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Visualizzazione post con etichetta vita quotidiana della serva. Mostra tutti i post
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31 dicembre 2012

LE FESTE DELLA SERVA

Durante questo periodo capita alle Signore di festeggiare, vuoi invitando a casa, oppure di essere invitate o  recarsi presso un  ristorante.
Come ci comporteremo con la serva?
Ci ho pensato a lungo, senza tuttavia trovare la soluzione perfetta. Il mio orientamento è il seguente:
se ho degli ospiti la serva, ovviamente, lavorerà duramente fino al mattino per risistemare e rassettare tutto. A questo punto le verrà permesso di consumare gli avanzi. Nel caso che io sia invitata fuori, chiederò al ristorante, il "dog bag", in modo da collaborare allo smaltimento degli avanzi.  Insomma, comunque sia alla serva verrà concesso di consumare cibi a cui nonè abituata ed addirittura le concederò la classica fettina di panettone e il bicchiere di spumante. La serva avrà così un assaggio dei piaceri della tavola che a lei non sono più concessi, soffrendone alquanto.
Sicuramente abbiamo concesso uno strappo eccessivo alla dieta della serva, quindi, per evitare che il cibo troppo raffinato ne disturbi il pancione, la mattina dopo essa dovrà pagare lo scotto dei bagordi: una bella dose abbondante di olio di ricino, seguita da una giornata di idratazione forzata la terrà nelle vicinanze del suo secchio. E a sera,  un abbondante clistere, trattenuto a lungo, terminerà la pulizia, riconsegnandoci una serva efficiente e pronta alle fatiche che la attendono.

Concederemo alla serva gli avanzi, se però ci verrà il sospetto che abbia "piluccato" qualcosa mentre serve in tavola o prima che le sia stato permesso, una buona tazzona di caffè "addolcita" da tre cucchiaini di sale, rimetterà subito a posto lo stomaco della serva, permettendole di continuare il servizio.
FrauJulia

17 aprile 2012

QUANDO LA SERVA CREDE DI ESSERE UNA POETESSA 2

Cara Monika, nella odierna perquisizione del ripostiglio ho trovato, accuratamente nascosto assieme al precedente, un altro libello. Come al solito non merita pronunciarsi su presupposte qualità artistiche, comunque mi fa piacere condividerlo sul blog:

Primavera

Fiorisce il  biancospino, per la serva che teme il frustino.

Fiorisce il melo, per la serva che lava il telo.

Fiorisce il rosmarino, per la serva che pulisce il lavandino.

Fiorisce la passiflora, per la serva che il riposo implora.

Fiorisce l'arancia, per la serva a cui brontola la pancia.

Fiorisce ora il pachino, per la serva a cui brucia i buchino.

Fiorisce l’intera balconata, per la serva costipata.

Fiorisce la patata,. per la serva per castigo purgata.

Fiorisce l’albicocco, per la serva che inghiotte ed ha uno sbocco.

Fioriscono pure le pietre, per la serva a cui duole il ventre..

Fiorisce la carota, per la serva con la pancia che si svuota.

Fiorisce la lavanda, per la serva che ha sporcato la mutanda!


FrauJulia

6 novembre 2011

PENSION BALNEARIA 6 E 7


Cara Monika,
ed eccoci arrivate al fine settimana! Per non lasciare sguarnita la pensione abbiamo  il permesso di libera uscita due sguattere per volta, tanto qui la “movida” va dal giovedì sera alla domenica notte. Sono uscita con Veronica. Innanzitutto abbiamo preso un bus per la città più vicina. In paese, infatti, noi sguattere non siamo ben viste, strano perché la Spagna è un paese tollerante ed evoluto.
Ed eccoci arrivate in città: che dirvi  delle “tapas” e della vita notturna veramente esagerata?  Un divertimento unico durato una interminabile serata e nottata. E poi un sacco di giovani, insomma un ambiente interessante e divertente, molto meglio di quello lasciato nella mia città natale.  Lo scotto è stato al ritorno la nausea da troppe “tapas y vasos de vino tinto”. Veronica e le altre compagne mi hanno dato delle pastiglie per nausea  e mal di testa e mi hanno aiutato a nascondere il mio stato. Infatti qui esiste una rete di protezione e cameratismo che aiuta noi sguattere a sopravvivere.
Un ebbro abbraccio dalla sguattera Nadia.
(6)
 
Cara Monika,
ieri stavo per pagare con una punizione i bagordi serali.  Infatti, perché non stavo bene, o forse l’effetto delle pastiglie, ad un certo punto, mentre stavo trascinando i carrelli di fango per servire le massaggiatrici, ho inavvertitamente fatto uscire una ruota del carrello dal piano inclinato.  Il carrello ha incominciato a inclinarsi e un centinaio di litri di fango maleodorante hanno sporcato il corridoio! Inutile dire che mi sono spaventata e, cercando di pulire per rimediare al disastro , ho sporcato sempre di più i pavimenti. La cosa è stata riportata alla Signora che mi ha convocato nel suo ufficio, per una reprimenda verbale.
Mi ha detto che, poiché è la prima volta avrebbe soprasseduto alla punizione che di solito accompagna la sgridata. Mi ha poi elencato le punizioni che possono essere applicate a noi serve, senza però scendere in particolari. E’ questa la cosa che mi preoccupa di più, sapere il nome di una punizione senza conoscere in cosa consiste. Ecco i nomi delle punizioni che ricordo: nalgadas (sculacciate), trabajar atada a la noria (lavorare legate alla ruota dell’acqua), comer como el perro (mangiare il pappone del cane), dormir al suelo en el quarto oscuro (dormire per terra nella cella buia), la silla de la verguenza (sedia della vergogna),  rapada y aceite de ricino (rasata e olio di ricino), el enema (il clistere), el potro y el toro (il puledro e il toro). Veronica dice “no pasa nada,  miedo y humiliacion”, e non ha voluto spiegarmi nulla, io cercherò di essere la serva più disciplinata della Pensione, che le punizioni se le prendano le altre!
Vista la reticenza della mia collega, ho messo tra parentesi la traduzione che ho fatto con il vocabolarietto.
La preoccupata sguattera Nadia.
(7- continua)

illustrazione di Maria Romey
© Janine Souillon
 

18 ottobre 2011

PENSION BALNEARIA 1


Riceviamo e pubblichiamo un nuovo contributo dalla serva Nadia
Monika, sguattera

Cara Monika,
permetti che mi presenti; mi chiamo Nadia e sono una serva 40 enne. Ho scoperto il tuo blog che mi piace moltissimo, ogni volta che ne ho il permesso e la possibilità cerco di leggere i vecchi post, che sono sempre molto intriganti.
Nell’ultimo anno ho lavorato in Spagna  e ora, data la crisi sono restata senza lavoro, Cercando in rete ho trovato un nuovo posto di lavoro, come serva, in una “Pension Balnearia” cioè una pensione termale  di un paesino sperduto nel profondo sud spagnolo . La Signora che gestisce la pensione era appunto alla ricerca di serve “vecchio stampo” che siano a disposizione 24/24 ore e si accontentino di un infimo stipendio. Dal colloquio avuto con la Signora  e da quanto mi raccontano le compagne qui dobbiamo lavorare duramente, essere invisibili o quasi per gli ospiti e rispettare una rigida disciplina. Ti terrò aggiornata sulle mie vicende.
Un caro saluto dalla serva Nadia.
(1- continua)


24 agosto 2011

LA SGUATTERA A DIETA 3


IL TESTO RIPORTATO QUI SOTTO NON HA ALCUN VALORE NÈ SCIENTIFICO NÈ MEDICO: TRATTASI ESCLUSIVAMENTE DI UN'OPERA LETTERARIA DI FANTASIA DA NON METTERE IN PRATICA NELLA REALTA'!

Cara Monika,
ti allego il report odierno della sguattera Lucia. Come leggerai  sto iniziando a renderla responsabile della propria dieta. Se vuole qualcosa può chiederlo, però gli verrà concesso, se mi pare, per una quantità di calorie molto inferiore a quanto stabilito.
Poiché si lamenta continuamente dei sapori domani le concederò una bella arrabbiata …. fatta col peperoncino  da me trovato in un negozio etnico,  ti assicuro che per un bel po’ le papille gustative della serva saranno fuori servizio!
Ciao
Barbara

Cara Monika,
eccoti la scheda odierna:
Peso  81,5 kg
Lista dei cibi:
Colazione:
30 g di fiocchi di mais, 108 cal
125 g yogurth intero, 80 cal

Pranzo
60 g di pasta di semola cotta senza sale,  219 cal
80 g ricotta, 116 cal
200 g radicchio con cipolla, 28 cal
300 cc the verde amaro, 30 cal
1 cucchiaino olio oliva, 45 cal
1 pesca, 40 cal
Cena
500 g anguria, 75 cal

Esercizio fisico: 1 ½ ora cyclette a 10 km/h
Sensazioni nello stomaco: sensazione di vuoto. Sento odori di cibo debolissimi ed inizio a salivare.
Varie: la fame mi rende difficile prendere sonno.

Stasera la Signora mi ha ordinato di fare la doccia e di mettermi in borghese, perché l’avrei accompagnata ad una festa rionale. Il supplizio di tantalo! Profumo di salamelle, arrosticini eccetera. Mi pareva di impazzire. Giunti ad uno stand c’era l’anguria a fettine, non ho resistito ed ho chiesto se potevo averne un pezzo. La Signora mi ha risposto: certamente mia cara, però ricorda che sei  tu a dovere gestire la tu dieta!
Tornate a casa ho capito cosa intendeva; la fettina di anguria è stata considerata il mio pasto serale, per cui ho scambiato un pasto che comunque mi avrebbe aiutato a calmare i morsi della fame, con una fetta di … acqua zuccherata! E come se non bastasse ho poi assistito, seduta davanti al mio piatto vuoto alla cena della Signora, spaghetti allo scoglio e una bella porzione di salmone. E per finire un bel gelatone con panna, con me che ormai vedevo i pallini luminosi.
Grazie al Sig. Giacomo, la Signora mi ha detto del suo interessamento per la mia crema.

Un saluto per tutti dalla sguattera Lucia

23 agosto 2011

LA SGUATTERA A DIETA 1


IL TESTO RIPORTATO QUI SOTTO NON HA ALCUN VALORE NÈ SCIENTIFICO NÈ MEDICO: TRATTASI ESCLUSIVAMENTE DI UN'OPERA LETTERARIA DI FANTASIA DA NON METTERE IN PRATICA NELLA REALTA'!

Cara Monika,
oggi è passata la Signora Infermiera per verificare che io abbia sufficiente cura della sguattera che mi è stata affidata. Abbiamo avuto così modo di esaminare il progetto di dimagrimento. Dato il gran caldo non farò indossare la tuta sauna alla sguattera, suda già a sufficienza e fare le faccende domestiche. Abbiamo installato la cyclette e messo un ventilatore, per evitare malori alla serva.
In quanto alla dieta la Signora Infermiera mi ha imposto, almeno in un primo tempo, di non scendere sotto alle 1200 calorie,  questo sarà compensato dalle 2 ore di cyclette ai 15 km/ora che imporrò alla sguattera. Per adesso abbiamo iniziato con solo ½ ora.
Ed eccovi i pasti del primo giorno di dieta di Lucia:
GIORNO 1
Bere un minimo di 2,5 litri di acqua.
Colazione:
50 g di pane integrale non salato                               115
1 mela                                                                          70
125 g yogurth intero                                                    80
300 cc the verde amaro                                                30
Pranzo
60 g di pasta di semola cotta senza sale                     220             
50 g tofu                                                                       88
200 g pomodori freschi con cipolla                             38
300 cc the verde amaro                                                30
1 cucchiaino olio oliva                                                 45
1 pesca                                                                          40
Cena
250 g minestrone verdure                                            160
60 g di pane integrale non salato                                 138
1 mela                                                                            70


Reazioni della serva:
per oggi mi pare sia andata bene, salvo lo sguardo sconsolato quando la obbligavo a pesare la porzione di cibo e si accorgeva della sua esiguità. Però mi sembra che il pasto sia ancora un po’ troppo piacevole per la serva. Chiederei suggerimenti, in particolare alla serve, su quali siano i cibi meno invitanti, in modo da rendere il pasto una necessità di sopravvivenza, anziché un momento di svago ed appagamento.
La sguattera è stata ammonita che qualsiasi violazione della dieta sarà severamente punita. L’ho inoltre avvertita che il sistema di videosorveglianza dell’abitazione è stato modificato e che ora posso controllarla in ogni istante. Questo mi permette di lasciare, se lo desidero, la sguattera sola in casa, sottoposta alle tentazioni della dispensa e del frigorifero ma consapevole di essere comunque sorvegliata dal “big brother”.
Un saluto,
Barbara


Cara Monika,

non so cosa è preso alla Signora di diventare così fiscale col mio peso. Sì, sono un tantino cicciottella, lei invece mi vuole magra e triste. E tristezza è proprio la descrizione dei miei pasti: cibo non salato, non zuccherato, vietati i condimenti.

Per tutto il giorno ho continuato a pensare al prossimo pasto, ma sono andata di delusione in delusione. E poi l’incubo di dover bere tutta quell’acqua, fortuna che ho libero accesso al bagno!

E non vi dico che sofferenza pedalare sulla cyclette, il maledetto contachilometri non arrivava mai alla fine. E poi il sellino mi ha arrossato tutta, un fastidio che non vi dico, mi sembrava di essere tornata a Villa Penitenza.

Un saluto dalla tua collega Lucia.

19 agosto 2011

LA DIETA DELLA SGUATTERA LUCIA: ALCUNE CONSIDERAZIONI DELLA SORVEGLIANTE BARBARA

ATTENZIONE!


IL TESTO RIPORTATO QUI SOTTO NON HA ALCUN VALORE NÈ SCIENTIFICO NÈ MEDICO: TRATTASI ESCLUSIVAMENTE DI UN'OPERA LETTERARIA DI FANTASIA DA NON METTERE IN PRATICA NELLA REALTA'!

Cara Monika,
irritata dal continuo aumento di peso della sguattera Lucia, ho deciso di intervenire energicamente. Grazie anche a dei messaggi scambiati con il signor Giacomo ho preso in considerazione l’ipotesi di  tenere a digiuno la sguattera. Navigando in internet ho trovato molte informazioni ed ho anche scambiato delle mail.
Come doveroso avverto che sono consigli ricevuti da persona sconosciuta e quindi senza alcun valore scientifico e medico, riportati a puro scopo letterario.
Ecco i suggerimenti ricevuti via mail:
Il ventre della serva, pieno di tossine ed incrostato dai rifiuti insufficientemente eliminati per anni ed anni deve essere ripulito.
Il digiuno mette a riposo il sistema digestivo e permette al corpo si disintossicarsi eliminando le tossine. La durata del digiuno può variare da 3 a 10 giorni. Digiunando almeno 3 giorni di seguito si permette al corpo di eliminare le tossine, nei digiuni più lunghi inizia anche un processo di auto guarigione. Un digiuno di 10 giorni è di solito sufficiente rigenerare il sistema digerente.
La dieta sarà costituita unicamente da acqua, tè verde non zuccherato, succhi di frutta e verdura, centrifugati, poiché non devono contenere fibre. In questo modo l’intestino avrà modo di rigenerarsi.
All’inizio del periodo di digiuno bisognerà provvedere ad una energica pulizia dell’intestino, a questo scopo la serva dovrà assumere un purgante e le verranno praticati numerosi clisteri di acqua salata, fino a che non uscirà acqua pulita. Nei giorni successivi basterà un solo clistere al giorno, per eliminare le tossine che il corpo eliminerà.
Alla fine del digiuno, la serva dovrà riprendere gradualmente ad alimentarsi, proprio come dopo una operazione chirurgica.
Dovrà comunque seguire una dieta salutare e con ridotto apporto calorico, l’ideale è farle seguire  3 o 4 giorni di digiuno tutti di seguito una volta al mese, se ciò non fosse possibile si può fare un giorno di digiuno ogni settimana, ma con minori vantaggi.
A seguito di queste informazioni avrei pensato di iniziare con un digiuno breve, di soli 3 o 4 giorni tutti di seguito, una volta al mese, durante i quali la serva dovrà continuare il proprio lavoro. Le verranno concesse solo alcune ore di riposo in più.
Di seguito ho pensato di costringere la serva ad una moderata attività fisica, niente di meglio di farle utilizzare una vecchia cyclette, dotata di contatore delle calorie consumate, abbandonata in garage. Ovviamente dovrà indossare la tuta “sauna”, come consigliato da Giacomo.
Mi aspetto che con questo regime la serva cali almeno 4 o 5 kg al mese. Se ciò non avvenisse, il mese successivo le aumenterò i giorni di digiuno ed il numero di calorie da consumare sulla cyclette, prima di darle la mezza razione.
Per rinforzare la sua forza di volontà la costringerò, sempre come consigliato da Giacomo, ad assistere in ginocchio o seduta sul cuscino punitivo ai miei pasti ed eventualmente a seguirmi al ristorante, dove però le permetterò di bere solo tè non zuccherato.
L’obbiettivo è che rientri nel peso normale in 4 mesi. Se ciò non avvenisse avrà modo di sperimentare un regime molto più severo.
Chiedo eventuali suggerimenti di Signore, Signori e serve per rendere ancora più efficace questo regime.
Un saluto
Barbara

1 agosto 2011

LA SERVA NEL PERIODO ESTIVO: UN CONSIGLIO DALLA SIGNORA BARBARA


LA "SERVASITTER"
Cara Monika,
all’arrivo del momento delle vacanze una Signora si trova di fronte al dilemma di cosa fare della domestica. Vi sono varie alternative:
- Lasciare la serva a casa da sola, senza sorveglianza, assolutamente da evitare, chissà cosa ti combina.
- Concedere le ferie alla serva, fattibile ma bisogna che se le sia meritate e che in questo periodo in cui è lasciata senza guida non prenda cattive abitudini.
- Portarsi al seguito la serva, anche questo fattibile, a patto che il vantaggio di avere chi porta i bagagli, si preoccupa di tutto ecc. compensi le spese di viaggio e mantenimento per la serva.
- Affidare la serva ad un'altra Signora, è una soluzione perfetta: alla serva gioverà il cambiamento di ambiente e signora e chissà che impari qualcosa.
Un saluto dalla sorvegliante Barbara

29 luglio 2011

LA SGUATTERA LUCIA A DIETA: NUOVO REPORT


BARBARA

Cara Monika,
tanti ringraziamenti a te ed a Janine per i consigli sulle uniformi di servizio, veramente completi ed esaurienti. Attendo con molto interesse anche la parte delle uniformi punitive. Quanto alla sguattera ed al suo grave errore, interrogata giura si sia trattato di un problema di tastiera, quando anche fosse non ha riletto attentamente ciò che aveva digitato. Per stavolta mi limiterò a tenerla a pane ed acqua per tre giorni. A mezzogiorno le verranno consegnati 500 grammi di pane integrale di segale (consigliato dalla Signora Infermiera per le fibre ed il basso apporto calorico, sono solo 860 calorie) e tre litri d’acqua. Nient’altro per tutto il giorno, starà a lei razionare i vari pasti.
Barbara

LUCIA
Grazie Signora Janine e grazie anche a te Monika.
Innanzitutto mi scuso con la Signora Barbara e con tutte voi per il mio grave errore, mi sono meritata la punizione che mi è stata assegnata. Mi auguro contribuisca a farmi calare un poco di peso.
Spero che la Signora Barbara mi invii presto dalla sarta per ordinare le divise, anche se temo dovrò aspettare che riaprano dopo le ferie, intanto faccio bastare la divisa di Villa Penitenza che ormai ha bisogno di qualche rattoppo. Sarò lieta di indossare delle divise simili alle tue, anche se dalla descrizione mi sembrano sì molto robuste e durature ma forse un tantino pesanti e costrittive.
Sguattera Lucia

illustrazione della schiava domestica Elisabeth Mandile
© M. Kapyzska

22 luglio 2011

Report dalla padrona Barbara e dalla sguattera Lucia

Cara Monika,
eccoci di ritorno da Villa Penitenza.
Ho deciso che io e la sguattera scriveremo insieme degli interventi “a due mani”, in modo da presentare gli avvenimenti visti dalla padrona e dalla serva, sul modello delle “interviste parallele” di qualche rivista.

BARBARA
Il ritorno da Villa Penitenza è andato bene, con un pò di impegno da parte mia e della serva
Tutto è stato sistemato e la villa è stata chiusa. Ho fatto grazia alla serva di tornare a piedi con i bagagli che ci eravamo portate in due. Poiché la residenza della serva Lucia è molto più spaziosa del mio miniappartamento, ne ho preso possesso. Nello stipendio della serva sarà compresa una piccola quota addizionale. Grazie all’amicizia della Signora Bancaria, le malconce finanze dell’attività di Lucia hanno avuto un aiuto ed io sono entrata come socia. La sguattera Lucia, può ora lavorare il doppio, apprezzerà sicuramente la cosa. Non ho voluto infierire e per ora l’ho costretta solo un paio di volte a fare acquisti in divisa dai fornitori che la conoscevano come padrona, diciamo che utilizzo questa cosa come spada di Damocle per Lucia.
Per ora la sguattera si è comportata bene e non ha avuto bisogno di punizioni, evidentemente il corso è servito a qualcosa. Spero continui così, altrimenti prenderò gli opportuni provvedimenti.

LUCIA
Tutta presa dalla vita a Villa Penitenza non avevo mai pensato al ritorno a casa. Devo dire che la Signora Barbara non ha infierito su di me ed anzi si è data da fare per facilitarmi in molte cose. Immaginatevi però la mia umiliazione la prima volta che sono dovuta andare dall’abituale panettiere a fare acquisti in uniforme da serva. Spero che non mi porti mai dalla mia parrucchiera, non sopporterei mai di stare un paio d’ore in balia delle occhiate e delle risatine delle presenti.
A proposito, Monika, potresti consigliare alla Signora barbara le uniformi da servizio e da punizione da farmi adottare, dato che quelle che mi ha ceduto necessitano troppo lavoro per essere adattate?
Sono alta 1.68 e peso 80 kg

Uniformi da lavoro e da punizione: ci sta lavorando sopra Janine Souillon, io non sono stata autorizzata, sguattera Lucia.
Monika, sguattera


7 luglio 2011

VILLA PENITENZA: COMMIATO


Cara Monika,
ho saltato qualche report da Villa penitenza, perché la Signora Barbara non vuole che passi tutte le serate al PC. Per la durata del corso andava bene, ma mi devo abituare a fare la serva, non la protagonista. Mi permetterà, o meglio, mi ordinerà di scrivere qualcosa di tanto in tanto e più probabilmente posterà più spesso Lei con aggiornamenti sul mio servizio.
Ma andiamo con ordine, nei giorni scorsi c’è stata la festa di chiusura di Villa Penitenza, dapprima una dimostrazione di noi serve, in cui abbiamo mostrato alle Signore di essere in grado di punirci, su loro ordine, anche da sole.
Anne ha preparato un inginocchiatoio, coperto dai tappi corona della birre (non per niente tedesche!). Ci si è inginocchiata, non di colpo come aveva millantato, ma facendo molta attenzione. Ciò non toglie che le sono restate le stampine dei tappi sulla pelle del ginocchio per ore.
Brune si è applicata tutta la serie completa di dilatatori anali. Sull’ultimo ha applicato il Viks e, dalla smorfia che faceva le ha fatto di certo molto male.
Io, su suggerimento della Signora Oliva, ho deciso di punire le mammelle:  mi sono messa da sola il torchio mammellare, in cui avevo incerottato alcune puntine da disegno a 3 punte e, piano piano ho iniziato a girare i “galletti”, cioè le viti che lo stringono. Il dolore era allucinante ma sono riuscita a stringerlo al massimo, sudando come una fontana per il dolore. E che male quando, tolto il torchio, la sorvegliante Barbara mi ha massaggiato per vedere se le puntine avevano fatto grossi danni!
Terminata questa fase c’è stato un magnifico buffet a cui siamo state invitate dalle Signore. La Signora Bancaria, al momento del brindisi ci ha rivelato che si era parlato di farci “brindare” tramite clistere ma che la Signora Infermiera si è opposta all’utilizzo di alcolici per quella via: vengono assorbiti troppo rapidamente e si rischiano sbornie se non intossicazioni. Per cui ci è andata bene almeno una volta, abbiamo brindato tutte assieme, Signore e serve. Ci siamo salutate, con baci, abbracci e qualche lacrimuccia. Ora le tedesche sono partite, lo stesso le italiane. È restata solo la Signora Barbara . Dovrò mettere tutto in ordine, sistemare il giardino, più o meno una settimana.. Poi Villa Penitenza chiuderà, fino al prossimo impiego.
Un saluto dalla Signora Barbara e dalla vostra affezionata sguattera Lucia.

disegno © Maria Romey

2 luglio 2011

VILLA PENITENZA: PUNIZIONE DELLA SGUATTERA LUCIA 2


Cara Monika,
mi ero fermata alla prima parte della punizione. Eccoti il seguito: la Signora Infermiera è arrivata con un sacchetto tutto appannato, dicendo che lo zenzero, previdentemente messo in frigo all’inizio del corso era pronto. Ora, mi era già capitato di sperimentare lo zenzero quando ero padrona ma lo avevo considerato una punizione minore. Stavolta invece mi è stato consegnato un affilato coltellino ed una “mano” enorme di zenzero, un po’ ammuffito all’esterno, perché era stato in frigorifero un mese ben avvolto nella plastica. Si precise istruzioni della Sorvegliante Barbara ho dovuto pelare e scolpire un grosso plug, a 2/3 dell’altezza mi ha fatto fare un incavo circolare, il plug mi sarebbe stato infilato fino a lì e i miei muscoli lo avrebbero trattenuto grazie all’incavo. Stava a me levigare perfettamente l’oggetto, perché non si utilizza nessuna forma di lubrificante, che disturberebbe i “benefici” effetti della radice, solo l’umidità e gli olii essenziali in essa contenuti favoriscono un po’ lo scorrimento. Dicono che la stagionatura in frigo, chiuso nella plastica per qualche settimana, fino a che inizia un po’ di muffa, moltiplica gli effetti irritanti di un fattore almeno 10 e purtroppo vi posso testimoniare che lo moltiplica forse addirittura di un fattore 100 !!!. Mi sono dovuta mettere a 4 zampe e la Sorvegliante , dopo avermi ordinato di rilassarmi ha iniziato a spingere. Ora, se non ve l’ho già detto era una “mano” enorme ed anche il “dito” utilizzato per il plug lo era, pertanto l’introduzione è stata laboriosa e dolorosa.
Ma non ero preparata a ciò che sarebbe seguito: una sensazione di bruciore , che nei primi secondi era quasi piacevole, ben presto è diventata fastidiosa e poi un vero fuoco, proprio come se mi avesse infilato un tizzone acceso. Inoltre mi ha fatto raddrizzare e tenere le natiche ben serrate. Poiché mi lamentavo e chiedevo pietà sono stata sculacciata, e immaginatevi cosa sono il bruciore interno sommato a quello delle sculacciate. Purtroppo, nei vari contorcimenti, il plug si è sfilato più volte, la Sorvegliante lo sciacquava in una bacinella di acqua e lo reinseriva. Era come se avesse soffiato sul fuoco, il già terribile bruciore veniva ancora aumentato. Per farla breve sono stati 45 minuti di agonia. Poi l’effetto della radice cala, perché il corpo si abitua, ma il bruciore è durato alcune ore. Ma non era finita, un altro “importante” pezzo mi è stato sfregato a lungo sulla passerina, poiché, a dire della Signora Infermiera, mi ero eccitata durante il procedimento. Capisci quindi carissima in che condizioni ero ieri sera. Ora ti devo salutare perché oggi abbiamo varie prove pratiche d’esame da superare, ti dirò che non ero mai stata così emozionata neanche ai vari appelli di esame ai tempi della scuola.
Un saluto dalla sguattera Lucia

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Janine Souillon
"Attenzione, a tutte le padrone: prima di punire la vostra sguattera con lo zenzero, accertatevi che la serva non sia allergica alla sostanza attiva della pianta! Se lo fosse, credo che un abbondante clistere da trattenere nel corso di una severa fustigazione sia il castigo più appropriato."

1 luglio 2011

VILLA PENITENZA: LA PUNIZIONE DELLA SGUATTERA LUCIA


Cara Monika,
sono stata duramente ripresa, ed anche punita ma te ne parlo in seguito, per aver relazionato in maniera insufficiente sulle posizioni da assumere.
Innanzitutto veniamo alla posizione base inginocchiata, la domestica di mette in ginocchio, con le gambe unite, il corpo ben dritto. Le mani sono intrecciate dietro alla testa, stile “prigioniera di guerra”. E’ una posizione che riesce difficile mantenere ad una domestica poco allenata, anche perché va rispettata l’immobilità più assoluta. Spesso viene imposto di stare faccia al muro o, addirittura con un sacchetto sulla testa.  La Signora si piazza comoda in poltrona, dietro alla serva, munita di scudiscio per punire eventuali movimenti.
Altra posizione è quella di attesa di un comando: la serva sta in piedi, gambe unite, ben eretta, mani lungo i fianchi. Sguardo abbassato. Lascerà questa posizione solo quando autorizzata dalla Signora.
Dell’inchino abbiamo già parlato, comunque, la cosa basilare è il capo umilmente abbassato, poi si mettono le mani sui lati della gonna e la si allarga leggermente. Si mette un piede dietro l’altro e si piegano le ginocchia verso l’avanti o meglio verso l’esterno, mentre spalle e testa si chinano in avanti.  La profondità dell’inchino dovrebbe essere commisurata allo stato sociale dell’omaggiato.
Una posizione di attesa punizione sarà stesa sulla schiena, con le mani  schiacciate sotto al sedere.
La posizione per chiedere scusa sarà quella a 4 zampe, la serva si umilierà con voce chiara e attenderà ordini. Non cercherà in alcun modo di sminuire le proprie colpe.
Sarà necessario che le serve si allenino a mantenere queste posizioni molto a lungo e nella immobilità più assoluta, infatti una Signora sarà certamente meglio disposta verso una serva che,  mantiene la posizione prevista senza sforzo apparente, rispetto ad una che continua a muoversi nervosamente.
E veniamo alla mia punizione: nel pomeriggio sono stata chiamata al cospetto della Signora Bancaria, che mi ha contestato la cattiva trattazione delle posizioni servili. La Sorvegliante Barbara è stata incaricata della punizione. Mi è stato consegnato mezzo litro d’acqua con l’ordine di trangugiarlo seduta stante. Mi sono poi dovuta denudare e mi hanno messo nella posizione base inginocchiata, vista sopra, faccia al muro. Dietro di me, in una comoda poltrona si sono alternate le Signore per controllare che non mi muovessi assolutamente, Dovere stare immobile, altrimenti ti bacchettano con lo scudiscio è veramente duro. Il farlo per lunghe ore è orribile, il farlo con la vescica piena da scoppiare è una tortura. In quella posizione ti dolgono tutti i muscoli e cominci a sudare. Ricordo le goccioline di sudore che mi scendevano per le braccia e mi solleticavano sotto le ascelle, e l’odore di sudore che mandavo, terribile.  E quando, ormai provata, ho sospirato un po’ più forte la Sorvegliante mi ha detto, mia cara so che ti scappa la pipì ma non ti darò il permesso di muoverti. Se vuoi puoi pisciarti addosso, naturalmente poi ti punirò. Credo di aver resistito solo altri 15 minuti,  poi ho mollato ed una pozzanghera calda e maleodorante si è allargata sotto di me. La Sorvegliante si è allontanata un attimo, è tornata con un pezzo di pane e lo ha inzuppato, schiacciandolo poi sotto le suole. La cena della sguattera è servita, facendomi un inchino di scherno. Insomma, non ci crederai ma ho dovuto tirare a lucido il pavimento con la lingua, lappando pipì pane e polvere.
Non è finita qui, domani ti racconto il seguito della punizione, ti basti sapere che ti sto scrivendo in ginocchio, perché ho un terribile bruciore al buchetto.
Ciao collega, un saluto dalla sguattera Lucia

30 giugno 2011

VILLA PENITENZA: POSIZIONE DA PUNIZIONE


Cara Monika,
qui proseguono gli esami. Stamattina, come prima cosa controllo della pulizia delle zone intime, da parte della Sorvegliante Barbara. Stavolta mi è andata bene, del resto mi sono consumata un panetto di sapone a furia di lavarmi tutte le volte che ne avevo la possibilità. Non così bene le tedesche, tutte e due con biancheria e zone intime puzzolenti. Di seguito lezione sugli atteggiamenti che deve tenere la domestica in presenza di una Signora nei due casi, A) la Signora è presente ma non si rivolge a lei, B) viene interpellata dalla Signora. Nel caso A la domestica fa l’inchino e poi esegue i propri compiti, senza mai fissare la Signora. Nel caso B la domestica fa l’inchino e resta di fronte alla Signora con gli occhi abbassati, sarà la Signora a dare l’ordine di guardarla. Sono state inoltre esaminate le posizioni che una serva deve assumere in caso di punizione, la posizione base, con la domestica nella posizione a quattro zampe, ma con il sedere inarcato e le mammelle e la faccia premute a terra. E’ una posizione umiliante e faticosa, che mostra tutte le parti vergognose. Qui la Signora redarguirà o punirà la domestica. E’anche la posizione che la domestica raggiunge spontaneamente se deve confessare qualche colpa, per esempio la rottura di un piatto.
Di seguito abbiamo dovuto dare dimostrazione della abilità raggiunta al servizio in tavola e nel servire il tè, dapprima con le scarpe basse in dotazione e poi con gli zoccoli punitivi. Durante quest’ultimo esercizio la povera Brune ha rovesciato una tazza di acqua bollente sulla mano della Sorvegliante Barbara. La Signora Infermiera non c’era e pertanto la Sorvegliante è dovuta andare al pronto soccorso. Fortunatamente è bastata una pomatina ma è stata comunque avviata un inchiesta per verificare se c’era stato dolo o malizia. L’imputata negava recisamente, la Signora Bancaria ha allora ordinato una seduta di interrogatorio. Hanno iniziato a frustarla, poi le hanno fatto bere tre bicchieri di pipì, le hanno aperto a forza la bocca e la Sorvegliante in persona ha provveduto a tormentarla provocandole il vomito con una piuma in gola. Ma non era finita, le hanno messo anche gli elettrodi e iniziato a farla scuotere con le scosse.. A questo punto la poveretta era come impazzita e, pur di far cessare i tormenti ha confessato. Le è andata bene, perché la Sorvegliante Barbara si è dichiarata soddisfatta così, altrimenti chissà che condanna avrebbe ricevuto?
Monika, ti saluto, devo mettermi a studiare, nel tempo libero perché ci sono stati dati alcuni libretti su vari argomenti dalla cucina al pronto soccorso. Dobbiamo studiare il tutto entro dopodomani.
Ciao Monika un abbraccio dalla sguattera Lucia.

29 giugno 2011

VILLA PENITENZA: SGUATTERE SOTTO ESAME


Cara Monika,
qui le lezioni continuano, ieri lunga lezione sul tè, come si scelgono i vari tipi, a seconda dell’ora, degli ospiti e della presenza di dolcetti. Poi come si serve il tè alla padrona da sola o ad un gruppo di ospiti. Poiché eravamo poco attente siamo state tutte punite, con sei colpi di frustino e poi abbiamo seguito il resto delle lezioni in ginocchio sul sale grosso. A dirlo sembra poco, ma passarci una buona ora ti porta allo svenimento! Sempre per punizione ci hanno tenuto a pane ed acqua sia a pranzo che a cena e a me non hanno permesso di usare il PC..
E veniamo ad oggi, ci è stato detto che , poiché si avvicina la fine del corso, ci verranno posti dei quiz e poi delle prove pratiche, per giudicare la nostra preparazione.
Il quiz che mi hanno proposto è: la tua Signora riceve come ospite una sua amica. Durante il giorno la Signora esce, lasciando l’ospite a riposare. L’ospite si alza e, sapendo che sei la domestica, ti incarica di una commissione. Tu che sai di non avere il permesso di uscire tentenni e fai presente la cosa. L’ospite si arrabbia e dice che in assenza della Signora comanda lei e apre la porta, spingendoti perché tu esca. A questo punto tu che fai?
1)    Oppongo resistenza e ribatto che solo la mia Signora può darmi ordini. Reagisco alle spinte, fino alla rissa.
2)    Ribatto che purtroppo gli ordini ricevuti sono opposti ai suoi e che devo obbedire alla mia Signora. Se insiste a spingermi cedo ed esco.
3)    Ribatto che purtroppo gli ordini ricevuti sono opposti ai suoi e che devo obbedire alla mia Signora.  Opporrò resistenza passiva, senza permettermi di mancarle di rispetto ma senza violare gli ordini della Signora.
4)    In assenza della Signora può comandarmi l’ospite, possono esserci delle ragioni che non conosco e non è tenuta a spiegarmi. Obbedisco.

Nel mio caso ho indicato la risposta numero 3, infatti all’ospite della Signora devo solo rispetto. Gli ordini dati dalla Signora sono in ogni caso per me vincolanti, soprattutto in un lasso di tempo breve, Sarei interessata alle risposte ed alle relativa motivazioni dalle altre serve.
La Signora Infermiera ci ha pesate e devo dire che la dieta di Villa Penitenza ha dato i suoi frutti su tutte e tre, circa cinque chili in meno in un mese non è poco, peccato che da serva la prova costume non è contemplata.
Sul fronte delle imposizioni fatte dalla Sorvegliante Barbara su di me, sto pian piano abituandomi, a furia di sculaccioni, al gusto della mia pipì, almeno non mi vengono più gli urti, ma da qui a berla sarà dura. A proposito di questo devo precisare che a suo tempo io avevo costretto l’allora mia domestica a bersi alcuni bicchieri della MIA pipì, quindi non pensate che questo sia un accanimento contro di me, semplice giustizia.
Ciao collega, un saluto dalla sguattera Lucia

Cara Lucia, anch'io avrei scelto la risposta numero 3. Mi sembra quella più equilibrata e rispettosa.
Un abbraccio in grembiule di gomma
Monika, sguattera

26 giugno 2011

VILLA PENITENZA: L'ISTITUTO PER L'EDUCAZIONE DELLE SERVE


Cara Monika,
oggi  giornata libera dal servizio, dedicata alla cultura.
Le Signore ci hanno portato a visitare un vecchio edificio, inutilizzato, di una città vicina, era un istituto per l’educazione delle domestiche.
 La Signora Bancaria ci ha tenuto una lezione su questi istituti. Nella prima metà del 1800 nelle città vi era una forte richiesta di donne di servizio, questa possibilità di lavoro richiamava dalla campagna e dalla montagna giovani donne desiderose  di un lavoro. Però l’istruzione di queste era inesistente e sapevano poco dei fatti della vita. Risultato: lavoravano malissimo e spesso venivano messe incinte, generando una massa di figli illegittimi. Inoltre, se venivano cacciate dal lavoro, senza una lettera di benservito, non riuscivano a trovarne un altro e finivano a fare le prostitute. Per cui vennero creati istituti per l’assistenza e l’educazione delle domestiche. In tali istituti si doveva insegnare tutto, dalla igiene personale ai vari lavori richiesti ad una serva.
Teniamo conto che in quegli anni nelle scuole, e quindi su persone più giovani e più istruite, si utilizzava come metodo correzionale la bacchetta, va da sé che in questi istituti la disciplina venisse applicata con metodi molto energici.
Alla fine del corso le ragazze venivano avviate al lavoro, con una lettera di raccomandazione della scuola. Nel caso di una domestica cacciata dal lavoro per colpe gravi, le veniva offerta una possibilità di un internamento più lungo nell’istituto per una “riabilitazione”. Se resisteva fino alla fine le veniva nuovamente data la lettera di raccomandazione.
Anne e Brune davano segni di disinteresse ed insofferenza.
Per me invece, camminare per quei polverosi e bui corridoi, vedere i cameroni dove le allieve venivano ospitate, le cellette di punizione, mi ha molto turbata.
E veniamo alla dieta della domestica, devo confessare pubblicamente di avere tralasciato alcune cose.  Gli insaccati sono dannosissimi, le serve tendono ad utilizzarli per comodità, perché non richiedono di cucinare. Le carni rosse vanno evitate assolutamente. Resta il pesce che è consigliabilissimo ma molto costoso, a meno di utilizzarlo in scatola o congelato. Un pochino di carni bianche. I dolci sono assolutamente da evitare, come pure tutto ciò che contiene zuccheri raffinati. Vi chiederete cosa resta alle povere domestiche per consolarsi: se si comportano bene verrà loro concesso un frutto di stagione, come premio. In quanto agli alcoolici le serve se li scorderanno, la Signora avveduta le beccherà inevitabilmente e fioccheranno le punizioni. Da bere useranno acqua e una quantità moderata di tè, magari verde e non zuccherato.
Scusandomi ancora con la Signora Infermiera, con te e con le lettrici saluto rispettosamente.
Sguattera Lucia

25 giugno 2011

VILLA PENITENZA: LE SGUATTERE A LEZIONE DI BUCATO

Questo resoconto, il ventiduesimo, scritto dalla sguattera Lucia ma per una dimenticanza o un disguido della  medesima mai inviato, è giunto insieme a quello della stiratura. Lo pubblico ora, scusandomi anche a nome della sguattera Lucia.

Monika, sguattera

Cara Monika,
oggi il nostro apprendistato è continuato, lezioni di bucato, ovviamente fatto a mano, con sapone di marsiglia. E naturalmente, oltre a montagne di biancheria delle Signore, ci siamo dovute lavare anche numerose lenzuola. Non so se con l’allenamento la cosa migliori ma non so decidere se duole più la schiena, spalle o braccia.
Poiché eravamo troppo stanche la prevista lezione di servizio in tavola è stata rimandata, al suo posto la Sorvegliante ha voluto addestrarci a… fare buon viso a cattivo gioco. Infatti ha notato che spesso quando eseguiamo un ordine sgradito lo si vede chiaramente dal nostro viso. Per abituarci a dissimulare i nostri sentimento ci ha costrette ad orinare in una ciotola e poi berla a piccoli sorsi, di fronte a lei, con stampato un bel sorriso sulla faccia.
Inutile dire che per me, non ancora domata, è stata molto dura e che anche solo per convincermi ad avvicinare la ciotola alle labbra si sono sprecati gli sculaccioni. Per ora ne sono riuscita ad assaggiare solo un piccolo sorso che poi ho sputato, ma la Signora Barbara ha detto che c’è tutto il tempo, tanto la pipì mi scappa ogni giorno. Se domani farò ancora tante storie, mi ha già detto che passerò la notte, e in futuro anche le giornate, chiusa nello stanzino delle punizioni, al buio e senza cibo né acqua. “poi vedrai che sarai tu a chiedere un bicchiere di pipì” ha detto la Sorvegliante.
Come vedi dovrò piegarmi, anche se la repulsione e lo schifo sono più forti di me, infatti sto scrivendoti tra le lacrime. Non credo che riuscirò a sorridere, per quanto mi faccia subire. Sono proprio disperata.
Ciao Monika, un abbraccio dalla sguattera Lucia.

VILLA PENITENZA: LE SERVE STIRANO


Cara Monika,
è passato quasi un mese da quando è iniziata la mia detenzione a Villa Penitenza. Le lezioni proseguono sempre regolari, e siamo arrivate a quelle che noi serve temiamo di più: le lezioni di stiratura. Utilizzare un ferro rovente, che manda sbuffi di vapore, chiuse in un afoso stanzino, magari senza finestre, stare in piedi per interminabili ore e nel contempo togliere tutte le grinze e piegare artisticamente la biancheria, senza rovinarla e facendo in modo che una volta piegata possa essere impilata in pile con tutti i  capi piegati con la stessa dimensione. Ti lascio immaginare che incubo per la povera serva, anche perché la Signora farà in modo da controllarla e stressarla, magari con la richiesta di servire una tazza di tè. Insomma, dopo aver subito una intera giornata dedicata alla stiratura posso affermare che è il lavoro che mi è più sgradito, sempre considerando, però, che una serva esegue fedelmente gli ordini della Signora, graditi o sgraditi che siano. Anche le colleghe tedesche hanno dato il loro contributo di sudore, scottature e lacrime.
La divisa di punizione è stata pienamente collaudata sulla povera Brune, che, indisposta per il ciclo, cercava di sottrarsi alle lunghe ore di stiratura. La Sorvegliante Barbara gliela ha fatta indossare e le ha bloccato le braccia, in modo che non potesse fare il minimo movimento. Le ha poi stretto con due fasce le già abbondanti mammelle, in modo che si inturgidissero di più ed ha iniziato a passarle dapprima con un mazzo di ortiche e poi schiaffeggiandogliele. Il trattamento ha subito rinvigorito la poveretta, che cercava disperatamente di muovere le braccia per proteggersi, ma senza il minimo risultato.
E veniamo a me, ho fortunatamente restituito i semini. Comunque nei prossimi giorni è prevista una lezione della Signora Infermiera sulla dieta che noi serve dobbiamo seguire, per evitare questo genere di problemi, ti terrò informata.
Ti saluto cara collega.
Sguattera Lucia

Attento le istruzioni sulla dieta, collega sguattera: credo che molte padrone siano interessate all'argomento.
Monka, sguattera

23 giugno 2011

VILLA PENITENZA: NUOVE DIVISE DA PUNIZIONE


Cara Monika,
oggi, la Signora Bancaria ci ha detto che era arrivato un artigiano per sistemare la nostra divisa di punizione. Infatti di lì a poco è arrivato un allegro vecchietto, ho saputo poi che è un artigiano calzolaio e sellaio. Ci è stato ordinato di indossare pannolone e mutande di plastica. Il vecchietto, con gli occhi lucidi e l’aspetto arrapato ha cominciato a prenderci misure su misure, palpandoci abbondantemente, tanto eravamo state ammonite, in sua presenza, dalla Signora Bancaria di non ostacolare assolutamente il suo lavoro, pena la frusta. In breve taglia di qua e cuci di là ci ha preparato una specie di camicia di forza, con la quale le Signore possono, tramite un infinità di strategiche cinghiette, stringerci nelle parti più fastidiose della nostra anatomia. Inoltre, tramite polsiere e cavigliere possono essere limitati i nostri movimenti, dal costringerci a fare i passettini, via via fino alla immobilità più completa. Su richiesta della Signora Infermiera  il tutto è realizzato in materiali lavabili, in modo da garantire l’igiene di noi serve.
Ma veniamo alle lezioni odierne, servire in tavola, pare semplice, quando si vede un cameriere volteggiare tra i tavoli, ma vi assicuro che non lo è, soprattutto sotto l’incubo delle punizioni se si rovescia qualcosa o, peggio si rompe un piatto! E come se non bastasse, il peso sul vassoio che porti viene via via aumentato e una Signora un po’ cattivella sperimenta le cavigliere con la cinghietta che ti costringe a fare i passettini da gheisha.
Insomma anche oggi ci siamo dovute guadagnare la sbobba, infatti anche le altre due alla fine erano stravolte.
Altre cose stanno andando male, i famosi semini non sono ancora usciti, spero che sia l’effetto di tutte le purghe prese e domani possa riconsegnarli, evitando spiacevoli cure. E stasera la Sorvegliante Barbara mi ha imposto nuovamente di assaggiare la mia pipì. Fortunatamente sono riuscita a trangugiarne un mezzo bicchiere, e per oggi si è accontentata, ma ha ribadito che prima della fine ne berrò un bicchiere, come se fosse acqua fresca e pure sorridendo!
Ciao Monika dalla sguattera Lucia

18 giugno 2011

VILLA PENITENZA: LUCIA RIMANE SERVA


Cara Monika,
a Villa Penitenza sono in arrivo grosse novità. Stamattina, dopo gli ultimi ritocchi e dopo di aver innaffiato il giardino siamo state convocate nel salone. Sono arrivate le Signore, quasi non le riconoscevamo, vestite tutte con un lungo abito scuro, lo si direbbe quasi un saio. E’l’abito da cerimonia. La Signora Bancaria prende la parola e ci comunica le novità. La Novizia Barbara viene promossa da oggi al ruolo di Sorvegliante. In questo ruolo, per noi equivale ad una Signora a tutti gli effetti. Infatti può darci ordini e punirci in assoluta autonomia. Ci è fatto obbligo di chiamarla Signora oppure Sorvegliante. Domani ci sarà la festa per la sua promozione, con degli invitati. A questo proposito noi serve dovremo avere un comportamento impeccabile, perché una mancanza  ci costerebbe la condanna a qualche mese di Istituto Correzionale per domestiche ribelli. Dovremo presenziare alla cerimonia di nomina stando immobili in piedi molto a lungo, per evitare problemi ci fanno indossare pannolone e mutande impermeabili.  Poi dovremo tenerci umilmente in disparte durante i vari rinfreschi e brindisi. Ci saranno però dati gli avanzi, e già oggi ci sono state date razioni migliori e più abbondanti, per cui la vita torna a sorriderci.
Non ci sono state particolari attività, la Villa è stata da noi tirata ancora più a lucido, abbiamo lavato tutto il nostro corredo e lucidato scarpe e zoccoli punitivi. Ci siamo accuratamente lavate col sapone di marsiglia. Speriamo proprio che domani vada tutto bene e di non finire all’Istituto Correzionale, visto la durezza di Villa Penitenza, quello deve essere proprio un inferno.
E veniamo alla mia situazione, come ormai immaginavate, almeno per quest’anno non si parla assolutamente di una mia riabilitazione, anzi, verrò messa senz’altro a servizio. La Sorvegliante Barbara può assumere una domestica e si è detta disponibile ad assumermi.  Monika, tu che sei da anni a servizio, vorrei  mi dessi un consiglio, accettare questo posto, con l’umiliazione di servire dove prima comandavo o chiedere rispettosamente un alternativa?
Ciao Monika, un abbraccio dalla sguattera Lucia

Cara Lucia, ecco il mio parere, da serva a serva: credo che, nella posizione in cui ti ritrovi, non sarebbe affatto opportuno chiedere un'alternativa. Ora sei una serva a tutti gli effetti e qualunque richiesta da parte tua equivarrebbe al mettere in discussione l'autorità che dispone di te.
Con tutta la mia solidarietà
Monika, domestica

disegno © G. Pichard