DISCLAIMER

ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE. CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale. RIPRODUZIONE VIETATA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI © JANINE SOUILLON, LUGANO, CH
Visualizzazione post con etichetta Villa Penitenza. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Villa Penitenza. Mostra tutti i post

22 luglio 2011

Report dalla padrona Barbara e dalla sguattera Lucia

Cara Monika,
eccoci di ritorno da Villa Penitenza.
Ho deciso che io e la sguattera scriveremo insieme degli interventi “a due mani”, in modo da presentare gli avvenimenti visti dalla padrona e dalla serva, sul modello delle “interviste parallele” di qualche rivista.

BARBARA
Il ritorno da Villa Penitenza è andato bene, con un pò di impegno da parte mia e della serva
Tutto è stato sistemato e la villa è stata chiusa. Ho fatto grazia alla serva di tornare a piedi con i bagagli che ci eravamo portate in due. Poiché la residenza della serva Lucia è molto più spaziosa del mio miniappartamento, ne ho preso possesso. Nello stipendio della serva sarà compresa una piccola quota addizionale. Grazie all’amicizia della Signora Bancaria, le malconce finanze dell’attività di Lucia hanno avuto un aiuto ed io sono entrata come socia. La sguattera Lucia, può ora lavorare il doppio, apprezzerà sicuramente la cosa. Non ho voluto infierire e per ora l’ho costretta solo un paio di volte a fare acquisti in divisa dai fornitori che la conoscevano come padrona, diciamo che utilizzo questa cosa come spada di Damocle per Lucia.
Per ora la sguattera si è comportata bene e non ha avuto bisogno di punizioni, evidentemente il corso è servito a qualcosa. Spero continui così, altrimenti prenderò gli opportuni provvedimenti.

LUCIA
Tutta presa dalla vita a Villa Penitenza non avevo mai pensato al ritorno a casa. Devo dire che la Signora Barbara non ha infierito su di me ed anzi si è data da fare per facilitarmi in molte cose. Immaginatevi però la mia umiliazione la prima volta che sono dovuta andare dall’abituale panettiere a fare acquisti in uniforme da serva. Spero che non mi porti mai dalla mia parrucchiera, non sopporterei mai di stare un paio d’ore in balia delle occhiate e delle risatine delle presenti.
A proposito, Monika, potresti consigliare alla Signora barbara le uniformi da servizio e da punizione da farmi adottare, dato che quelle che mi ha ceduto necessitano troppo lavoro per essere adattate?
Sono alta 1.68 e peso 80 kg

Uniformi da lavoro e da punizione: ci sta lavorando sopra Janine Souillon, io non sono stata autorizzata, sguattera Lucia.
Monika, sguattera


12 luglio 2011

LA PAGELLINA DELLA SGUATTERA LUCIA


Pubblichiamo un contributo della Sorvegliante Barbara che ringraziamo per l'interessamento al nostro blog.
Monika, sguattera

Ciao Monika,
sono la sorvegliante Barbara. Ti scrivo personalmente, perché non è giusto che la sguattera Lucia rubi troppo tempo al riposo per tenerti aggiornata sugli avvenimenti.
Come sai il corso di Villa Penitenza è terminato e presto la Villa chiuderà, per riaprire in future occasioni. Come in ogni corso sono stati fatti degli esamini e mi è stata inviata la pagellina della sguattera Lucia. Bisogna dire che delle tre educande Lucia è stata l’unica con una valutazione positiva. Sul giudizio delle altre due ha influito grandemente l’imperdonabile furto di cui si sono macchiate.
 E’con orgoglio che ti riporto, pertanto, l’attestato di valutazione da me ricevuto e consegnato a Lucia. 

CORSO ESTIVO PER SERVE 
VILLA PENITENZA

Allieva                   Lucia  xxxxx,
Qualifica                sguattera
Età                          42  
Altezza                   170 cm,
peso inizio corso:   77 kg,

NOTE DISCIPLINARI
Rispettosa e disciplinata, non si è macchiata di particolari colpe durante il corso.

NOTE PUNITIVE
Dotata di carattere remissivo, si ottengono risultati già con una buona reprimenda verbale.
Ha paura delle penetrazioni posteriori (vedi note mediche)
Sopporta scarsamente i clisteri. (vedi note mediche)
Odia i sapori marcati: sapone e pipì, tanto che sono occorse varie punizioni per costringerla ad assaggiarla.
Teme moltissimo le scosse date dall’applicazione della TENS.
Basta spesso la minaccia della punizione, oppure una buona sculacciata, per ottenere risultati. In ogni caso ha già subito scudiscio e frusta.

NOTE IGIENICHE
Solitamente si tiene abbastanza pulita. Durante le visite intime è stata trovata sudicia solo una volta.
Non è stata mai sorpresa a toccarsi. Se masturbata ha orgasmi rumorosi.
Si consiglia, comunque, di tenerla sorvegliata.

NOTE MEDICHE
Tende ad essere sovrappeso ma, durante il corso, seguendo la dieta appropriata, è calata di ben 5 kg.
Soffre di stitichezza, cerca di nasconderlo mentendo sulla propria regolarità.  Infatti odia tutte le cure per la stitichezza: purghe supposte e clisteri.
Si consigliano:
1) una assidua sorveglianza almeno una volta a settimana con la somministrazione dei semini, cure evacuative al bisogno.
2) una pulizia intestinale, da eseguire in ogni caso, tramite olio di ricino o clistere almeno una volta al mese.
3) un lavaggio intestinale completo tramite maxi purga e serie di clisteri una volta ogni sei mesi.

Somministrati clisteri fino a 3 litri, si può aumentarne comunque la capacità con l’allenamento.
Sottoposta a ciclo disciplinare di dilatazioni anali, è passata dal diametro di  25 mm a 35 mm. Si consiglia la prosecuzione delle odiate dilatazioni.

NOTE LAVORATIVE
Buona resistenza al lavoro.
La stiratura è la cosa in cui riesce peggio. Brava, invece a fare il bucato e le faccende di casa in genere.

CONCLUSIONI
Poiché ha seguito con profitto il corso di Villa Penitenza diviene possibile la promozione da sguattera a serva, all’insindacabile giudizio della Sorvegliante Barbara, sua Signora.

La Commissione d’Esame di Villa Penitenza

7 luglio 2011

VILLA PENITENZA: COMMIATO


Cara Monika,
ho saltato qualche report da Villa penitenza, perché la Signora Barbara non vuole che passi tutte le serate al PC. Per la durata del corso andava bene, ma mi devo abituare a fare la serva, non la protagonista. Mi permetterà, o meglio, mi ordinerà di scrivere qualcosa di tanto in tanto e più probabilmente posterà più spesso Lei con aggiornamenti sul mio servizio.
Ma andiamo con ordine, nei giorni scorsi c’è stata la festa di chiusura di Villa Penitenza, dapprima una dimostrazione di noi serve, in cui abbiamo mostrato alle Signore di essere in grado di punirci, su loro ordine, anche da sole.
Anne ha preparato un inginocchiatoio, coperto dai tappi corona della birre (non per niente tedesche!). Ci si è inginocchiata, non di colpo come aveva millantato, ma facendo molta attenzione. Ciò non toglie che le sono restate le stampine dei tappi sulla pelle del ginocchio per ore.
Brune si è applicata tutta la serie completa di dilatatori anali. Sull’ultimo ha applicato il Viks e, dalla smorfia che faceva le ha fatto di certo molto male.
Io, su suggerimento della Signora Oliva, ho deciso di punire le mammelle:  mi sono messa da sola il torchio mammellare, in cui avevo incerottato alcune puntine da disegno a 3 punte e, piano piano ho iniziato a girare i “galletti”, cioè le viti che lo stringono. Il dolore era allucinante ma sono riuscita a stringerlo al massimo, sudando come una fontana per il dolore. E che male quando, tolto il torchio, la sorvegliante Barbara mi ha massaggiato per vedere se le puntine avevano fatto grossi danni!
Terminata questa fase c’è stato un magnifico buffet a cui siamo state invitate dalle Signore. La Signora Bancaria, al momento del brindisi ci ha rivelato che si era parlato di farci “brindare” tramite clistere ma che la Signora Infermiera si è opposta all’utilizzo di alcolici per quella via: vengono assorbiti troppo rapidamente e si rischiano sbornie se non intossicazioni. Per cui ci è andata bene almeno una volta, abbiamo brindato tutte assieme, Signore e serve. Ci siamo salutate, con baci, abbracci e qualche lacrimuccia. Ora le tedesche sono partite, lo stesso le italiane. È restata solo la Signora Barbara . Dovrò mettere tutto in ordine, sistemare il giardino, più o meno una settimana.. Poi Villa Penitenza chiuderà, fino al prossimo impiego.
Un saluto dalla Signora Barbara e dalla vostra affezionata sguattera Lucia.

disegno © Maria Romey

2 luglio 2011

VILLA PENITENZA: L'AUTOPUNIZIONE DELLA SGUATTERA LUCIA


Cara Monika,
l’esperienza di Villa Penitenza si sta per concludere. Nei prossimi giorni ci sarà qualche celebrazione, tante lacrimucce e … ogni serva con la sua Signora. Resta però una cerimonia, a cui le Signore Teutonica e Rottermayer tengono molto, in cui le serve si autopuniscono, per dimostrare la fedeltà alla propria Signora. Non è che la cosa mi entusiasmi, ma non vorrei fare una figuraccia rifiutando di mettermi in gioco.
So che Anne ha preparato un inginocchiatoio su cui sono applicati dei tappi a corona, delle bottiglie di birra. Mi ha fatto capire che vi si inginocchierà numerose volte con tutto il suo peso, si maciullerà le ginocchia! Brune credo voglia fare qualcosa con il dilatatore anale o con lo zenzero, non so ma deve comunque essere qualcosa di molto doloroso. Resto io che non ho nessuna idea. Dovrebbe essere qualcosa di sufficientemente doloroso ma senza esagerare  e che io possa autosomministrarmi. Deve essere una procedura breve, escluderei quindi tutte le purghe, che richiedono ore per fare effetto. Mi rivolgo a te e alle Signore e serve lettrici del blog, per qualche suggerimento o imposizione. Tieni conto che ci sono ancora alcuni giorni.
Poi le altre Signore, con le serve al seguito,  lasceranno la Villa ed io resterò ancora, per sistemare tutto, comandata dalla mia Signora. La Villa Penitenza infatti deve restare pronta per usi futuri.
Un saluto dalla sguattera Lucia

VILLA PENITENZA: PUNIZIONE DELLA SGUATTERA LUCIA 2


Cara Monika,
mi ero fermata alla prima parte della punizione. Eccoti il seguito: la Signora Infermiera è arrivata con un sacchetto tutto appannato, dicendo che lo zenzero, previdentemente messo in frigo all’inizio del corso era pronto. Ora, mi era già capitato di sperimentare lo zenzero quando ero padrona ma lo avevo considerato una punizione minore. Stavolta invece mi è stato consegnato un affilato coltellino ed una “mano” enorme di zenzero, un po’ ammuffito all’esterno, perché era stato in frigorifero un mese ben avvolto nella plastica. Si precise istruzioni della Sorvegliante Barbara ho dovuto pelare e scolpire un grosso plug, a 2/3 dell’altezza mi ha fatto fare un incavo circolare, il plug mi sarebbe stato infilato fino a lì e i miei muscoli lo avrebbero trattenuto grazie all’incavo. Stava a me levigare perfettamente l’oggetto, perché non si utilizza nessuna forma di lubrificante, che disturberebbe i “benefici” effetti della radice, solo l’umidità e gli olii essenziali in essa contenuti favoriscono un po’ lo scorrimento. Dicono che la stagionatura in frigo, chiuso nella plastica per qualche settimana, fino a che inizia un po’ di muffa, moltiplica gli effetti irritanti di un fattore almeno 10 e purtroppo vi posso testimoniare che lo moltiplica forse addirittura di un fattore 100 !!!. Mi sono dovuta mettere a 4 zampe e la Sorvegliante , dopo avermi ordinato di rilassarmi ha iniziato a spingere. Ora, se non ve l’ho già detto era una “mano” enorme ed anche il “dito” utilizzato per il plug lo era, pertanto l’introduzione è stata laboriosa e dolorosa.
Ma non ero preparata a ciò che sarebbe seguito: una sensazione di bruciore , che nei primi secondi era quasi piacevole, ben presto è diventata fastidiosa e poi un vero fuoco, proprio come se mi avesse infilato un tizzone acceso. Inoltre mi ha fatto raddrizzare e tenere le natiche ben serrate. Poiché mi lamentavo e chiedevo pietà sono stata sculacciata, e immaginatevi cosa sono il bruciore interno sommato a quello delle sculacciate. Purtroppo, nei vari contorcimenti, il plug si è sfilato più volte, la Sorvegliante lo sciacquava in una bacinella di acqua e lo reinseriva. Era come se avesse soffiato sul fuoco, il già terribile bruciore veniva ancora aumentato. Per farla breve sono stati 45 minuti di agonia. Poi l’effetto della radice cala, perché il corpo si abitua, ma il bruciore è durato alcune ore. Ma non era finita, un altro “importante” pezzo mi è stato sfregato a lungo sulla passerina, poiché, a dire della Signora Infermiera, mi ero eccitata durante il procedimento. Capisci quindi carissima in che condizioni ero ieri sera. Ora ti devo salutare perché oggi abbiamo varie prove pratiche d’esame da superare, ti dirò che non ero mai stata così emozionata neanche ai vari appelli di esame ai tempi della scuola.
Un saluto dalla sguattera Lucia

Riceviamo e pubblichiamo una nota di Janine Souillon
"Attenzione, a tutte le padrone: prima di punire la vostra sguattera con lo zenzero, accertatevi che la serva non sia allergica alla sostanza attiva della pianta! Se lo fosse, credo che un abbondante clistere da trattenere nel corso di una severa fustigazione sia il castigo più appropriato."

1 luglio 2011

VILLA PENITENZA: LA PUNIZIONE DELLA SGUATTERA LUCIA


Cara Monika,
sono stata duramente ripresa, ed anche punita ma te ne parlo in seguito, per aver relazionato in maniera insufficiente sulle posizioni da assumere.
Innanzitutto veniamo alla posizione base inginocchiata, la domestica di mette in ginocchio, con le gambe unite, il corpo ben dritto. Le mani sono intrecciate dietro alla testa, stile “prigioniera di guerra”. E’ una posizione che riesce difficile mantenere ad una domestica poco allenata, anche perché va rispettata l’immobilità più assoluta. Spesso viene imposto di stare faccia al muro o, addirittura con un sacchetto sulla testa.  La Signora si piazza comoda in poltrona, dietro alla serva, munita di scudiscio per punire eventuali movimenti.
Altra posizione è quella di attesa di un comando: la serva sta in piedi, gambe unite, ben eretta, mani lungo i fianchi. Sguardo abbassato. Lascerà questa posizione solo quando autorizzata dalla Signora.
Dell’inchino abbiamo già parlato, comunque, la cosa basilare è il capo umilmente abbassato, poi si mettono le mani sui lati della gonna e la si allarga leggermente. Si mette un piede dietro l’altro e si piegano le ginocchia verso l’avanti o meglio verso l’esterno, mentre spalle e testa si chinano in avanti.  La profondità dell’inchino dovrebbe essere commisurata allo stato sociale dell’omaggiato.
Una posizione di attesa punizione sarà stesa sulla schiena, con le mani  schiacciate sotto al sedere.
La posizione per chiedere scusa sarà quella a 4 zampe, la serva si umilierà con voce chiara e attenderà ordini. Non cercherà in alcun modo di sminuire le proprie colpe.
Sarà necessario che le serve si allenino a mantenere queste posizioni molto a lungo e nella immobilità più assoluta, infatti una Signora sarà certamente meglio disposta verso una serva che,  mantiene la posizione prevista senza sforzo apparente, rispetto ad una che continua a muoversi nervosamente.
E veniamo alla mia punizione: nel pomeriggio sono stata chiamata al cospetto della Signora Bancaria, che mi ha contestato la cattiva trattazione delle posizioni servili. La Sorvegliante Barbara è stata incaricata della punizione. Mi è stato consegnato mezzo litro d’acqua con l’ordine di trangugiarlo seduta stante. Mi sono poi dovuta denudare e mi hanno messo nella posizione base inginocchiata, vista sopra, faccia al muro. Dietro di me, in una comoda poltrona si sono alternate le Signore per controllare che non mi muovessi assolutamente, Dovere stare immobile, altrimenti ti bacchettano con lo scudiscio è veramente duro. Il farlo per lunghe ore è orribile, il farlo con la vescica piena da scoppiare è una tortura. In quella posizione ti dolgono tutti i muscoli e cominci a sudare. Ricordo le goccioline di sudore che mi scendevano per le braccia e mi solleticavano sotto le ascelle, e l’odore di sudore che mandavo, terribile.  E quando, ormai provata, ho sospirato un po’ più forte la Sorvegliante mi ha detto, mia cara so che ti scappa la pipì ma non ti darò il permesso di muoverti. Se vuoi puoi pisciarti addosso, naturalmente poi ti punirò. Credo di aver resistito solo altri 15 minuti,  poi ho mollato ed una pozzanghera calda e maleodorante si è allargata sotto di me. La Sorvegliante si è allontanata un attimo, è tornata con un pezzo di pane e lo ha inzuppato, schiacciandolo poi sotto le suole. La cena della sguattera è servita, facendomi un inchino di scherno. Insomma, non ci crederai ma ho dovuto tirare a lucido il pavimento con la lingua, lappando pipì pane e polvere.
Non è finita qui, domani ti racconto il seguito della punizione, ti basti sapere che ti sto scrivendo in ginocchio, perché ho un terribile bruciore al buchetto.
Ciao collega, un saluto dalla sguattera Lucia

30 giugno 2011

VILLA PENITENZA: POSIZIONE DA PUNIZIONE


Cara Monika,
qui proseguono gli esami. Stamattina, come prima cosa controllo della pulizia delle zone intime, da parte della Sorvegliante Barbara. Stavolta mi è andata bene, del resto mi sono consumata un panetto di sapone a furia di lavarmi tutte le volte che ne avevo la possibilità. Non così bene le tedesche, tutte e due con biancheria e zone intime puzzolenti. Di seguito lezione sugli atteggiamenti che deve tenere la domestica in presenza di una Signora nei due casi, A) la Signora è presente ma non si rivolge a lei, B) viene interpellata dalla Signora. Nel caso A la domestica fa l’inchino e poi esegue i propri compiti, senza mai fissare la Signora. Nel caso B la domestica fa l’inchino e resta di fronte alla Signora con gli occhi abbassati, sarà la Signora a dare l’ordine di guardarla. Sono state inoltre esaminate le posizioni che una serva deve assumere in caso di punizione, la posizione base, con la domestica nella posizione a quattro zampe, ma con il sedere inarcato e le mammelle e la faccia premute a terra. E’ una posizione umiliante e faticosa, che mostra tutte le parti vergognose. Qui la Signora redarguirà o punirà la domestica. E’anche la posizione che la domestica raggiunge spontaneamente se deve confessare qualche colpa, per esempio la rottura di un piatto.
Di seguito abbiamo dovuto dare dimostrazione della abilità raggiunta al servizio in tavola e nel servire il tè, dapprima con le scarpe basse in dotazione e poi con gli zoccoli punitivi. Durante quest’ultimo esercizio la povera Brune ha rovesciato una tazza di acqua bollente sulla mano della Sorvegliante Barbara. La Signora Infermiera non c’era e pertanto la Sorvegliante è dovuta andare al pronto soccorso. Fortunatamente è bastata una pomatina ma è stata comunque avviata un inchiesta per verificare se c’era stato dolo o malizia. L’imputata negava recisamente, la Signora Bancaria ha allora ordinato una seduta di interrogatorio. Hanno iniziato a frustarla, poi le hanno fatto bere tre bicchieri di pipì, le hanno aperto a forza la bocca e la Sorvegliante in persona ha provveduto a tormentarla provocandole il vomito con una piuma in gola. Ma non era finita, le hanno messo anche gli elettrodi e iniziato a farla scuotere con le scosse.. A questo punto la poveretta era come impazzita e, pur di far cessare i tormenti ha confessato. Le è andata bene, perché la Sorvegliante Barbara si è dichiarata soddisfatta così, altrimenti chissà che condanna avrebbe ricevuto?
Monika, ti saluto, devo mettermi a studiare, nel tempo libero perché ci sono stati dati alcuni libretti su vari argomenti dalla cucina al pronto soccorso. Dobbiamo studiare il tutto entro dopodomani.
Ciao Monika un abbraccio dalla sguattera Lucia.

29 giugno 2011

VILLA PENITENZA: SGUATTERE SOTTO ESAME


Cara Monika,
qui le lezioni continuano, ieri lunga lezione sul tè, come si scelgono i vari tipi, a seconda dell’ora, degli ospiti e della presenza di dolcetti. Poi come si serve il tè alla padrona da sola o ad un gruppo di ospiti. Poiché eravamo poco attente siamo state tutte punite, con sei colpi di frustino e poi abbiamo seguito il resto delle lezioni in ginocchio sul sale grosso. A dirlo sembra poco, ma passarci una buona ora ti porta allo svenimento! Sempre per punizione ci hanno tenuto a pane ed acqua sia a pranzo che a cena e a me non hanno permesso di usare il PC..
E veniamo ad oggi, ci è stato detto che , poiché si avvicina la fine del corso, ci verranno posti dei quiz e poi delle prove pratiche, per giudicare la nostra preparazione.
Il quiz che mi hanno proposto è: la tua Signora riceve come ospite una sua amica. Durante il giorno la Signora esce, lasciando l’ospite a riposare. L’ospite si alza e, sapendo che sei la domestica, ti incarica di una commissione. Tu che sai di non avere il permesso di uscire tentenni e fai presente la cosa. L’ospite si arrabbia e dice che in assenza della Signora comanda lei e apre la porta, spingendoti perché tu esca. A questo punto tu che fai?
1)    Oppongo resistenza e ribatto che solo la mia Signora può darmi ordini. Reagisco alle spinte, fino alla rissa.
2)    Ribatto che purtroppo gli ordini ricevuti sono opposti ai suoi e che devo obbedire alla mia Signora. Se insiste a spingermi cedo ed esco.
3)    Ribatto che purtroppo gli ordini ricevuti sono opposti ai suoi e che devo obbedire alla mia Signora.  Opporrò resistenza passiva, senza permettermi di mancarle di rispetto ma senza violare gli ordini della Signora.
4)    In assenza della Signora può comandarmi l’ospite, possono esserci delle ragioni che non conosco e non è tenuta a spiegarmi. Obbedisco.

Nel mio caso ho indicato la risposta numero 3, infatti all’ospite della Signora devo solo rispetto. Gli ordini dati dalla Signora sono in ogni caso per me vincolanti, soprattutto in un lasso di tempo breve, Sarei interessata alle risposte ed alle relativa motivazioni dalle altre serve.
La Signora Infermiera ci ha pesate e devo dire che la dieta di Villa Penitenza ha dato i suoi frutti su tutte e tre, circa cinque chili in meno in un mese non è poco, peccato che da serva la prova costume non è contemplata.
Sul fronte delle imposizioni fatte dalla Sorvegliante Barbara su di me, sto pian piano abituandomi, a furia di sculaccioni, al gusto della mia pipì, almeno non mi vengono più gli urti, ma da qui a berla sarà dura. A proposito di questo devo precisare che a suo tempo io avevo costretto l’allora mia domestica a bersi alcuni bicchieri della MIA pipì, quindi non pensate che questo sia un accanimento contro di me, semplice giustizia.
Ciao collega, un saluto dalla sguattera Lucia

Cara Lucia, anch'io avrei scelto la risposta numero 3. Mi sembra quella più equilibrata e rispettosa.
Un abbraccio in grembiule di gomma
Monika, sguattera

26 giugno 2011

VILLA PENITENZA: L'ISTITUTO PER L'EDUCAZIONE DELLE SERVE


Cara Monika,
oggi  giornata libera dal servizio, dedicata alla cultura.
Le Signore ci hanno portato a visitare un vecchio edificio, inutilizzato, di una città vicina, era un istituto per l’educazione delle domestiche.
 La Signora Bancaria ci ha tenuto una lezione su questi istituti. Nella prima metà del 1800 nelle città vi era una forte richiesta di donne di servizio, questa possibilità di lavoro richiamava dalla campagna e dalla montagna giovani donne desiderose  di un lavoro. Però l’istruzione di queste era inesistente e sapevano poco dei fatti della vita. Risultato: lavoravano malissimo e spesso venivano messe incinte, generando una massa di figli illegittimi. Inoltre, se venivano cacciate dal lavoro, senza una lettera di benservito, non riuscivano a trovarne un altro e finivano a fare le prostitute. Per cui vennero creati istituti per l’assistenza e l’educazione delle domestiche. In tali istituti si doveva insegnare tutto, dalla igiene personale ai vari lavori richiesti ad una serva.
Teniamo conto che in quegli anni nelle scuole, e quindi su persone più giovani e più istruite, si utilizzava come metodo correzionale la bacchetta, va da sé che in questi istituti la disciplina venisse applicata con metodi molto energici.
Alla fine del corso le ragazze venivano avviate al lavoro, con una lettera di raccomandazione della scuola. Nel caso di una domestica cacciata dal lavoro per colpe gravi, le veniva offerta una possibilità di un internamento più lungo nell’istituto per una “riabilitazione”. Se resisteva fino alla fine le veniva nuovamente data la lettera di raccomandazione.
Anne e Brune davano segni di disinteresse ed insofferenza.
Per me invece, camminare per quei polverosi e bui corridoi, vedere i cameroni dove le allieve venivano ospitate, le cellette di punizione, mi ha molto turbata.
E veniamo alla dieta della domestica, devo confessare pubblicamente di avere tralasciato alcune cose.  Gli insaccati sono dannosissimi, le serve tendono ad utilizzarli per comodità, perché non richiedono di cucinare. Le carni rosse vanno evitate assolutamente. Resta il pesce che è consigliabilissimo ma molto costoso, a meno di utilizzarlo in scatola o congelato. Un pochino di carni bianche. I dolci sono assolutamente da evitare, come pure tutto ciò che contiene zuccheri raffinati. Vi chiederete cosa resta alle povere domestiche per consolarsi: se si comportano bene verrà loro concesso un frutto di stagione, come premio. In quanto agli alcoolici le serve se li scorderanno, la Signora avveduta le beccherà inevitabilmente e fioccheranno le punizioni. Da bere useranno acqua e una quantità moderata di tè, magari verde e non zuccherato.
Scusandomi ancora con la Signora Infermiera, con te e con le lettrici saluto rispettosamente.
Sguattera Lucia

25 giugno 2011

LA DIETA DELLA SERVA

ATTENZIONE
Le indicazioni che seguono non hanno alcuna patente scientifica nè possono avere alcun valore dal punto di vista medico, pertanto vanno accolte esclusivamente sotto un profilo letterario.
Monika, sguattera


Cara Monika,
oggi la Signora Infermiera ha tenuto l’attesa lezione sulla dieta per le domestiche. Saputo però della mia intenzione di riportarla sul blog, avverte però di non avere titoli per proporre diete ad altre persone. Fatta questa premessa veniamo alla lezione.
Spesso le domestiche mangiano male, complice la stanchezza e il voler risparmiare, infatti quasi tutte si accontentano degli avanzi. Inoltre, vuoi anche per non dover chiedere di andare a fare pipì, non bevono mai a sufficienza. Tutto questo si traduce in domestiche che soffrono di stitichezza ed hanno un addome gonfio. Invece una domestica deve innanzi tutto bere un minimo di due o tre litri di acqua. Qui le Signore possono aiutarle, concedendo graziosamente il permesso di bere del tè, che aiuta la serva a stare ben sveglia e pronta sul lavoro. La dieta della serva non deve assolutamente essere costosa, un piatto di pasta, magari integrale, condita con una scatoletta di tonno, ha un costo irrisorio. La parte principale dell’alimentazione dovrà però essere la verdura, le carote, per esempio costano poco e si conservano molto a lungo, lo stesso vale per i legumi: fagioli ceci e lenticchie, comprati secchi ai discount durano all’infinito e forniscono proteine vegetali e fibre. La brava domestica imparerà a consumare questi cibi, sopportando i leggeri gonfiori da questi provocati. Un'altra possibilità di approvvigionamento di verdure fresche a basso costo sono i mercati rionali. La fedele domestica selezionerà le parti migliori per la tavola della Signora e avrà la possibilità di consumare le parti scartate, magari bollite. Se la nostra serva avesse poi bisogno di ulteriori fibre, si potrà costringerla a ingurgitare della crusca, comperata all’ingrosso da un mugnaio.
Se la serva tenderà a calare di peso le si aumenteranno leggermente le calorie, se invece aumentasse si ridurranno sostanzialmente le razioni, con un corrispondente aumento del lavoro.
Insomma, al giorno d’oggi le Signore non devono pensare solo alla propria forma fisica, devono costringere le domestiche a curare la propria. E’impensabile che una serva che segue i precedenti consigli dietetici soffra di stitichezza, questa, pertanto, va considerata dalle Signore come una colpa e sanzionata di conseguenza. Per evitare che la serva menta sui propri ritmi biologici, la previdente Signora la obbligherà almeno ogni due tre giorni a prendere i semini, in modo che una eventuale bugia venga subito rivelata. E in caso di necessità, niente lassativi o supposte costosi, ci sono sempre l’economicissimo olio di ricino o il buon vecchio apparecchio da clistere che una volta comperato non ha nessun costo!

Sguattera Lucia

VILLA PENITENZA: LE SGUATTERE A LEZIONE DI BUCATO

Questo resoconto, il ventiduesimo, scritto dalla sguattera Lucia ma per una dimenticanza o un disguido della  medesima mai inviato, è giunto insieme a quello della stiratura. Lo pubblico ora, scusandomi anche a nome della sguattera Lucia.

Monika, sguattera

Cara Monika,
oggi il nostro apprendistato è continuato, lezioni di bucato, ovviamente fatto a mano, con sapone di marsiglia. E naturalmente, oltre a montagne di biancheria delle Signore, ci siamo dovute lavare anche numerose lenzuola. Non so se con l’allenamento la cosa migliori ma non so decidere se duole più la schiena, spalle o braccia.
Poiché eravamo troppo stanche la prevista lezione di servizio in tavola è stata rimandata, al suo posto la Sorvegliante ha voluto addestrarci a… fare buon viso a cattivo gioco. Infatti ha notato che spesso quando eseguiamo un ordine sgradito lo si vede chiaramente dal nostro viso. Per abituarci a dissimulare i nostri sentimento ci ha costrette ad orinare in una ciotola e poi berla a piccoli sorsi, di fronte a lei, con stampato un bel sorriso sulla faccia.
Inutile dire che per me, non ancora domata, è stata molto dura e che anche solo per convincermi ad avvicinare la ciotola alle labbra si sono sprecati gli sculaccioni. Per ora ne sono riuscita ad assaggiare solo un piccolo sorso che poi ho sputato, ma la Signora Barbara ha detto che c’è tutto il tempo, tanto la pipì mi scappa ogni giorno. Se domani farò ancora tante storie, mi ha già detto che passerò la notte, e in futuro anche le giornate, chiusa nello stanzino delle punizioni, al buio e senza cibo né acqua. “poi vedrai che sarai tu a chiedere un bicchiere di pipì” ha detto la Sorvegliante.
Come vedi dovrò piegarmi, anche se la repulsione e lo schifo sono più forti di me, infatti sto scrivendoti tra le lacrime. Non credo che riuscirò a sorridere, per quanto mi faccia subire. Sono proprio disperata.
Ciao Monika, un abbraccio dalla sguattera Lucia.

VILLA PENITENZA: LE SERVE STIRANO


Cara Monika,
è passato quasi un mese da quando è iniziata la mia detenzione a Villa Penitenza. Le lezioni proseguono sempre regolari, e siamo arrivate a quelle che noi serve temiamo di più: le lezioni di stiratura. Utilizzare un ferro rovente, che manda sbuffi di vapore, chiuse in un afoso stanzino, magari senza finestre, stare in piedi per interminabili ore e nel contempo togliere tutte le grinze e piegare artisticamente la biancheria, senza rovinarla e facendo in modo che una volta piegata possa essere impilata in pile con tutti i  capi piegati con la stessa dimensione. Ti lascio immaginare che incubo per la povera serva, anche perché la Signora farà in modo da controllarla e stressarla, magari con la richiesta di servire una tazza di tè. Insomma, dopo aver subito una intera giornata dedicata alla stiratura posso affermare che è il lavoro che mi è più sgradito, sempre considerando, però, che una serva esegue fedelmente gli ordini della Signora, graditi o sgraditi che siano. Anche le colleghe tedesche hanno dato il loro contributo di sudore, scottature e lacrime.
La divisa di punizione è stata pienamente collaudata sulla povera Brune, che, indisposta per il ciclo, cercava di sottrarsi alle lunghe ore di stiratura. La Sorvegliante Barbara gliela ha fatta indossare e le ha bloccato le braccia, in modo che non potesse fare il minimo movimento. Le ha poi stretto con due fasce le già abbondanti mammelle, in modo che si inturgidissero di più ed ha iniziato a passarle dapprima con un mazzo di ortiche e poi schiaffeggiandogliele. Il trattamento ha subito rinvigorito la poveretta, che cercava disperatamente di muovere le braccia per proteggersi, ma senza il minimo risultato.
E veniamo a me, ho fortunatamente restituito i semini. Comunque nei prossimi giorni è prevista una lezione della Signora Infermiera sulla dieta che noi serve dobbiamo seguire, per evitare questo genere di problemi, ti terrò informata.
Ti saluto cara collega.
Sguattera Lucia

Attento le istruzioni sulla dieta, collega sguattera: credo che molte padrone siano interessate all'argomento.
Monka, sguattera

23 giugno 2011

VILLA PENITENZA: NUOVE DIVISE DA PUNIZIONE


Cara Monika,
oggi, la Signora Bancaria ci ha detto che era arrivato un artigiano per sistemare la nostra divisa di punizione. Infatti di lì a poco è arrivato un allegro vecchietto, ho saputo poi che è un artigiano calzolaio e sellaio. Ci è stato ordinato di indossare pannolone e mutande di plastica. Il vecchietto, con gli occhi lucidi e l’aspetto arrapato ha cominciato a prenderci misure su misure, palpandoci abbondantemente, tanto eravamo state ammonite, in sua presenza, dalla Signora Bancaria di non ostacolare assolutamente il suo lavoro, pena la frusta. In breve taglia di qua e cuci di là ci ha preparato una specie di camicia di forza, con la quale le Signore possono, tramite un infinità di strategiche cinghiette, stringerci nelle parti più fastidiose della nostra anatomia. Inoltre, tramite polsiere e cavigliere possono essere limitati i nostri movimenti, dal costringerci a fare i passettini, via via fino alla immobilità più completa. Su richiesta della Signora Infermiera  il tutto è realizzato in materiali lavabili, in modo da garantire l’igiene di noi serve.
Ma veniamo alle lezioni odierne, servire in tavola, pare semplice, quando si vede un cameriere volteggiare tra i tavoli, ma vi assicuro che non lo è, soprattutto sotto l’incubo delle punizioni se si rovescia qualcosa o, peggio si rompe un piatto! E come se non bastasse, il peso sul vassoio che porti viene via via aumentato e una Signora un po’ cattivella sperimenta le cavigliere con la cinghietta che ti costringe a fare i passettini da gheisha.
Insomma anche oggi ci siamo dovute guadagnare la sbobba, infatti anche le altre due alla fine erano stravolte.
Altre cose stanno andando male, i famosi semini non sono ancora usciti, spero che sia l’effetto di tutte le purghe prese e domani possa riconsegnarli, evitando spiacevoli cure. E stasera la Sorvegliante Barbara mi ha imposto nuovamente di assaggiare la mia pipì. Fortunatamente sono riuscita a trangugiarne un mezzo bicchiere, e per oggi si è accontentata, ma ha ribadito che prima della fine ne berrò un bicchiere, come se fosse acqua fresca e pure sorridendo!
Ciao Monika dalla sguattera Lucia

22 giugno 2011

VILLA PENITENZA: PULIZIA DENTRO E FUORI



Cara Monika, “oggi la festa è finita”, con questa frase siamo state accolte nel salone, per le lezioni odierne. La Sorvegliante Barbara si è incaricata di tenercele. Però, invece di partire con le lezioni di stiratura, l’ha presa molto alla lontana: ci ha attrezzate di spazzolini e via a pulire la tazza del wc ed i pavimenti, in ginocchio. Poi lavaggio pavimenti, in tutti i modi possibili, indi lavaggio vetri, anche qui con tutte le varianti. Si è fatto mezzogiorno, però nessun cibo per noi, infatti ci aspettavano le spiacevoli operazioni di pulizia intestinale. Qui penso che la Signora Barbara abbia voluto togliersi un sassolino dalla scarpa, infatti ha chiamato la Signora Infermiera ed ha detto “Mia cara ci sarebbe una bella maxi purghetta per la nostra sguattera Lucia?”. Mi sono venute subito le lacrime agli occhi pensando a cosa mi attendeva, infatti è stato approntato un secchio contenente un doppia dose di purga: otto litri. Non credevo ai miei occhi e cercavo febbrilmente una qualche idea per salvarmi. Ma a togliermi ogni speranza è arrivata la Signora Infermiera brandendo un enorme imbuto a cui era collegata una grossa sonda di gomma di lunghezza spaventosa, sarà stata un metro e mezzo. “O bevi da sola oppure ci penso io a riempirti, te la infilo dalla bocca fino nello stomaco!” è stata la sua minaccia. Dopo ciò che ci fece soffrire con la piuma strofinata in fondo alla gola, mi butterei anche nel fuoco pur di evitare altri maltrattamenti medici, ed allora ho acconsentito. Ma non era finita, per non fare perdere troppo tempo mi è stato ordinato di finire tutto in 4 ore, cioè nel tempo in cui normalmente somministrano solo 4 litri! Che dirti, Monika, di 4 ore passate a trangugiare un liquido vomitevole e leggermente salato, continuando ad inghiottire costringere lo stomaco a non rivoltarsi? E che dirti dei dolori di pancia che sono cominciati ad un certo punto, costringendomi a stare sul secchio per quattro ore, mentre continuavo a trangugiare purga e contemporaneamente scaricarmi? E’ stata una vera tortura.
E alle due tedesche non è andata meglio, la Signora Infermiera ha provveduto a fare loro due bei clisteroni, l’ultimo dei quali punitivo, consistente in un clistere di 3 litri di cui i primi 2 litri di acqua molto calda e il terzo litro di acqua fredda di rubinetto, somministrato con la sonda a due palloncini.
Non capivo cosa supplicassero in tedesco, ma hanno sofferto veramente tanto. Dovevi vederle, nonostante le avessero fissate al lettino di contenzione si torcevano come anguille, col loro pancione gonfio e dolorante. Non contenta di ciò la Signora Infermiera le ha costrette a sfilare a pancia gonfia, in presenza delle altre Signore e fare a tutte un perfetto inchino, prima di portarle al loro secchio, per le operazioni di svotamento. E da domani riprenderà la disgustosa routine dei semini da inghiottire.
Intanto il nostro apprendistato si allunga a vista d’occhio, sono già state previste lezioni di bucato, servizio in tavola, cucina, stiratura, ikebana, cerimonia del tè e chissà che altro.  
Come vedi qui alle domestiche non basta più la voglia di lavorare, occorre una laurea!
Ciao cara Monika, scusa i miei sfoghi. Un abbraccio dalla sguattera Lucia.

21 giugno 2011

VILLA PENITENZA: LE SERVE ALLA PROVA



Cara Monika,
come ti avevo annunciato oggi c’è stata la visita di alcune Signore ospiti, di alto grado. Noi siamo state fatte alzare presto per le ultime pulizie, innaffiare il giardino e disporre graziosi mazzi di fiori nel salone. All’arrivo delle Signore sono cominciate le cerimonie. Non ti posso raccontare molto, buona parte dei discorsi erano in una lingua che non conosco (forse serbo)  e la Signora Victoria traduceva per le sue colleghe italiane. Durante un momento di pausa è stata ufficializzata la mia assunzione da parte della Signora Barbara.
Le cerimonie si sono molto dilungate, tanto che stare immobili è diventato un vero tormento. Fortunatamente dai vari buffet è avanzato un sacco di cibo, per cui ci siamo potute saziare allegramente. L’allegria è scomparsa di colpo, però, quando una delle ospiti ha voluto verificare la nostra bravura come serve, consegnandoci camicia e gonna da smacchiare e stirare seduta stante. Come immaginerete io non ho mai avuto occasione di fare questi lavori, ho però visto altre a farli. Mi sono così data da fare ma con pessimi risultati. La sorpresa sono state però Anne e Brune, se i miei risultati erano esteticamente pessimi il loro è stato un disastro, hanno addirittura rovinato irrimediabilmente i capi bruciacchiandoli!
La scoperta della nostra assoluta impreparazione, di fronte alle ospiti, ha lasciato basite le Signore, anche perché è una macchia sul loro curriculum. Ci siamo prese un bel po’ di sculaccioni e ci hanno minacciate di terribili castighi alla partenza delle ospiti. Da domani seguiremo un corso tenutoci dalla Sorvegliante Barbara, sui lavori delle domestiche e delle sguattere. Dovremo scontare la mangiata fatta oggi con una accurata pulizia intestinale, se non apprenderemo rapidamente ad eseguire i nostri compiti ci attendono feroci punizioni.
Come vedi, Monika, la situazione non migliora affatto, anzi, dopo tre settimane siamo messe peggio che alla prima! Comunque si deve sopravvivere. Non so se, con i ritmi che ci verranno imposti mi sarà possibile scriverti tutti i giorni, ti prometto, però di fare il possibile.
Ciao Monika, un saluto dalla sguattera Lucia.

18 giugno 2011

VILLA PENITENZA: LUCIA RIMANE SERVA


Cara Monika,
a Villa Penitenza sono in arrivo grosse novità. Stamattina, dopo gli ultimi ritocchi e dopo di aver innaffiato il giardino siamo state convocate nel salone. Sono arrivate le Signore, quasi non le riconoscevamo, vestite tutte con un lungo abito scuro, lo si direbbe quasi un saio. E’l’abito da cerimonia. La Signora Bancaria prende la parola e ci comunica le novità. La Novizia Barbara viene promossa da oggi al ruolo di Sorvegliante. In questo ruolo, per noi equivale ad una Signora a tutti gli effetti. Infatti può darci ordini e punirci in assoluta autonomia. Ci è fatto obbligo di chiamarla Signora oppure Sorvegliante. Domani ci sarà la festa per la sua promozione, con degli invitati. A questo proposito noi serve dovremo avere un comportamento impeccabile, perché una mancanza  ci costerebbe la condanna a qualche mese di Istituto Correzionale per domestiche ribelli. Dovremo presenziare alla cerimonia di nomina stando immobili in piedi molto a lungo, per evitare problemi ci fanno indossare pannolone e mutande impermeabili.  Poi dovremo tenerci umilmente in disparte durante i vari rinfreschi e brindisi. Ci saranno però dati gli avanzi, e già oggi ci sono state date razioni migliori e più abbondanti, per cui la vita torna a sorriderci.
Non ci sono state particolari attività, la Villa è stata da noi tirata ancora più a lucido, abbiamo lavato tutto il nostro corredo e lucidato scarpe e zoccoli punitivi. Ci siamo accuratamente lavate col sapone di marsiglia. Speriamo proprio che domani vada tutto bene e di non finire all’Istituto Correzionale, visto la durezza di Villa Penitenza, quello deve essere proprio un inferno.
E veniamo alla mia situazione, come ormai immaginavate, almeno per quest’anno non si parla assolutamente di una mia riabilitazione, anzi, verrò messa senz’altro a servizio. La Sorvegliante Barbara può assumere una domestica e si è detta disponibile ad assumermi.  Monika, tu che sei da anni a servizio, vorrei  mi dessi un consiglio, accettare questo posto, con l’umiliazione di servire dove prima comandavo o chiedere rispettosamente un alternativa?
Ciao Monika, un abbraccio dalla sguattera Lucia

Cara Lucia, ecco il mio parere, da serva a serva: credo che, nella posizione in cui ti ritrovi, non sarebbe affatto opportuno chiedere un'alternativa. Ora sei una serva a tutti gli effetti e qualunque richiesta da parte tua equivarrebbe al mettere in discussione l'autorità che dispone di te.
Con tutta la mia solidarietà
Monika, domestica

disegno © G. Pichard

17 giugno 2011

VILLA PENITENZA: LE FORZATE DEL CONCIME


Cara Monika,
scusa il ritardo ma ieri sera non ero proprio in condizioni di scrivere il report.
I miei guai sono cominciati prestissimo, quando camminando ho involontariamente urtato la Signora Infermiera. Mi è venuto istintivo scusarmi, dimenticando di essere una sguattera, dicendo “Scusami”. Gravissima infrazione all’etichetta. Di lì a poco la Signora Infermiera è tornata, accompagnata dalla Novizia Barbara che mi ha consegnato una saponetta, già ammorbidita nell’acqua calda. Mi hanno costretto, dapprima a leccarla con tutta la lingua, poi a tenerla in bocca per 15 minuti e per finire a masticarne un pezzo per poi risputarlo. Non vi dico lo schifo, anche perché era una saponetta profumata. Mi hanno permesso di sciacquarmi la bocca ma il sapore mi è restato in bocca per tutta la giornata.
Ma il peggio doveva ancora venire, le Signore hanno fretta di terminare il giardino, poiché vogliono festeggiare qualcosa ed allora non possono attendere i nostri ... tempi digestivi. La Signora Portinaia ha avuto l’idea del pozzo nero: essendo la casa in montagna non è collegata alla rete fognaria ma ha il pozzo nero, che deve essere vuotato periodicamente. Detto fatto, siamo state messe tutte e tre ai lavori forzati. Io, l’ultima ad avere meritato una punizione, ho dovuto indossare lo “Scafandro” ed ho avuto l’invidiabile compito di sollevare il tombino e poi, con un secchio, a cui era stato fissato in qualche modo un pezzo di legno, prelevare il contenuto del pozzo nero. Poi il secchio veniva passato alle colleghe che provvedevano a svuotarlo sul terreno. La puzza all’imbocco del tombino era tale che le Signore hanno deciso di legarmi in vita con una corda, per evitare che svenendo potessi cadere nel pozzo. Immaginatevi lavorare per quattro interminabili ore dentro uno scafandro impermeabile, sotto il sole e potendo a malapena respirare. E naturalmente guai a rallentare il ritmo o, peggio a fermarsi un attimo, subito appariva la Novizia per ricordarci a frustate il nostro dovere.
Alla fine io ero talmente sporca ed in tali condizioni che la Novizia ha dovuto lavarmi con l’idrante del giardino.
E il compito successivo è stato di zappare il terreno, in modo che assorbisse il concime e sparisse il cattivo odore da questo esalato.
Finito il lavoro la Signora Infermiera ha detto a me e Brune di non preoccuparci, che alla pulizia di quei pozzi neri dei nostri intestini si sarebbe  comunque provveduto nei prossimi giorni, che premurosa, vero?   
Per cui ieri sera, appena ricevuto il nostro pasto e terminati i lavori serali sono crollata addormentata sul materassino.
Stamattina ci hanno svegliato prestissimo, fatte indossare le divise e spedite in paese, trainando un carrettino, per fortuna senza gli zoccoli punitivi. Due Signore, naturalmente ci controllavano dal SUV. Abbiamo trainato il carrettino fino ad un fiorista, dove sono stati acquistati dei bei cespugli fioriti. Vedere tre sguattere a trainare un carretto ha lasciato allibiti tutti i presenti, ci sono state occhiate stupite e gente che ridacchiava, noi eravamo paonazze. E poi via, trainare indietro il carrettino ora carico, in salita. Alla fine del viaggio, subito alle vanghe, sotto la direzione della Signora Severa, per piantare i fiori  ed i cespugli. Ed infine un ora per innaffiare abbondantemente il giardino. Insomma siamo arrivate a sera saltando anche il pranzo. Finalmente ci siamo potute dissetare e nutrire.
Come vedi qui a Villa Penitenza si fa in modo che noi sguattere non si resti con le mani in mano.
Un caro saluto dalla sguattera Lucia.

15 giugno 2011

VILLA PENITENZA: CONTROLLO PSICOLOGICO E FISIOLOGICO DELLE SGUATTERE


Cara Monika,
questa mattina, svolti i soliti lavori di routine, anziché essere ammesse nel Salone, siamo state portate sotto il portico, dove la Maestra delle Novizie e la Novizia Barbara ci hanno fatto fare una serie di esercizi simili alle parate militari, camminare in maniera sincronizzata, obbedire  all’unisono ai vari comandi sinistra, destra, avanti ferme, dietrofront. La cosa è proseguita molto a lungo. Non ci è stato rivelato cosa è stato detto, ma come cronista, sono riuscita a conoscere l’argomento odierno: il condizionamento psicologico ed il lavaggio del cervello delle domestiche. Posso quindi immaginare che anche gli strani esercizi eseguiti stamattina fossero in qualche modo legati all’argomento e forse le Signore non vogliono che noi si conoscano i particolari delle loro sofisticate tecniche di dominazione.
Dopo il pranzo, che con nostra gioia continua ad essere abbondante, anche se sono solo fagioli, siamo state convocate nel salone.
La Novizia Barbara ci ha fatto abbassare le mutande e le ha annusate, potete immaginarvi la vergogna che ho provato, quando ha annunciato  che “la sguattera Lucia puzza di piscio, questa vecchia incontinente deve imparare a tenersi pulita”. Mi ha fatto mettere a sedere nudo sulle sue ginocchia e mi ha sculacciata di santa ragione. La Maestra delle Novizie le dava consigli sulla tecnica per sculacciare a lungo senza stancarsi o indolenzirsi troppo la mano. Devo dire che la Novizia Barbara sta imparando rapidamente … fin troppo!.
E’giunta l’ora della pulizia intestinale. Per non perdere tempo le Signore hanno deciso di trattare una serva per giorno a turno. Tocca alla Novizia Barbara  provvedere a queste operazioni, istruita dalla Signora Infermiera. Si decide che impiegherà per Anne una doppia dose di olio di ricino. La meschina deve mettersi in ginocchio e la Novizia le somministra, cucchiaio per cucchiaio il fetido liquido. Non contenta di come la poveretta succhia l’olio la obbliga a pulire meglio il cucchiaio leccandolo accuratamente. Ovviamente la povera Anne stasera non sarà in grado di cenare e credo che nella notte farà vari pellegrinaggi dal giaciglio al secchio!

Un saluto dalla sguattera Lucia.

14 giugno 2011

VILLA PENITENZA: CONCIME DI SERVA

UN ERRORE PAGATO CARO

Cara Monika,
devo subito confessare di aver commesso un gravissimo errore, nel descrivere la gerarchia di Villa Penitenza: i livelli servili sono: sguattera, domestica femme de chambre. I livelli intermedi: postulante, NOVIZIA, sorvegliante  ed infine al top la Signora.
Questa dimenticanza, sommata alla mia tendenza a nominare le Signore per nome, omettendo il titolo, mi è costata una dura punizione da parte della Novizia Barbara, infatti già ieri sera tardi, le Signore riunite la hanno accettata. E’stata anche nominata la Maestra delle Novizie, la Signora Severa, che guida ed istruisce le Novizie nei loro compiti, e probabilmente le castiga, anche se noi serve non veniamo a conoscenza di ciò.
Anne e Brune, con un lavoro durissimo, hanno finalmente terminato di dissodare il giardino. Dove erano erbacce e sterpi, ora ci sono graziose aiuole. Le loro mani si sono indurite e sembrano quelle di un contadino. Prima però di piantare i fiori, bisogna concimare il terreno. La Signora Bancaria ha deciso che “in mancanza di sterco di vacca, concimeremo con sterco di serva”. Si è pertanto deciso di sottoporci ad una dieta molto ricca di scorie e di praticarci una radicale pulizia intestinale una volta ogni due giorni. Anne e Brune dovranno occuparsi di ritirare i secchi da noi usati per gabinetto ed utilizzarli per concimare.
Detto fatto, da oggi alla nostra razione di pastone sono stati aggiunti due mestoli di fagioli e della cicoria selvatica, che siamo andate a raccogliere in grandi quantità. Affamate come siamo divoriamo il tutto, però poi ti lascio immaginare il brontolio di pancia e l’odore che aleggia nel nostro dormitorio!
E veniamo al pomeriggio. Date le mie mancanze sarò io ad essere punita. La Novizia Barbara mi fa mettere sul lettino e provvede, guidata dalla Maestra delle Novizie, alla dilatazione anale. Mi fa parecchio male, poiché passa alla misura successiva a quella a cui ormai ero abituata.
Segue la lezione avanzata di elettroterapia: la Signora Victoria, e la Novizia Barbara, mi collocano diversi elettrodi, compresi il vaginale e il rettale, collegandoli  con gli appositi fili e mi fanno indossare lo “scafandro” e gli stivali di gomma. Mi mettono anche l’elettrodo per la lingua.
E’stata portata una scaletta di 3 gradini che devo salire e scendere decine di volte, a passo di corsa. Non vi dico in che stato sono! Ma ogni volta che rallento, la terribile macchinetta se ne accorge, non so grazie a che sensore, e mi manda dolorose scariche nei punti più delicati. Mi contorco come una marionetta e sudo come se fossi in un forno, il sudore cola dal fondo dello scafandro negli stivali. Inoltre le scariche alla lingua mi fanno sbavare e cola in lunghi fili dalla mia bocca, poiché non ho neanche la forza di asciugarmi. Quando finiscono mi devono svestire e riportare al mio posto perché non mi reggo in piedi.
Insomma, come puoi vedere ogni giorno a Villa Penitenza porta i suoi dolori!
Un saluto dalla sguattera Lucia.

13 giugno 2011

VILLA PENITENZA: RIPRENDE L'EDUCAZIONE DELLE SERVE


LA VITA SI FA ANCORA PIU’DURA

Cara Monika,
e siamo arrivati alla temuta ripresa dei corsi. La Signora Bancaria ci ha tenuto un breve discorso. Oggi riprendono i corsi, con un argomento non ancora toccato: l’elettroterapia. E’molto in voga, anche nel campo medico e sportivo. Inoltre ci ha ricordato che sarebbero continuate le punizioni già da noi meritate. Una novità, invece, riguarda Barbara: le Signore hanno deciso di presentare la sua candidatura come Postulante. Per farla breve ripassiamo i vari gradi organizzativi: al gradino più basso la sguattera, poi la domestica e poi la femme de chambre, che è il grado più alto a cui può aspirare una donna di servizio, a meno che non frequenti appositi corsi. Esistono poi due gradini intermedi: postulante e sorvegliante  ed infine la laurea a Signora.  Non credetevi che i passaggi a postulante e sorvegliante siano semplici: innanzitutto le postulanti sono sottoposte alla stessa identica disciplina delle altre serve, solo che a loro toccano sempre le punizioni più lunghe e dolorose ed i lavori più pesanti. Se dimostrano di saper sopportare, e se alle Signore piace l’idea, passano a sorveglianti. Ora cambia lo status sociale, sorvegliano noi serve e ci somministrano le punizioni. Non sopportano la nostra disciplina, ma vengono punite in privato, molto duramente, se le serve non si comportano bene o se i lavori lasciano a desiderare. Solo un convegno di Signore può assegnare il titolo di Signora. Solitamente si promuove solo una per volta, per cui la mia riabilitazione è in forse. Però sono felicissima per Barbara, le parlerò per dirglielo e per esortarla a non aver alcuna pietà quando si tratterà di punirmi, poiché le signore controllano anche questo.
Ma veniamo alla giornata. Dopo una esaustiva lezione teorica, tenuta dalle tre tedesche, ci vengono presentati i due apparecchi procurati da Infermiera ed in dotazione a Villa Penitenza. Il primo è un apparecchio ad alta tensione, genera un alone luminoso rosa-violetto ed emette un sinistro crepitio. Ci viene avvicinato alle mani, partono lunghe scintille che paiono aghi. L’altro apparecchio è invece una scatoletta per la elettrostimolazione, proprio come quella degli sportivi, è stata potenziata da un amico di Severa, un genio dell’elettronica. Vengono spiegati estesamente i rischi connessi all’uso di questi apparecchi, se non si conoscono a fondo possono presentare rischi gravissimi, per cui “DON’T TRY THIS AT YOUR HOME!”.
La prima che avrà il dubbi piacere di sperimentare il tutto è Barbara, nel suo nuovo ruolo di postulante. Viene legata al lettino, inizia Victoria con l’apparecchio ad alta tensione. Nel suo globo di vetro si vedono scariche viola. Victoria inizia ad avvicinarlo ai seni di Barbara che si lamenta a gran voce. Passa poi alla zona genitale, le grida aumentano. Continua così per un buon quarto d’ora.
Finalmente smette e libera Barbara, che deve ringraziare, rivestirsi e raggiungere il suo posto.
Tocca ora ad Anne, Victoria cambia apparecchio, quello che utilizza ora è molto più complicato, dotato di display, molte manopoline ed una serie di lucette. Le vengono incollati una serie di elettrodi all’interno delle cosce e sul ventre. Vengono collegati dei fili e la torturatrice accende lo strumento. Anne inizia a dare segno, prima di fastidio e poi di sofferenza. Si vedono chiaramente i muscoli che , sotto l’effetto della corrente, si contraggono ritmicamente. Ora l’aguzzina mette delle pinzette ai seni ed inizia a mandare delle scosse anche lì. Aumenta gradualmente l’intensità degli impulsi e la vittima inizia prima a lamentarsi a gran voce, poi ad urlare. Piange e si dimena, ma i legacci sembrano d’acciaio Ma le urla belluine iniziano quando le infila in vagina un grosso dildo, collegato alla scatola delle scosse. Urla e si dispera fino a che la torturatrice non si stanca di sentirla.
E’ora il turno di Brune. Ha assistito al tormento della sua amica e trema di paura. Viene fatta accomodare sul lettino e legata. L’aguzzina le infila un elettrodo davanti ed uno dietro. Per buona misura le mette una specie di bavaglio che pinza la lingua, impedendo di parlare, ma lascia respirare. Anche questo aggeggio è collegato alla scatoletta. Iniziano le scosse. Brune si agita scompostamente , ma può solo mugolare. Victoria spiega che inizierà a mandare scosse anche alla lingua. Bastano cinque minuti e la povera Brune si fa la pipì addosso dal male.
Vorrei potervi raccontare di essermi comportata meglio delle altre, ma quando è stato il mio turno ho urlato, sbavato, mugolato e pianto senza ritegno. La cosa più terribile è che le scosse lanciate  dalla scatoletta non sono continue e neanche ripetute con un certo ritmo, no, arrivano di sorpresa, quando meno te l’aspetti e vanno dalla più leggera che ti fa contrarre tutta, fino alla scarica che ti toglie il respiro. Insomma, mi devono far scendere dal lettino ed accompagnarmi al mio posto dove mi accascio sul tappetino punitivo, non ho neanche la forza di stare inginocchiata.
A sera io e Barbara dobbiamo sottostare alla punizione per l’aiuto dato alle due tedesche. Riceviamo una dozzina di scudisciate a testa, date con tutta la forza della Rottermayer.
Ci pratica poi un clistere di acqua e sale, sono solo 2 litri, ma il sale impedisce che l’intestino assorba il liquido, che così ti tormenta per un tempo infinito. Veniamo poi impannolinate e ci fanno mettere le mutande impermeabili. Ci ordinano di tenere tutto e di non perdere neanche una goccia.. Ci fanno mettere gli zoccoli puntuti e dobbiamo salire e scendere la scalinata, a pancia piena. Ci fanno continuare a camminare, preda delle contrazioni peristaltiche. A un certo punto non ce la faccio più, cerco di stringere, come mi ha insegnato Victoria ed in effetti per dieci minuti ci riesco. Ma è una battaglia persa  ed alla fine riempio le mutande. Le Signore se ne accorgono e mi prendo una nuova dozzina di frustate sulla schiena.
Dovremo restare bagnate, sporche e puzzolenti fino al mattino. Ora sto digitando inginocchiata sul tappetino di punizione. Ho avuto modo di parlare con Barbara, di nascosto. Mi sono felicitata sinceramente per la sua nomina. Se c’è una che merita è lei, l’avevo promossa io a femme de chambre. Le ho chiesto, comunque vadano le cose, che noi si possa restare insieme, che sia io o sia lei la Signora. Poiché so come vanno le cose, soprattutto quando diventerà sorvegliante, le ho detto di non fare favoritismi,. Anzi di trattarmi in maniera giusta ma molto dura, non vorrei che pregiudichi la sua carriera per causa mia.
Ciao Monika, ora mi ritiro. Cosa pensi della situazione?
Un saluto dalla postulante e dalla sguattera.

Un saluto dalle sguattere Lucia e Barbara

Lucia, penso che dal tuo racconto stiamo emergendo spunti molto interessanti e che, inequivocabilmente, il regime e le punizioni a cui sei sottoposta mettano in luce una tua naturale predisposizione al servizio e alla schiavitù domestica. Forse mi sbaglio, ma sarà il tempo a dircelo (e le Signore che sovaintendono alla tua educazione).
Ti abbraccio e nel farlo ringrazio le signore di Villa Penitenza che ti permettono di tenerci informati sugli sviluppi del vostro affascinante percorso educativo e punitivo.
Monika, domestica

Monika, domestica