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3 gennaio 2011

DAL DIARIO DELLA DOMESTICA DELLA SIGNORA LUCIA


Cara Monika,
la Signora mi ha incaricato di tenere un diario della mia punizione. Sono stata convocata agli inizi di novembre, per essere punita a causa del mio cattivo comportamento. Da due giorni sono a dieta strettissima: esclusivamente crema di riso, questa dieta aggrava la mia stitichezza, quando mi presento ho la pancia gonfia, sono 3 giorni che non vado in bagno. Come comandato, prendo servizio alle 16 sono a digiuno dalla sera prima. Indosso, sotto la divisa maglia e mutande di spinosissima lana. Arrivano l’Infermiera e la Portinaia che è accompagnata dal suo cameriere. Vengo convocata nel salone. La Portinaia legge le accuse contro di me: cattivo comportamento ripetuto, tanto che sono stata degradata da femme de chambre a sguattera. Il verdetto è che verrò nuovamente sottoposta alla purga punitiva.
L’Infermiera prepara un secchio di acqua in cui scioglierà le buste di purga che sono stata costretta a comperare. Mi ricordo un racconto letto da ragazza, che descriveva la tortura dell’acqua, praticata ai tempi dell’inquisizione, le povere vittime venivano costrette a trangugiare con un imbuto 8 litri di acqua per la tortura ordinaria e 16 per quella straordinaria, fino a gonfiare la pancia come se erano incinte. Mi aveva molto impressionato e per anni mi immaginavo messa alla tortura.
Prima della punizione la Signora mi ordina di stabilire la quantità di purga meritata. L’altra volta ero stata punita con 6 litri ma ero riuscita a berne solo 3 facendola arrabbiare moltissimo, non so cosa mi prende ma sento la mia voce che dice: signora, questa serva merita 8 litri di purga.
Mi vengono consegnate 16 bottigliette di purga, un secchio per i bisogni, un rotolo di carta igienica ed un timer da cucina che suona ogni 10 minuti, ogni volta che suona dovrò bere un bicchierone di purga. Il primo bicchiere non sembra poi così terribile, ha un leggero sapore di mandarino. Con bicchieri successivi, però si rivela la durezza della punizione: il liquido gonfia lo stomaco e il sapore dolciastro di mandarino e un retrogusto di olio di ricino danno proprio la nausea. Quello che mi riesce difficile è trangugiarlo tutto di un fiato, come invece mi viene imposto dalla Signora.
Ora che ho subito questa punizione devo dire che dura tantissimo e che, mentre per l’olio di ricino si tratta di trangugiare qualche cucchiaio di schifosissimo liquido, in cinque minuti hai finito ed anche le scariche durano molto meno di queste. Lo stesso per il clistere, per quanto sia molto più doloroso in mezz’ora hai finito. Qui invece sono ore ed ore a trattenere il vomito e a scaricarsi, tanto che alla fine il buchetto è in condizioni pietose.
Poiché la punizione durerà molte ore le Signore si organizzano, il cameriere della Portinaia sarà sempre presente per controllare che io non cerchi di barare e a pungolarmi perché rispetti i tempi. E’ Giovanni un giovane 22 enne molto attraente e penso con vergogna a quando la purga inizierà i suoi effetti ed io dovrò chiedergli il permesso di evacuare e che per tenermi in equilibrio sul secchio dovrò stare a cosce allargate, faccio presente la cosa alla Signora ma dice che fa parte della punizione e devo accettarla . Poiché non devo restare oziosa, mi costringe a pulire il pavimento in ginocchio. Ogni volta che debbo inginocchiarmi è un incubo: sento l’acqua nello stomaco che tenta di uscire e debbo farmi forza per non mettermi a vomitare!
Mi prendo qualche sculaccione perché sono lenta a bere. Ho già bevuto due litri di beverone e la pancia è come una mongolfiera ed inizia a dolermi. Mi scappa anche la pipì ma devo chiedere il permesso….Giovanni mi ordina di trattenermi …. mica facile!
Le Signore passano e dicono a Giovanni, che escono per la cena, continui lui a sorvegliare la mia punizione, la Padrona mi mette un lucchetto al piercing della vulva, non si sa mai che noi servi .. fraternizziamo!.
Finalmente, all’ennesima richiesta Giovanni mi dà il permesso di usare il secchio, ho talmente bisogno che quasi non ho il tempo di abbassarmi le mutande! Mi sono scaricata a lungo ed i dolori sono cessati, piango per la vergogna. Sembra incredibile, ma con tutto quello che trangugio ho sete, sarà che oltre il sapore di mandarino si sente anche un non so che di salato….. Si continua così, a ogni trillo del timer trangugio un bicchiere e subito dopo devo andare sul secchio, per non avere intralci Giovanni mi fa denudare completamente.. Sono arrivata ai cinque litri, sono esausta. Ma ora c’è un altro problema Giovanni è visibilmente eccitato e, con la scusa di sentire se ho la pancia gonfia, inizia a palpeggiarmi e ad esaltarsi. Non ho alcuna intenzione di starci con questo porco, rifiuto le sue avances. Giovanni si arrabbia moltissimo e mi dice che adesso mi sistema lui, si allontana un minuto e torna con un tappo anale gonfiabile, me lo infila e dà 4 colpi di pompetta. Già il mio povero buchetto è arrossato per le evacuazioni e l’uso della carta igienica, non vi dico il male! Ma capisco anche il suo gioco, da tappata non posso scaricarmi e prima o poi dovrò cedergli o scoppiare! Inoltre prende una bacinella vi orina, si masturba e vi viene dentro, aggiunge una bottiglietta di purga e imbottiglia il risultato in 2 bottigliette “speciali”, mi ordina di bere il tutto o avrò fallito la prova. Me ne fa bere una tutta d’un fiato, mezzo litro! Non vi dico la nausea, naturalmente mi dice che se vomito riferirà la cosa alle signore. Vorrebbe che io lo soddisfi con la bocca, io, incattivita, minaccio di morderlo se ci prova. Mi fa bere anche la seconda bottiglietta, madre mia, un litro di liquido fetido bevuto in mezz’ora, mi viene da vomitare solo a ripensarci. Non contento prende delle sferze ed inizia a picchiarmi a tutta forza. Non sono i colpi misurati dati dalla Padrona, qui è un maschio incazzato che vuole sfogare la sua frustrazione! Dopo i primi due colpi sono già senza respiro, al quarto, che colpisce dove era già arrivato un colpo precedente, affondo la faccia nel cuscino e urlo con tutti i miei polmoni. Ogni tre colpi mi chiede se cedo, mi rifiuto. La punizione continua, ormai avrò preso una dozzina di frustate, non resisto più, sto per cedere, quando … rientrano inaspettate le Signore che hanno trovato il ristorante chiuso ed hanno preso delle pizze da portarsi a casa. Mi diranno che hanno sentito i miei urli soffocati già per le scale. Entrano e mettendosi in tre, ammanettano Giovanni.
Io sono semisvenuta,. La Signora vede che ho ormai bevuto sette litri di purga, vede in che stato sono stata ridotta, mi abbraccia e dice che la punizione è finita e che ho dato prova di saper soffrire per Lei. Mi accompagnano nel bagno padronale, mi tolgono il tappo e posso finalmente rilassarmi e svuotarmi. L’infermiera si prenderà cura del mio buchetto e delle mie natiche applicandomi delle pomate lenitive.
La mia fedeltà è stata premiata, sono stata riammessa come femme de chambre Per Giovanni, si profilano giorni duri, dovrà subire un periodo di rieducazione presso l’Infermiera consistente di un minimo di sette sedute di tortura della durata di almeno due ore l’una.
Come parte lesa la Signora mi accompagnerà ad assistere alla punizione, e conoscendo la severità dei trattamenti inflitti dall’Infermiera non vorrei di certo essere nei panni di Giovanni!
Pubblica pure tutto, la Signora lo permette.
Un abbraccio dalla tua collega.
Barbara

2 ottobre 2010

I CLISTERI PUNITIVI

IL CLISTERE PUNITIVO
di Lucia Marchi, coadiuvata dalla sua amica infermiera

La pratica del clistere, detto anche enema, è di solito considerata una cosa più o meno fastidiosa, da alcuni è considerata fonte di eccitazione sessuale. Ne esiste però una variante detta clistere punitivo (da adesso in poi CP) abbastanza temuta poichè può essere più o meno prolungato e che può comportare, per colui o colei che vi è sottoposta, la necessità di evacuare pubblicamente o in situazioni particolarmente umilianti (pannolone), spesso dopo aver sopportato a lungo, nell'impossibilità di liberarsi, i forti crampi conseguenti al clistere stesso.
Alla punita sarà permesso lamentarsi, questo è un buon feedback che permette di capire se la punizione funziona: i soliti lamenti "basta non ce la faccio più", "mi fa male", "scoppio", "mi sento l'acqua in gola" ci indicano che stiamo opearando bene, grida scomposte ed esagerate ci indicano di interrompere.
Alla punita verrà impedito di vedere il livello dell'acqua, anzi, meglio, le verranno bendati gli occhi, in modo da focalizzarla sulle sensazioni interne.


Esistono molte variabili coinvolte nella somministrazione di un clistere punitivo e nelgli effetti che questo provocherà:

1) strumento utilizzato
2) tipo di cannula
3) tipo di liquido
4) volume somministrato
5) temperatura
6) pressione
7) velocità di riempimento
8) aria nell'intestino o tubi
9) posizione da assumere durante la somministrazione
10) tempo e modalità di ritenzione
11) modalità di evacuazione
12) ripetizioni eventuali del tutto


1) l'attrezzo di più facile reperibilità per la somministrazione è l'enteroclisma da viaggio, si trova in ogni farmacia, ha una capacità di 2 litri. Per volumi superiori prepareremo l'ulteriore liquido in bottiglie di plastica, in modo da non concedere alla punita "pause" in attesa che l'acqua sia pronta, alla temperatura giusta.

2) Utilizzeremo come minimo la cannula vaginale (la più lunga). Su internet è possibile ordinare vari accessori per il clistere, si possono trovare cannule enormi, in modo da associare al CP la sodomizzazione, ed anche cannule gonfiabili che renderanno impossibile qualsiasi involontaria perdita perdita di liquido alla punita.

3) Tipo di liquido:
se si desidera unicamente umiliare la punita vanno benissimo i microclismi alla glicerina, nonostante la piccola quantità (pochi cc) sono molto efficaci, in particolare se se ne somministrano 2 - 3 e si impone un tempo di ritenzione di 30 minuti dopo aver fatto indossare le mutande impermeabili ed il pannolone. La punita dovrà scegliere se umiliarsi subito sporcandosi o cercare invano di resistere soffrendo.
Per un'indimenticabile punizione praticheremo un CP di grosso volume, dunque utilizzeremo acqua che è il liquido più sicuro, eventualmente aggiungendo un cucchiaino colmo di sale ogni litro d'acqua, per impedire che l'intestino assorba troppa acqua (nel caso di una serie di clisteri).

4) volume somministrato: partiamo da un minimo di 2 litri a 3 - 4 litri, a seconda del grado di pulizia dell'intestino (il primo clistere di una serie è bene sia di volume inferiore) e a seconda della corporatura e della resistenza della punita.

5) Temperatura: la temperatura di base Ë quella del corpo 37∞, possiamo avere clisteri pi˘ caldi da 38 a 42 gradi ma attenzione a non superarli, per il pericolo di ustioni al colon (testare sempre la temperatura con una guancia o la parte interna dell'avambraccio appoggiati alla sacca o al contenitore.
Solitamente i clisteri caldi sono sopportati meglio poichè generano crampi meno intensi, ottimi per una pulizia a fondo dell'intestino e per poter vedere la punita col pancione gonfio.
Clisteri freddi da 35 ai 20 - 25 gradi: qui siamo nel vero CP. A volte i crampi sono così forti che per la punita è impossibile resistere, se non si utilizzano cannule di ritenzione possiamo aspettarci addirittura espulsioni impreviste di liquido. Preferibilmente il clistere freddo può essere l'ultimo di una serie, in modo che la punita, gi‡ spinta ai limiti della sua resistenza dai clisteroni precedenti sopporti dei crampi ancora più forti ed eventualmente subisca l'onta della sconfitta.

6) pressione del liquido: conviene posizionare il contenitore da un minimo di 30 cm fino a un max di 1 metro d'altezza. Vedi anche velocità di riempimento.

7) velocità di riempimento: possiamo andare dal clistere somministrato molto lentamente a quello somministrato in 2 - 3 minuti. La velocità di riempimento può essere regolata con l'apertura dell'eventuale rubinetto o con l'altezza del contenitore. Solitamente più è veloce la somministrazione più è efficace, però alcune infermiere preferiscono somministrare il liquido in lunghi getti. Consideriamo anche le pause eventualmente concesse alla punita per riuscire a superare crisi dolorose momentanee: si ferma momentaneamente il liquido e le si massaggia il ventre. Si riuscirà ad apprezzare il gonfiore causato dal contrasto tra il crampo e il liquido in ingresso. Non esageriamo, però: 3 - 4 pause di un paio di minuti l'una sono il massimo che concedo, e solo in caso di volumi importanti e/o clisteri freddi.

8) la presenza di aria nel tubo: è sempre controproducente, l'aria disturba il libero flusso del liquido nei tubi e se finisce nell' intestino e crea dei crampi incontrollati e rende impossibile somministrare grossse quantità. È preferibile eliminare bene l'aria dal tubo prima di iniziare il clistere. A meno che si voglia sfruttare la cosa per avere evacuazioni pi˘ rumorose ed umilianti.

9) posizione: qui possiamo sbizzarrirci. La preferita potrebbe essere quella definita dalle infermiere genu-pettorale: in ginocchio, però con il busto abbassato fino ad appoggiare testa e petto sul materasso: è una posizione imbarazzante poichè espone perfettamente le parti intime della punita e non preme sull'intestino. Va bene anche la posizione supina, soprattutto se si vuole effettuare un massaggio durante l'introduzione del liquido. Una posizione che rende ancora più impegnativo il CP per la punita è il clistere all'impiedi, poichè il movimento ascendente dell'acqua viene contrastato dalla forza di gravità.

10) tempo e modalità di ritenzione: i tempi di ritenzione che impongo vanno dai 5 minuti alla mezz'ora. Vanno modulati in modo da spingere la punita ogni volta oltre i propri limiti. Modalità di ritenzione: bello tenere la punita all'impiedi, in modo da apprezzarne la pancia gonfia e apprezzare le controsioni imposte dai crampi che la attanagliano. Si potrebbe farla camminare in corridoio, magari con i tacchi alti, in modo da aumentare gli stimoli, ma è più sicuro posizionare la punita nella vasca da bagno o nel box doccia, a scanso di "incidenti".
In caso di clisteri di grosso volume non impongo il pannolone: serve a poco, ma sporattutto offre alla punita la possibilità di sfuggire ai crampi scaricandosi anzitempo. Molto meglio tappare la punita con un butt-plug o una sonda gonfiabilie.

11) modalità di evacuazione: qui sta a noi decidere, anche in base a quale livello di umiliazione vogliamo giungere. Se la punita si è comportata accettabilmente, non infierisco, le permetto di utilizzare privatamente il bagno, altrimenti dovrà usare l'immancabile secchio oppure farsela addosso, magari messa nella vasca da bagno in una posizione in cui l'acqua evacuata le ricada addosso.

12) ripetizioni: preferisco somministrare sempre una serie di clisteri. Il primo, caldo o molto caldo, di volume ridotto, 1- 2 litri inizia a ripulire grossolanamente ed elimina l'aria dall'intestino. Poi seguito da 1 - 2 clisteri molto caldi di alto volume. Se la punizione deve essere particolarmente dura, gli ultimi due Clisteri sarnno di acqua fredda a 20 gradi. Solitamente le punite vengono avvertite che, se non sopportano fino alla fine e per tutto il tempo di ritenzione imposto un clistere, questo verrà ripetuto subito dopo l'evacuazione.

Dopo una buona seduta di clisteri punitivi avremo una serva umiliata e prostrata dai crampi e dalle evacuazioni, che di certo si guarderà bene dal commettere altre mancanze.

12 agosto 2010

LA SUPPOSTA PUNITIVA


Un secondo castigo per le domestiche pigre, sciatte o comunque che necessitano di una correzione; un secondo, efficacissimo contributo proposto dalla signora Lucia Marchi, coadiuvata dalla sua amica infermiera.
Monika, domestica


LA SUPPOSTA PUNITIVA

La supposta punitiva viene utilizzata per le punizioni "minori". Si ricorre a supposte "evacuatorie", quindi supposte di glicerina o altre sostanze che stimolano l'evacuazione. Le mie preferenze vanno alle supposte di glicerina. Poichè le supposte in vendita sono piuttosto piccole ed hanno un effetto "soft", per avere una valenza punitiva abbiamo la possibilità di somministrare più di una supposta. Meglio ancora: possiamo sciogliere più supposte e colarle in uno stampino, per formare un suppostone punitivo. Di solito sciolgo 6 - 10 suposte in un bicchierino messo nel microonde per una ventina di secondi e verso il liquido risultante in un "dito" di un guanto di plastica. E' possibile scegliere la "cattiveria" del nostro suppostone partendo da supposte per bambini che contengono meno glicerina o supposte per adulti. Preferisco un suppostone non troppo "cattivo", cosÏ la punita avrà la forza di resistere, soffrendo così molto più a lungo.
Il nostro capolavoro verrà sospeso in frigorifero in modo che si raffreddi e solidifichi. Con la scelta della misura del guanto e del "dito" da utilizzare avremo un certo controllo sulle dimensioni della supposta (sempre enorme rispetto a quelle di partenza).
Ora potremo somministrare alla serva la supposta e le imporremo il pannolone e le mutande di plastica per tempi lunghissimi, almeno 30 minuti prima di potere andare in bagno, tutta la notte se invece si è sporcata.
Lucia Marchi

25 luglio 2010

LA PURGA PUNITIVA


Un contributo su una punizione molto efficace per l'educazione delle serve, propostaci dalla signora Lucia Marchi, coadiuvata dalla sua amica infermiera.

La Purga
Alcune settimane fa sono stata costretta mio malgrado ad effettuare una colonscopia. La mia amica infermiera, chiamata ad assistermi, mi dava da bere 4 litri di un nauseante beverone purgativo. La serva Barbara era in servizio e mi parve desse segni di eccitazione vedendo la propria padrona purgata e preda di una terribile nausea. Una pronta ispezione vaginale da parte dell'infermiera confermava la colpa.
Una volta rassicurata sulla mia salute, io e l'infermiera abbiamo pensato a come punire la serva Barbara.
Lo scopo di questa punizione è quello di costringere la punita a bere a intervalli regolari litri e litri di liquido purgativo che le causa una terribile nausea. Sicuramente la serva si ricorderà di questa punizione.
Occorrente: due confezioni di purga (selg esse 1000). Si sciolgono le bustine della prima confezione in 4 litri d'acqua tiepida o calda che si mettono in 8 bottigliette da 1/2 litro. L'acqua tiepida esalta il sapore di mandarino salato tipico di questo beverone, che vi posso assicurare, alla lunga è molto peggio anche dellÏ'olio di ricino! Consegneremo alla punita le prime 8 bottigliette illustrandole le modalità di assunzione.
Per rendere ancora più difficile trangugiare il liquido imporremo alla punita di berne un quarto di litro ogni 10 minuti, anzichè i 15 concessi (utile un timer da cucina), in questo modo appena calmata la nausea del bicchierone appena trangugiato già sarà ora di cacciarne giù un altro. Vi chiederete a cosa serve la seconda confezione: sicuramente la punita si meriterà ulteriori aggravamenti di punizione e cosa è meglio di consegnargli ulteriori bottigliette, fino a che so, un massimo di 12 bottigliette (6 litri!)?
Dopo da 60 a 90 minuti che beve il liquido la pancia della punita sarà molto gonfia e si sentiranno nitidamente forti brontolii: la purga inizia a fare effetto!
Le evacuazioni provocate da questo liquido non sono particolarmente dolorose ma la punita si troverà ad trangugiare un bicchierone da sopra e restituirne un altro da sotto!
Con queste quantità di liquido non c'è pannolone che tenga, se abbiamo un giardino nascosto le daremo un secchio e lei dovrà purgarsi mentre noi ci rilassiamo e prendiamo il sole sulla sdraio, se il giardino non c'è o non è sufficientemente discreto, le daremo il permesso di usare il bagno. La serva, dopo questo trattamento, di 4 - 6 ore, sarà esausta, e poichè non vogliamo svenimenti le potremo concedere alcune tazze di tè molto zuccherato, nient'altro. Le sarà concesso di riposare fino al giorno dopo, in cui sarebbe l'occasione ideale, dato l'intestino sgombro, di praticarle dei giganteschi clisteri punitivi.
Lucia Marchi

12 luglio 2010

IL TACCUINO DI JANINE SOUILLON CONSIGLIO 1


ripubblico alcuni commenti della signora Janine, ripresi dal suo blog
un saluto a tutte le padrone,
Monika, domestica

CONSIGLI ALLE PADRONE 1
QUANDO LA DOMESTICA LAVA I PIATTI
© Janine Souillon
Quando la vostra domestica lava i piatti, fatele sempre tenere uno dei piedi appoggiati a un oggetto rialzato: una scatola da scarpe, una pila di riviste, o il piano del mobile. Dal momento che la flessione della gamba innesca sempre delle contrazioni e dei rilassamenti involontari, la zona lombare della domestica potrebbe risentirne, e ciò comporterebbe una riduzione dell’efficienza della domestica stessa. Inoltre, fatele appoggiare il bacino al lavello. Certe domestiche cercano di non farlo, perché hanno paura di bagnarsi, ma a lungo andare questa posizione irrigidisce e indolenzisce le loro braccia. Occorre allora far indossare alla domestica uno spesso grembiulone di gomma, e poi farle appoggiare bene il bacino, facendole tenere i gomiti vicino al corpo.

23 giugno 2010

RISPOSTA ALLA SIGNORA GIADA


Cara Monika
Si ho un giardino di circa 60 metri quadrati e un terrazzo di circa 30 metri quadrati dove di solito prendo il sole e ho diversi vasi di fiori
Ciao Giada

Cara signora Giada: un giardino: benissimo, signora. Faremo sfiorire la serva nel bel mezzo di un giardino, fra corolle luminose e profumi stordenti. La faremo diventare una serva da soma, insieme alla "mula". Le propongo una mise di questo tipo: - uniforme verde di tela molto spessa e rigida a maniche corte - stivali di gomma - grembiule di gomma verde - guanti di gomma verdi, molto spessi La serva verrà adibita a tutti i lavori pesanti in giardino dalle 10 del mattino fino alle 4 del pomeriggio, alle 9,30 e alle 16 stabiliremo l0inizio della sua corsa punitiva (come corsa puntiva, le proporrei di farle fare due volte al giorno dieci giri di corsa del perimetro esterno del giardino, in completa tenuta da fatica). prima e dopo il lavoro in giardino sarà adibita ai lavori in casa: laverà i pavimenti in ginocchio e i vetri delle finestre, tutte le scale. in terrazzo, sempre vestita in gomma e tela, potrà tenerla qualche ora ogni tanto in piedi accanto a lei, con un parasole che reggerà con le mani mentre la sua padrona si rilassa su una sedia a sdraio. Per la sguattera sessantenne, proporrei di adibirla allaquotidiana lavatura dei piatti, alla pulizia in ginocchio dei bagni e della cucina e dei tappeti. Inoltre le farei lavare la macchina, in tenuta da sguattera, ben visibile a tutti. Sarà anche adibita a fare il bucato una volta al giorno, a mano, come una volta: asse di legno, in ginocchio o in piedi. Continuerei a farla lavorare anche di notte, senza preavviso e irregolarmente, in modo da tenerla sempre sul chi vive, notte e giorno. Se avesse bisogno di ulteriori dettagli o precisazioni, non esiti a scrivermi. a presto Monika, domestica

18 giugno 2010

LA NUOVA DOMESTICA DELLA SIGNORA JULIA - 2


Cara Monika,
ti ringrazio per i preziosi suggerimenti.
Il regime che proponi per Lorella è veramente duro, del resto se lo è meritato.
Mi farò sentire presto con la descrizione particolareggiata di ciò che imporrò alla serva.
Ciao, a presto.
Julia

Grazie signora Julia.
Credo che un regime punitivo debba esserlo fino in fondo.
Sono certa della sua comprensione.
Monika, domestica



Cara Monica, eccoti la bozza del regime punitivo che imporrò a Lorella. Come puoi vedere adotterò i tuoi preziosi suggerimenti.
- rasatura della testa e obbligo di indossare sempre un fazzoletto di tela gommato,
per rendere più scioccante e vergognosa l'operazione verrà eseguita presso la mia parrucchiera e Lorella sarà tenuta bendata fino ad operazione completata. Poi verrà messa di fronte allo specchio, dovendo subire anche i lazzi delle lavoranti.
- il fazzoletto di gomma sempre in testa, salvo quando dovrà uscire per commissioni, in tal caso dovrà esibire la sua zucca pelata.
-per uniforme e stivali perfettamente d'accordo, esiste un negozio specializzato abbastanza vicino, penso basti un cambio solo, la domestica alla fine del proprio servizio lava la propria uniforme e la stende per la notte. Se non sarà perfettamente asciutta sono fatti suoi, la indosserà comunque.
- guanti di gomma: li adotterei pesanti come i guanti per lavorazioni chimiche lunghi e molto spessi.
Le mutande di gomma chiudibili non sono di pronta reperibilità e piuttosto costose: avrei pensato a un paio di mutande di plastica, sopra le quali far indossare alla serva un paio di calzoncini jeans a mezza coscia di 2 o 3 misure più larghi, fatti stringere alla sarta alla vita ed alle cosce, La cintura alloggerà la catenella di chiusura , il cui lucchetto bloccherà anche la cerniera del jeans. Poichè non ho intenzione di venir disturbata da petulanti richieste del bagno stabilirò precisi orari per l'uso. Per evitare sprechi imporrei alla serva dei pannoloni in tessuto lavabili a mano, così sarà invogliata a non sporcarsi.
Sarei orientata a 4 permessi giornalieri per il bagno, ti pare possa andar bene o è troppo permissivo?
Orario di lavoro direi che va bene così, tutt'al più concederei a Lorella di coricarsi 2 ore prima la domenica.
Per le punizioni non sono molto esperta, mi sarebbero certo utili i suggerimenti dei frequentatori del blog. Di certo, vista la colpa commessa terrei Lorella soggetta a severe punizioni per un periodo di 2 o 3 settimane e passerei, in caso di condotta irreprensibile ad un regime di "mantenimento".
Ciao e a presto.
Julia

Gentile signora Julia,
il regime punitivo da Lei pianificato mi sembra perfetto.
Per le mutande chiiudibili non posso che complimentarmi: ingegnose e molto pratiche. Per i permessi giornalieri sarei orientata a non più di 3 al giorno, secondo una scansione precisa, in modo da condizionare la serva fisiologicamente e psicologicamente. Sui pannoloni concordo pienamente. Tenga conto che in caso di clisteri punitivi sarebbero indispensabili.
Se me lo permette, potrei suggerirLe una serie di punizioni ordinarie e straordinarie, secondo una scansione precisa: la serva non avrà un momento della sua vita in cui non subisca o prefiguri ina punizione.
Grazie e a presto
Monika, domestica

LA NUOVA DOMESTICA DELLA SIGNORA JULIA - 1


Gentile signora Julia,
per Lorella propongo un "regime punitivo alla gomma", ovvero questo:
- rasatura della testa e obbligo di indossare sempre un fazzoletto di tela gommato
- uniforme da fatica in tela grigia e solo grembiuli di gomma pesanti bianchi, verdi o marroni
- obbligo di indossare sempre stivali di gomma tutto l'anno
- guanti di gomma obbligatori salvo sue indicazioni
- mutande di gomma molto spesse chiuse con una cerniera d'acciaio e lucchetto (su Internet troverà dei modelli interessanti) per impedirle qualsiasi contatto carnale, anche con se stessa
- oraio di lavoro: dalle 7 di mattina alla mezzanotte tutti i giorni
- punizioni: esercizi e lavori pesanti durante la notte, dieta, clisteri, sempre vestita come sopra.

mi faccia sapere cosa ne pensa
buona giornata e a presto
Monika, domestica

LA NUOVA DOMESTICA DELLA SIGNORA GIADA - 1


Cara Monika
Sono ancora in attesa di avere tuoi consigli su come trattare la mia nuova domestica, come ti dicevo giovane che anni fa mi rubò persino un fidanzato e oggi per via della crisi costretta a venire al mio servizio, non so se ricordi le nostre precedenti e mail
In oltre ti informo che Erica la mia sguattera sessantenne continua imperterrita a lavorare come un mulo per me, molto utile è stato il tuo consiglio di farle consumare i pasti in piedi in modo mangi di meno, senza battere ciglio per due volte ha eseguito il lavaggio dei pavimenti al ora che di solito andava a dormire.
Spero di avere da te una risposta sulla questione della nuova serva
Un saluto Giada

Gentile signora Giada,
non mi sono dimenticata della donna che le portò via il fidanzato diversi anni fa. Oggi ha 49 anni ed è, a quel che mi dice, ancora bella. Dovremo far sfiorire questa bellezza attraverso il lavoro, le punizioni e un abbigliamento adeguato.
Intanto mi sarebbe utile sapere se avete un giardino o simili.
Per quanto riguarda la mula, occorre tenerla rigidamente a dieta e creare un reticolo di regole, comportamenti e punizioni sempre più stretto. A prestissimo, signora Giada
Monika, domestica


Cara Monika
Si ho un giardino di circa 60 metri quadrati e un terrazzo di circa 30 metri quadrati dove di solito prendo il sole e ho diversi vasi di fiori
Ciao Giada

10 aprile 2010

IL REGISTRO DISCIPLINARE DELLA SIGNORA LUCIA


Gentile Monika,
monitorando i messaggi della mia domestica, Barbara, sul blog, ho la sensazione di una morbosa compiacenza nel descrivere le punizioni a cui è sottoposta. Andando avanti di questo passo, anzichè sprofondare di vergogna per essersi meritata una punizione, potrebbe addirittura pretendere di essere ripresa col telefonino in modo da poter mettere su youtube il filmato! Ho pertanto istituito un registro disciplinare dove annotare le infrazioni, i punteggi di punizione e le punizioni a cui Barbara viene sottoposta. La ricostruzione è stata fatta a memoria ma mi pare abbastanza completa. Comunque, visto che ha parlato di ortiche e siamo in primavera, presto dovrà andare nuda a raccogliere ortiche per prepararmi un ottimo risotto all'ortica.
Un saluto.
Lucia