DISCLAIMER

ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE. CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale. RIPRODUZIONE VIETATA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI © JANINE SOUILLON, LUGANO, CH
Visualizzazione post con etichetta tenuta da lavoro. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tenuta da lavoro. Mostra tutti i post

2 marzo 2013

LANCY - 1



Nota di Janine Souillon
Il testo che segue contiene, per mia espressa volontà, degli elementi autobiografici riconducibili alla vera identità della sguattera sudiciona. Tali elementi permettono di conoscerla meglio, anche se non ne rivelano in modo esplicito l'origine. Per lo stesso motivo, su mio ordine, la serva ha eliminato la prima persona dal resoconto che segue, attenendosi ad una narrazione "impersonale". 

Come stabilito in precedenza da accordi privati, all'ottima FrauJulia è affidata l'educazione della schiava.
JS

LANCY
di sguattera sudiciona

La Mercedes modificata scorre silenziosa e veloce per le strade di Lancy, tagliando l'aria fredda che avvolge il Comune del Canton Ginevra, in una prima mattina di un imprecisato giorno di dicembre, anno di grazia 2012. 

Il van della Mercedes, a differenza dei lussuosi interni in radica e pelle bianca destinati alla chauffeuse e alle due occupanti, è terribilmente spartano: una cella senza finestrini, interamente foderata di zinco, con catene e manette agganciate a una serie di tubi di acciaio saldati alle pareti. Inginocchiata, le mani ammanettate dietro la schiena, un collare di cuoio collegato con una catena a un grosso anello di ferro infisso sul fondo della cella semovente, vediamo una donna.

Indossa una divisa vecchia e consunta, macchiata di sudore in più punti, dalle maniche corte. Le mani sono coperte da un paio di guanti di gomma verdi, il ventre e i seni della donna sono avvolti in uno spesso grembiule di gomma dello stesso colore dei guanti. Se il volto della schiava non fosse coperto da un cappuccio di cuoio marrone, si riconoscerebbero i lineamenti di una sfiorita cinquantunenne che dimostra almeno cinque anni in più della sua età. La finezza dello sguardo rivelerebbe quello che un tempo, prima di essere schiava, la schiava è stata. 

Ogni tanto, nel labirinto di fatiche e degradazioni a cui è quotidianamente sottoposta, nella mente della serva si insinua, sporadicamente, un brandello di ricordo della sua vita precedente. 
Compito delle sue padrone è tenere sempre desto, anche grazie alla scrittura, questo larvale ricordo, affinchè sia più dolorosa la coscienza della sua condizione presente. La schiava scrive, da sempre, in inglese, essendo nativa degli Stati Uniti e giunta in Svizzera per lavorare immediatamente alle dipendenze di Janine Souillon. Per tale motivo, è la stessa Janine a tradurre i suoi testi in italiano e, talvolta, in francese e tedesco. Ma torniamo al nostro viaggio: a fianco della chaiffeuse, una bionda ragazza sui venticinque anni, dai biondissimi capelli tagliati a caschetto e coperti dal berretto a visiera, siede una donna dai capelli bruni, dal volto leggermente paffuto, gli occhi languidi e apparentemente sonnacchiosi ma capaci di diventare in un lampo taglienti e affilati come coltelli: si tratta dell'infermiera altoatesina Rose M. 
Suo compito è consegnare la schiava domestica alle padrone della tenuta segreta sprofondata nel bosco di Lancy. La tenuta, sapientemente occultata alle autorità locali, fa parte di un triangolo segreto il cui vertice fa capo al domaine ubicato nei pressi di Lugano di proprietà di Janine Souillon, mentre il terzo angolo è occupato da una proprietà che sarà svelata, forse, soltanto in un secondo tempo e comunque non in questo resoconto. La schiava non ha più un nome proprio: dal nome fittizio di “Monika”, utile ormai solo come interfaccia pubblico, si è passati a quello di “sguattera sudiciona” , a seguito di un'ulteriore degradazione della sua condizione. Se qualcuno sollevasse il pesante grembiule della schiava, scorgerebbe sotto la divisa un sistema di doppie mutande, una di caucciù e l'altra di cuoio spesso, sovrapposte e chiuse con una cerniera ed un lucchetto in acciaio inossidabile. Queste mutande, a un tempo contenitive e punitive, impediscono alla sudiciona qualsiasi indebita manipolazione delle sue parti genitali e la consegnano, per la soddisfazione di qualsiasi necessità fisiologica, alle volontà delle sue custodi. 

Ma ecco che intanto la Mercedes, passato un complicato sistema di cancelli automatici sorvegliati da telecamere, sta finalmente attraversando un lungo viale alberato, coperto di ghiaia bianca. In fondo al viale si scorge, affogata nel bosco, la tenuta di Anne e Louise: una sorta di cupo e alto maniero color ardesia, pieno di stanze, torri e bovindi, circondato da un ampio parco cintato. La consegna della schiava avviene nel salone principale, in presenza delle due donne, amministratrici delegate di una importante multinazionale di cui ovviamente non si fa cenno in questo racconto. La sguattera sudiciona è stata ceduta per un mese alle due quarantenni, insieme alle chiavi del lucchetto che sigilla il sistema delle doppie mutande contenitive e punitive. E mentre l'austera infermiera altoatesina viene congedata dalle due dame e riaccompagnata alla Mercedes, che la riporterà a Lugano in serata, la nuova mula della tenuta viene portata, sempre incappucciata, in una piccola cella che diventerà la sua residenza: tre metri per due di cemento stillante, incassati in una cantina adiacente a un lago artificiale, occupati da un vecchio materasso, un grande vaso in porcellana per clisteri appeso al soffitto, decorato con un motivo floreale e dotato di un tubo di caucciù e di un enorme ugello in bachelite nera, e una serie di vecchie divise e grembiuli, chiaramente usati, appesi anch'essi a dei ganci pendenti dal soffitto. A fianco del materasso, un grosso secchio di zinco servirà a raccogliere le deiezioni della schiava. 

La sguattera sudiciona viene subito incatenata al materasso a pancia sotto e le viene tolto il cappuccio. - Allons, salope! - una voce chioccia irrompe nella cella: la voce appartiene a Grosse Jeannette, quella che per un mese sarà l'inflessibile custode della sguattera sudiciona. Imponente, la giovane e rubiconda alsaziana veste una divisa da macellaia ed è ricoperta da un grembiule di gomma bianca, al ventre è legata una spessa cintura di cuoio dalla quale pendono vari arnesi di legno e di metallo, su tutti spicca un corto frustino di cuoio da cavallo. 

Gioviale, crudele e rozza, Grosse Jeannette controlla lo stato delle mutande della nuova mula, rovista qua e là, ne preme il ventre, manipola i seni, strizza i capezzoli: infine assesta un potente sculaccione sulla natica destra della schiava. 
Il lucchetto viene aperto, le doppie mutande abbassate sulle cosce, poi tre dita guantate dilatano brutalmente lo sfintere della mula, giusto pochi attimi prima che il grosso ugello di bachelite si faccia strada nel suo immondo retto. Grosse Jeanne spinge il nero godemichet cavo a fondo, senza tanti complimenti. Apre il rubinetto del vaso di porcellana e subito due litri e mezzo di acqua calda mista a sapone e olio d'oliva entrano negli intestini della schiava che spalanca gli occhi per i crampi, mentre conati di vomito le squassano stomaco e budella. Alle contrazioni e ai grotteschi contorcimenti della serva, la custode alsaziana scoppia a ridere: - Ti dovrai abituare, luridona! Qui le mule lavorano solo ben gravide! 

Con un rumore di risucchio, ecco che il vaso di porcellana appare svuotato a dovere. La custode estrae rapidamente l'ugello dal sedere della schiava, ma il grosso oggetto viene immediatamente rimpiazzato da un butt blug gonfiabile che, dilatato da una pompetta, sigilla perfettamente la mula. Una volta controllato che il tappo rimanga bene in sede, le doppie mutande vengono tirate su e chiuse col lucchetto. La sguattera sudiciona sente ribollire e premere nel ventre il liquido caldo, denso e vischioso. La sensazione di nausea non l'abbandona un solo istante.

- In piedi, sudiciona! 
Liberata dalle manette che la tenevano legata prona al materasso, la schiava è ora in piedi. Il ventre tende a dovere il grembiule di gomma: Grosse Jeanne, soddisfatta,  contempla la mula gravida. - Molto bene, sudiciona! E ora, al lavoro!
(1- continua)

6 marzo 2012

PENSION BALNEARIA 26

Cara Monika,
Da un po’ di tempo appaiono facce nuove. Non è una novità che una Padrona, per aumentare la vergogna di una serva, la punisca di fronte ad altre Padrone invitate a bella posta. Ma qui si esagera, il numero di facce nuove che si vedono è sempre più in crescendo, mi sento molto infastidita. Anche la visita ginecologica completa ed accuratissima a cui siamo state sottoposte mi è sembrata, francamente una esagerazione per una visita di routine.
Uno dei personaggi apparsi ultimamente te lo devo proprio descrivere: le altre serve lo chiamano “el novio”, che significa lo stalliere. Questo signore, 50 enne, che noi dobbiamo rispettosamente chiamare “Don Pedro” dato che ha non so che titolo nobiliare, si è installato di un capanno di legno posto dietro la Pension e ha realizzato una specie di scuderia, dove anziché tenere cavalli, veniamo spedite noi serve. Venire spedite nella scuderia non migliora di certo le cose, infatti qui si viene trattate proprio come fossimo delle cavalle, dobbiamo stare in strettissime celle di legno con la paglia sul pavimento come materasso e, per coprirci di notte una coperta di lana con ancora la scritta “Real Caballeria”. Vengono dati 3 pasti, costituiti da verdure tritate e cereali e legumi cotti. Dobbiamo mangiare stando in piedi, direttamente da un ciotolone comune, usando le mani, inoltre dobbiamo bere almeno 3 litri al giorno di acqua. Il peggio è l’effetto di tale dieta su di una serva che non è abituata. Un continuo borbottio di pancia, visto che i legumi producono gas, inoltre, a causa della quantità di fibra si tende ….. a doversi servire del bagno più volte. La cosa non preoccupa minimamente lo stalliere, infatti ci fa indossare una particolare mutanda di cuoio che ha la possibilità di applicare, un plug posteriore che ti tiene tappata ed impedisce perdite. Tre volte al giorno ci viene tolto il plug e possiamo liberarci, con lo stalliere che controlla che il nostro intestino funzioni regolarmente, altrimenti …. ti racconterò in seguito che succede, assieme elle punizioni che don Pedro ci infligge. Per la pipì invece nessun problema, in qualità di puledre possiamo orinare in piedi, quando ci pare, poichè la mutanda non è ermetica, pèrò stando in piedi ci si bagna e si resterà bagnate e puzzolenti fino a sera. Alla sera lo stalliere ci mette sotto un potente getto di acqua gelata e ci “striglia” con una dura spazzola, di quelle da bucato, di fibre naturali. Che altro ti devo raccontare, don Pedro ha il vezzo di palparci, quasi stesse valutando il peso e la resa in carne delle nostre parti anatomiche.
Durante la giornata veniamo sottoposte ad un difficile addestramento, infatti dobbiamo esercitarci ad un passo simile al trotto, aggiogate, singolarmente od in coppia ad un carrettino, simile a quello utilizzato nelle corse dei cavalli. Ovviamente delle puledre devono venire dotate di finimenti e zoccoli di prim’ordine. Qui viene buono l’aiutante di don Pedro, soprannominato “el talabartero” cioè il sellaio. Il sellaio, che infatti ha una bottega di calzolaio, è appassionato di realizzazioni “particolari” che vende ad una clientela particolare. La sua passione lo ha portato a realizzare tutto il nostro corredo. E’ lui che ha realizzato la mutande con il plug, ma anche molte altre cose, tra cui, corsetti strettissimi che ti impediscono quasi di respirare, redini, morsi e bavagli di varie fogge, dotati di plug o attacchi per imbuti o sonde, divise di contenzione, e un completo campionario di frustini, fruste e quant’altro per stimolare e punire noi puledre. Il tutto di ottimo cuoio e gomma. Ma il capolavoro del sellaio sono le calzature che dobbiamo indossare durante il nostro dressage, infatti a queste scarpe con un tacco da 12 può essere ingegnosamente avvitato uno zoccolo da cavallo. Per cui quando trottiamo su terreno duro si sente il caratteristico clop – clop.
Anche le cinesine vengono inviate, per punizione, all’addestramento di don Pedro. Infatti mi sono trovata a trottare con tre di loro. Poverette, prima mi stavano antipatiche, ma soffrendo in loro compagnia ho cambiato un po’ idea. Poverette, se noi siamo delle puledre loro sembrano dei mini pony. E comunque il sellaio ha realizzato per loro dei finimenti su misura.
Ciao Monika un abbraccio a tempo di fox - trot.
Nadia, puledra e sguattera
(26- continua)

26 ottobre 2011

PENSION BALNEARIA 4

Cara Monika,
ecco il lavoro assegnato a noi sguattere: dobbiamo prelevare dalle apposite vasche termali il rinomato fango che verrà usato per i trattamenti della ricca clientela. Il fango, stagionato e quasi bollente, viene estratto con un antiquato sistema chiamato “noria” a funzionamento manuale.
Ricordate nei film western il somarello bendato che gira in tondo muovendo una pompa od una macina, ecco quella era la noria. Credevate che fosse una cosa da medioevo? Sbagliato, noi abbiamo il privilegio di averne una funzionante e purtroppo non c’è più il povero somarello ma deve essere trascinata dagli sforzi di una o due sguattere. Inutile dire che questo è il lavoro punitivo per eccellenza., soprattutto se viene aggiogata solo una serva, magari bendata. Tra l’altro quando si lavora alla noria si devono indossare gli indumenti di gomma per non sporcarsi troppo, anche se con la vicinanza del fango maleodorante e bollente ci si squaglia dal sudore Le altre serve devono trascinare i pesanti carrelli,  colmi di fango, per stretti corridoi inclinati, fino alle stanze di trattamento. Ecco spiegata anche la scelta di divise color marrone, è per mascherare gli schizzi di fango che a volte ci raggiungono, nonostante l’abbigliamento protettivo.
Un abbraccio dalla sguattera Nadia.
(4- continua)

nella foto: Ela, Hausfrau

14 giugno 2011

VILLA PENITENZA: CONCIME DI SERVA

UN ERRORE PAGATO CARO

Cara Monika,
devo subito confessare di aver commesso un gravissimo errore, nel descrivere la gerarchia di Villa Penitenza: i livelli servili sono: sguattera, domestica femme de chambre. I livelli intermedi: postulante, NOVIZIA, sorvegliante  ed infine al top la Signora.
Questa dimenticanza, sommata alla mia tendenza a nominare le Signore per nome, omettendo il titolo, mi è costata una dura punizione da parte della Novizia Barbara, infatti già ieri sera tardi, le Signore riunite la hanno accettata. E’stata anche nominata la Maestra delle Novizie, la Signora Severa, che guida ed istruisce le Novizie nei loro compiti, e probabilmente le castiga, anche se noi serve non veniamo a conoscenza di ciò.
Anne e Brune, con un lavoro durissimo, hanno finalmente terminato di dissodare il giardino. Dove erano erbacce e sterpi, ora ci sono graziose aiuole. Le loro mani si sono indurite e sembrano quelle di un contadino. Prima però di piantare i fiori, bisogna concimare il terreno. La Signora Bancaria ha deciso che “in mancanza di sterco di vacca, concimeremo con sterco di serva”. Si è pertanto deciso di sottoporci ad una dieta molto ricca di scorie e di praticarci una radicale pulizia intestinale una volta ogni due giorni. Anne e Brune dovranno occuparsi di ritirare i secchi da noi usati per gabinetto ed utilizzarli per concimare.
Detto fatto, da oggi alla nostra razione di pastone sono stati aggiunti due mestoli di fagioli e della cicoria selvatica, che siamo andate a raccogliere in grandi quantità. Affamate come siamo divoriamo il tutto, però poi ti lascio immaginare il brontolio di pancia e l’odore che aleggia nel nostro dormitorio!
E veniamo al pomeriggio. Date le mie mancanze sarò io ad essere punita. La Novizia Barbara mi fa mettere sul lettino e provvede, guidata dalla Maestra delle Novizie, alla dilatazione anale. Mi fa parecchio male, poiché passa alla misura successiva a quella a cui ormai ero abituata.
Segue la lezione avanzata di elettroterapia: la Signora Victoria, e la Novizia Barbara, mi collocano diversi elettrodi, compresi il vaginale e il rettale, collegandoli  con gli appositi fili e mi fanno indossare lo “scafandro” e gli stivali di gomma. Mi mettono anche l’elettrodo per la lingua.
E’stata portata una scaletta di 3 gradini che devo salire e scendere decine di volte, a passo di corsa. Non vi dico in che stato sono! Ma ogni volta che rallento, la terribile macchinetta se ne accorge, non so grazie a che sensore, e mi manda dolorose scariche nei punti più delicati. Mi contorco come una marionetta e sudo come se fossi in un forno, il sudore cola dal fondo dello scafandro negli stivali. Inoltre le scariche alla lingua mi fanno sbavare e cola in lunghi fili dalla mia bocca, poiché non ho neanche la forza di asciugarmi. Quando finiscono mi devono svestire e riportare al mio posto perché non mi reggo in piedi.
Insomma, come puoi vedere ogni giorno a Villa Penitenza porta i suoi dolori!
Un saluto dalla sguattera Lucia.

24 gennaio 2010

una domestica di 60 anni




Domestica monika,
ho una donna di servizio che quest’anno compirà sessant’anni , è ancora forte e robusta, grande lavoratrice instancabile, ma sto pensando di sostituirla con una più giovane.

Lei mi supplica di tenerla e che è ancora perfettamente in grado di svolgere qualsiasi lavoro pesante, in oltre avendo passato tutta la vita a servizio (della mia famiglia fin dai 13 anni) non saprebbe cosa fare, non avendo una famiglia sua e affetti, essendosi sempre dedicata totalmente al lavoro non ha altro, in oltre dice che per lei fare questo lavoro è importante come respirare.

Non ha problemi economici in quanto ha sempre messo via quasi tutto lo stipendio e potrebbe godersi la pensione, invece mi scongiura con le lacrime agli occhi di tenerla al mio servizio. “anche gratis” mi ha addirittura proposto.
Tu cosa mi consigli ?
Giada

Carissima signora Giada,
data la situazione, e dal momento che la donna si offre spontaneamente di continuare a lavorare presso di Lei, direi che sarebbe un bel gesto tenerla come donna di fatica e sguattera, ovviamente gratis (dal momento che è lei a chiederLe di rimanere), magari mettendola agli ordini di una cameriera decisamente più giovane oppure, se preferisce, alle Sue dirette dipendenze.
Mi piacerebbe discutere con Lei le divise, gli orari di lavoro e i grembiuli della sua donna, vista anche la sua nuova condizione.
Sua domestica Monika

22 febbraio 2009

SERVA LA MADRE, CAMERIERA LA FIGLIA

Cara Monika,
ho seguito i tuoi preziosi consigli sul tema dell'uscire in grembiule e devo dire che ho ottenuto effetti sorprendenti. Per un pomeriggio intero Aurora mi ha dovuto seguire per tutto il paese in diversi negozi con indosso l'uniforme verde e un grembiule marrone e zoccoli ai piedi. Mi sono inoltre fermata a chiacchierare con tutti quelli che incontravo, mentre lei rossa di vergogna era dietro di me carica di pacchi! Quando abbiamo incontrato le sue ex compagne di scuola e io mi sono fermata a parlare a lungo anche con loro, ad un certo punto ho pensato che stesse per scoppiare in lacrime.
Il giorno dopo ero a casa di una mia amica che abita all'altro capo del paese per una partitina a carte, quando sentiamo bussare alla porta.
- Chi è? - ha chiesto la mia amica senza alzarsi.
- Sono la serva della sigora Elda - sentiamo rispondere dalla voce inconfondibile di Aurora. -Vieni dentro - ha detto la mia amica.

Aurora era vestita come il giorno prima, con tanto di grembiule. -Signora Elda, ha dimenticato le sue caramelle al limone e sono venuta a portargliele - mi ha detto in tono umile. -Ah, è vero, vai pure a casa adesso - le ho risposto in tono sbrigativo.

Per quanto riguarda il servire a tavola preferisco sicuramente Aurora, pensa che durante una cena un mio amico nel campo della moda le ha persino offerto di fare alcune sfilate ma lei ha risposto che non era interessata perche sta bene al mio servizio!
un saluto dalla Signora Elda

Gentile signora Elda, ascoltarla è un vero piacere: si intuisce in lei il polso fermo con le serve, sensibilità e una grande attenzione al loro abbigliamento e alle mansioni alle quali sono adibite. Da quello che posso capire, Aurora diventerà una perfetta cameriera, umile e devota: questa ragazza ha bisogno di una persona severa che la educhi e la tenga in riga, cosa che sua madre, donna di fatica e sguattera, non può certo fare. Direi anzi di caricare ancor di più di lavoro la serva Lia,
e di tenerla occupata sempre coi lavori più pesanti, sporchi e faticosi. La divisa nera col grembiule bianco sarà previlegio esclusivo della figlia, che avrà come sottoposta proprio la madre. Consiglio per Lia un'unica tenuta da donna di fatica (uniforme di rozza tela grigia, grembiule di gomma bianco o marrone o verde, fazzoletto in testa, guanti di gomma da portare sempre, ciabatte e calzettoni o stivali e calze di lana), tenuta che laverà periodicamente una sola volta alla settimana, e due divise per Aurora: una da mattina e pomeriggio azzurra e bianca, e una da sera bianca e nera, la cui cura e lavaggio sarà affidato alla madre.
un caro saluto e se crede mi faccia sapere come vanno le cose,
sua devota serva Monika

10 dicembre 2008

GLI ZOCCOLI DI GOMMA DELLA DOMESTICA


Ciao serva Monika, cosa consigli da mettere ai piedi della mia serva di fatica di 53 anni?

Gentile signora Nina,
come calzatura base Le consiglio i pratici zoccoli di gomma "Calzuro": sono indicati sia per i lavori in casa che per le commissioni all'esterno. La sua domestica li indosserà a piedi nudi d'estate e con calze corte di cotone o lana d'inverno. Le consiglio anche di tenere sempre in considerazione dei pesanti stivali di gomma: perfetti in giardino, in casa per lavare i piatti e da indossare con grembiuli di gomma contenitivi e uniformi pesanti per lavare il pavimento ginocchioni, in caso la sua serva necessiti di una bella punizione.

4 dicembre 2008

ARRIVA LA NUOVA CAMERIERA


Cara Monika,
il primo di questo mese è stata assunta da me la cameriera.
Una bellissima ragazza di 28 anni con un fisico da modella ed è alta 1,80.
Anche per lei prima di assumerla si è resa necessaria una visita medica accurata e dettagliata.
Quindi è stata accompagnata da me allo studio medico ed ho assistito alla sua visita medica, che è stata fatta anche sotto sforzo perché il medico doveva sentire il cuore sotto sforzo.
Dovevi vederla correre con quel seno che sballonzolava da tutte le parti.
Porta una quinta.
Ti chiedo di dirmi quali mansioni posso affidarle e quali sono i suoi orari di lavoro.


Gentile signora,
poichè ha già al Suo servizio una donna di fatica di 38 anni, assegnerei la cameriera al Suo servizio personale (cura della persona, rammendo dei vestiti, pulizia della camera della padrona, preparazione del bagno, rammendo, accompagnamento durante lo shopping, servizio a tavole, ecc.) con un orario di lavoro che definirei classico: dalle 8 del mattino alle 12, pausa pranzo di 30 minuti, e ripresa del lavoro alle 12,30 con il servizio in tavola fino alle 19. Altra mezz'ora di pausa, e poi la domestica rimarrà a Sua disposizione fino alle 22 precise.
Per quanto riguarda uniformi e grembiuli, consiglio l'uniforme rigata azzurra e il grembiule bianco al mattino, l'uniforme grigia e il grembiule bianco al pomeriggio, uniforme nera e grembiulino bianco alla sera.
Con devozione mi firmo
Monika, serva

7 novembre 2008

grembiuli e uniformi punitivi


Molte amiche mi scrivono per saperne di più sui cosiddetti "grembiuli punitivi" o anche contenitivi. Aggiungendo che esistono anche delle uniformi e in generale abbigliamento da lavoro "punitivo" per domestiche e serve riottose, mi occuperò diffusamente di questo argomento in uno dei prossimi post. Se nel frattempo ci fossero domande o richieste in proposito, ne sarei felice.
Monika

1- l'abbigliamento punitivo
Punire una domestica negligente, disubbidiente o pigra costringendola ad indossare uniformi e grembiuli costrittivi, umilianti o contenitivi è una pratica un tempo assai diffusa tempo, ora un po' in disuso. Ispirata dall'abbigliamento delle detenute e delle forzate (pesanti uniformi grigie di cotone, grembiuli pesanti, cuffie e zoccoli) l'uniforme punitiva è spesso usata per stancare e umiliare la domestica, soprattutto durante lo svolgimento di lavori pesanti. In questo senso la TENUTA DA GIARDINIERA (vedi post correlato) si presta perfettamente al bisogno: far lavare alla domestica i pavimenti in ginocchio vestita con una uniforme pesante di cotone, un paio di pesanti grembiuli di gomma, stivali di gomma e un fazzoletto di spesso cotone può essere un metodo molto efficace e persuasivo.

9 ottobre 2008

lavare i pavimenti in ginocchio

Cara domestica Monika, la mia serva ha 63 anni e a volte mi sembra riluttante a lavare i pavimenti in ginocchio come tu hai consigliato, si lamenta, dice che le fanno male la schiena e le ginocchia, è lenta, ecc. Insomma le solite cose e le solite scuse, Che devo fare? Punirla?
Lucetta

Cara Signora Lucetta, credo che sia
assolutamente necessario che la sua domestica lavi in ginocchio, non fosse altro che per una pura questione di disciplina, di ordine e di pulizia . Al massimo le può concedere l'uso di "pattine" di feltro da mettere sotto le ginocchia mentre struscia per terra. La faccia pure lavare per terra tutti i giorni, al mattino, facendole indossare sempre un bel grembiulone di gomma, guanti di gomma e magari anche degli stivali di gomma pesanti!
sua Monika

27 luglio 2008

L'ABBIGLIAMENTO ESTIVO DELLA DOMESTICA


ricevo in questo periodo molte lettere che riguardano lo stesso argomento: l'abbigliamento estivo della domestica. Per rispondere a tutte e non far torto a nessuna, ho stilato un decalogo dell'abbigliamento estivo della domestica che tiene conto del fatto che la vostra domestica viaggerà con voi in vacanza e quindi dovrò necessariamente lavorare "in trasferta". Leggetelo con attenzione, e poi fatemi pure tutte le osservazioni che ritenete doveroso fare: come sapete, sono a vostra disposizione Monika

IL DECALOGO DELL'ABBIGLIAMENTO ESTIVO DELLA DOMESTICA

1) la domestica porterà un cambio di tutti i suoi abiti da lavoro e della biancheria
2) uniformi e camici di uso quotidiano saranno in cotone a maniche corte
3) la domestica indosserà sempre zoccoli in gomma o di legno al mare e ciabatte rinforzate in montagna, campagna o collina
4) la domestica normalmente indosserà sopra l'uniforme un grembiule con pettorina di spesso cotone bianco
5) l'uniforme mattutina sarà sempre rosa a righe bianche, quella pomeridiana azzurra o blu a righe bianche
6) per lavori pesanti, lavori nel giardino o nell'orto sarà abbigliata come "domestica giardiniera" (fazzoletto di cotone o cappello di paglia, grembiule e guanti di gomma, pesante uniforme di cotone verde, stivali di gomma)
7) la biancheria intima comprenderà: un paio di mutande alte di cotone bianco; un paio di reggiseno di cotone bianco; due paia di calze corte bianche; una camicia da notte di cotone bianco
8) la domestica dovrà provvedere al lavaggio a mano della sua biancheria intima ogni sera, e dell'uniforme, dei grembiuli e della camicia da notte una volta alla settimana
9) non sono ammessi trucchi, profumi e smalti per le unghie, tantomeno acconciature fantasiose dei capelli: una semplice coda di cavallo andrà benissimo.
10) nel caso la domestica necessiti di punizioni o comunque di correzioni, sarà obbligata a indossare la tenuta da lavoro pesante (6) per almeno quattro giorni di fila, tutto il dal mattino alle 6 fino alla sera alle 23.

11 giugno 2008

In grembiule e divisa per le vie della città

photo © Helga

Ciao Monika,
forse è una domanda che in molte ti hanno già fatto, quindi scusa se magari chiedo una cosa a cui hai già risposto. Ecco il quesito: quando mando la mia domestica a fare la spesa o a sbrigare qualche commissione posso farle indossare grembiule e uniforme come al solito o è meglio farla cambiare? È che ci terrei molto a "mostrarla" in grembiule e divisa: viviamo in un piccolo paese di provincia, e queste cose contano, come ben sai.
grazie
Matilde


Gentile signora Matilde,
non vedo nessuna controindicazione nel far indossare in pubblico alla donna di servizio gli abiti che le competono: anzi, direi che da parte della padrona è una prova di serietà e di coerenza. Inoltre, è bene che tutti sappiano senza equivoci della condizione della domestica e, per contro, che ognuno possa apprezzare lo status che attiene a Lei, signora. Per abituare la sua donna di servizio a indossare senza vergognarsene i propri abiti da lavoro Le consiglio di farsi accompagnare dalla fantesca (naturalmente ben bardata di divisa, grembiule e magari zoccoli) al supermercato o in qualche elegante negozio a fare shopping. Sarà salutare per Lei e la sua serva, mi creda.
Sua Monika

20 maggio 2008

lavare i pavimenti






Cara domestica, la mia donna di servizio è piuttosto restia a lavare i pavimenti in ginocchio, ma io credo che sia l'unico modo per ottenere un buon risultato. Cosa ne dici?
Malina

Gentile signora Malina, non posso che confermare la sua opinione: l'unico modo per pulire a fondo i pavimenti è quello di mettersi ginocchioni e di strofinare vigorosamente. La Sua donna di servizio indosserà grembiule di plastica o di gomma, guanti del medesimo materiale, e una spessa uniforme di cotone che assorba facilmente l'acqua e il sudore. Naturalmente è raccomandato il fazzoletto, del medesimo materiale di cui è fatta l'uniforme.
Consiglio di far lavare alla serva tutti i pavimenti una volta al giorno. La saluto con devozione
Sua Monika

10 maggio 2008

il fazzoletto da testa


Domestica Monika, cos'è il fazzoletto da testa? Ne ho sentito parlare da una mia amica, ma non ho idea se lo si debba far indossare alla domestica, e quando.
Marcella P., Livorno



Gentile Signora, spesso le donne di servizio indossano sopra i capelli ben raccolti un grosso fazzoletto triangolare di tela, annodato dietro la nuca. Serve sia a proteggere i capelli durante le pulizie, sia a creare un grazioso pendant con grembiule e uniforme: molte domestiche, infatti, portano il fazzoletto da testa tutto il giorno, indipendentemente dai lavoro che devono svolgere. Personalmente ne devo indossare sempre uno, dello stesso colore e della stessa tela con la quale sono confezionate le mie divise. Credo che sarebbe opportuno, se la Signora lo ritiene, che la Sua domestica indossasse sempre un fazzoletto durante il giorno. Sua Monika


6 maggio 2008

Le regole negli anni 50



"Cara domestica, come erano regolati i rapporti domestica-padrona negli anni 50? C'erano regole più rigide di oggi? Grazie, Giusy84"

Gentile signorina Giusy, esiste un vero e proprio "decalogo della domestica" al quale si attenevano le donne di servizio degli anni 50. Regole precise riguardo l'orario di lavoro, i grembiuli e le uniformi, la pulizia personale, l'eventuale orario di uscita serale infrasettimanale e rientro, nonchè l'orario di riposo domenicale. Sarà mia cura pubblicare al più presto il decalogo, nel frattempo la saluto ossequiosamente
sua Monika