DISCLAIMER

ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE. CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale. RIPRODUZIONE VIETATA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI © JANINE SOUILLON, LUGANO, CH
Visualizzazione post con etichetta bestie da soma. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta bestie da soma. Mostra tutti i post

26 novembre 2014

PENSION BALNEARIA 91 / I LAVORI FORZATI DELLA PERRA


drawing by slave elisabeth mandile © Annika Kapyzska
Nobili Signore, serva sudiciona,
Ci eravamo lasciate con le raggelanti parole della Badessa: “TU sei la responsabile dell’accaduto, quanto alla detenuta le farò rimpiangere di essere nata, ora prendo un bagno, poi presentati con la detenuta nel mio studio per ascoltare le vostre sentenze!”.
Quella maledetta della perra mi ha nuovamente fregato, chissà in che guai mi ha cacciata. Arrabbiatissima la porto a calci, schiaffi e spintoni nella sua cella. Di lì ad una mezz’ora una sorvegliante mi avverte che la Badessa è tornata nel suo studio. Riprendo la perra per un orecchio e, non troppo entusiasta per cosa mi attende, la trascino fino allo studio.
“Ci ho pensato un po’” dice la Badessa, un po’ più rilassata, dopo il bagno, “per te basteranno due dozzine di frustate”, “Quanto a questa vipera, provvederemo domani mattina, vediamo se non la piego. Ho chiamato anche la Signora della Pension Balnearia, mi sembra giusto che anche lei sia messa al corrente dell’inqualificabile comportamento.”. Con queste partole veniamo congedate. Quattro robuste sorveglianti prendono in consegna la perra, quanto a me devo seguire, controvoglia Alejandra per ricevere il mio castigo. Ventiquattro frustate, di quelle buone. Vi assicuro che i miei denti sono penetrati a fondo nella cinghia di cuoio, ripiegata più volte che mi è stata data da mordere. Infatti una futura sorvegliante deve accettare qualsiasi castigo senza discutere e sopportarlo in silenzio. Alla fine ho letteralmente il sedere a quadri, infatti l’esecutrice, anziché insistere sempre sullo stesso punto, e farmi così sanguinare, ha preferito distribuire i colpi uniformemente e giunta a metà li ha incrociati coi precedenti, una vera anima d’artista.
Quanto alla perra, viene riportata in cella, e viene tenuta a digiuno.
La mattina giunge dopo una notte quasi insonne per me, causa i dolori al sedere e per la perra per i morsi della fame.
La sentenza della perra è che dovrà scavare da sola un nuovo pozzo di estrazione della creta. Un lavoro immane, visto che il pozzo dovrà essere rotondo di diametro approssimativo di un paio di metri. Se teniamo conto che la terra è dura e pesante e che occorrerà scendere di 5 o 6 metri, la perra dovrà scavare ininterrottamente per un buon mese. Ben contente le altre scavatrici, che si limiteranno a sollevare la terra scavata con un secchio, legato ad un arganello. All’arrivo della Signora, viene tracciato, sul terreno un bel cerchio. Alla perra vengono consegnati una nuova vanga ed un secchio. Per i primi giorni potrà lavorare da sola, poi quando lo scavo lo richiederà, verrà aiutata da un'altra. Alle caviglie della perra vengono messe due cavigliere, collegate da una catena. Tanto non dovrà poi fare dei grandi viaggi. E, per toglierle la voglia di combinare guai, viene messa a mezza razione di cibo ed acqua. La Badessa fa installare un bianco gazebo, in modo che la sorvegliante stia comoda.
E così la perra, sorvegliata continuamente da una guardiana e “visitata” spesso dalla Badessa e dalla Signora inizia a fare la conoscenza con il Lavoro. E non ne è affatto entusiasta. Vesciche alle mani, dolori muscolari, fame e sete. Già la prima sera, al suono della campanella che segnala la fine delle interminabili ore di lavoro, sviene. Dobbiamo portarla in mensa a braccia e farla rinvenire, altrimenti a furia di saltare i pasti non dura neanche una settimana. Vediamo la perra durante il lavoro, due giorni dopo l’inizio. Lo scavo, in realtà un po’ più largo di 2 metri, è ora profondo 1 metro. Sono stati rimossi più di 3 metri cubi di terreno compatto e duro. La perra deve scavare faticosamente con la vanga ed un piccone la terra, poi riempie il grosso secchio e, dopo esserselo caricato sulle spalle, deve ingegnarsi a salire due rozzi scalini lasciati nella terra. Il materiale di risulta dello scavo viene utilizzato per colmare i dislivelli del terreno all’intero della recinzione dell’Istituto.
La divisa della perra è ormai consumata ma è tale la quantità di terra che la imbeve, che manterrebbe la forma della perra, se mai le fosse permesso di toglierla. Poiché ormai vive solo per lo scavo, non ha bisogno di lavarsi, ormai anche la perra è del colore della terra ed emana un odore terribile. Visto che ha iniziato a lavorare duramente, la Signora ha concesso alla perra razione intera di cibo ed acqua. Le mani della perra cominciano a sviluppare calli duri come il ferro.Se le facciamo togliere per un momento la divisa, vediamo che la pelle è molto arrossata per il continuo sfregare contro la juta sudicia ed umida, anche questo si aggiunge alle fatiche. Ma lo scavo avanza inesorabile e le Signore si accorgono che la perra là in fondo, immersa fino alla caviglia nel fango e nella terra smossa, è un po’ fuori portata, infatti non hanno nessuna voglia di scendere per correggerla. Ed ora alla perra viene ordinato di restare con solo le mutandone punitive, niente divisa di fatica, un bel sollievo per lei, laggiù in fondo allo scavo, in un ambiente umido e caldo. Inoltre le viene imposto un pesante cappuccio di cuoio con lenti di plastica per riparare gli occhi. Perché tutto ciò?
La Signora della Pension Balnearia ne ha ideata un'altra: da un abile artigiano armaiolo ha fatto modificare una di quelle armi giocattolo utilizzate per il soft-air. Dopo le modifiche, quello che sembrava un fucile, ora sembra un bastone. Ma un bastone in grado si sparare pallini ben più duri e pesanti di quelli utilizzati per gioco. E posso assicurarvi che fanno male, ad un mio sorrisetto, vedendo l’oggetto, la Signora mi ha sparato una raffica di pallini sul polpaccio: come se fossero punture di vespa, ma il peggio viene poi, restano dei segni rossi dolorosissimi, che pian piano diventano scuri e ci mettono giorni per scomparire. Ed ora la perra, in fondo al suo pozzo, non ha possibilità di fuga. Ben presto capisce che ha due opzioni: la sottomissione ed obbedienza assoluta, rompendosi … la schiena con i secchi di terra, oppure non le resta che mettersi in posizione fetale, aspettando la dolorosa ed inevitabile raffica di pallini. La perra si mette in questa posizione perchè ha scoperto che i pallini sulle tette fanno molto molto più male che altrove. Un ultima cosa: alla perra non sono concesse risalite per la pausa bagno: i mutandoni punitivi sono stati riempiti con un adeguato pannolone che le è permesso di lavare solo la sera. Lo stesso avviene per il cibo, il pranzo le viene servito gettandole dei pezzi di pane e calando una grossa gamella di sopa molto liquiida, che funge anche da bevanda.
Tale regime sta modificando il fisico della perra: se prima era una donna antipatica ma aggraziata, ora la vediamo sotto al cappuccio: cortissimi capelli brizzolati, appena spuntati, viso dimagrito in cui spiccano i suoi soliti occhi strafottenti e spiritati. Labbra screpolate. Il torace ed il torso nudi rivelano gli stenti e le numerose piccole ecchimosi rivelano dove è stata “picata” dai pallini punitivi. Le tette cascanti. Le spesse mutande punitive, rigonfie di un puzzolente e bagnato pannolone. Le gambe dimagrite, coperte di terra, che almeno qui riesce a mascherare le ecchimosi.
Insomma, la perra sta scendendo la spirale dell’annullamento, ma non è ancora affatto domata. Temo che per lei ci voglia ben altro!
Vostra sorvegliante nadia
(91- continua)

3 dicembre 2013

LANCY 12 - LA SUDICIONA SU E GIÙ PER LA COLLINA

drawing by slave elisabeth mandile

LANCY 12 – LA SUDICIONA SU E GIÙ PER LA COLLINA
di sguattera sudiciona

E mentre Frau Schwanger riceve la rumorosa sculacciata tra le cosce, Grosse Jeanne sta preparando la sguattera sudiciona per la sua prima Collina. La sudiciona deve innanzitutto venire riempita a dovere, Grosse Jeannette prepara attentamente i tre litri canonici di Eau de Lancy. La sudiciona, seppur impedita dal cappuccio e dalle proprie puzze, sente il forte aroma del sapone di marsiglia in polvere, mescolato all’acqua e ad una buona dose di olio. Grosse Jeannette mescola accuratamente la mistura ed effettua il “test delle dita”: pollice ed indice guantati vengono immersi nel contenitore e poi, sfregati tra loro, devono scorrere perfettamente. Grosse Jeannette aggiunge, a titolo di incoraggiamento: “Ecco pronto un bel brodino” ben caldo per il pancione della sudiciona”.
La mistura viene versata in un capace apparecchio di porcellana bianca. Tra l’altro, l’uso di questi apparecchi, anziché di analoghi di vetro impedisce alle corrigende di adocchiare la quantità di liquido che devono ancora assorbire. Dicevamo, l’apparecchio, posto su di una apposita piantana, viene alzato quasi al massimo da Grosse Jeannette. La sudiciona deve assumere la prescritta “posizione di riempimento” a quattro zampe, inclinata in avanti fino ad appoggiare fronte e naso al terreno. In questa scomoda posizione la sudiciona sente aprire il tappo posteriore. Il freddo ugello di bakelite, molto poco lubrificato le viene appoggiato all’ano e poi, con una manovra di rotazione ed avanzamento, viene infilato senza troppi complimenti fino in fondo. La sudiciona, sempre con la lingua fuori emette lamento. Grosse Jeannette domanda retoricamente “Entrato ?”Poi la sudiciona sente armeggiare. Inaspettatamente arriva il fiotto di acqua. Calda, molto calda. Tra l’altro il foro del cannello deve essere piuttosto grosso ed il rubinetto tutto aperto. La sudiciona sente le viscere dilatarsi e subito un forte stimolo, la pancia inizia a gorgogliare. Sarà il male o la temperatura del liquido, la sudiciona suda a fiumi, le viene da vomitare. La sua divisa di punizione, è madida di sudore, rivoli scendono sulle braccia iniziando a riempire l’interno dei guanti di gomma. . Intanto il capace vaso si svuota molto rapidamente. La guardiana tira uno sculaccione alla sudiciona, dicendo: “ecco, già finito, occorreva fare tante storie?” La guardiana ammonisce la sudiciona: “ora stringi, non devi perdere neanche una goccia o ti spello il sedere!” ed estrae il cannello. La sudiciona mugola, Grosse Jeannette inserisce profondamente l’apposito plug ed infine rimette il tappo. Tirando un orecchio alla sudiciona la fa alzare. La sudiciona è sconvolta, nausea, pancia gonfia e dolorante, capogiri. Ma ora la sorvegliante controlla il buon riempimento, preme gradatamente ed a lungo vari punti del pancione, scatenando contrazioni e gorgoglii. La sudiciona è senza fiato. Ma ora un altro supplizio, la sorvegliante prende da un ripiano la pancera e la stringe moltissimo. Alla sudiciona pare di sentire l’acqua risalire fino alla gola, inghiotte più volte a vuoto. Ed ora non ci sono altri preparativi da espletare. Grosse Jeannette la mette al trotto fino alla base della collina. Nei minuti di attesa che la mula precedente lasci libera la collina alla sudiciona viene ordinato di prendere il giogo. Il giogo di Lancy è in qualche modo simile al “dong hang”, il bilanciera con cui le donne portano i carichi in estremo oriente. Una grossa canna di bambù, flessibile ma praticamente indistruttibile, lunga un metro e mezzo. Viene portata sulle spalle, alle estremità due secchi o due panieri permettono di portare carichi.
Una persona trasporta con il dong hang fino ad una ottantina di chili, quaranta per ogni cesto ma, per portarlo, deve camminare "per saltelli": infatti, facendo oscillare lievemente il bilanciere di bambù quando alza il piede attiva l'elasticità del bambù facendolo funzionare come una sorta di "balestra" che "ritorna verso l'alto" così producendo una piccola diminuzione del peso dei cesti.
Grosse Jeannette prende un badile e riempie i secchi fino a metà, per il primo turno sulla collina basteranno 30 kg in tutto, poi la guardiana punirà inflessibilmente la sudiciona aggiungendo badilate di pietre ad ogni secchio, secondo una precisa “tabella dei carichi di punizione”.
La guardiana indica alla sudiciona un sacco, abbandonato da parte. La sudiciona non capisce, poi vede che le altre corrigende mule ripiegano il sacco più volte e se ne servono per fare da cuscinetto tra il bilanciere e le proprie spalle. In realtà le sorveglianti permettono l’uso del sacco per evitare che si usurino troppo rapidamente le divise sulle spalle. Ed ora la sudiciona si abbassa flettendo le ginocchia. Si mette il bilanciere sulle spalle e si rialza. Ora le spalle della sudiciona supportano tutto il peso. Fatti i primi passi la sudiciona capisce che se fatica così in paino, la collina sarà terribile. La sudiciona mette il piede, calzato nei regolamentari zoccoli sul primo gradino. Lo sforzo è enorme, la sudiciona è costretta a contrarre i muscoli, scatenando così inattese pressioni nel pancione, per fortuna la pancera impedisce possibili danni! La sudiciona sa che se si ferma la sua guardiana interverrà a colpi di scudiscio, stringe i denti e si sforza di fare un nuovo passo. Se fosse in piano riuscirebbe a camminare bene, nonostante il bilanciere, ma la collina è ripidissima, la sudiciona inizia a sentire il cuore in gola e i muscoli di cosce e polpacci bruciare per la fatica. Alla sudiciona inizia a colare il sudore negli occhi. Si rende conto di non riuscire a proseguire, Grosse Jeannette, a dispetto del nome, sale rapidissima la collina, tira una bella scudisciata sui polpacci nudi della sudiciona e poi la spinge puntandole un piede nel sedere. Questo sblocca la sudiciona e la fa ripartire. Finalmente la sudiciona è sopra la collina. Inclinando la testa riesce a strofinare il cappuccio sul muscolo del braccio destro. Questo deterge temporaneamente il sudore e le ridona la vista. Ora la sudiciona è pronta alla difficile e pericolosa discesa. La discesa viene fatta a balzelloni, col rischio continuo di cadere, dati anche i malfermi zoccoli. E ad ogni balzellone della sudiciona il carico fa un sobbalzo, nonostante il sacco ripiegato, il bambù sta segnando profondamente la pelle delle spalle. Il sudore ha ormai impregnato la divisa, la sudiciona sente le gocce sul petto e sulla schiena. E finalmente la sudiciona, che ormai si muove meccanicamente, non trova il gradino più in basso, la discesa è terminata. La sudiciona è semisvenuta, i crampi la devastano, Grosse Jeannette le ordina il “Giù, tre minuti di respiro”. La sudiciona si abbassa, in modo che il carico appoggi per terra. La guardiana lascia così modo alla sudiciona di ossigenarsi e ricuperare un briciolo di lucidità, sa bene che il primo giorno ben poche mule completano indenni il turno sulla collina. La sudiciona, vorrebbe urlare ma sa che l’unica opzione che le lasciano è l’espiazione. Ma ora la sudiciona deve superare un altro scoglio, la verifica del riempimento del pancione. La guardiana pone la sinistra dietro al sedere della sudiciona, in modo da impedirle di arretrare, ed inizia a premere lentamente con la destra il pancione, penetrando in profondità. Esegue l’operazione in vari punti, notando i mugolii ed il respiro affannato della sudiciona. Purtroppo nota anche i borbotti e gorgoglii che le doppie mutande, la divisa ed i grembiuli gommati non attenuano affatto. La guardiana telefona alla Dottoressa, Frau Helga Von Bernhardt, la temutissima Direttrice della Clinica di Lancy. La sudiciona, intanto approfitta di questo breve riposo per cercare di riprendersi. “Anche la corrigenda numero 14 ha coliche gassose, Frau Doktor” dice la guardiana, poi ascolta a lungo, assentendo.
Rivolgendosi alla sudiciona la guardiana sorride: “Bene numero 14, adesso provvediamo ai tuoi brontolii di pancia, subito all’infermeria!”. Qui giunte la guardiana indica alla sudiciona un secchio, al cui interno una sacca di gomma attende le deiezioni. Rimuove il tappo posteriore ed il plug. Subito un fiotto di liquidi nauseabondi, misti a scorregge, prende ad uscire dalla sudiciona. La guardiana preme in maniera decisa su ventre, spremendo rapidamente il liquido dal ventre della sudiciona. Poi con un forte getto d’acqua, nel foro delle mutande, la guardiana ripulisce sudiciona e mutande. Giunge la Dottoressa Helga. Per la sudiciona viene preparato un bell’ Enema Harness, con una bella sonda Bardex di gomma arancio, a due palloni. La sonda, leggermente unta, verrà inserita, in modo che il primo pallone scompaia all’interno della sudiciona. Il secondo pallone resterà all’esterno. Premendo due apposite pompette i due palloni possono essere più o meno gonfiati, per adattarsi all’anatomia ed impedire perdite. La sudiciona, ora paziente numero 14, sente la sonda dilatarle il buchetto e scivolare all’interno. Il pallone sgonfio entra senza difficoltà, anche perché la sudiciona ha rilassato lo sfintere. Poi la Dottoressa inizia a pompare aria nei palloncini: “fut …..fut ….fut”. La sudiciona sente benissimo gonfiarsi il pallone interno. La sensazione è indescrivibile, la sudiciona mugola un po’, tanto per conservare le apparenze. Poi la Dottoressa passa al pallone esterno. Anche qui il pallone si gonfia, appoggiandosi alle natiche della paziente 14. Il pallone interno, per reazione, viene tirato verso l’esterno, appoggiando ancora di più sullo sfintere e dilatandolo leggermente. La sudiciona sente tutti questi movimenti. E qui il suo vizio si manifesta in pieno, anziché sentire dolore ed odiare l’applicazione di questa cannula punitiva, la sudiciona gode , eseguendo movimenti scomposti ed emettendo mugolii rivelatori. Frau Helga apre la cerniera delle mutande di gomma e verifica. Le dita guantate rivelano una intensa e filante lubrificazione vaginale, la paziente numero 14 ha inequivocabilmente ripetutamente goduto. La Dottoressa è esterrefatta, le avevano descritto il caso della paziente 14 come un caso difficoltoso, ma una corrigenda che gode durante l’applicazione dei clisteri punitivi e della sonda Bardex è un caso da pubblicare! “Bene, dice la Dottoressa, vediamo cosa possiamo fare per calmare i bollenti spiriti di questa scrofa”, dice la Dottoressa, prendendo uno spruzzatore. La sudiciona sente gli spruzzi sulle parti intime, mentre le esperte mani della Dottoressa dilatano le labbra vaginali per esporre allo spruzzo anche il clitoride. Un odore di alcool e di mentolo si sparge nell’aria. La sudiciona sente dapprima una intensa sensazione di freddo, sostituita poi, gradatamente da una sensazione di calore che cresce e cresce, fino ad un forte bruciore. Stringe le cosce, ma niente, il bruciore continua ad aumentare. La Dottoressa sorride: “bene, questo ti terrà momentaneamente lontano dal tuo vizio. L’alcool mentolato evapora rapidamente, poi il bruciore passa”.Poi la dottoressa richiusi cerniera e lucchetto delle mutande disciplinari dà disposizioni a Grosse Jeannette: “Ora riempi la 14 con la solita dose di Eau de Lancy e le fai completare il turno sulla collina. Domani la porterai al reparto mungitura. Qui diverrà la mucca numero 14. Sono certa che le cure delle infermiere mungitrici, unite alla nuova “macchina per riempimento” avranno ragione di questi comportamenti indegni. Vedrai”, dice rivolta alla sudiciona, “dopo la cura ti verrà la pelle d’oca al solo nominare una peretta. E sappi che laggiù, anziché una spruzzatina di alcool mentolato, che brucia per pochi minuti, ti avrebbero messo una bella pomata all’alcool mentolato e zenzero, il cui bruciore continua per ore ed ore”
Detto questo la sudiciona viene nuovamente riempita e tappata. Tornata il piedi della collina, Grosse Jeannette ringrazia la sudiciona del trambusto provocato, aggiungendo due belle palettate di pietre al carico che la sudiciona dovrà portare per altre interminabili 6 salite e discese della collina.
(12- continua)








19 marzo 2012

PENSION BALNEARIA 30

Cara Monika,
ed è così, dopo settimane di quotidiano allenamento, che una oscura notte di autunno, io e le cinesine veniamo caricate in un camioncino e, dopo un interminabile e scomodo viaggio, portate in una Plaza de Toros, arriviamo che inizia l’aurora. L’aria è fredda, per cui ci vengono date delle spinose coperte di lana. Altri camioncini ed altre sventurate arrivano sparsi, senza dare nell’occhio. Al levar del sole siamo una ventina di “puledre”. Pian piano, alla chetichella, arrivano anche gli spettatori. So che questo genere di manifestazioni è clandestino, ma quando mi guardo attorno, sulle gradinate c’è molta gente. Mi sento toccare su di una spalla, è una ex cliente della Pension, fedele amica della Signora. Mi indica tra il pubblico e, dopo mesi vedo la Signora., in gran spolvero! Conosco bene questa cliente, poiché ho scoperto che è italiana e della mia regione. A bassa voce, e parlando in dialetto, in modo che nessuno spagnolo capisca, mi dà le istruzioni della Signora per la corsa che mi attende. La Signora mi lascia libera di decidere, non sono vincolata dal Giuramento di Fedeltà, poiché quello che chiede mi potrebbe costare moltissimo, se venissi scoperta. Sudo freddo ma do il mio consenso, farò ciò che mi chiede.
Ma ora trascrivo la radiocronaca dell’avvenimento:
Cronista > Buon giorno, cari spettatori. Siamo nella Plaza de Toros, le gradinate iniziano a riempirsi. Nel palco delle autorità riconosciamo volti conosciuti. Poiché è una corsa clandestina e
per la privacy mi limiterò a dire che riconosco diversi Alcalde, Ufficiali delle guardie, Contesse, Notai, Farmacisti, Ecclesiastici …. in parole povere i notabili di tutta la regione. Ma parliamo delle scuderie: al concorso ed alla gara partecipano diverse scuderie. La scuderia beniamina del pubblico è quella di Don Pedro, quest’anno schiera addirittura delle puledre e dei fantini cinesi. Don Pedro è abituato a dominare e a vincere il primo premio. Ma soprattutto si dice ricavi moltissimo dalle scommesse.
Quest’anno abbiamo installato un microfono sui finimenti di una puledra, in modo da potervi trasmettere dal vivo anche le sensazioni delle concorrenti.
Puledra> Clop ….. clop …. Clop
Cronista> Per ora niente di interessante, i giudici stanno valutando la bontà dei finimenti, e qui non possiamo che ricordarvi il nostro sponsor: la Stazione di Monta Taurina ed Equina “De Puta Madre”.
Ecco che le concorrenti vengono fatte sfilare davanti al tavolo dei giudici. Ricordiamo che in queste gare è stata bandita la pratica del “figging”, considerata equivalente al doping. Uno dei giudici va a controllare il posteriore e ad annusare intimamente le puledre: la squalifica se trovasse la radice di zenzero ed una nota di demerito se rilevasse del profumo. L’unico odore deve essere quello dei finimenti, mischiato a quello di letame e orina. Si procede anche alla pesa dei fantini, infatti uno dei trucchi a cui ricorrono tutte le scuderie è di praticare un robusto clistere al fantino la sera precedente la gara, per farlo pesare di meno. Le puledre non corrono questo rischio purghe e clisteri ne peggiorerebbero la prestazione atletica.
Puledra> Clop …. Clop ….. pisssh ….. pisssh ……
Cronista> Il fresco della mattinata fa sì che le puledre orinino spesso, il fondo di terra battuta, comunque assorbe bene.
Ma ormai si avvicina la partenza, gli stallieri frizionano i muscoli delle puledre con “Alcool de Romero”, in molti tra il pubblico li invidiano. Ecco, si mettono i finimenti.
Puledra> No …. Aiaaa …. Glub glub …. Nnnnnn ggghhhh ihhhhhhhhhhhhhhhhhh
Cronista> A volte non è facile mettere il morso alle puledre, comunque gli stallieri sono esperti e ci mettono un attimo a costringerle ad aprire la bocca. Viene posizionata anche la coda, ricordo che da regolamento, non viene usato lubrificante sul plug per evitare che venga perso in corsa, quindi è un operazione a dir poco sgradita, basta vedere le lacrime colare lungo le guance. Ecco, vengono agganciati i sulky. I fantini sono dotati di una lunga frusta. Ricordo che lo scopo della frusta è di dirigere e stimolare la puledra. Solo nel finale i colpi fioccheranno dolorosamente.
Puledra> Clop …. Clop ……Clop
Cronista> Ed eccole schierate. Molte scommesse importanti per la prima corsa della stagione.
Ed ecco che il giudice di gara si prepara …. Non si sente volare una mosca. Sentiamo distintamente in cuffia l’ansito delle puledre che si preparano allo sforzo. Ricordiamo che la distanza è di 3000 metri: 25 giri della Plaza de Toros, sulla terra battuta, una gara massacrante per le puledre, costrette a trainare sulky e fantino. Per noi saranno 20 – 30 minuti di appassionante cronaca. Per ogni evenienza, come in tutte le Plaze de Toros è disponibile un posto di pronto soccorso medico – veterinario di prim’ordine.
Puledra> Ahnfff …. Ahnnnf…..
Cronista> Ecco il colpo di pistola del direttore di gara! Partite! Partenza valida! …
Puledra> Clop Clop Clop Ahnnff Clop Clop Clop Ahnnf Clop Clop Clop Ahnnfff…
Cronista> Eccco, come abbiamo sentito I fantini iniziano a stimolare le puledre.
Hanno già fatto il primo giro, Il gruppo si è ormai sgranato. La scuderia di Don Pedro conduce la corsa.
Puledra> Clop Clop Clop Ahnnff Clop Clop Clop Ahnnf Clop Clop Clop Ahnnfff…
Cronista> La puledra italiana di Don Pedro conduce ormai la corsa, siamo già al quinto giro, il ritmo inizia a scendere, ora i fantini danno il ritmo alle puledre..
Puledra> Clop Clop Ahnnff Clop Clop Ahnnf Clop Clop Ahnnfff …
Cronista> Al 10 giro la puledra di testa ha iniziato a doppiare le ultime dello schieramento, trotta molto bene, solo la bava alla bocca ci indica lo sforzo che sta compiendo.
Puledra> Clop Ahnnff Clop Ahnnf Clop Ahnnfff …
Cronista> Al 20 giro la puledra di testa deve ancora doppiare solo una delle proprie compagne. La scuderia di Don Pedro si avvia a vincere a mani abbassate! Sentiamo in cuffia che il ritmo del trotto è ancora buono.
Puledra> Clop Ahnnff Clop Ahnnf Clop Ahnnfff Clop Clop Ahnnnf Aghhhh Aiaaaa Aiaaaaa
Cronista> Colpo di scena, colpo di scena, collisione tra i due equipaggi di testa della Don Pedro, grande caduta che coinvolge purtroppo anche il terzo equipaggio della Don Pedro. Che guaio, che guaio, peccato …. Avevano già la gara in tasca. La collisione ha rotto una ruota e la caduta ha coinvolto i tre equipaggi. Vediamo Don Pedro scuro in volto, proprio sfortunato
Ma ecco che intervengono medici e veterinari: la puledra italiana di Don Pedro ha avuto la peggio: gli sono piombati tutti addosso, comunque pare abbia una distorsione e qualche taglio.
Puledra> Sput sput … agua agua …. Glub glub glub ….. Aiaaaa aiaaaa no no …. Quema quema …… aiaaa aiiiaaa …… noooo la aguja no nooo aiaiaiaiai me duele, me duele, quiero l’anestesia, piedad piedad iiiiiiihhhhhhhhhhh
Cronista> Come sentiamo chiaramente, stanno disinfettando e suturando i tagli della poveretta, temiamo che la sua carriera sia compromessa, peccato prometteva bene.
Termina qui la nostra cronaca, offerta dalla famosa Stazione di Monta Taurina ed Equina “De Puta Madre”.

Monika, per completezza, però devi sapere cosa è successo in realtà: l’ordine ricevuto dalla Signora era proprio questo: cercare di causare una collisione con le mie compagne. Ho così trottato come una disperata, assecondando e sorprendendo il mio fantino. Quando, sono riuscita, ormai allo stremo, ad affiancare l’altro equipaggio da doppiare, ho dato un forte calcio alla ruota, fingendo di essere stata urtata. La ruota, di materiali ultraleggeri, si è rotta, causando la caduta collettiva. Non mi aspettavo di restare ferita.
Don Pedro è restato molto deluso, anche la perdita economica è stata notevole, aveva accettato molte scommesse poiché eravamo favorite, per cui ha sborsato una piccola fortuna….. spero una buona parte del denaro vada alla mia Signora.
E veniamo a me: rendendomi conto che, se Don Pedro avesse in qualche modo sospettato di me, ero finita, ho continuato a piangere disperata, anche dopo la dolorosissima sutura e medicazione. Mi aspettavo da un momento all’altro di essere portata alla stalla e legata al cavalletto, dove mi avrebbero levato la pelle a frustate. Invece Don Pedro mi ha parlato tranquillo, dicendo che azzoppata come sono, non sono di nessuna utilità né in stalla né alla Pension., così ha pensato di mettermi da sua madre Donna Conception. E’una anziana nobile e non c’è più molto con la testa,. Comunque mi si dice sia una persona molto interessante. Resterò presso di lei, come serva e puledra, fino alla guarigione delle ferite e al miglioramento della caviglia. Poi, mi rimanderanno alla Pension Balnearia, poiché il veterinario ha detto che la mia carriera di trottatrice è terminata.
Ciao Monika,
un saluto dalla cicloppity Nadia
(30- continua)

18 marzo 2012

PENSION BALNEARIA 29

Cara Monika,
stiamo ormai rifinendo la preparazione, in vista della gara. Ormai i nostri finimenti, che erano nuovi e scricchiolanti, si sono ammorbiditi, grazie al nostro sudore. Il sellaio, tutte le sere, li pulisce amorosamente con appositi prodotti, altrimenti il sale del sudore li rovinerebbe. Inoltre lo stalliere, su un idea di Don Pedro, ha modificato le mutande, è stato asportato il plug posteriore, al suo posto è stato lasciato un foro. Non pensare che questo sia fatto per facilitarci, è per inserire una bella coda che termina in un robusto plug. Ed io, essendo la più robusta tra le puledre, ho avuto diritto alla coda più bella, che ha ovviamente il plug più grosso!
Per motivarci negli allenamenti, Don Pedro ha stabilito una serie di premi e di punizioni. Infatti quando ci fa correre, alle prime tre classificate vengono date in premio delle mele, alle altre scudisciate.
Alla nostra dieta è stata aggiunta una ciotola con un pastone di acqua fiocchi d’avena e semi di lino. In pratica quello che gli inglesi chiamano porridge. E’una cosa assolutamente stomachevole, il lino, aggiunto in quantità, durante la bollitura rilascia una sostanza gelatinosa assolutamente stomachevole. Le cinesi, abituate a mangiare cose strane, inghiottono il tutto senza fare una piega, per me c’è voluto parecchio per convincermi a non risputare il tutto, alla fine il popò era rosso dalle sculacciate. Lo scopo di questo pastone è di purificarci, senza debilitarci come invece farebbero purghe e clisteri. Dato l’intenso allenamento a cui siamo sottoposte, dobbiamo arrivare a bere al minimo 4 litri di acqua. Questo vuol dire che siamo sempre lì a bere e a …. lasciare pozzanghere.
E non è che ci si alleni comodamente nei giardini della Pension o della stalla di Don Pedro, veniamo stipate nel retro di un camioncino, assieme ai nostri sulky, seguite da un furgoncino con i fantini. Ci fanno scendere in un recinto circolare con le gradinate. Qualcosa simile ad uno stadio circolare: una Plaza de Toros. Infatti la gara si terrà in una di queste e Don Pedro ha pensato di allenarci nella Plaza locale. Qui passiamo ore a correre in tondo, trascinando il fantino e una zavorra addizionale, in modo da farci faticare anche di più.
Infatti ti allego la clip audio di uno dei miei allenamenti:
Puledra> clop …… clop …….. frrrr…zzzippp …… nnoooo ghhhhh
Cronista> ecco che lo stalliere mette i finimenti ed il morso alla puledra. Nonostante le settimane di allenamento le puledre non si sono ancora abituate al sapore del morso.
Puledra> nnnnnhhhh ……nhhhhhhhhh ……….. nhhhhhhhhh…. Iiiiihhhhh ……ahhhhhh
Cronista> Poveretta, lo stalliere ha anche posizionato il plug posteriore. L’operazione è sempre sgradita, però le puledre, ormai domate, hanno imparato a rilassarsi in modo da ridurre la sofferenza. Ecco che arriva Don Pedro, sarà lui a praticare il dressage odierno per la puledra italiana.
Puledra> clop ….. clop……
Cronista> Don Pedro prende posizione sul suo speciale sulky. Non vi meravigli che Don Pedro, di corporatura diciamo “molto robusta”, faccia da fantino. E’comune che negli allenamenti si obblighino le puledre a trascinare una zavorra addizionale.
Puledra> ahhhhh ….. clop …. Clopp…. Clop….. clopppp ….. ahn…… clop …. Clopppp …. Clop …. Clopppp ahnnn …
Cronista> ecco che Don Pedro effettua il riscaldamento della puledra. Don Pedro ora impugna la frusta, si accinge a fare un giro veloce.
Puledra> ahnnn clop clop clop ahnn clop clop clop ahnn clop clop clop anh CIAK clop clop clop clop ahn clop clop clop clop ahn CIAK aghhhh cop clop clop clop clop clop ahnnn clop clop clop clop CIAK aghhhh
Cronista> Accidenti, Don Pedro fa proprio sul serio, di solito i fantini si limitano a far schioccare la frusta in aria, Don Pedro le frustate la piazza tutte al bersaglio
Puledra> clop clop clop clop ahnn clop clop clop clop clop CIAK CIAK ahhhhnnn aghhhhh cloppp cloppp clopppp cloppp ahnnn cloppp clopopp clopp clopppp ahnn CIAK CIAK AGHHHH clopp cloppp cloppp cloppp cloppp cloppp cloppp ahnnn cloppp cloppp cloppp
Cronista> Caspita, i colpi di frusta ormai fioccano, si iniziano a vedere le tracce anche da qui. Ecco, tagliato il traguardo Don Pedro allenta le redini
Puledra> clopp cloppp cloppp ahnnn clop clop clop ahnnn clop clop ahn clop clop …. Ahnn …. Clop …. Clop … ahnnn
Cronista> sentiamo il fiatone della puledra e vediamo che ha la schiuma alla bocca. Ecco lo stalliere si avvicina, fa scendere Don Pedro. Mette una coperta sulla cavallina ed asciuga il sudore. Sapete che vi dico? Questa cavallina straniera è una sconosciuta ma è interessante. Vedremo come si comporterà alla prima gara della stagione. Ovviamente dovrà correre contro avversarie molto forti, per cui i bookmakers la snobbano, ma si farà conoscere .

Cara Monika, è così che finisce tutte le sere, sedere a strisce e stanca morta. Comincio ad avere nostalgia dei corridoi da pulire e della noria da girare della Pension.
un saluto dalla “puledra” Nadia.
(29. continua)

10 marzo 2012

PENSION BALNEARIA 28


Cara Monika, anziché farti il solito lacrimevole elenco delle nostre disgrazie, ho pensato di trascriverti quella che potremmo chiamare una breve clip audio di una mattinata, proprio come potrebbe venire catturata da un registratore. Per rendere più comprensibile la cosa ho messo anche qualche indicazione, come se fosse una voce narrante esterna.

Ahi, ahi ….. no …. glub glub mmmh mmmhh …..
(Alla puledra è stato applicato il morso, per costringerla ad aprire la bocca lo stalliere ha dovuto pizzicarle il seno)

Pisshh pisssh, poot, poot, frit , fri, frit …….
(Alla puledra è stato permesso di provvedere alle necessità corporali)

Mmmmh no mmmhhh aggggghhhh
(Alla puledra sono state infilate le mutande di contenzione)

Ahhhh …… empietad …. hambre
(Alla puledra è tolto il morso per permettere il pasto)

Ciomp ciomp ciomp ciomp ciomp ………. gluk gluk gluk gluk aahhh …… gracias senor, estoy lista….
(Pasto mattutino ed abbeverata, durata 15 minuti)

Mmmmh glub glub …… no no aah
(Alla puledra è stato rimesso il morso e sono applicati, e stretti opportunamente i finimenti.)

Clop …. Clop …. Clop ……..
(Indossati gli “zoccoli”, i primi passi piuttosto incerti)

Ciak …… ciak ……. clop clop clop clop clop ……clop …. clop ….. clop …. ciak clop clop clop clop clop clop ….. clop …… clop ……clop …… ciak clop clop clop clop
(A volte le puledre sono un pò svogliate e si ricorre ad un parsimonioso uso del frustino)

Clop ahnnn clop clop ahnnn clop clop ahnnn clop clop ahnnn clop clop ciak clop clop ahnn clop ….. clop ….. ahnn ahnn ahnn
(E’ opportuno lasciare alla puledra tempo per rifiatare)

Clop clop ahnn clop clop ahnn clop clop ahnnn mmmmh mmmmmhhh ciak mmmhhh ciak mmmmhh mmmmmhhh ciak mmmmh mmmmmhhh ………. “empiedad senor agua agua” glub glub glub glub ….. aggh mmmmh mmmmh clop clop clop clop clop
(Saranno le reazioni della puledra a segnalare quando occorre provvedere ad una parsimoniosa abbeverata, non troppa acqua per evitare di appesantirla)

Clop clop ahn clop clop ahn clop clop ahnn …. Clop …ahn clop ……clop ….. clop ……. Clop …… clop ….. clop …….. frit frit frit frit
( a fine cavalcata la puledra verrà fatta girare lentamente in tondo, poi verrà asciugato il sudore con fieno od una coperta da cavallo, in modo che non prenda freddo)

Ahhhhh glub …… gracias senor …. Gracias …… (Fine del dressage, sembrerà una forma dura di allenamento, ma è necessaria per ottenere ottimi risulatati)
(28- continua)

PENSION BALNEARIA 27

Cara Monika,
ti ho già raccontato delle realizzazioni dello stalliere, nella “stalla”dobbiamo indossare sempre le mutande col plug. Poi, se siamo a riposo, ci viene spesso fatto indossare uno strettissimo corsetto, che don Pedro ci allaccia strettissimo, tanto che si fatica a respirare. Serve ad addestrarci ad un portamento elegante. Se invece dobbiamo trottare, niente corsetto, che ci sarebbe d’impaccio, però una serie di morsi e cinghie. Particolarmente umiliante il morso, che ti costringe a sbavare già normalmente. Ma pare che gli appassionati del genere considerino particolarmente eccitante una puledra che, trottando o galoppando, faccia la schiuma dalla bocca come i cavalli. Detto fatto, il sellaio ha subito inventato un accessorio per causare abbondante schiuma dalla bocca: ha preso un panetto di sapone, il mitico Jabon Lagarto, una sorta di sapone di Marsiglia locale, vi ha praticato un foro attraverso cui ha fatto passare il morso. Così, quando ti mettono il morso sei costretta a addentare il sapone. Figuratevi cosa vuol dire tenere per interminabili ore una saponetta tra i denti, che impedisce di chiudere la bocca e di deglutire la saliva. Ben presto si sbava e, costrette a trottare, ben presto si forma la schiuma. Inutile dire cosa soffriamo noi “puledre”, con il sapone costantemente in bocca che ci irrita gola e stomaco, e che, inghiottito, ci disturba anche la pancia.
Don Pedro intende portarci ad una sfilata clandestina di “puledre”, per cui intende allenarci a trottare a lungo in maniera elegante. Però trottare con le nuove calzature non è certamente facile, in particolare quando non si può guardare dove si poserà il piede, infatti non possiamo abbassare la testa, cosa considerata poco elegante. Inoltre in caso di gare ci verrebbe messo il paraocchi, che comunque impedisce la visuale. Così, dopo qualche ruzzolone, Don Pedro ha fatto installare un aggeggio simile alla noria, che ti costringe a girare in tondo, impedendoti di cadere se inciampi. E stiamo allenandoci a girare in tondo bendate, in un trotto esasperato, sollevando moltissimo il passo. E’un esercizio massacrante, ma se osiamo fermarci veniamo prontamente sollecitate dallo scudiscio di Don Pedro.
Ma come se non bastasse, bisogna che le nostre cosce e le nostre natiche (i quarti posteriori) si sviluppino armoniosamente. Per allenarci (ma spesso per punirci) don Pedro ha una sua versione del potro, un cavalletto molto alto, dove vieni messa a cavalcioni su due assi che formano un cuneo. Sul vertice del cuneo, in pratica dove appoggerai tuo malgrado la … patata ha fissato una spazzola con setole vegetali rigide. Quando vieni issata sul potro l’unico modo per non farsi pungere dalla spazzola è fare forza sulle assi del potro stringendo le cosce. Così si esercitano i muscoli, sostiene Don Pedro, ma secondo me è che gli piace guardarci mentre cerchiamo, contorcendoci a cosce aperte, di resistere ed alla fine cediamo, fra lamenti e lacrimucce.
C’è poi un'altra cosa che ci può capitare, una cosa vergognosa. La prendo un po’ alla lontana, in questa regione , gli animali vivono in maniera naturale, legiumente vengono possedute dallo stallone Questa cosa è così sentita nella civiltà contadina che nelle fattorie viene fatta una festa, in cui la giumenta viene presentata allo stallone eccetera. Dove va a parare questo discorso? Nei giorni fertili don Pedro ed il sellaio si divertono ad umiliarci, utilizzando la mano, un po’ come fanno i veterinari con le giumente, per stimolarle, durante la fecondazione artificiale.
Ciao Monika.
Puledra e sguattera Nadia.
(27- continua)

6 marzo 2012

PENSION BALNEARIA 26

Cara Monika,
Da un po’ di tempo appaiono facce nuove. Non è una novità che una Padrona, per aumentare la vergogna di una serva, la punisca di fronte ad altre Padrone invitate a bella posta. Ma qui si esagera, il numero di facce nuove che si vedono è sempre più in crescendo, mi sento molto infastidita. Anche la visita ginecologica completa ed accuratissima a cui siamo state sottoposte mi è sembrata, francamente una esagerazione per una visita di routine.
Uno dei personaggi apparsi ultimamente te lo devo proprio descrivere: le altre serve lo chiamano “el novio”, che significa lo stalliere. Questo signore, 50 enne, che noi dobbiamo rispettosamente chiamare “Don Pedro” dato che ha non so che titolo nobiliare, si è installato di un capanno di legno posto dietro la Pension e ha realizzato una specie di scuderia, dove anziché tenere cavalli, veniamo spedite noi serve. Venire spedite nella scuderia non migliora di certo le cose, infatti qui si viene trattate proprio come fossimo delle cavalle, dobbiamo stare in strettissime celle di legno con la paglia sul pavimento come materasso e, per coprirci di notte una coperta di lana con ancora la scritta “Real Caballeria”. Vengono dati 3 pasti, costituiti da verdure tritate e cereali e legumi cotti. Dobbiamo mangiare stando in piedi, direttamente da un ciotolone comune, usando le mani, inoltre dobbiamo bere almeno 3 litri al giorno di acqua. Il peggio è l’effetto di tale dieta su di una serva che non è abituata. Un continuo borbottio di pancia, visto che i legumi producono gas, inoltre, a causa della quantità di fibra si tende ….. a doversi servire del bagno più volte. La cosa non preoccupa minimamente lo stalliere, infatti ci fa indossare una particolare mutanda di cuoio che ha la possibilità di applicare, un plug posteriore che ti tiene tappata ed impedisce perdite. Tre volte al giorno ci viene tolto il plug e possiamo liberarci, con lo stalliere che controlla che il nostro intestino funzioni regolarmente, altrimenti …. ti racconterò in seguito che succede, assieme elle punizioni che don Pedro ci infligge. Per la pipì invece nessun problema, in qualità di puledre possiamo orinare in piedi, quando ci pare, poichè la mutanda non è ermetica, pèrò stando in piedi ci si bagna e si resterà bagnate e puzzolenti fino a sera. Alla sera lo stalliere ci mette sotto un potente getto di acqua gelata e ci “striglia” con una dura spazzola, di quelle da bucato, di fibre naturali. Che altro ti devo raccontare, don Pedro ha il vezzo di palparci, quasi stesse valutando il peso e la resa in carne delle nostre parti anatomiche.
Durante la giornata veniamo sottoposte ad un difficile addestramento, infatti dobbiamo esercitarci ad un passo simile al trotto, aggiogate, singolarmente od in coppia ad un carrettino, simile a quello utilizzato nelle corse dei cavalli. Ovviamente delle puledre devono venire dotate di finimenti e zoccoli di prim’ordine. Qui viene buono l’aiutante di don Pedro, soprannominato “el talabartero” cioè il sellaio. Il sellaio, che infatti ha una bottega di calzolaio, è appassionato di realizzazioni “particolari” che vende ad una clientela particolare. La sua passione lo ha portato a realizzare tutto il nostro corredo. E’ lui che ha realizzato la mutande con il plug, ma anche molte altre cose, tra cui, corsetti strettissimi che ti impediscono quasi di respirare, redini, morsi e bavagli di varie fogge, dotati di plug o attacchi per imbuti o sonde, divise di contenzione, e un completo campionario di frustini, fruste e quant’altro per stimolare e punire noi puledre. Il tutto di ottimo cuoio e gomma. Ma il capolavoro del sellaio sono le calzature che dobbiamo indossare durante il nostro dressage, infatti a queste scarpe con un tacco da 12 può essere ingegnosamente avvitato uno zoccolo da cavallo. Per cui quando trottiamo su terreno duro si sente il caratteristico clop – clop.
Anche le cinesine vengono inviate, per punizione, all’addestramento di don Pedro. Infatti mi sono trovata a trottare con tre di loro. Poverette, prima mi stavano antipatiche, ma soffrendo in loro compagnia ho cambiato un po’ idea. Poverette, se noi siamo delle puledre loro sembrano dei mini pony. E comunque il sellaio ha realizzato per loro dei finimenti su misura.
Ciao Monika un abbraccio a tempo di fox - trot.
Nadia, puledra e sguattera
(26- continua)

27 febbraio 2012

PENSION BALNEARIA 25

Cara Monika,
altro cambiamento alla Pension Balnearia: per tre giorni siamo state messe a fare delle approfondite pulizie: tutto deve essere lucido e profumato. Ci sono stati consegnati innumerevoli panetti di sapone e via, a strofinare, strizzare e sciacquare. Ci è stato ordinato inoltre di lavarci accuratamente, sempre con il sapone di marsiglia e di indossare divise pulite. In pratica sembra di stare, anziché nella Pension Balnearia, in una grande lavanderia.
Il motivo di tutto questo? Lo abbiamo scoperto ieri: una ispezione “a sorpresa” di una commissione formata da un funzionario, tre medici ed un infermiera che sono venuti a controllare la salubrità dei locali e l’idoneità del personale. Va da sé che la perra e le sue aiutanti lo sapevano in anticipo e ci hanno costretto a questo tour de force. Ovviamente al funzionario vengono mostrati solo i locali “neutri”, quindi non vede la noria, la stanza delle punizioni, la cella di segregazione ecc. L’ispezione, comunque, rivela che i locali in cui soggiorniamo lasciano molto a desiderare. L’infermiera ha praticato a tutte una dolorosa iniezione ed una due – tre perette fastidiosissime. Poi i medici ci hanno sottoposte, tutte indistintamente, a visite accuratissime, tra cui una esplorazione rettale ed una visita ginecologica completa. E’ risultato che noi serve siamo pallide ed abbiamo uno scarso tono muscolare. I funzionari vengono invitati ad una grande cena da quella ruffiana della perra e poi congedati con grandi salamelecchi.
E così ben presto viene riesumato un altro dei pezzi di antiquariato: una bicicletta. Viene chiamato un artigiano che la sistema, su indicazioni della perra. In pratica con le modifiche fatte, l’antica bicicletta è diventata una bicicletta stazionaria da allenamento e grazie ad un marchingegno la pedalata può essere resa più o meno faticosa, fino a simulare gli sforzi di una salita estrema.
La perra mi convoca e mi dice “usted tiene que entrenar para la Vuelta” e cioè: devi allenarti per il Giro. Ora, non mi è mai piaciuta la bicicletta, ma non immaginavo di certo quello che mi aspettava. Mi vengono fatti indossare dei mutandoni di cotone pesante ed un reggiseno molto stretto. Mi fanno salire sulla “bicicleta”, posta in pieno sole, ed iniziare a pedalare. Una specie di tachimetro indica, con una lancetta, quante pedalate vengono fatte, se si rallenta al di sotto di una certa velocità inizia a suonare un campanello e, come per la noria, è bene che la ciclista acceleri, altrimenti sono dolori.
Viene lasciata una nuova aiutante a sorvegliarmi. Per una mezz’ora pedalo, sia pure con una certa fatica, ormai sono tutta sudata, ringrazio il cielo che non mi sia stata imposta la divisa di fatica, altrimenti mi sarei sciolta di sudore.
Arriva la perra e mi dice che ora che mi sono riscaldata è ora di affrontare un po’ di salita, muove una leva … e quasi mi blocco, la pedalata diventa faticosissima. Mi sollevo sui pedali, in modo da usare il peso del corpo per farli girare, proprio come i ciclisti professionisti. Ma di lì a poco mi dolgono le gambe e mi risiedo sul sellino. La perra non è contenta della cosa e dopo avermi redarguito senza troppi risultati si fa portare qualcosa che ha preparato per me: un paio di calzoncini da ciclista di materiale elasticizzato. Solo che mentre i calzoncini da ciclista hanno un pannolone che attutisce il contatto con il sellino, qui sul pannolone sono state cucite delle puntine da disegno, di quelle a 3 punte. Lo stesso per il reggiseno, devo cambiare anche quello, con uno ancora più stretto e dotato delle fastidiosissime puntine. Non per niente nella mia città queste puntine erano chiamate “piattole”, infatti, al pari di questi parassiti, danno delle fastidiosissime punture. Non riescono in effetti a bucare la pelle, ma la segnano profondamente se ci si appoggia di peso e comunque il loro attrito irrita la pelle, va da sé che il fatto di essere sudate fa bruciare come il fuoco la parte tormentata. E’ così che con ….. le parti vergognose doloranti, sono costretta a pedalare in piedi, facendo comunque smorfie di dolore. Non so per quanto sia durato, so solo che a tratti venivo colta dallo sconforto e mi mettevo a piangere, la perra, per svegliarmi mi rovesciava una secchiata di acqua gelata sulla testa. E il mio destino sarà seguito anche dalle altre sventurate, la perra vuole che noi tutte si riesca fare l’equivalente di un centinaio di chilometri, per cui a turni di due o tre giorni, ci toccherà questo supplizio.
Vengo fatta scendere, barcollante dalla bicicletta, la perra ispeziona le mie parti intime, evidentemente sono più disastrate di quanto immaginava. La assistente provvedere a curarmi: mi lava con un catino di acqua tiepida, in cui ha messo del disinfettante che brucia come il fuoco, poi prende una crema ed inizia a massaggiare ... molto a lungo e molto a fondo.
Ciao cara Monika, un saluto dalla “gregaria” Nadia.
(25- continua)

16 febbraio 2012

PENSION BALNEARIA 23

Cara Monika,
l’accanimento della perra verso me e Pilar ci ha messe in un'altra incresciosa situazione. Avevamo da poco terminato il giardino zen e dopo tante fatiche avremmo anche avuto il diritto ad un po’ di riposo. Invece siamo subito state rimesse alla noria. In pratica la perra vuole annientarci di fatica. Inutile dire che con la stanchezza accumulata e con i piedi rovinati, la povera Pilar non riesce a lavorare con la velocità richiesta e così Gog e Magog che la portano subito in direzione. Grande gioia della perra, che decide di punirla pubblicamente la sera stessa. E’una specialità spagnola il trasformare la sofferenza in spettacolo, dai roghi dell’inquisizione, fino ai giorni nostri, in cui resistono ancora le corride. La perra, naturalmente, non viene meno a questa usanza: quando decide per una punizione pubblica viene organizzato quello che potremmo chiamare “il teatrino”. Le punizioni, anziché infliggerle immediatamente o nel suo studio, vengono inflitte in sala mensa, viene illustrata a tutte la tua colpa, poi devi chiedere pubblicamente “la giusta punizione ed il perdono”. Ovviamente si fa in modo che ti sia impossibile mascherare la sofferenze che ti vengono inflitte, con la certezza che lo spettacolo terrorizzerà le tue compagne.
Ed è così che Pilar deve presentarsi, indossando la divisa di fatica e “las bragas de goma”, per ricevere la sua punizione. Al centro della stanza il potro, al suo fianco una piantana, che sostiene due serbatoi di vetro graduato, grossi come piccole damigiane. Dai boccioni scendono due tubi che entrano in un apparecchio di regolazione, irto di rubinetti e tubi di vetro, da quest’ultimo esce un altro tratto di tubo. La povera Pilar viene denudata e legata strettamente al potro, in posizione prona, sotto alla sua pancia hanno messo un cuscinetto e poi la cinghia ventrale è stata allacciata molto stretta. Già così la posizione è poco confortevole. La perra sceglie una delle cannule più grosse, spreme sulla lingua di Pilar un bel po’ di vasellina e le dice di lubrificare bene la cannula, se non vuole che questa la faccia sanguinare. Figuratevi l’umiliazione, anche perché, oltre che spargere il lubrificante con la lingua, la cannula viene anche infilata a fondo in gola, simulando una fellatio. La perra annuncia che ora inizia la parte dolorosa e passa la cannula alle cinesine, che non si fanno pregare ed iniziano ad infilarla nel posteriore della povera Pilar, immaginatevi lo strazio provocato da questo oggetto, dalla punta grossa come un piccolo uovo.
Ora le cinesine aprono dei rubinetti sull’apparecchio di regolazione, si sente distintamente un gorgoglio proveniente dagli intestini di Pilar. Il liquido è molto caldo e ben presto il corpo della poveretta si imperla e grosse gocce di sudore prendono a cadere. L’operazione è resa dolorosa dal cuscinetto ventrale, su cui è legata in posizione prona, questo impedisce al ventre di dilatarsi. Presto si sentono i sospiri di Pilar, che inizia a respirare molto velocemente, cercando di tenere sotto controllo i crampi. Ma questo non sarebbe niente, la perra le chiede come va l’acqua, alla risposta della poveretta “Signora è troppo calda, non la sopporto!” la perra, con sguardo diabolico, dice: “come preferisci, mia cara” e fa un cenno alla cinesina che gira una manovella, quella che era acqua molto calda diventa acqua molto fredda, infatti se il primo boccione è di liquido caldo, il secondo è di liquido molto freddo. Il contrasto di temperatura provoca dei crampi terribili, per parecchi minuti la poveretta boccheggia, poi inizia a supplicare che smettano, che si sente scoppiare, che la uccidano, ma non in questo modo terribile. Ovviamente i lamenti della punita provocano le risate delle aguzzine. La perra indica a tutte un tubo di vetro verticale, ci dice che il livello del liquido indica quanta fatica faccia il liquido ad entrare, se il livello è basso significa che il liquido entra senza difficoltà e non dà dolore, se il livello è alto significa che vi sono delle contrazioni. Il livello per la povera Pilar è praticamente il massimo. La poveretta viene lasciata a lungo in posizione, se prima gocciolava di sudore, ora è scossa da brividi continui di freddo e a tratti batte i denti. Finalmente la perra giudica sufficiente l’irrigazione, ad un suo ordine della perra le cinesi chiudono i rubinetti. Il livello nel tubo verticale continua a rivelare, impietoso, il sopraggiungere delle coliche. Attendiamo per un buon quarto d’ora, finalmente slegano la poveretta e la fanno mettere in posizione verticale. La perra le dice che dovrà trattenere il liquido fino a che non avrà il suo permesso e dopo averle ingiunto di stringere, per non perdere neanche una goccia, le strappa l’enorme cannula. Le vengono subito rialzate le “bragas de goma” e viene lasciata lì, a contorcersi per cercare di resistere allo stimolo. Conoscendo le spagnole, ed in particolare Pilar, so che cercherà di resistere a costo di morire, la pancia della poveretta è gonfia, come se fosse incinta di sei - sette mesi. Finalmente, dopo un interminabile quarto d’ora abbiamo il permesso e posso accompagnarla, passettino dopo passettino, fino al bagno.
Cara Monika un abbraccio dalla sguattera Nadia

6 febbraio 2012

PENSION BALNEARIA 22

Cara Monika,
finalmente nella nostra triste e grigia vita è apparsa una speranza: una delle vecchie clienti, a cui Pilar era riuscita ad accennare la nostra situazione, è tornata con la scusa di un trattamento, anche se era restata molto scontenta. Ha fatto in modo di incrociarci, ci ha strizzato l’occhio e, mentre passava accanto mi sono trovata tra le mani un bigliettino. Lo ho prontamente nascosto, di notte lo abbiamo finalmente potuto leggere: è un bigliettino che ci dà notizie della Signora e ci esorta a sopportare e resistere. La Signora è stata informata delle nostre sofferenze ed appena le sarà possibile, purtroppo tra qualche tempo, tornerà per cercare di riguadagnare il comando e punire l’usurpatrice e le sue aiutanti. Nel frattempo siamo invitate a fingere la più completa obbedienza, per evitarci inutili sofferenze. Sofferenze che, comunque continuano, infatti la perra ha scoperto che alcuni dei dilatatori sono in realtà delle grosse cannule da clistere, ed ha disposto che le cinesine facciano pratica su di noi, pulendoci internamente, alla minima infrazione.
Un preoccupato abbraccio dalla sguattera Nadia
(22- continua)

PENSION BALNEARIA 21

Cara Monika,
io e Pilar abbiamo continuato a posticipare la richiesta di un incontro con la perra, però alla fine siamo state costrette dalle nostre colleghe, in maniera abbastanza brusca. Stavolta la perra ha chiamato anche gog e magog, puoi immaginare il groppo che avevamo nello stomaco! La voce quasi non mi usciva ed invece del discorsetto che ci eravamo preparate uscivano frasi lamentose, proprio da serva ignorante. Puoi già immaginare il risultato: prese a calci dalla perra e trascinate nella sala del potro, Qui la perra ha fatto riunire tutte le dipendenti ed ha illustrato le nostre colpe: sedizione e ribellione. Poiché ho tentato di ribattere mi hanno imposto il toro. Poi gog e magog mi hanno legata con le cinghie stringendo fino a farmi male. Quando sei legata sul potro ed indossi il toro la tua visuale è limitata, la perra si è messa in modo che potessi vederla e mi ha mostrato i grossi dilatatori che avrebbero usato su di me, ingrossati alla punta e rastremati più in basso. Il più grosso con la punta grossa come un uovo! Mi ha anche spiegato che vengono usati per la riabilitazione dello sfintere: una volta introdotti ad essi viene collegato un peso, sta alla paziente trattenere il dilatatore dentro di sé stringendo il buchetto. Detto fatto, ho sentito che mi lubrificavano e poi ho sentito spingere, sembrava mi infilassero una bottiglia, un dolore che non ti dico. La parte iniziale del dilatatore finalmente è entrata, dopo qualche minuto in cui mi hanno lasciato riprendere fiato, la perra mi ha mostrato il peso, uno di quelli delle antiche bilance. Mi ha detto che se avessi lasciato cadere il dilatatore sarei stata sottoposta ad una frustata da levarmi la pelle. Ho sentito armeggiare dietro e l’effetto del peso che cercava di sradicare il dilatatore. Ho iniziato a stringere con tutte le mie forze, anche perché la perra, per incoraggiarmi, mi ha dato un paio di colpi dolorosissimi. E’passato così un quarto d’ora. Cominciavo ad abituarmi, quando la perra mi ha detto che ora sarebbe venuta la parte difficile, il dilatatore mi è stato sfilato e me ne ha mostrato uno ancora più grosso, nuova lubrificata e …. un male che non ti dico. Sento attaccare il peso, ma il bruciore, invece di calare cresce in continuazione, la perra si porta in vista e ghignando mi dice se mi piace lo zenzero! Insomma, immaginati, dovevo stringere per non lasciar cadere il peso, ma più stringevo e più l’unguento alla zenzero bruciava. Come se non bastasse arrivavano le frustate “di incoraggiamento”,. Dopo una buona mezz’ora di lagrime e muggiti, ho ceduto molto violentieri il posto a Pilar, che ha subito la mia stessa sorte. Ho potuto così rendermi conto dell’indecente spettacolo dato alle colleghe e della “zebratura” lasciata dai colpi di frustino. Insomma, se con il lavoro del giardino zen eravamo sfuggite a qualche punizione, le abbiamo dovute recuperare con gli interessi!
tua sguattera Nadia
(21- continua)

1 febbraio 2012

PENSION BALNEARIA 20

Cara Monika,
e così, mentre noi, al ritmo di tre carriole al giorno stiamo approntando il giardino zen, con la perra che si è scoperta l’anima di architetto e ci dà gli ordini più assurdi. Come se non bastasse i rozzi zoccoli di legno ci stanno massacrando i piedi, ormai pieni di vesciche, inoltre non ci viene data la possibilità ed il tempo per lavarci, per cui puzziamo tremendamente, come ci è stato fatto notare molto grossolanamente dalla perra che ha annusato l’aria vicino alle mie ascelle e si è tappata il naso.
I lavoro alla pension e le relative punizioni stanno toccando alle altre dipendenti, ora retrocesse a sguattere. Alla agognata ora di fine lavoro, quando possiamo andare in  mensa per la sbobba che ormai costituisce il pasto delle dipendenti, vediamo sulle guance di alcune i segni delle lacrime e spesso ci vengono confidate le angherie ricevute. Per tenere sottomesse le dipendenti la scelta della perra è la paura, paura della segregazione nel quarto oscuro, paura di percosse da parte di gog e magog, paura delle punizioni sempre più dolorose.  Il potro è una delle punizioni più assegnate: una volta legate là sopra bisogna solo sperare nella clemenza delle aguzzine. Mi vengono riferite dolorosissime bacchettate, ma la cosa più temuta sono una serie di dilatatori che vengono infilati dietro. Si tratta di una  terribile umiliazione, visto che la cosa avviene in pubblico e che qui in spagna …. l’entrata del lato B è un tabu femminile. Oltretutto è anche doloroso, viste le dimensioni dei dilatatori, e per fortuna non si fa economia sulla vasellina!
Il guaio mio e di Pilar è che ora tutte le nostre compagne di sventura pretendono che, come loro rappresentanti, chiediamo udienza alla perra, per contrattare condizioni più umane di lavoro e punizioni meno dolorose. Visti i maltrattamenti ricevuti in precedenza per esserci fatte sentire, abbiamo cercato di sottrarci ma se non vogliamo venire picchiate dalle colleghe, dovremo andare di nuovo dalla perra. Insomma si tratta di scegliere da chi essere picchiate, terribile dilemma.
Cara Monika, ti farò sapere gli sviluppi,
uno zoppicante saluto in divisa di fatica,
tua sguattera Nadia
(20- continua)
© disegno Georges Pichard

23 gennaio 2012

PENSION BALNEARIA 19

Cara Monika,
in questa settimana le cose sono andate leggermente meglio, almeno non sono stata punita.  Ma  il lavoro è peggiorato. Infatti io e Pilar siamo state convocate dalla consultora che, ci ha mostrato il depliant di una SPA del Mitteleuropea, indicandoci una bella composizione di ciottoli, bianchi e neri, utilizzati una volta riscaldati, per particolari trattamenti rilassanti. Ci è stato ordinato di andare nel greto di un torrente a cercare ciottoli delle giuste dimensioni e di portare con noi una carriola. Sembra niente, ma tieni conto di due povere disgraziate sotto il solleone, che qui nel sud picchia inesorabile, grondare sudore nella divisa di fatica, con la testa riparata da un fazzolettone ed  ai piedi zoccoli di legno utilizzati tradizionalmente dagli agricoltori.. Percorrere cinque chilometri all’andata e poi cinque interminabili al ritorno, con la carriola carica, seguite e pungolate da Gog. Come se non bastasse al fiume non si arriva per una strada asfaltata ma da un sentiero, che attraversa due paesetti. Siamo diventate lo zimbello della popolazione, in particolare dei monelli. Anche i cani hanno fatto la loro parte seguendoci a lungo e tentando di morderci. Arrivate con la carriola stracarica, dopo quattro ore di sforzi, ci siamo sentite dire che i ciottoli non erano di colore sufficientemente puro, per cui siamo state rimandate indietro con la nostra carriola carica per cambiare i ciottoli! Ma la cosa che ci ha provato più di tutto è che per tutta la strada non c’è acqua, ci siamo dovute umiliare a bere dell’acqua torbida di fango ad un abbeveratoio. Fortunatamente i ciottoli della seconda carriola sono piaciuti, al punto che la perra ci ha ordinato di creare anche un giardinetto zen, tutto cosparso di ciottoli di ben precise misure e di colori bianco e nero purissimi. Insomma, ci attendono duri giorni di carriolate sotto il sole.
Almeno la sfacchinata di oggi ci ha fruttato un pasto, le due poverette che ci hanno sostituite alla noria hanno avuto solo il “comer del perro” e sono state messe a lavorare fino alla mezzanotte, perché si erano impegnate poco nel lavoro.
Un saluto dalla tua collega
sguattera Nadia

8 gennaio 2012

PENSION BALNEARIA 17


Cara Monika,
ormai il buon nome della Pension se ne sta andando: giorni orsono, mentre Pilar puliva nelle sale di trattamento, ormai territorio delle cinesi, è riuscita a scambiare qualche parola con una delle vecchie clienti. La cliente è molto scontenta per i trattamenti ricevuti ed i massaggi approssimativi, eseguiti senza cognizione. Inoltre le hanno applicato male un congegno elettronico causandole dolore ed una ustione. Pilar è riuscita ad accennarle alla nostra difficile situazione, ma poi sono arrivate Gog e Magog ed ha dovuto smettere immediatamente e tornare al lavoro.
Come la perra aveva minacciato, sono iniziati gli esperimenti con le antiche attrezzature. La prima che io e Pilar abbiamo dovuto provare la chiamerei l’idromassaggio estremo:  mi hanno legata ad una specie di lettino ginecologico, che ti tiene immobile. Il lettino viene calato in una delle enormi vasche da bagno di ghisa, con una manovella. Poi viene posizionato un sostegno che permette di posizionare quella che pare una doccia a circa 20 cm dal pube e due specie di campane che coprono parte dei seni. Tutto collegato a dei tubi flessibili che arrivano ad una scatola di controllo.
Quando è stato il mio turno ero molto preoccupata, mi aspettavo il dolore, invece un dolce getto di acqua ben calda ti massaggia la … passerina e le due coppe dei seni applicano una specie di massaggio alternato ad una aspirazione: pare che qualcuno ti succhi i capezzoli. Mi hanno lasciata così una decina di minuti,  ad eccitarmi al massimo, ma prima che riuscissi a venire, la perra ha girato un rubinetto: dalla doccia e dalle coppe sono sparati dei getti di acqua ghiacciata ad altissima pressione. Per fortuna i getti sono realizzati in modo che siano in continuo movimento, altrimenti penso che sicuramente riuscirebbero a scalfire la pelle, soprattutto sui genitali. Ero sotto shock, sono restata in apnea almeno 30 secondi, poi ho cominciato ad urlare. Ma prima di legarmi al lettino la perra mi aveva fatto applicare il “toro”, una specie maschera carnevalesca che ricorda la caricatura di un toro, almeno le orecchie e le corna e l’anello al naso. In corrispondenza della bocca della vittima c’è  un bavaglio di cuoio, che viene allacciato stretto  e tutti i tentativi di parlare od urlare si trasformano in mugolii, se non addirittura muggiti!  Così, mia cara collega i cicli di piacere e dolore si sono alternati più volte, mentre si udivano i miei mugolii tra le risate di Gog e Magog, che mi davano della vacca, dicendo che dopo la mungitura sarebbe arrivato il toro a possedermi, già si sentivano i muggiti. Ti dirò, in lunghi anni di lavoro come serva, sono stata punita spesso, a volte, anche molto duramente, ma non mi sono mai sentita umiliata e derisa così profondamente.
Ciao Monika, un saluto dalla sguattera Nadia

Post Scriptum
Cara Monika,
la cosa sorprendente è stata l’effetto di questo trattamento: non riuscivo più a prendere sonno, pensavo all’accaduto e... alla fine ho dovuto soddisfarmi da sola. In seguito, Pilar mi ha raccontato che tale trattamento viene usato per le clienti frigide o sessualmente poco attive. Una settimana di trattamento risveglierebbe i bollenti spiriti anche ad una statua di marmo.
sguattera Nadia

(17- continua)

31 dicembre 2011

PENSION BALNEARIA 16

Cara Monika,
qui, ormai da mesi, siamo praticamente trattate come schiave. Della Signora nessuna notizia. Così la scorsa settimana  Pilar mi ha chiesto se ero disposta ad andare con lei e chiedere un colloquio alla consultora, in modo, con la scusa di informarci sulla salute della Signora, di cercare di avere notizie sul nostro futuro e magari chiedere migliori condizioni di vita. Mi sono detta d’accordo, consapevole che potevamo incorrere nelle ire della perra.
Infatti è proprio andata così, ti assicuro che ci siamo comportate correttamente, senza assolutamente mancare di rispetto. Dopo averci fatto fare anticamera per due ore ci ha fatto entrare ed è bastato chiedessimo notizie della Signora per scatenarla. Ci ha cazziate per quasi un ora, rinfacciano a noi in particolare e a tutto il resto del personale, scarso impegno nel lavoro, clienti scontenti della pulizia, del cibo, dei trattamenti termali e via di seguito.
Ci ha congedate,  dicendo che sarebbe stata attenta in particolare al comportamento di noi due, ci avrebbe pensato lei a raddrizzarci. Gog e Magog ci hanno spintonate e prese a schiaffi e così siamo tornate in lacrime a dare le cattive notizie alle altre.
E la perra è stata di parola: tutti i lavori pesanti sono diventati i nostri, e non solo, da mangiare ci danno solo il “comer del perro” , inoltre dobbiamo stare attente anche a non farci vedere inoperose nei momenti di pausa. Pensa che, poiché mi ha vista riposarmi un attimo e bere un sorso di caffè, la perra mi ha convocata in sala mensa, alla presenza di tutto il personale, qui gog e magog mi hanno spogliata completamente nuda e legata alla silla de la verguenza.
Le vecchie cinghie di cuoio dovevano essere state ben ingrassate, perché sono ancora in perfetta efficienza. Mi sono trovata legata come un salame, figurati: il seggiolone è molto alto, per cui i piedi sono sollevati da terra, le cinghie ti bloccano caviglie, polsi, bacino, petto, collo e la fronte. Puoi solo respirare, muovere le dita e sbattere gli occhi.  La seduta della sedia è uguale alla seduta di un water, per cui le tue parti intime sono accessibili.
La perra mi ha detto che poiché ero stanca ora potevo riposarmi, anzi, avrei potuto bermi un bel tè. Una delle due aguzzine è andata a prendere un “vaso da notte”, un cimelio dei tempi andati. La perra mi ha detto: ora puoi prepararti il tè, e ha messo il contenitore sotto di me ordinandomi di fare pipì. Come potete immaginare le pulsazioni mi sono andate a 1000, non ne avevo nessuna intenzione. Ad un cenno della perra gog e magog mi hanno preso un seno a testa ed hanno cominciato a strizzare. Mi sono messa a strillare ed ho dovuto sforzarmi per fare pipì di fronte a tutte. Che vergogna, soprattutto quando il getto si è messo a generare un sonoro scroscio. Probabilmente di tutte le presenti  lo sentivo solo io, ma che vergogna, mi sarei sotterrata. 
Ma, non era finita, la perra mi ha avvicinato l’orinale alle labbra ordinandomi di bere tutto. Ho cercato di divincolarmi ma l’artigiano che ha costruito la silla ha fatto, purtroppo, un buon lavoro. Nonostante i miei disperati sforzi e la silla mi ha tenuta bloccata, immobile, e l’unica cosa che sono riuscita a fare è procurarmi dei lividi dove c’erano le cinghie. Allora ho tenuto la bocca chiusa ermeticamente, facendo resistenza passiva.
Peggio per me, la perra ha preso un siringone attaccato ad un doppio beccuccio di acciaio, l’ ha riempito di pipì mi ha infilato i beccucci nel naso ed ha dato una stantuffata.
Mi è sembrato avessero iniettato dell’acido! Un bruciore che non ti dico sulle mucose interne del naso e della gola e poi starnuti e colpi di tosse, proprio come quando ti va di traverso del succo d’arancia. Sono restata senza fiato per parecchio tempo, sempre tossendo da spaccarmi i polmoni.
La perra ha aspettato sghignazzando che mi riprendessi e mi ha detto che potevo scegliere tra fare la brava e bere tutto da sola  o ricevere tutto dal naso. Mi sono dovuta umiliare pubblicamente e sorbire piano piano tutto il mio “tè” al gusto pipì, succhiandola da un tubicino metallico immerso nel vaso. Non ti dico gli sforzi per tenere sotto controllo la nausea, un paio di volte non sono riuscita a controllarmi e il liquido che il mio stomaco rifiutava mi scorreva lungo il corpo!
Che schifo, rabbrividisco anche adesso, mentre te lo racconto, a distanza di mesi dall’accaduto.
Insomma il nome “silla de la verguenza” è più che appropriato, tieni conto che sono stata punita di fronte a tutte le altre dipendenti, inorridite da cosa stava accadendo.
E non è finita qui, infatti la perra ha trovato, tra gli antichi oggetti, un librone che ne elenca gli usi per le sedute idroterapiche, con tutte le spiegazioni  ed i disegni del caso. Ha detto che intende addestrare le fedeli cinesine a questi lavori e che chiunque di noi non si comporterà più che bene farà da “cavia volontaria” perché possano esercitarsi prima di applicare le cure ai clienti.
I lividi alle poppe ed ai polsi mi sono restati per più giorni, a testimonianza della cattiveria che gog e magog mettono nei loro compiti.
Qui il personale sta pensando di ribattezzare la Pension Balnearia come Pension de la ogressa, cioè pensione dell’orchessa
Ciao Monika, un saluto dalla tua sfortunata collega.
Sguattera Nadia
(16- continua)

20 dicembre 2011

PENSION BALNEARIA 15

Cara Monika,
sono ormai settimane che siamo ai lavori forzati. Lavorare alla noria, trascinare i carrelli e pulire, pulire, pulire. Come ti dicevo ormai la perra e le sue tirapiedi, comandano a bacchetta. Della Signora nessuna notizia.
Ieri io e Veronica siamo state assegnate alla pulizia di una delle cantine della Pension. Quale sorpresa, anziché stanze vuote e polverose c’erano mobili ed una serie di casse, il tutto coperto dalla polvere di decenni. Poiché sembravano cose appartenenti alla storia della Pension abbiamo chiamato anche Pilar. Secondo lei quegli oggetti avranno dai 50 agli 80 anni. Abbiamo ripulito il tutto dalla polvere, si tratta di lettini e seggioloni, laccati di bianco, dotati di preoccupanti cinghie di contenzione. Pilar ha detto che quelle sono le vere “sillas de la verguenza”. Inoltre  strane vasche da bagno sorrette da zampe di ghisa, oggetti di stile liberty. Le casse contengono intimidanti attrezzi di acciaio inox, vetro ed ebanite di chiaro uso sanitario. La cosa strana è che sembrano nuovi, il materiale ha retto i decenni senza deteriorarsi, solo alcuni tubi e tubicini in gomma si sono rovinati. Pilar ha cercato di spiegarmi l’uso di alcuni di questi aggeggi e, visto che con alcuni termini spagnoli ho difficoltà, ne ha mimato l’uso. In pratica servono ad iniettare le acque termali da qualsiasi apertura del corpo umano, non credo siano cose troppo piacevoli.
Un abbraccio.
Sguattera Nadia

8 dicembre 2011

PENSION BALNEARIA 14

 
Cara Monika,
in queste ultime settimane le cinesine sono state messe a sostituire tutto il personale  a contatto con gli ospiti, ci chiediamo con che risultati, visto che prima la Pension era rinomata per le sue acque, ma soprattutto per i trattamenti, massaggi ed idroterapie effettuati da personale esperto e diplomato.
Le uscite in paese sono proibite, in pratica solo la consultora e le sue due guardie del corpo vanno e vengono, facendo comunque in modo che sia sempre presente una di loro a controllarci. L’assenza della Signora si prolunga, speriamo torni presto bene perché qui siamo in balia della perra che si comporta come una padrona a tutti gli effetti.
Anche le massaggiatrici sono state messe a lavorare con noi sguattere. Devo ricredermi sul fatto che ce l’avessero con noi, lavorando fianco a fianco sono anzi diventate simpatiche.
Visto l’aumento del personale disponibile, la consultora ha varato una pulizia generale di tutti i locali della Pension. E ce n’era bisogno, l’edificio è molto grande, dei primi anni del secolo scorso e da decenni  ne era utilizzata solo una piccola parte. E così, tutte le serve libere dalle fatiche della noria possono “rilassarsi” pulendo un locale alla volta, rimuovendo tutto il contenuto della stanza e rimuovendo lo sporco di decenni dai muri e dagli interminabili pavimenti, riverniciando inoltre tutte le pareti. Inutile che vi racconti dei dolori alle mani, ginocchia e schiena che ci affliggono.
E non crediate che, dovendo pulire molti locali, gli standard di qualità imposti a noi sguattere si siano abbassati: a sera, alla fine del lavoro passa la consultora, ed indossando guantini bianchi, passa un dito dove abbiamo pulito. Se il guanto resta immacolato ci viene permesso di cenare ed andare a riposarci, in caso contrario ci viene dato solo un pappone formato da avanzi bolliti in un po’ di acqua salata, il famoso “comer del perro” e poi, anziché riposare, dobbiamo tornare a pulire per lunghe ore. Pensate che a volte alla perra il lavoro non piace per due o tre volte di seguito, in quei casi il lavoro finisce a mezzanotte ed oltre. Ed ovviamente la mattina dopo ci attende la inesorabile sveglia alle 5.30, ben prima del canto del gallo, e alle 6 dobbiamo iniziare a lavorare.
Ciao cara collega, uno stanco saluto.
sguattera Nadia
(14- continua)