Diario di una educazione – 11
Un aiutino
Come sapete la nostra serva è una vera stiticona. Fino a che resta sotto il materno controllo della Oberschwester le cose bene o male funzionano ma capita anche diversamente. La nostra serva deve seguire Madame in un breve viaggio, dovrà occuparsi del trasporto bagagli ed assistere Madame durante numerose presentazioni di diapositive, durante un congresso.
Inutile dire che si sommeranno il “cambiamento d’aria” , di cibo ed abitudini, le interminabili impegnative ore passate al telecomando di un proiettore, attenta a presentare le diapositive giuste durante i Talk di Madame. Insomma, da tre giorni la nostra serva è completamente bloccata. Durante la mattinata inizia a dolere la pancia ed un feroce mal di testa la tormenta. Madame si accorge del problema della propria ancella. Ora Madame è una padrona esigentissima nei confronti della serva ma ha un profondo lato materno. Nell’impossibilità di far risolvere il problema alla Oberschwester è Madame che si incarica della bisogna. In un breve intervallo la serva, provata dai propri dolori, segue Madame nella più vicina “pharmacie”. Un brufoloso ragazzotto serve al banco una discreta coda di clienti. E’il loro turno, Madame fa cenno alla serva perché chieda il necessario, ma la serva avvampa, la nostra serva è anche una timidona. E’allora Madame che parla al giovanotto, indicando la serva e spiegando diffusamente il problema, facendo avvampare sempre di più la poveretta. Il commesso chiede ad alta voce lumi al farmacista, in breve tutti i presenti sanno del problema della serva. Madame ha chiesto, intanto, il rimedio più efficace. Non vuole perder tempo per somministrare un efficace “lavement”, serve qualcosa ad effetto immediato, la serva deve tornare in forma “maintenant”. Il titolare si avvicina al commesso, una scatoletta tra le mani: ”microlavements glycérine”, chiede qualche ulteriore precisazione a Madame. Sì, la serva è proprio un caso “très difficile”, la scatoletta viene riposta ed appare una capace bottiglietta di “Glycerine”. Ora il farmacista prende da uno scaffale un pacchettino e mostra l’oggetto a Madame: si tratta di una specie di grossa siringa, che però non ha l’ago ma ha una grossa cannula. Con questa è possibile iniettare una quantità ben maggiore. Con un pennarello viene appuntata sulla bottiglietta la raccomandazione “donner chaud”. Finalmente, una volta pagato, la serva segue Madame fuori dalla farmacia. La serva è paonazza e sudata per la tensione e la vergogna. Ma non crediate che sia finita. Per approfittare fino all’ultimo della pausa, Madame si dirige verso i bagni femminili, trascinandosi appresso la serva. Ed è lì, in vista di tutte le utilizzatrici che la bottiglietta viene aperta e fa l’apparizione la sonda-siringa, La capace siringa viene ben riempita. Poi Madame, per ottemperare al “donner chaud” tiene a lungo la siringa piena sotto al getto di acqua calda del rubinetto. Nel frattempo numerose utenti sono passate dai bagni, non vi dico l’imbarazzo della serva. Ma ora Madame è quasi pronta. La serva viene spedita in uno dei cubicoli con l’ordine di alzare la gonna ed abbassare le mutande alle ginocchia. La porta deve restare aperta, per permettere a Madame di operare con facilità. Un paio di donne si trattengono per vedere la conclusione della manovra. La serva ha la faccia ormai color porpora. La sonda viene inserita “in situ” ben in profondità, strappando qualche lamento. Ora Madame preme con continuità sul pistone. La serva sente benissimo il getto di liquido caldo invaderla. Ora Madame ordina alla serva di rialzare le mutande e rendersi presentabile. La serva deve lavare ben bene la siringa e asciugarla con dei tovagliolini. Siringa e glicerina finiscono nella borsa di Madame, chissà che non serva una seconda dose serale. Il Farmacista è stato categorico, la serva dovrà trattenere fino a che sia possibile, ma è assolutamente impossibile che resista più di dieci - quindici minuti. Per cui Madame si trattiene nei pressi dei bagni, facendo camminare la serva avanti ed indietro. E se nei primi istanti la serva ha avvertito solo la sensazione del liquido caldo che la irrigava, ben presto avverte un nuovo calore interno che diventa ben presto un bruciore. Iniziano i primi stimoli, la serva, conscia di cosa le potrebbe accadere lì davanti a tutti, stringe ben bene. Continua a camminare cercando di fare l’indifferente, ma è chiaro a tutti che quella scialba donnetta ha dei problemi: cammina a scatti, stringendo le cosce e, a tratti si porta le mani alla pancia dolorante, massaggiandola. Ben presto si odono pure dei ben percettibili gorgoglii non mascherati a sufficienza dal brusio della folla. Madame consulta l’orologio, dieci minuti, meglio non rischiare “incidenti”. E così la serva ottiene l’agognato permesso. Si fionda nei bagni, uno solo è libero. Goccioloni di sudore sulla fronte, non ha tempo delle solite cose, verificare che l’asse sia pulita, vedere se c’è la carta igienica, chiudere la porta eccetera. Riesce a d abbassare le mutande e si siede. I rumori fanno inequivocabilmente sapere del “parto” alle occupanti degli altri bagni. Ma i guai non sono finiti. I dolori e lo stimolo continuano. La serva resta a lungo con le mani contratte sulla pancia dolorante, con gli occhi pieni di lacrime per i dolori, tanto che ad un certo punto Madame apre la porta, si accerta che la serva stia bene e le passa un pacchetto di tovagliolini lenitivi, prelevato dalla borsa in cui non manca nulla. E finalmente la serva può seguire la Signora ed assisterla nel pomeriggio. Ed in serata un inaspettato premio, la Signora si fa accompagnare a cena ed ordina per la serva un piatto appetitoso, anziché la solita immancabile zuppona da serva.
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28 novembre 2017
DIARIO DI UN'EDUCAZIONE 11 - UN AIUTINO
Diario di una educazione – 11
Un aiutino
Come sapete la nostra serva è una vera stiticona. Fino a che resta sotto il materno controllo della Oberschwester le cose bene o male funzionano ma capita anche diversamente. La nostra serva deve seguire Madame in un breve viaggio, dovrà occuparsi del trasporto bagagli ed assistere Madame durante numerose presentazioni di diapositive, durante un congresso.
Inutile dire che si sommeranno il “cambiamento d’aria” , di cibo ed abitudini, le interminabili impegnative ore passate al telecomando di un proiettore, attenta a presentare le diapositive giuste durante i Talk di Madame. Insomma, da tre giorni la nostra serva è completamente bloccata. Durante la mattinata inizia a dolere la pancia ed un feroce mal di testa la tormenta. Madame si accorge del problema della propria ancella. Ora Madame è una padrona esigentissima nei confronti della serva ma ha un profondo lato materno. Nell’impossibilità di far risolvere il problema alla Oberschwester è Madame che si incarica della bisogna. In un breve intervallo la serva, provata dai propri dolori, segue Madame nella più vicina “pharmacie”. Un brufoloso ragazzotto serve al banco una discreta coda di clienti. E’il loro turno, Madame fa cenno alla serva perché chieda il necessario, ma la serva avvampa, la nostra serva è anche una timidona. E’allora Madame che parla al giovanotto, indicando la serva e spiegando diffusamente il problema, facendo avvampare sempre di più la poveretta. Il commesso chiede ad alta voce lumi al farmacista, in breve tutti i presenti sanno del problema della serva. Madame ha chiesto, intanto, il rimedio più efficace. Non vuole perder tempo per somministrare un efficace “lavement”, serve qualcosa ad effetto immediato, la serva deve tornare in forma “maintenant”. Il titolare si avvicina al commesso, una scatoletta tra le mani: ”microlavements glycérine”, chiede qualche ulteriore precisazione a Madame. Sì, la serva è proprio un caso “très difficile”, la scatoletta viene riposta ed appare una capace bottiglietta di “Glycerine”. Ora il farmacista prende da uno scaffale un pacchettino e mostra l’oggetto a Madame: si tratta di una specie di grossa siringa, che però non ha l’ago ma ha una grossa cannula. Con questa è possibile iniettare una quantità ben maggiore. Con un pennarello viene appuntata sulla bottiglietta la raccomandazione “donner chaud”. Finalmente, una volta pagato, la serva segue Madame fuori dalla farmacia. La serva è paonazza e sudata per la tensione e la vergogna. Ma non crediate che sia finita. Per approfittare fino all’ultimo della pausa, Madame si dirige verso i bagni femminili, trascinandosi appresso la serva. Ed è lì, in vista di tutte le utilizzatrici che la bottiglietta viene aperta e fa l’apparizione la sonda-siringa, La capace siringa viene ben riempita. Poi Madame, per ottemperare al “donner chaud” tiene a lungo la siringa piena sotto al getto di acqua calda del rubinetto. Nel frattempo numerose utenti sono passate dai bagni, non vi dico l’imbarazzo della serva. Ma ora Madame è quasi pronta. La serva viene spedita in uno dei cubicoli con l’ordine di alzare la gonna ed abbassare le mutande alle ginocchia. La porta deve restare aperta, per permettere a Madame di operare con facilità. Un paio di donne si trattengono per vedere la conclusione della manovra. La serva ha la faccia ormai color porpora. La sonda viene inserita “in situ” ben in profondità, strappando qualche lamento. Ora Madame preme con continuità sul pistone. La serva sente benissimo il getto di liquido caldo invaderla. Ora Madame ordina alla serva di rialzare le mutande e rendersi presentabile. La serva deve lavare ben bene la siringa e asciugarla con dei tovagliolini. Siringa e glicerina finiscono nella borsa di Madame, chissà che non serva una seconda dose serale. Il Farmacista è stato categorico, la serva dovrà trattenere fino a che sia possibile, ma è assolutamente impossibile che resista più di dieci - quindici minuti. Per cui Madame si trattiene nei pressi dei bagni, facendo camminare la serva avanti ed indietro. E se nei primi istanti la serva ha avvertito solo la sensazione del liquido caldo che la irrigava, ben presto avverte un nuovo calore interno che diventa ben presto un bruciore. Iniziano i primi stimoli, la serva, conscia di cosa le potrebbe accadere lì davanti a tutti, stringe ben bene. Continua a camminare cercando di fare l’indifferente, ma è chiaro a tutti che quella scialba donnetta ha dei problemi: cammina a scatti, stringendo le cosce e, a tratti si porta le mani alla pancia dolorante, massaggiandola. Ben presto si odono pure dei ben percettibili gorgoglii non mascherati a sufficienza dal brusio della folla. Madame consulta l’orologio, dieci minuti, meglio non rischiare “incidenti”. E così la serva ottiene l’agognato permesso. Si fionda nei bagni, uno solo è libero. Goccioloni di sudore sulla fronte, non ha tempo delle solite cose, verificare che l’asse sia pulita, vedere se c’è la carta igienica, chiudere la porta eccetera. Riesce a d abbassare le mutande e si siede. I rumori fanno inequivocabilmente sapere del “parto” alle occupanti degli altri bagni. Ma i guai non sono finiti. I dolori e lo stimolo continuano. La serva resta a lungo con le mani contratte sulla pancia dolorante, con gli occhi pieni di lacrime per i dolori, tanto che ad un certo punto Madame apre la porta, si accerta che la serva stia bene e le passa un pacchetto di tovagliolini lenitivi, prelevato dalla borsa in cui non manca nulla. E finalmente la serva può seguire la Signora ed assisterla nel pomeriggio. Ed in serata un inaspettato premio, la Signora si fa accompagnare a cena ed ordina per la serva un piatto appetitoso, anziché la solita immancabile zuppona da serva.
28 giugno 2014
DIARIO DI UN'EDUCAZIONE 3
Diario di un'educazione – 3
I giorni di servizio si allungano
monotoni: pulizia dei pavimenti, con la Oberschwester che spesso fa
rifare pretestuosamente il lavoro con la serva ginocchioni. Poi
lavare, stirare e …. Ripartire dall’inizio. La serva riga dritto,
ha capito che non conviene sgarrare, lavora duramente ed in silenzio,
come le sta insegnando la Oberschwester.
Ma c’è un altro problema: sarà il
grande impegno messo nel lavoro, saranno le pause per il bagno
concesse ad orari rigorosamente fissi, insomma, il già lento
intestino della serva si blocca completamente. La povera stupida,
anziché chiedere consiglio ed aiuto, rimanda di giorno in giorno,
sperando…. Ma le scodelle di zuppa di cavoli che la Oberschwester
tanto gradisce, alla povera serva stitica creano dei problemi: la
serva si ritrova con un pancione dolorante e gonfio d’aria. E’
inevitabile che, piegandosi per passare lo straccio sotto al letto…..
la serva ammorbi l’aria. La Oberschwester sottopone la serva ad uno
stringente interrogatorio: da quanti giorni … non va? La serva
cerca di tergiversare, ma la minaccia di una sculacciata la convince
a confessare: “cinque”. “Cinque cosa?” inquisisce la
Oberschwester “non mi scarico da cinque giorni” è la risposta
della serva. La cosa è grave, una lunga telefonata alla Signora ed
una alla Farmacista, fanno sì che in serata le due donne arrivino.
La serva sente le donne discutere, la
Oberschwester, stavolta pare in disaccordo con le altre due. La
serva, “origliando distrattamente” sente la Signora dire: “Mia
cara, siamo d’accordo che la glicerina possa dare ottimi risultati
ma, qui da noi si è soliti andarci un po’ più leggere, vedrà che
comunque i risultati non mancheranno, glielo assicuro”.
La serva viene spedita in fretta per
un acquisto urgente: “Prendi del sapone neutro da bucato e
dell’olio di oliva. Prendi il più economico”. La serva si
meraviglia un po’: la Signora chiede sempre il meglio, che strano.
Al ritorno la serva trova le tre donne
ad attenderla. La Signora le ordina di spogliarsi e restare solo con
le mutande disciplinari. La bottiglia di olio viene scaldata a
bagnomaria. Poi la Farmacista prende dalla propria borsa una “pera”
pera di gomma rossastra. La pera viene lentamente riempita di olio
tiepido. Alla serva vengono abbassate le mutande disciplinari e deve
mettersi prona, sulle ginocchia della Oberschwester, riparate da un
lungo grembiule. La Signora dirige attentamente le operazioni. Il
dito guantato della Oberschwester lubrifica accuratamente, poi il
beccuccio di gomma della pera si fa strada nel buchetto della serva.
Una leggera pressione rivela che il beccuccio si è intasato. Questo
richiede l’estrazione e la pulizia del beccuccio ed una nuova
inserzione. L’iniezione di olio caldo non è affatto dolorosa,
anzi, alla serva piace molto venire accudita dalle tre donne. La
serva viene ammonita di non perdere neanche una goccia, comunque la
Farmacista mette nelle mutande disciplinari un pannolone, l’olio
tiepido ha la particolarità si trovare sempre una strada per uscire,
meglio evitare macchie. Alla serva pare di sognare, lasciata
tranquilla a pisolare sul divano, nel tepore di una coperta. Che
bello fare la “malatina”. Ma di lì ad un ora la Farmacista
giudica che l’olio abbia fatto il suo effetto, ora di smuovere un
po’ le cose. Viene preparato un catino con acqua calda in cui
grattugiano un buon pezzo di sapone. L’acqua si fa densa e
scivolosa, la consistenza è più di panna che latte. Nuova
introduzione, la serva sente il caldo liquido entrare, dà po’ di
fastidio ma niente più. La pera svuotata viene nuovamente riempita e
reinserita più volte. Ora il pancione dà ondate di dolore che la
stimolano ad andare in bagno. Ma le tre donne la trattengono sulle
ginocchia della Obershwester: bisogna fare le brave bambine e
resistere. Ma man mano che passa il tempo resistere diventa un
impresa, la serva suda e smania. Ancora un po’ e non ce la farà a
reggere fino al bagno. Ma la Farmacista ha pensato a tutto: va in
macchina un attimo e torna…. Con un capace secchio a cui è
adattata l’asse del water. Ecco, mia cara, dice la Signora, non
preoccuparti, al momento opportuno ti accomoderai qui. Ormai la serva
soffre talmente che non le interesserà scaricarsi così
pubblicamente. Ma non è ancora giunto il momento, i massaggi al
pancione continuano e anche le ondate di dolore. Di lì a poco la
serva capisce che la prossima ondata non riuscirà a reggere. La
Signora ora la incoraggia, stringi ancora un attimo, ecco, ora puoi
sederti. Ed ora fai pure. Ma nonostante lo stimolo così forte, la
serva fatica, è dopo un buon cinque minuti di “spinte” che un
urlo di dolore ed un tonfo nel secchio annunciano alle Signore che è
saltato il “tappo”. La serva, persa nelle coliche e nelle
scariche che la devastano, quasi non nota la gioia delle Signore: non
ci sarà bisogno di portare la serva al pronto soccorso, anzi, dopo
un bidet ghiacciato e l’applicazione di una bella cremina lenitiva
uniti ad una nottata di riposo, il buchetto della serva sarà
nuovamente disponibile per l’intensivo programma di rieducazione e
condizionamento intestinali che le Signore hanno ideato.
(3- continua)
(3- continua)
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19 maggio 2012
L'IDRATAZIONE DELLA SERVA: UN INTERVENTO DI FRAU JULIA
Cara Monika, vorrei fare un intervento a proposito dell’idratazione a cui dovete essere sottoposte voi serve.
Prendiamo ad esempio una serva normale, che indossa una divisa di fatica abbastanza pesante di cotone o sintetica. La nostra serva è addetta anche a lavori di fatica che svolge col dovuto impegno, pavimenti eccetera. La serva suderà parecchio, in particolare se poi si troverà ad indossare indumenti punitivi impermeabili o molto più pesanti del solito. Ben presto la divisa inizierà ad inzupparsi di sudore, partendo dalle ascelle in avanti.
Se siamo nella stagione calda, oppure se abbiamo un appartamento piuttosto riscaldato, bisogna tenere ben conto dell’aumentato fabbisogno idrico della serva, non vorremo che soffra di disidratazione. Ora, se per un adulto che fa un lavoro sedentario occorrono già da 1.5 a 2 litri / giorno di acqua, è ben chiaro che la nostra domestica dovrà bere ben di più.
E qui sorgono i primi problemi, le domestiche solitamente gradiscono poco l’acqua di rubinetto. Ci si troverà di fronte alle più lagnose e fantasiose scuse per sottrarsi all’adempimento. Dalle pretese nausee: “le assicuro Signora, non ne riesco a bere neanche un altro bicchiere, ho già la nausea” , “Signora non ce la faccio più, mi sento scoppiare lo stomaco, mi viene da vomitare!” eccetera. Si passa poi ad altre puerili scuse: “Signora se bevo così tanto dovrò continuare ad andare in bagno, come posso riuscire ad andarci solo tre volte al giorno?”, “Signora le assicuro, non ho affatto sete, sa io bevo sempre pochissimo” fino alla comica: “Signora se bevo così tanto, poi mi brucia la topina a fare pipì.”
Una Signora deve esercitare la dovuta fermezza: la serva dovrà bere un minimo di tre litri di acqua di rubinetto al giorno, tale quantità verrà aumentata a quattro litri d’estate fino ad arrivare ai cinque – sei litri quando la serva farà una intensa attività lavorativa.
Per evitare che la serva tenti di barare, l’acqua verrà misurata alla mattina in pratiche bottiglie di plastica, riciclate, e la serva avrà in dotazione un bicchierone di quelli da birra, da riempire e bere d’un fiato in presenza della Signora o di una Sorvegliante, fino a terminare l’acqua assegnata nell’arco della giornata.
E saranno cavoli amari, se la serva se si troverà in arretrato. In tal caso non sarà solo l'acqua avanzata ma l’intero fabbisogno giornaliero di acqua che le verrà somministrato per clistere e dovrà essere trattenuto molto molto a lungo, in modo che l'intestino ne assorba una buona parte Vedrete che la volta successiva la serva sarà ben più previdente e assumerà il liquido "per os", con largo anticipo.
Capiterà, come qualche serva lamenta, che le tre pause per andare in bagno al giorno risultino insufficienti, qui vengono buone le tradizionali mutande di gomma, insomma, le mettiamo nel corredo delle serve e poi non vogliamo usarle?
Un bel pannolone per adulti e mutanda di gomma e la nostra serva è a posto. Se la serva si bagna, ovviamente, resterà bagnata e continuerà a lavorare fino al prossimo intervallo bagno, quando potrà cambiare il pannolone con uno asciutto, senza interrompere per questo il lavoro.
Un ultima cosa, oltre al costo dei pannoloni, mettete in conto un tubetto di pomata per le irritazioni da pannolone, la vostra umile serva ve ne sarà grata!
Ma se avete una serva pisciona come la mia il costo dei pannoloni non sarà indifferente. Ci sono due possibilità, la prima quella dei pannoloni ecologici, che la serva dovrà lavare e rilavare. Molto interessante.
Una seconda possibilità la ho scoperta durante una vacanza in Slovenia. Ho trovato in vendita degli enormi vasi da notte in ferro smaltato completi di coperchio ermetico, ne ho subito acquistato un paio. La nostra serva potrà usare per le emergenze durante il giorno e la notte, il suo bel vasetto ed avrà una sola pausa bagno propriamente detta, durante la quale svuoterà e laverà alla perfezione il fetido contenitore. Il vaso da notte viene buono anche quando la serva deve …. restituire un clistere, niente continue e pressanti richieste di tornare in bagno. Passato il dovuto tempo di ritenzione la serva se ne può andare nel proprio ripostiglio e usare il vaso da notte fino a che le serve. A cose finite pretendo di vedere il contenuto del vaso, prima di lasciarglielo svuotare. Dovreste vedere come arrossisce, in particolare se faccio commenti!
FrauJulia
Prendiamo ad esempio una serva normale, che indossa una divisa di fatica abbastanza pesante di cotone o sintetica. La nostra serva è addetta anche a lavori di fatica che svolge col dovuto impegno, pavimenti eccetera. La serva suderà parecchio, in particolare se poi si troverà ad indossare indumenti punitivi impermeabili o molto più pesanti del solito. Ben presto la divisa inizierà ad inzupparsi di sudore, partendo dalle ascelle in avanti.
Se siamo nella stagione calda, oppure se abbiamo un appartamento piuttosto riscaldato, bisogna tenere ben conto dell’aumentato fabbisogno idrico della serva, non vorremo che soffra di disidratazione. Ora, se per un adulto che fa un lavoro sedentario occorrono già da 1.5 a 2 litri / giorno di acqua, è ben chiaro che la nostra domestica dovrà bere ben di più.
E qui sorgono i primi problemi, le domestiche solitamente gradiscono poco l’acqua di rubinetto. Ci si troverà di fronte alle più lagnose e fantasiose scuse per sottrarsi all’adempimento. Dalle pretese nausee: “le assicuro Signora, non ne riesco a bere neanche un altro bicchiere, ho già la nausea” , “Signora non ce la faccio più, mi sento scoppiare lo stomaco, mi viene da vomitare!” eccetera. Si passa poi ad altre puerili scuse: “Signora se bevo così tanto dovrò continuare ad andare in bagno, come posso riuscire ad andarci solo tre volte al giorno?”, “Signora le assicuro, non ho affatto sete, sa io bevo sempre pochissimo” fino alla comica: “Signora se bevo così tanto, poi mi brucia la topina a fare pipì.”
Una Signora deve esercitare la dovuta fermezza: la serva dovrà bere un minimo di tre litri di acqua di rubinetto al giorno, tale quantità verrà aumentata a quattro litri d’estate fino ad arrivare ai cinque – sei litri quando la serva farà una intensa attività lavorativa.
Per evitare che la serva tenti di barare, l’acqua verrà misurata alla mattina in pratiche bottiglie di plastica, riciclate, e la serva avrà in dotazione un bicchierone di quelli da birra, da riempire e bere d’un fiato in presenza della Signora o di una Sorvegliante, fino a terminare l’acqua assegnata nell’arco della giornata.
E saranno cavoli amari, se la serva se si troverà in arretrato. In tal caso non sarà solo l'acqua avanzata ma l’intero fabbisogno giornaliero di acqua che le verrà somministrato per clistere e dovrà essere trattenuto molto molto a lungo, in modo che l'intestino ne assorba una buona parte Vedrete che la volta successiva la serva sarà ben più previdente e assumerà il liquido "per os", con largo anticipo.
Capiterà, come qualche serva lamenta, che le tre pause per andare in bagno al giorno risultino insufficienti, qui vengono buone le tradizionali mutande di gomma, insomma, le mettiamo nel corredo delle serve e poi non vogliamo usarle?
Un bel pannolone per adulti e mutanda di gomma e la nostra serva è a posto. Se la serva si bagna, ovviamente, resterà bagnata e continuerà a lavorare fino al prossimo intervallo bagno, quando potrà cambiare il pannolone con uno asciutto, senza interrompere per questo il lavoro.
Un ultima cosa, oltre al costo dei pannoloni, mettete in conto un tubetto di pomata per le irritazioni da pannolone, la vostra umile serva ve ne sarà grata!
Ma se avete una serva pisciona come la mia il costo dei pannoloni non sarà indifferente. Ci sono due possibilità, la prima quella dei pannoloni ecologici, che la serva dovrà lavare e rilavare. Molto interessante.
Una seconda possibilità la ho scoperta durante una vacanza in Slovenia. Ho trovato in vendita degli enormi vasi da notte in ferro smaltato completi di coperchio ermetico, ne ho subito acquistato un paio. La nostra serva potrà usare per le emergenze durante il giorno e la notte, il suo bel vasetto ed avrà una sola pausa bagno propriamente detta, durante la quale svuoterà e laverà alla perfezione il fetido contenitore. Il vaso da notte viene buono anche quando la serva deve …. restituire un clistere, niente continue e pressanti richieste di tornare in bagno. Passato il dovuto tempo di ritenzione la serva se ne può andare nel proprio ripostiglio e usare il vaso da notte fino a che le serve. A cose finite pretendo di vedere il contenuto del vaso, prima di lasciarglielo svuotare. Dovreste vedere come arrossisce, in particolare se faccio commenti!
FrauJulia
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6 marzo 2012
PENSION BALNEARIA 26
Da un po’ di tempo appaiono facce nuove. Non è una novità che una Padrona, per aumentare
la vergogna di una serva, la punisca di fronte ad altre Padrone
invitate a bella posta. Ma qui si esagera, il numero di facce nuove
che si vedono è sempre più in crescendo, mi sento molto
infastidita. Anche la visita ginecologica completa ed accuratissima a
cui siamo state sottoposte mi è sembrata, francamente una
esagerazione per una visita di routine.
Uno dei personaggi apparsi ultimamente
te lo devo proprio descrivere: le altre serve lo chiamano “el
novio”, che significa lo stalliere. Questo signore, 50 enne, che
noi dobbiamo rispettosamente chiamare “Don Pedro” dato che ha
non so che titolo nobiliare, si è installato di un capanno di legno
posto dietro la Pension e ha realizzato una specie di scuderia, dove
anziché tenere cavalli, veniamo spedite noi serve. Venire spedite
nella scuderia non migliora di certo le cose, infatti qui si viene
trattate proprio come fossimo delle cavalle, dobbiamo stare in
strettissime celle di legno con la paglia sul pavimento come
materasso e, per coprirci di notte una coperta di lana con ancora la
scritta “Real Caballeria”. Vengono dati 3 pasti, costituiti da
verdure tritate e cereali e legumi cotti. Dobbiamo mangiare stando in
piedi, direttamente da un ciotolone comune, usando le mani, inoltre
dobbiamo bere almeno 3 litri al giorno di acqua. Il peggio è
l’effetto di tale dieta su di una serva che non è abituata. Un
continuo borbottio di pancia, visto che i legumi producono gas,
inoltre, a causa della quantità di fibra si tende ….. a doversi
servire del bagno più volte. La cosa non preoccupa minimamente lo
stalliere, infatti ci fa indossare una particolare mutanda di cuoio
che ha la possibilità di applicare, un plug posteriore che ti tiene
tappata ed impedisce perdite. Tre volte al giorno ci viene tolto il
plug e possiamo liberarci, con lo stalliere che controlla che il
nostro intestino funzioni regolarmente, altrimenti …. ti racconterò
in seguito che succede, assieme elle punizioni che don Pedro ci
infligge. Per la pipì invece nessun problema, in qualità di puledre
possiamo orinare in piedi, quando ci pare, poichè la mutanda non è
ermetica, pèrò stando in piedi ci si bagna e si resterà bagnate e
puzzolenti fino a sera. Alla sera lo stalliere ci mette sotto un
potente getto di acqua gelata e ci “striglia” con una dura
spazzola, di quelle da bucato, di fibre naturali. Che altro ti devo
raccontare, don Pedro ha il vezzo di palparci, quasi stesse valutando
il peso e la resa in carne delle nostre parti anatomiche.
Durante la giornata veniamo sottoposte
ad un difficile addestramento, infatti dobbiamo esercitarci ad un
passo simile al trotto, aggiogate, singolarmente od in coppia ad un
carrettino, simile a quello utilizzato nelle corse dei cavalli.
Ovviamente delle puledre devono venire dotate di finimenti e zoccoli
di prim’ordine. Qui viene buono l’aiutante di don Pedro,
soprannominato “el talabartero” cioè il sellaio. Il sellaio, che
infatti ha una bottega di calzolaio, è appassionato di realizzazioni
“particolari” che vende ad una clientela particolare. La sua
passione lo ha portato a realizzare tutto il nostro corredo. E’
lui che ha realizzato la mutande con il plug, ma anche molte altre
cose, tra cui, corsetti strettissimi che ti impediscono quasi di
respirare, redini, morsi e bavagli di varie fogge, dotati di plug o
attacchi per imbuti o sonde, divise di contenzione, e un completo
campionario di frustini, fruste e quant’altro per stimolare e
punire noi puledre. Il tutto di ottimo cuoio e gomma. Ma il
capolavoro del sellaio sono le calzature che dobbiamo indossare
durante il nostro dressage, infatti a queste scarpe con un tacco da
12 può essere ingegnosamente avvitato uno zoccolo da cavallo. Per
cui quando trottiamo su terreno duro si sente il caratteristico clop
– clop.
Anche le cinesine vengono inviate, per
punizione, all’addestramento di don Pedro. Infatti mi sono trovata
a trottare con tre di loro. Poverette, prima mi stavano antipatiche,
ma soffrendo in loro compagnia ho cambiato un po’ idea. Poverette,
se noi siamo delle puledre loro sembrano dei mini pony. E comunque il
sellaio ha realizzato per loro dei finimenti su misura.
Ciao Monika un abbraccio a tempo di fox
- trot.
Nadia, puledra e sguattera
Nadia, puledra e sguattera
(26- continua)
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19 gennaio 2012
PENSION BALNEARIA 18
la nostra vita continua, lavoro, lavoro e lavoro. E almeno
potessimo lamentarci della monotonia, purtroppo ora che io e Pilar siamo nel
mirino della perra non passa
settimana senza che ci affibbi qualche punizione. Se qui alla Pension succede
qualche guaio e non si trova la colpevole veniamo sicuramente punite noi. Come
puoi immaginare non è una situazione invidiabile.
In settimana Gog e Magog hanno recuperato un altro pezzo
d’antiquariato: il “potro” che si traduce come puledro, in pratica è un
cavalletto di legno, dotato di una stretta panchetta su cui ti immobilizzano
legandoti con apposite cinghie le gambe e braccia alle gambe del cavalletto.
Una cinghia regolabile ti blocca all’altezza dei fianchi. Essere legata sul
potro significa porgere il fondo schiena
per la “vara” una sottile sferza vegetale oppure per la collezione di frustini della perra.
Ma questo è solo uno degli usi del potro, come nelle
settimane successive abbiamo avuto modo di scoprire, il potro lascia libero
accesso a due aperture molto importanti del corpo: la bocca … e l’apertura
opposta..
Ma andiamo con ordine: poiché siamo in un azienda termale,
tra i nostri obblighi vi è anche quello di bere abbondantemente: se per una
persona normale si consigliano un minimo di due litri, per noi sono almeno tre
litri. Inutile che ti dica che questo è l’ordine che nella storia della Pension
non è stato quasi mai rispettato e del resto nessuna è mai stata punita per
averlo violato.
Ma i tempi sono cambiati, un pomeriggio, mentre pulivo i
pavimenti, la perra mi ha convocato assieme a tutte le altre. Qui giunta la
perra mi ha annunciato che Gog e Magog, non mi avevano ancora vista bere,
pertanto si sarebbe provveduto subito ad idratarmi opportunamente. Sono stata
legata al potro, poi sono arrivate le cinesine. , Ad un ordine della perra una
delle cinesine mi ha preso la testa girandola di lato e tenendola bloccata.
Un'altra mi ha inserito tra i denti un apribocca: in breve mi sono trovata che,
oltre a non poter fare il più piccolo movimento, non potevo più chiudere la bocca. Poi mio sono accorta che
una di loro teneva in mano, arrotolata una lunga sonda di gomma rossa,
terminante con un imbuto. Quando ho visto che stavano lubrificando la sonda
sono stata presa dal panico, ma legata come ero potevo solo sbavare e mugolare.
Poi la cinesina ha iniziato ad infilare, un millimetro alla volta la sonda, giù
per la mia gola, fino allo stomaco. Saranno stati pochi minuti, ma mi è
sembrata un eternità, squassata dai conati che mi impedivano quasi di respirare,
ero coperta di sudore freddo. Poi,
finalmente la tortura si è fermata, hanno versato una enorme caraffa di acqua nell’imbuto ed attraverso la
sonda dentro di me. Ho sentito il mio stomaco riempirsi sempre di più. La perra mi ha minacciata che se avessi
vomitato mentre estraevano la sonda avrebbe fatto ripetere l’operazione
dall’inizio. Ed alla fine, la sonda è stata estratta, tra i miei mugolii, i
miei sudori e le mie lacrime. Non so come ho fatto a resistere! Pensa che
quando mi hanno rimessa rudemente in piedi si è sentito distintamente il mio
stomaco gorgogliare. E così, per la paura di venire trattate alla stessa
maniera, ora è tutto un vedere domestiche, massaggiatrici e sguattere che
bevono bicchieroni di acqua. Si è però creato il problema del bagno, poiché a
noi serve è concesso l’uso di una sola toilette, capita spesso di vedere una o
due serve che attendono a cosce strette, che una collega liberi il posto, per
poter fare finalmente pipì.
Ovviamente il potro ha trovato molte altre spiacevoli
utilizzazioni, ma ora cara Monika ti devo lasciare, la mia ora libera è
terminata e devo andare a lavare, ovviamente a mano, lenzuola, teli da bagno ed
accappatoi.
Un saluto dalla tua collega
sguattera Nadia
(18- continua)
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8 gennaio 2012
PENSION BALNEARIA 17
Cara Monika,
ormai il buon nome della Pension se ne sta andando: giorni
orsono, mentre Pilar puliva nelle sale di trattamento, ormai territorio delle
cinesi, è riuscita a scambiare qualche parola con una delle vecchie clienti. La
cliente è molto scontenta per i trattamenti ricevuti ed i massaggi approssimativi,
eseguiti senza cognizione. Inoltre le hanno applicato male un congegno
elettronico causandole dolore ed una ustione. Pilar è riuscita ad accennarle
alla nostra difficile situazione, ma poi sono arrivate Gog e Magog ed ha dovuto
smettere immediatamente e tornare al lavoro.
Come la perra aveva minacciato, sono iniziati gli esperimenti
con le antiche attrezzature. La prima che io e Pilar abbiamo dovuto provare la
chiamerei l’idromassaggio estremo:
mi hanno legata ad una specie di lettino ginecologico, che ti tiene
immobile. Il lettino viene calato in una delle enormi vasche da bagno di ghisa,
con una manovella. Poi viene posizionato un sostegno che permette di
posizionare quella che pare una doccia a circa 20 cm dal pube e due specie di
campane che coprono parte dei seni. Tutto collegato a dei tubi flessibili che
arrivano ad una scatola di controllo.
Quando è stato il mio turno ero molto preoccupata, mi
aspettavo il dolore, invece un dolce getto di acqua ben calda ti massaggia la …
passerina e le due coppe dei seni applicano una specie di massaggio alternato
ad una aspirazione: pare che qualcuno ti succhi i capezzoli. Mi hanno lasciata
così una decina di minuti, ad
eccitarmi al massimo, ma prima che riuscissi a venire, la perra ha girato un
rubinetto: dalla doccia e dalle coppe sono sparati dei getti di acqua
ghiacciata ad altissima pressione. Per fortuna i getti sono realizzati in modo
che siano in continuo movimento, altrimenti penso che sicuramente riuscirebbero
a scalfire la pelle, soprattutto sui genitali. Ero sotto shock, sono restata in
apnea almeno 30 secondi, poi ho cominciato ad urlare. Ma prima di legarmi al
lettino la perra mi aveva fatto applicare il “toro”, una specie maschera
carnevalesca che ricorda la caricatura di un toro, almeno le orecchie e le
corna e l’anello al naso. In corrispondenza della bocca della vittima c’è un bavaglio di cuoio, che viene
allacciato stretto e tutti i
tentativi di parlare od urlare si trasformano in mugolii, se non addirittura
muggiti! Così, mia cara collega i
cicli di piacere e dolore si sono alternati più volte, mentre si udivano i miei
mugolii tra le risate di Gog e Magog, che mi davano della vacca, dicendo che
dopo la mungitura sarebbe arrivato il toro a possedermi, già si sentivano i
muggiti. Ti dirò, in lunghi anni di lavoro come serva, sono stata punita spesso,
a volte, anche molto duramente, ma non mi sono mai sentita umiliata e derisa
così profondamente.
Ciao Monika, un saluto dalla sguattera Nadia
Post Scriptum
Cara Monika,
la cosa sorprendente è stata l’effetto di questo
trattamento: non riuscivo più a prendere sonno, pensavo all’accaduto e... alla fine ho dovuto soddisfarmi da
sola. In seguito, Pilar mi ha raccontato che tale trattamento viene usato per le
clienti frigide o sessualmente poco attive. Una settimana di trattamento
risveglierebbe i bollenti spiriti anche ad una statua di marmo.
sguattera Nadia
(17- continua)
(17- continua)
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19 novembre 2011
PENSION BALNEARIA 9
Cara Monika,
non è ancora finita con Pilar, per punizione dovrò passare
il poco tempo libero, che le altre sguattere usano per mangiare, riposarsi,
lavare e tenersi pulite, a pulire il pavimento di un lungo corridoio. Inutile
dire che dovrò farlo inginocchiata, nella mia divisa di fatica. Mi ha
consegnato uno spazzolino e dei detersivi, dovrò pulire tutte le “fughe” tra
piastrella e piastrella, eliminando la sporcizia fino a farle diventare
bianche. Bisogna dire che la Pension è molto ben tenuta, anche se è arredata
ancora con i mobili di 50 anni fa. Merito di generazioni di serve che hanno
passato i loro giorni a fregare e lucidare tutto.
Così mi trovo, già stanca e dolorante per il turno alla
noria, inginocchiata sul freddo pavimento a fregare con energia. Inutile dire
che la schiena non è molto contenta della cosa. E devo anche darci dentro,
perché di tanto in tanto la Signorina Pilar passa a controllare l’andamento del
lavoro.
Ed ha anche trovato un'altra maniera di dominarmi: mi ha
fatto bere un'intera caraffa da un litro di acqua termale, che è molto
diuretica. Inutile dire che ho dovuto continuare a lavorare a lungo tenendo una
colossale pipì e che lo stare ginocchioni aumentava il fastidio della vescica
gonfia!
Alla fine ho
dovuto supplicarla tra le lacrime.
Mi ha fatto una lunga paternale dicendomi che non ce l’ha
assolutamente con me, anzi che le sono simpatica, che però devo imparare a
stare al mio posto e ad ubbidire come compete ad una sguattera. Mi ha anche
detto di diffidare delle altre signorine, pronte a punire noi sguattere solo
per il divertimento di vederci soffrire.
Ciao Monika, ti abbraccio, stretta nella mia scomoda e
sudata divisa.
Sguattera Nadia
(9- continua)
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4 giugno 2011
LA PURGA DI LUCIA (sesto resoconto da Villa Penitenza)
Cara Monika,
le Signore sono ormai furiose, non sappiamo perché ma stamattina Teutonica ha avuto una crisi di furore, si colpiva lo stivale col frustino da equitazione. Ci ha poi minacciate di chissà che punizioni. A partire da domani dovremo indossare le mutande impermeabili perché i permessi straordinari per andare in bagno sono annullati e potremo andarvi solo negli orari previsti e sotto stretta sorveglianza. La nostra dieta, che coll’arrivo delle ospiti era migliorata, diverrà ancora più stretta, Teutonica ha minacciato di portarla a 1200 o addirittura a 800 calorie, un solo magro pasto al giorno. E io soffro di mal di testa mattutini già così.
Non sappiamo che pensare, le Signore non ci dicono il perché di questo nervosismo. Fra l’altro io posso stare al computer solo se una delle Signore è presente.
Appena alzate ci è stato dato il permesso per il bagno, io ho invece dovuto confessare che per il secondo giorno non avevo … prodotto. Infermiera ha detto che avrebbe provveduto la Rottermayer durante le lezioni odierne.
Come suggerito, ci hanno fatto seguire le lezioni inginocchiate. Inoltre la Signora Portinaia ci ha comunicato che per verificare che noi si segua attentamente, ci avrebbe proposto dei quiz sugli argomenti presentati.
Anche oggi infatti ci sono state interessanti lezioni: Teutonica ha parlato della segregazione punitiva: la punita viene rinchiusa in una cella il più piccola possibile, in modo che non possa quasi muoversi e viene lasciata così al freddo, al buio e privata di cibo ed acqua, fino a che piace alla Padrona. Bancaria ha parlato degli indumenti costrittivi e di come a volte piccoli accorgimenti possano migliorare un indumento già presente. Per esempio il reggiseno: basta obbligare la serva ad indossarne due uno sopra l’altro per ottenere un buon effetto
E veniamo al mio caso, ovviamente Rottermayer ha illustrato le regole della disciplina dei semi: al primo giorno senza riconsegnare tutti e tre i semi, si viene tenute a dieta. Al secondo si ha diritto ad una bella purga e a stare a digiuno, e se la purga non ha effetto, al terzo la pena .. capitale del clistere. Per cui mi sono dovuta mettere in ginocchio e mi è stata consegnata una doppia dose di olio di ricino. Il sapore è molto peggio di quel che ricordavo. Ho dovuto prenderlo tutto, lentamente, cucchiaio dopo cucchiaio. La cosa che mi ha fatto infuriare, anche se al momento mi sono messa a piangere, è che quelle due culone di Anne e Brune, che non soffrono affatto di stitichezza, mimavano dei conati di vomito per mettermi ancora più in crisi. Alla fine niente bicchiere d’acqua o altro per scacciare il sapore, mi sono dovuta mettere in ginocchio con le altre, chiusa nelle regolamentari mutande impermeabili, sperando di reggere fino alla prossima pausa bagno concessaci, con l’orribile sapore dell’olio che andava su e giù.
A proposito della pausa bagno, dovendo bere tre litri d’acqua restare asciutte diventa veramente un impresa e in attesa della pausa bagno siamo tutte provate. Quando penso a tutte le volte che costringevo Barbara a trattenersi, poveretta, quanto deve aver sofferto! Per me oggi digiuno, quindi salvo l’acqua ed il tè non mi viene dato altro. Però nel pomeriggio, sento il bisogno di liberarmi di … un po’ d’aria. Lo faccio ed invece mi ritrovo con il pannolone pieno, effetto della purga. Che imbarazzo, penso che mi siano arrossite anche le piante dei piedi! Ma la cosa peggiore è che ho dovuto attendere fino a sera per sistemarmi e lavare il pannolone.
La Signora Severa mi incarica di chiedere a chi fa interventi di indicare il proprio pseudonimo, in modo che non si debba chiamare le persone Anonimo, sentitevi libere di fare richieste ed eventualmente suggerire punizioni (ma vi prego, abbiate un po’ di pietà)
Ciao Monika, a presto, vado subito a letto, altrimenti la mattina non riesco a svegliarmi.
Un abbraccio dalle sguattere Barbara e Lucia
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