Gentile signora Julia,
per Lorella propongo un "regime punitivo alla gomma", ovvero questo:
- rasatura della testa e obbligo di indossare sempre un fazzoletto di tela gommato
- uniforme da fatica in tela grigia e solo grembiuli di gomma pesanti bianchi, verdi o marroni
- obbligo di indossare sempre stivali di gomma tutto l'anno
- guanti di gomma obbligatori salvo sue indicazioni
- mutande di gomma molto spesse chiuse con una cerniera d'acciaio e lucchetto (su Internet troverà dei modelli interessanti) per impedirle qualsiasi contatto carnale, anche con se stessa
- oraio di lavoro: dalle 7 di mattina alla mezzanotte tutti i giorni
- punizioni: esercizi e lavori pesanti durante la notte, dieta, clisteri, sempre vestita come sopra.

mi faccia sapere cosa ne pensa
buona giornata e a presto
Monika, domestica

LA NUOVA DOMESTICA DELLA SIGNORA GIADA - 1


Cara Monika
Sono ancora in attesa di avere tuoi consigli su come trattare la mia nuova domestica, come ti dicevo giovane che anni fa mi rubò persino un fidanzato e oggi per via della crisi costretta a venire al mio servizio, non so se ricordi le nostre precedenti e mail
In oltre ti informo che Erica la mia sguattera sessantenne continua imperterrita a lavorare come un mulo per me, molto utile è stato il tuo consiglio di farle consumare i pasti in piedi in modo mangi di meno, senza battere ciglio per due volte ha eseguito il lavaggio dei pavimenti al ora che di solito andava a dormire.
Spero di avere da te una risposta sulla questione della nuova serva
Un saluto Giada

Gentile signora Giada,
non mi sono dimenticata della donna che le portò via il fidanzato diversi anni fa. Oggi ha 49 anni ed è, a quel che mi dice, ancora bella. Dovremo far sfiorire questa bellezza attraverso il lavoro, le punizioni e un abbigliamento adeguato.
Intanto mi sarebbe utile sapere se avete un giardino o simili.
Per quanto riguarda la mula, occorre tenerla rigidamente a dieta e creare un reticolo di regole, comportamenti e punizioni sempre più stretto. A prestissimo, signora Giada
Monika, domestica


Cara Monika
Si ho un giardino di circa 60 metri quadrati e un terrazzo di circa 30 metri quadrati dove di solito prendo il sole e ho diversi vasi di fiori
Ciao Giada

10 aprile 2010

IL REGISTRO DISCIPLINARE DELLA SIGNORA LUCIA


Gentile Monika,
monitorando i messaggi della mia domestica, Barbara, sul blog, ho la sensazione di una morbosa compiacenza nel descrivere le punizioni a cui è sottoposta. Andando avanti di questo passo, anzichè sprofondare di vergogna per essersi meritata una punizione, potrebbe addirittura pretendere di essere ripresa col telefonino in modo da poter mettere su youtube il filmato! Ho pertanto istituito un registro disciplinare dove annotare le infrazioni, i punteggi di punizione e le punizioni a cui Barbara viene sottoposta. La ricostruzione è stata fatta a memoria ma mi pare abbastanza completa. Comunque, visto che ha parlato di ortiche e siamo in primavera, presto dovrà andare nuda a raccogliere ortiche per prepararmi un ottimo risotto all'ortica.
Un saluto.
Lucia

24 settembre 2008

confidenza sì o no?


Gentile domestica, la mia tuttofare cingalese al ritorno dal suo Paese ha manifestato una gran voglia di confidenza. Non perde occasione per avvicinarsi a me e per raccontarmi cosa le è capitato durante il suo soggiorno (e ne sono capitate delle belle su ogni fronte...). Questa continua ricerca di contatto verbale mi turba. Sono curiosa di natura e la ascolto, ma mi pare che questa eccessiva confidenza incrini i nostri regolari rapporti di lavoro. Cosa fare? Grata e ammirata la saluto cordialmente. Maria Pia

Cara Maria Pia,
Le consiglio di mantenere con la domestica un atteggiamento accondiscendente ma distaccato, insomma di fredda benevolenza. È importante che la serva non si senta troppo importante, questo ovviamente avrebbe delle gravi ripercussioniall'interno della relazione domestica - padrona. Non conosco l'età della sua serva, ma mi permetto di darle un consiglio: segua l'esempio delle signore di Singapore, Hong Kong e delle padrone sudafricane di qualche tempo fa: tratti sempre la donna di servizio come se fosse molto più giovane di lei, controllandone il comportamento, la pulizia e lo stato dei suoi grembiuli, delle uniformi e di guanti, facendo anche ripetutamente osservazioni, a maggior ragione se la serva è pulita e ordinata. Questo metterà Lei in condizione di poter controllare la domestica sia psicologicamente che fisicamente in modo (quasi) perfetto. Mi faccia sapere. Un caro saluto
Monika