DISCLAIMER

ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE. CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale. RIPRODUZIONE VIETATA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI © JANINE SOUILLON, LUGANO, CH
Visualizzazione post con etichetta Bardex. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Bardex. Mostra tutti i post

3 dicembre 2013

LANCY 12 - LA SUDICIONA SU E GIÙ PER LA COLLINA

drawing by slave elisabeth mandile

LANCY 12 – LA SUDICIONA SU E GIÙ PER LA COLLINA
di sguattera sudiciona

E mentre Frau Schwanger riceve la rumorosa sculacciata tra le cosce, Grosse Jeanne sta preparando la sguattera sudiciona per la sua prima Collina. La sudiciona deve innanzitutto venire riempita a dovere, Grosse Jeannette prepara attentamente i tre litri canonici di Eau de Lancy. La sudiciona, seppur impedita dal cappuccio e dalle proprie puzze, sente il forte aroma del sapone di marsiglia in polvere, mescolato all’acqua e ad una buona dose di olio. Grosse Jeannette mescola accuratamente la mistura ed effettua il “test delle dita”: pollice ed indice guantati vengono immersi nel contenitore e poi, sfregati tra loro, devono scorrere perfettamente. Grosse Jeannette aggiunge, a titolo di incoraggiamento: “Ecco pronto un bel brodino” ben caldo per il pancione della sudiciona”.
La mistura viene versata in un capace apparecchio di porcellana bianca. Tra l’altro, l’uso di questi apparecchi, anziché di analoghi di vetro impedisce alle corrigende di adocchiare la quantità di liquido che devono ancora assorbire. Dicevamo, l’apparecchio, posto su di una apposita piantana, viene alzato quasi al massimo da Grosse Jeannette. La sudiciona deve assumere la prescritta “posizione di riempimento” a quattro zampe, inclinata in avanti fino ad appoggiare fronte e naso al terreno. In questa scomoda posizione la sudiciona sente aprire il tappo posteriore. Il freddo ugello di bakelite, molto poco lubrificato le viene appoggiato all’ano e poi, con una manovra di rotazione ed avanzamento, viene infilato senza troppi complimenti fino in fondo. La sudiciona, sempre con la lingua fuori emette lamento. Grosse Jeannette domanda retoricamente “Entrato ?”Poi la sudiciona sente armeggiare. Inaspettatamente arriva il fiotto di acqua. Calda, molto calda. Tra l’altro il foro del cannello deve essere piuttosto grosso ed il rubinetto tutto aperto. La sudiciona sente le viscere dilatarsi e subito un forte stimolo, la pancia inizia a gorgogliare. Sarà il male o la temperatura del liquido, la sudiciona suda a fiumi, le viene da vomitare. La sua divisa di punizione, è madida di sudore, rivoli scendono sulle braccia iniziando a riempire l’interno dei guanti di gomma. . Intanto il capace vaso si svuota molto rapidamente. La guardiana tira uno sculaccione alla sudiciona, dicendo: “ecco, già finito, occorreva fare tante storie?” La guardiana ammonisce la sudiciona: “ora stringi, non devi perdere neanche una goccia o ti spello il sedere!” ed estrae il cannello. La sudiciona mugola, Grosse Jeannette inserisce profondamente l’apposito plug ed infine rimette il tappo. Tirando un orecchio alla sudiciona la fa alzare. La sudiciona è sconvolta, nausea, pancia gonfia e dolorante, capogiri. Ma ora la sorvegliante controlla il buon riempimento, preme gradatamente ed a lungo vari punti del pancione, scatenando contrazioni e gorgoglii. La sudiciona è senza fiato. Ma ora un altro supplizio, la sorvegliante prende da un ripiano la pancera e la stringe moltissimo. Alla sudiciona pare di sentire l’acqua risalire fino alla gola, inghiotte più volte a vuoto. Ed ora non ci sono altri preparativi da espletare. Grosse Jeannette la mette al trotto fino alla base della collina. Nei minuti di attesa che la mula precedente lasci libera la collina alla sudiciona viene ordinato di prendere il giogo. Il giogo di Lancy è in qualche modo simile al “dong hang”, il bilanciera con cui le donne portano i carichi in estremo oriente. Una grossa canna di bambù, flessibile ma praticamente indistruttibile, lunga un metro e mezzo. Viene portata sulle spalle, alle estremità due secchi o due panieri permettono di portare carichi.
Una persona trasporta con il dong hang fino ad una ottantina di chili, quaranta per ogni cesto ma, per portarlo, deve camminare "per saltelli": infatti, facendo oscillare lievemente il bilanciere di bambù quando alza il piede attiva l'elasticità del bambù facendolo funzionare come una sorta di "balestra" che "ritorna verso l'alto" così producendo una piccola diminuzione del peso dei cesti.
Grosse Jeannette prende un badile e riempie i secchi fino a metà, per il primo turno sulla collina basteranno 30 kg in tutto, poi la guardiana punirà inflessibilmente la sudiciona aggiungendo badilate di pietre ad ogni secchio, secondo una precisa “tabella dei carichi di punizione”.
La guardiana indica alla sudiciona un sacco, abbandonato da parte. La sudiciona non capisce, poi vede che le altre corrigende mule ripiegano il sacco più volte e se ne servono per fare da cuscinetto tra il bilanciere e le proprie spalle. In realtà le sorveglianti permettono l’uso del sacco per evitare che si usurino troppo rapidamente le divise sulle spalle. Ed ora la sudiciona si abbassa flettendo le ginocchia. Si mette il bilanciere sulle spalle e si rialza. Ora le spalle della sudiciona supportano tutto il peso. Fatti i primi passi la sudiciona capisce che se fatica così in paino, la collina sarà terribile. La sudiciona mette il piede, calzato nei regolamentari zoccoli sul primo gradino. Lo sforzo è enorme, la sudiciona è costretta a contrarre i muscoli, scatenando così inattese pressioni nel pancione, per fortuna la pancera impedisce possibili danni! La sudiciona sa che se si ferma la sua guardiana interverrà a colpi di scudiscio, stringe i denti e si sforza di fare un nuovo passo. Se fosse in piano riuscirebbe a camminare bene, nonostante il bilanciere, ma la collina è ripidissima, la sudiciona inizia a sentire il cuore in gola e i muscoli di cosce e polpacci bruciare per la fatica. Alla sudiciona inizia a colare il sudore negli occhi. Si rende conto di non riuscire a proseguire, Grosse Jeannette, a dispetto del nome, sale rapidissima la collina, tira una bella scudisciata sui polpacci nudi della sudiciona e poi la spinge puntandole un piede nel sedere. Questo sblocca la sudiciona e la fa ripartire. Finalmente la sudiciona è sopra la collina. Inclinando la testa riesce a strofinare il cappuccio sul muscolo del braccio destro. Questo deterge temporaneamente il sudore e le ridona la vista. Ora la sudiciona è pronta alla difficile e pericolosa discesa. La discesa viene fatta a balzelloni, col rischio continuo di cadere, dati anche i malfermi zoccoli. E ad ogni balzellone della sudiciona il carico fa un sobbalzo, nonostante il sacco ripiegato, il bambù sta segnando profondamente la pelle delle spalle. Il sudore ha ormai impregnato la divisa, la sudiciona sente le gocce sul petto e sulla schiena. E finalmente la sudiciona, che ormai si muove meccanicamente, non trova il gradino più in basso, la discesa è terminata. La sudiciona è semisvenuta, i crampi la devastano, Grosse Jeannette le ordina il “Giù, tre minuti di respiro”. La sudiciona si abbassa, in modo che il carico appoggi per terra. La guardiana lascia così modo alla sudiciona di ossigenarsi e ricuperare un briciolo di lucidità, sa bene che il primo giorno ben poche mule completano indenni il turno sulla collina. La sudiciona, vorrebbe urlare ma sa che l’unica opzione che le lasciano è l’espiazione. Ma ora la sudiciona deve superare un altro scoglio, la verifica del riempimento del pancione. La guardiana pone la sinistra dietro al sedere della sudiciona, in modo da impedirle di arretrare, ed inizia a premere lentamente con la destra il pancione, penetrando in profondità. Esegue l’operazione in vari punti, notando i mugolii ed il respiro affannato della sudiciona. Purtroppo nota anche i borbotti e gorgoglii che le doppie mutande, la divisa ed i grembiuli gommati non attenuano affatto. La guardiana telefona alla Dottoressa, Frau Helga Von Bernhardt, la temutissima Direttrice della Clinica di Lancy. La sudiciona, intanto approfitta di questo breve riposo per cercare di riprendersi. “Anche la corrigenda numero 14 ha coliche gassose, Frau Doktor” dice la guardiana, poi ascolta a lungo, assentendo.
Rivolgendosi alla sudiciona la guardiana sorride: “Bene numero 14, adesso provvediamo ai tuoi brontolii di pancia, subito all’infermeria!”. Qui giunte la guardiana indica alla sudiciona un secchio, al cui interno una sacca di gomma attende le deiezioni. Rimuove il tappo posteriore ed il plug. Subito un fiotto di liquidi nauseabondi, misti a scorregge, prende ad uscire dalla sudiciona. La guardiana preme in maniera decisa su ventre, spremendo rapidamente il liquido dal ventre della sudiciona. Poi con un forte getto d’acqua, nel foro delle mutande, la guardiana ripulisce sudiciona e mutande. Giunge la Dottoressa Helga. Per la sudiciona viene preparato un bell’ Enema Harness, con una bella sonda Bardex di gomma arancio, a due palloni. La sonda, leggermente unta, verrà inserita, in modo che il primo pallone scompaia all’interno della sudiciona. Il secondo pallone resterà all’esterno. Premendo due apposite pompette i due palloni possono essere più o meno gonfiati, per adattarsi all’anatomia ed impedire perdite. La sudiciona, ora paziente numero 14, sente la sonda dilatarle il buchetto e scivolare all’interno. Il pallone sgonfio entra senza difficoltà, anche perché la sudiciona ha rilassato lo sfintere. Poi la Dottoressa inizia a pompare aria nei palloncini: “fut …..fut ….fut”. La sudiciona sente benissimo gonfiarsi il pallone interno. La sensazione è indescrivibile, la sudiciona mugola un po’, tanto per conservare le apparenze. Poi la Dottoressa passa al pallone esterno. Anche qui il pallone si gonfia, appoggiandosi alle natiche della paziente 14. Il pallone interno, per reazione, viene tirato verso l’esterno, appoggiando ancora di più sullo sfintere e dilatandolo leggermente. La sudiciona sente tutti questi movimenti. E qui il suo vizio si manifesta in pieno, anziché sentire dolore ed odiare l’applicazione di questa cannula punitiva, la sudiciona gode , eseguendo movimenti scomposti ed emettendo mugolii rivelatori. Frau Helga apre la cerniera delle mutande di gomma e verifica. Le dita guantate rivelano una intensa e filante lubrificazione vaginale, la paziente numero 14 ha inequivocabilmente ripetutamente goduto. La Dottoressa è esterrefatta, le avevano descritto il caso della paziente 14 come un caso difficoltoso, ma una corrigenda che gode durante l’applicazione dei clisteri punitivi e della sonda Bardex è un caso da pubblicare! “Bene, dice la Dottoressa, vediamo cosa possiamo fare per calmare i bollenti spiriti di questa scrofa”, dice la Dottoressa, prendendo uno spruzzatore. La sudiciona sente gli spruzzi sulle parti intime, mentre le esperte mani della Dottoressa dilatano le labbra vaginali per esporre allo spruzzo anche il clitoride. Un odore di alcool e di mentolo si sparge nell’aria. La sudiciona sente dapprima una intensa sensazione di freddo, sostituita poi, gradatamente da una sensazione di calore che cresce e cresce, fino ad un forte bruciore. Stringe le cosce, ma niente, il bruciore continua ad aumentare. La Dottoressa sorride: “bene, questo ti terrà momentaneamente lontano dal tuo vizio. L’alcool mentolato evapora rapidamente, poi il bruciore passa”.Poi la dottoressa richiusi cerniera e lucchetto delle mutande disciplinari dà disposizioni a Grosse Jeannette: “Ora riempi la 14 con la solita dose di Eau de Lancy e le fai completare il turno sulla collina. Domani la porterai al reparto mungitura. Qui diverrà la mucca numero 14. Sono certa che le cure delle infermiere mungitrici, unite alla nuova “macchina per riempimento” avranno ragione di questi comportamenti indegni. Vedrai”, dice rivolta alla sudiciona, “dopo la cura ti verrà la pelle d’oca al solo nominare una peretta. E sappi che laggiù, anziché una spruzzatina di alcool mentolato, che brucia per pochi minuti, ti avrebbero messo una bella pomata all’alcool mentolato e zenzero, il cui bruciore continua per ore ed ore”
Detto questo la sudiciona viene nuovamente riempita e tappata. Tornata il piedi della collina, Grosse Jeannette ringrazia la sudiciona del trambusto provocato, aggiungendo due belle palettate di pietre al carico che la sudiciona dovrà portare per altre interminabili 6 salite e discese della collina.
(12- continua)








7 giugno 2013

LANCY 8 - LA "CORRIGENDA MULA"


LANCY 8 - FRAU SCHWANGER, “CORRIGENDA MULA”
di sguattera sudiciona

La preparazione della "Corrigenda Mula"
Fraulein Brunilde M., coadiuvata dall'infermiera, si mette personalmente all'opera. Mentre l'impianto di diffusione della saletta spande nell'aria le note delle “Variazioni Goldberg” per pianoforte magistralmente eseguite da Glenn Gould, l'infermiera mescola due cucchiai di sapone di Marsiglia grattugiato con mezzo litro d'olio d'oliva, poi versa la densa mistura nel primo contenitore di ceramica. Al litro di vischiosa pappa punitiva, chiamata "Eau de Lancy", la donna aggiunge due litri di acqua calda. - Bene, mammina cara: questa prima dose servirà a saggiare le tue budella: innanzi tutto per ripulirti ben bene e poi per farle abituare al carico che d'ora in poi dovrai portare! - annuncia Brunilde.
Da sotto il cappuccio di gomma marrone, viene fuori il solito mugolio.
- Mi raccomando, panciona: niente crisi isteriche, d'ora in poi! Sopporta pazientemente la tua nuova condizione e forse eviterai provvedimenti ben più spiacevoli! - La voce di Brunilde scene di tono ma non di volume: - Da questo momento Frau Schwanger passa dallo status di sguattera a quella di “Corrigenda Mula”. Tale status non è revocabile, come del resto non lo è alcuno degli step progressivi di Lancy! Una volta iniziata la discesa, per una schiava di Lancy non c'è mai possibilità di risalita, semmai può guadagnarsi la possibilità di rimanere nella condizione in cui si trova!
Dal contenitore di porcellana si spande un aroma di olio e sapone. 

Il primo clistere da Corrigenda Mula
Le gambe aperte sul tavolo ginecologico, la Corrigenda Mula Frau Schwanger attende l'introduzione del primo clistere subìto nella sua nuova condizione. Brunilde appoggia contro l'ano della schiava il grosso ugello metallico e incomincia a spingere lentamente ma inesorabilmente. Il diametro dell'ugello è davvero notevole, se non altro in rapporto alla relativa tonicità dell'anello di carne della "Corrigenda Mula". La schiava si contorce quel tanto che le cinghie strette ai polsi, agli avambracci, alle caviglie e alle cosce le consentono: ma si tratta di movimenti minimi, che di certo non impediscono alla mano di Brunilde di portare a termine la sua missione. Con uno schiocco seguito da risucchio, l'ugello è definitivamente alloggiato nelle budella della punita! Finalmente l'infermiera può vendicarsi dell'affronto subito dalla schiava: senza esitare apre il rubinetto del contenitore di porcellana e il liquido caldo invade le viscere di Frau Schwanger. Iniziano, da parte della schiava, contorsioni un poco più pronunciate delle precedenti. Dal cappuccio provengono insistenti mugolii, segno che il liquido sta facendo il suo effetto. Molto rapidamente i tre litri di “eau de Lancy” si trasferiscono dalla caraffa di porcellana all'intestino della "Corrigenda Mula". Il ventre si tende sotto il grembiule, fino ad assumere il classico aspetto della panciona adibita ai lavori forzati. Svuotato completamente l'irrigatore, la padrona-figlia chiude il rubinetto lasciando in sede l'ugello. Da sotto il cappuccio giungono incessanti soffi e lamenti. Brunilde osserva soddisfatta il risultato dell'operazione, scatta un paio di immagini con l'iPhone e poi si gira verso l'infermiera: - Mia cara, d'ora in poi questa sarà la dose standard. Se la “mula” dovesse recalcitrare o peggio ribellarsi in qualsiasi modo, la dose verrà aumentata di un terzo. - Bien sur, madamoiselle! - risponde l'infermiera prendendo nota sul suo taccuino nero.

- Molto bene, ragazza mia! Per il momento lasceremo la neo "Corrigenda Mula" tranquilla a meditare sulle sue malefatte, come una brava bambina che ha subito il giusto castigo! Le metta sopra un telo di gomma, infermiera. Spegniamo la luce e lasciamola riposare! 

L'infermiera esegue l'ordine: un pesante lenzuolo gommato viene steso sulla schiava, lasciandole scoperto il viso incappucciato. Le due donne si dirigono verso la porta, spengono la luce ed escono, chiudendo a chiave la porta d'acciaio inossidabile.

Due ore dopo
Brunilde M. e l'infermiera rientrano nella Sala del Reparto Interventi. L'infermiera accende la lampada da sala operatoria, si avvicina al tavolo ginecologico d'acciaio e con gesto elegante toglie il lenzuolo di gomma dalla punita. Brunilde M. si avvicina, si china sulla "Corrigenda Mula" e ne saggia il pancione, premendo qua e là. Ad ogni schiacciamento, da sotto il cappuccio partono dei grufolii che, alla lunga, ottengono solo l'effetto di spazientire la padrona. - Ascolta bene, schiava: ora ti sarà tolto il bavaglio. Ti consiglio di imparare da subito a controllarti, se non vuoi che la dose di “Eau de Lancy” venga aumentata da subito! Se pensi di riuscire a controllarti, fai un cenno con la testa.
Dopo un attimo di esitazione, Frau Schwanger abbassa la testa due volte, in cenno di assenso. 
- Parfait! Infermiera, tolga il bavaglio a questa panciona! 
L'infermiera estrae dalla bocca della schiava il cilindro di gomma inserito fra i denti. La schiava rotea gli occhi, respirando pesantemente dalla bocca. Si intuisce che fa fatica a controllarsi, ma nonostante i crampi riesce a dominarsi e a rimanere in silenzio. - Molto bene, brava bambina! E ora, fuori la lingua! Ecco, così, fuori bene... Dovrai imparare a farlo sempre, quando non sei imbavagliata. Non è troppo difficile, vedrai... 
Frau Schwanger apre, la bocca, sporge una lingua impastata, che la sua padrona immediatamente afferra e stringe fra pollice e indice gommate. - Brava, così! Ricordati di tenerla sempre ben fuori, se ci tieni a conservarla!

(Dal manuale segreto di Lancy: la “regola della lingua”

“Ogni Corrigenda Mula, qualora non sia imbavagliata, durante le ore diurne e lavorative sarà tenuta a sporgere incessantemente la lingua in presenza di guardiane, infermiere, padrone o Signore, in segno di sottomissione”.)

Svuotamento
- E ora, infermiera, procediamo al primo svuotamento!
L'infermiera preme un bottone e con un ronzio il piano del tavolo si raddrizza lentamente, mettendo la schiava in posizione verticale. Sotto di lei, viene collocata una sacca di gomma marrone per la raccolta dei liquami: dopo l'espulsione e il secondo riempimento sigillato dal Bardex harness, saranno trasportati in giardino per la concimazione dalla stessa schiava che li ha prodotti: una regola economica di Lancy che sottolinea come “da una schiava non si butti via niente”. 

Brunilde ora appoggia le due mani sul pancione della madre e preme con forza. La schiava grugnisce, sporgendo la lingua a più non posso, mentre con un gesto secco e netto l'infermiera, inginocchiata ai piedi della sguattera, estrae il grosso ugello metallico. L'infermiera si scosta in tempo, stavolta: un getto denso, maleodoreante e dal colorito marrone fuoriesce da Frau Schwanger! Brunilde continua a schiacciare e a rilasciare il ventre pieno, e ogni volta un getto schizza fuori, sempre meno copioso, sempre meno veloce. Finchè, dopo un'ultima “spremitura”, le budella della schiava sembrano essere state completamente svuotate. Dalla sacca di gomma proviene un odore nauseabondo. Brunilde M. inarca un sopracciglio, e senza degnare di uno sguardo il “prodotto” della mungitura della madre, si rivolge al volto coperto dal cappuccio: - Ora sarai riempita di nuovo, verrai imbracata per il tuo nuovo lavoro e uscirai di qui portando con te quella schifezza: servirà a far crescere la tapioca di cui ti nutrirai fino alla fine dei tuoi giorni.
(8- continua)

26 maggio 2013

LANCY 7 - FRAU SCHWANGER VA IN CLINICA

la divisa delle padrone nella "Clinica" di Lancy
LANCY 7 - FRAU SCHWANGER VA IN “CLINICA” di sguattera sudiciona  

Padrona–figlia e madre-schiava 
Riprendendo il suo ridicolo saltellare, la schiava rinominata dalle sue padrone Frau Schwanger viene fatta avvicinare a quella che un tempo è stata sua figlia, ovvero la baronessa Brunilde, figlia del barone E.M. Di Tubingen ed ora adottata a pieno titolo dalle Signore di Lancy.
La guardiana Longue Hilde assesta un forte sculaccione sul sedere della schiava, e dallo schiocco che esplode nell'aria, proveniente dal culo coperto dalla divisa stropicciata e macchiata, si intuisce che la lazzarona indossa la regolamentare doppia mutanda contenitiva di Lancy, a doppio strato di gomma e di cuoio.
Frau Schwanger tiene gli occhi bassi, sa che le padrone non amano troppo essere guardate negli occhi dalle schiave.

Display Position 
- Schiava Frau Schwanger, in posizione di offerta! - sibila Brunilde M.
Immediatamente la serva-madre esegue l'ordine della padrona-figlia: divarica le gambe, spinge in fuori il ventre gonfio con le mani, offrendolo alla padrona in quella che si potrebbe definire una postura da “display”. Le mani esperte di Brunilde, tastano, premono, mentre le sue orecchie attente valutano l'intensità degli sciacquii e dei gorgoglii che provengono dal pancione avvolto nella gomma del grembiule. Una smorfia di dolore si disegna subitanea sul volto giallastro della serva, mentre la mano curata della padrona si insinua profondamente nelle budella.

 La scorreggia di Frau Schwanger 
Ed ecco che improvvisa, inaspettata, dal culo della sguattera proviene una sonora scorreggia. La guardiana Longue Hilde ha un sussulto: una mancanza di rispetto così palese nei confronti di una Signora raramente rimane impunita, e le punizioni possono coinvolgere non solo la schiava, ma anche la sua guardiana.
A dispetto del volto giallastro, il viso di Frau Schwanger si è colorato di rosso, il colore della vergogna. Ma subito le sue gote, al pensiero della punizione, ridiventano del solito colorito giallo e spento.
Le due Signore di Lancy, Anne e Louise, all'osceno rumore si sono voltate, le tazzine di porcellana ancora in mano, il vapore del tè che veleggia leggero nell'aria immobile.

Aspettano di vedere la reazione della loro protetta e di poterla in seguito valutare e giudicare.
La pelle di Brunilde è tesa sul volto come una maschera in pelle umana sul volto di un sacerdote azteco. Rivolgendosi brusca alla guardiana, domanda:
- Com'è possibile? Dopo l'ingravidamento immagino che sia stata debitamente tappata, questa sudiciona, non è così, forse?
- Certamente, madamoiselle... - balbetta Longue Hilde. - Molto bene, lo vedremo subito! E controlleremo anche se ci sono state perdite! Portate questa lurida pigrona alla Clinica, vi raggiungerò fra un istante!

La “Clinica”
A sentir nominare la parola “Clinica”, Frau Schwanger diventa, se possibile, ancora più pallida.
- Sentito, sguattera? Muoversi, svelta! La Clinica ti aspetta! Hop! Hop! Hop!
Immediatamente ripreso il suo faticoso e grottesco saltellare, la schiava si avvia, seguita dalla guardiana che ogni tanto le assesta un colpo secco di frustino sul culo.
Come abbiamo già avuto modo di accennare in precedenza, nella parte più buia e sotterranea di Lancy ha sede la Fattoria, terribile luogo di correzione delle schiave riottose.
È curioso che l'unico altro luogo che le fa concorrenza in quanto a metodologie punitive impiegate, ovvero la Clinica, sia invece collocato in alto, molto in alto, su uno dei vasti tetti che sormontano il misterioso e mimetizzato complesso abitativo.
La Clinica è situata in quella che, vista dall'esterno, sembra una gigantesca chiesa di cemento curiosamente costruita proprio sul tetto più ampio di Lancy. Una sorta di chiesa, dicevamo, dal tetto spiovente, quasi gotico, ma totalmente priva di aperture e finestre.
Vi si accede dall'interno, mediante un ascensore che non fa scalo in nessun altro piano della costruzione di Lancy. Dal secondo piano, dove c'è l'Accettazione, l'ascensore vi porta direttamente alla “cappella”, come le schiave chiamano la Clinica.
Divisa in tre piani, la “cappella” ospita al terzo piano il reparto delle Degenti, ovvero delle schiave malate o comunque bisognose di cure. Al secondo piano si trova la sala degli Interventi e al primo piano quello che convenzionalmente viene chiamato il “Reparto Ginecologia”, dove le schiave vengono esaminate.

Dentro la “Clinica” 
Venticinque minuti dopo il colloquio con la madre serva, Brunilde M. sale nell'ascensore cilindrico che silenzioso e veloce la porterà all'ingresso della Clinica.
La sguattera Frau Schwanger e la sua guardiana l'hanno preceduta salendo a piedi sulla scala in pietra riservata alle schiave, ma data la relativa lentezza della schiava gravida, dovrebbero essere giunte al Reparto Ginecologia da pochi minuti.
Brunilde esce dall'ascensore e si dirige al banco dell'Accettazione, dove un'infermiera, in uniforme in latex bianco e grembiule dello stesso colore e materiale, la fa accomodare nello Spogliatoio delle Signore per cambiarsi.
Dato il tipo di trattamento riservato alle schiave nella Clinica, qui anche le Signore indossano una speciale tenuta: un'uniforme nera in latex corredata da un grembiule bianco dello stesso materiale, mascherina e cuffia.
Un paio di lunghi stivali di gomma nera, chiusi in un intrico di lacci e un paio di lunghi guanti di gomma bianca completano la mise delle Signore all'interno della Clinica. Scortata dall'infermiera di turno, la dottoressa Brunilde si appresta a raggiungere la schiava Frau Schwanger nel reparto Ginecologia.

Frau Schwanger viene preparata per l'espiazione 
Su un tavolo di acciaio, assicurata da spesse cinghie di gomma, in posizione genupettorale, col culo che sporge in fuori, e ancora completamente vestita con la sua sporca uniforme, il grembiulone da lavoro e con indosso le doppie mutande contenitive, la sguattera-madre attende la sua padrona, il pancione gorgogliante che pende verso il basso, tendendo il grembiule di gomma verde.

- Allora, scopriamo un po' cosa è successo. Infermiera, cominciamo a levare queste mutande e vediamo com'è messa sotto, questa lazzarona! L'infermiera esegue: aperto il lucchetto, vengono abbassate sulle cosce della serva le spesse mutande di cuoio. Poi, con perizia e rapidità professionali, l'infermiera abbassa anche le mutande di guttaperca.

L'infermiera controlla la tenuta del plug di gomma, sembra che sia tutto a posto.
Un sordo brontolio proviene dal pancione della detenuta. L'infermiera prende nota mentalmente del rumore, ma l'archivia subito considerandolo la norma, in una schiava che abitualmente ritiene un paio di litri nel ventre.
Poi qualcosa sembra attirare la sua attenzione , si avvicina per guardare meglio, accosta la mano guantata, fa per saggiare la tenuta del tappo, ed ecco che l'incredibile, l'irreparabile accade.

Il crimine di Frau Schwanger 
La sguattera lancia un grugnito, spinge, contrae il ventre, stantuffa come una dannata, e improvvisamente il tappo salta, e corredato da una serie di scorregge una più rumorosa dell'altra!
Un getto di nauseante vischioso liquido marrone dall'odore nauseabondo investe il grembiule e l'uniforme bianca della donna! Imprecando in tedesco, l'infermiera si scosta mentre la guardiana Longue Hilde, subito accorsa, si mette a fustigare senza pietà la sudicia schiava.
- Non c'è dubbio, l'ha fatto apposta! - sibila Brunilde all'infermiera.
- Vai a cambiarti, cara, e poi penseremo a come sistemare per bene questa panciona.

La preparazione di Frau Schwanger 
Un'ora dopo, la situazione sembra essere tornata alla normalità. Ci troviamo al secondo piano, al Reparto Interventi. Legata a un tavolo ginecologico di acciaio, Frau Schwanger indossa la tenuta delle Corrigende: divisa a righe bianche e rosse di cotone, senza maniche nè tasche e lungo grembiule di gomma marrone.
Lancy: enema harness
Ai piedi, stivali di gomma marrone, in testa cappuccio di gomma marrone con due buchi per gli occhi, due per le narici, e un buco (per ora tappato) per la bocca.
Lancy: steel nozzle
 Sul tavolo, due brocche in porcellana bianca da tre litri di acqua fredda, sapone di marsiglia grattugiato, un'ampolla di olio. Il contenitore del clistere è anch'esso in porcellana bianca, con fiori decorativi dipinti in azzurro, come tutti quelli in dotazione a Lancy. Il primo tubo di gomma è collegato a un ugello di acciaio a forma di grosso e largo dildo, dal diametro di circa 2,5 centimetri. Il secondo tubo è invece collegato a un “enema harness” con tanto di palloncino "Bardex" per garantire la ritenzione. Ripiegata, sul tavolo, c'è anche una pancera in gomma e crine di cavallo.
- Molto bene, da oggi inizierai una vita di espiazione, mia cara! - esordisce Brunilde M. apostrofando la madre-schiava.
- Espiazione e lavoro duro, con un bel pancione che nemmeno ti immagini, che nemmeno hai avuto quando mi aspettavi!
Da sotto il cappuccio di gomma proviene soltanto un mugolio senza senso.
(7- continua)