DISCLAIMER

ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE. CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale. RIPRODUZIONE VIETATA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI © JANINE SOUILLON, LUGANO, CH

15 maggio 2011

IL PRIMO MESSAGGIO DALLA SGUATTERA LUCIA

Cara Monika,
la situazione si sta evolvendo rapidamente. Oggi le Signore sono venute, di sorpresa a prendere il tè, ho preso a prestito una delle divise di Barbara e le ho servite. Sono poi stata congedata e sono restata in attesa in cucina per tre lunghe ore. L’Infermiera mi ha poi raccontato: Barbara ha chiesto di poter continuare a fare la domestica, non intende assolutamente farmi da padrona, anzi servirà in mia compagnia. E’stata irremovibile ed ha resistito a tutte le lusinghe e le minacce delle Signore. Devo dire che la cosa mi ha profondamente commosso, avrebbe potuto maltrattarmi a sua volontà per un mese, godendo dell’impunità più assoluta, invece si sacrifica per aiutarmi.
Le Signore hanno deciso che non vale la pena fornirci di nuove divise, basterà che mi faccia adattare la divisa che ho preso a prestito da Barbara.
Tra una settimana prenderemo servizio nella villetta in montagna che le Signore hanno già deciso verrà chiamata “Villa Penitenza”.
Vista la mia situazione, possiamo darci del tu? Grazie.
Sguattera Lucia

Certamente sì, Lucia. 
Grazie del contributo che sei riuscita a far arrivare al nostro blog. Immagino che molte signore si stiano chiedendo che tipo di divisa ti fanno indossare.
Monika, domestica

13 maggio 2011

UNA SIGNORA NON DEVE MAI UBRIACARSI


Gentile Monika,
capita di uscire una sera a festeggiare con le amiche, però una Signora non dovrebbe mai ubriacarsi fino a perdere il controllo. E' esattamente quanto mi è accaduto la settimana scorsa. Mi sveglio la mattina con i postumi di una terribile sbornia,  sto malissimo, la serva chiama in soccorso la mia amica infermiera. questa arriva e, dopo avermi dato un paio di pastiglie, comincia ad insultarmi e mi racconta l'accaduto della serata precedente. Festeggiavo il compleanno ed ho invitato un gruppo di amiche, fra cui lei, la Portinaia ed altre Signore. Ad un certo punto sono stata coinvolta in una discussione sui reality e mi è venuta, o meglio mi è stata sugggerita l'idea di diventare io per un mese una serva. Tra i fumi dell'alcool mi sembrava una bella idea, poter mostrare come pretendo vengano fatti i lavori di casa eccetera. Le altre Signore mi hanno dato corda ed in breve ho promesso di scambiarmi di ruolo con la mia serva e inoltre, che avrei ospitato e servito, proprio come padrone, tutte loro, ex serva compresa, in una villetta in montagna.
Mi rendo subito conto della follia commessa, ma ... tra le Signore a cui ho promesso c'è la Bancaria, che potrebbe rovinarmi finanziariamente e quindi non oso rimangiarmi la parola data.
Ora devo restare in attesa,  mi verrà comunicata in seguito la data in cui dovrò prendere servizio..
Non so se potrò usare un PC, cercherò comunque di inviare qualche aggiornamento via telefonino, capirai che sono io poichè dovrò ovviamente firmarmi sguattera lucia.
Spero nella tua solidarietà.
Lucia  

Gentile signora Lucia,
lei ha, ovviamente, tutta la mia solidarietà. Attendo gli sviluppi della sua non facile situazione.
Monika, domestica

14 aprile 2011

Divisa in cotone a righe


Dalla signora Emanuela riceviamo questa lettera:
"Domestica, ti scrivo per comunicare alle padrone del blog che ho fatto fare alla mia sarta di fiducia delle divise in cotone rigato per la mia serva seguendo questo criterio: bianco e rosso per i lavori del mattino, bianco e blu per il pomeriggio e bianco e verde per i lavori in giardino. Cosa mi consigli di farle indossare per le punizioni?
Aspetto una risposta
Emanuela G."

13 aprile 2011

UNA LETTERA DA UNA DOMESTICA


Ciao cara Monika,
mi chiamo Martina, anche se da quando sono a servizio il mio nome è diventato Tina, lo ha deciso la mia padrona in quanto più facile da ricordare.
Ho 46 anni e faccio la domestica da quando ne avevo 13, non sono sposata perché fare la serva è una missione che non concede altre distrazioni se si vuole fare bene questo lavoro, almeno cosi la penso io vorrei sapere una tua opinione in base a questo. Non credi che le domestiche che hanno una loro famiglia siano meno efficaci nel lavoro rispetto a noi zitelle?
Tina

Cara Tina,
sono d'accordo con te: una serva non dovrebbe avere alcun impedimento al servizio. Il tempo dedicato alla padrona dovrebbe essere totale e la sua vita dovrebbe essere completamente consumata dalle incombenze a lei riservate dalla sua signora. L'argomento è molto interessante e sottende anche un altro argomento di discussione: i nomi e i nomignoli da assegnare alle serve.
Monika, domestica

10 aprile 2011

CARO DIARIO 3

Disclaimer
Attenzione! quello che segue è un racconto di fantasia, e i personaggi nonchè i fatti che vi sono descritti sono da considerarsi completamente immaginari. Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti è da ritenersi puramente casuale. Inoltre si avvisa che il racconto è assolutamente vietato ai minori di 18 anni, e che qualsiasi sua riproduzione o divulgazione in altri siti o documenti privati senza autorizzazione scritta va contro la volontà dell’autrice.

CARO DIARIO
© 2001 Janine Souillon


mercoledì 20
La zia ha il sedere e la pancia viola, ma continua ad essere pigra e ostinata; per fortuna mammina ha fatto costruire da una artigiana specializzata un paio di “braghe da lavoro” per lei. In pratica si tratta di una mutanda rigida e spessa a forma di barca, in cuoio e legno, costituita da due pezzi che combaciano perfettamente fra loro e chiusa con due lucchetti. Grazie alla “work belt” (questo è il suo nome inglese), zia Stefania non potrà sedersi (la “chiglia” delle mutande glielo impedisce), nè andare al gabinetto finchè non lo deciderà mammina. Però, in gamba la genitrice!

giovedì 21
Stamattina la mamma ha imbragato la zia, che ha dovuto indossare una divisa di cotone a righine sulla quale si è allacciata il grembiule di gomma. Poi mammina le ha spiegato tutti i lavori che doveva fare: lavare per terra, stirare, lavare i piatti e pulire a fondo la cucina e fare il bucato, rigorosamente a mano. Solo alla fine delle faccende le sarebbero stati tolti i suoi graziosi slippini da lavoro. Poi mammina ha portato fuori Arianna a zappare in giardino, e mi ha lasciato in casa a sorvegliare la zia. Devo dire che si è messa a lavorare con impegno, anche se a onor del vero la “work belt” non le rende le cose molto facili...
Alla fine della giornata, la zietta non si reggeva in piedi, ma era quasi riuscita a portare a termine gli incarichi che le erano stati affidati. Un pieno successo! Le ho ordinato di prepararmi la cena, e poi io stessa le avrei tolto le braghe.
(3- continua)

LA LETTERA DI ANDREINA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:
"Care amiche del blog, ho una domestica che ha recentemente passato i 65 anni la quale, più o meno larvatamente, cerca di evitare i lavori più pesanti "rubacchiando" qua e là tempo al servizio utilizzando i soliti trucchetti: appena può si siede, quando non sono presente cerca di "tirar via" (soprattutto la lavatura dei pavimenti e dei bagni, che deve eseguire rigorosamente in ginocchio). Dal momento che secondo la mia opinione l'età non esime una serva da NESSUNA delle sue incombenze, pensavo di punirla nei modi descritti dalla signora Lucia (a proposito signora, complimenti per i suoi interventi!) "ingravidandola" ogniqualvolta sembri rimettere in gioco i suoi subdoli mezzucci da scansafatiche. Avete voi, gentili signore, altri suggerimenti da mettere in atto al fine di sveltire la mia domestica pigra e riottosa? Grazie di cuore! Andreina De Marchi, Milano"

© illustrazione di Maria Romey
tutti i diritti di riproduzione sono riservati

13 marzo 2011

CARO DIARIO (2)

Disclaimer
Attenzione! quello che segue è un racconto di fantasia, e i personaggi nonchè i fatti che vi sono descritti sono da considerarsi completamente immaginari. Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti è da ritenersi puramente casuale. Inoltre si avvisa che il racconto è assolutamente vietato ai minori di 18 anni, e che qualsiasi sua riproduzione o divulgazione in altri siti o documenti privati senza autorizzazione scritta va contro la volontà dell’autrice.

CARO DIARIO
© 2001 Janine Souillon

sabato 16 ottobre
Oggi arrivano le due nuove “collaboratrici famigliari”. Mamma ha appena fatto in tempo a dare il benservito alla cuoca, alle due cameriere, alla sguattera e alla donna di fatica.

lunedì 18 ottobre
La zia sul principio non voleva crederci: pensava di starsene tutto il giorno a chiaccherare con mamma, magari dandole qualche consiglio culinario! Quando mammina le ha detto di spogliarsi e di indossare l’uniforme della nostra (ex) sguattera, la zia cinquantenne prima è impallidita, poi ha cercato di scappare trascinandosi dietro Arianna. Ma la mamma quando vuole è molto decisa, e sa farsi rispettare dalla servitù. Non basta: ha anche degli ottimi avvocati: mentre la sculacciava, spiegava a mia zia che non ci avrebbero messo un minuto, i suoi avvocati, a dimostrare che il fallimento del negozio altro non era che un espediente per rastrellare quattrini con l’assicurazione. Piangendo, la zia ha detto che sua sorella era diventata un mostro, che lei non ci poteva credere che avrebbe ordito una tale macchinazione ai danni suoi e di sua figlia. Mia mamma si è limitata a sculacciarla anche sulla pancia. In quanto a Arianna, alla mia antipatica cugina saputella di vent'anni (sprecati) ho riservato una vecchia uniforme marrone, sformata e unta, lunga fino a metà polpaccio; un grembiule di gomma verde, un vecchio fazzoletto in testa, e zoccoli di legno. Nient’altro. Non ha un ricambio, quindi una volta alla settimana le ho ordinato di fare un bucato prima di dormire, di appendere la sua roba ad asciugare, e di rimettersela su, asciutta o bagnata che sia, pronta per eseguire i miei ordini.
(2- continua)

PENITENZE E PUNIZIONI: UNA RISPOSTA DELLA SIGNORA LUCIA


Riceviamo dalla signora Lucia una nota che prontamente pubblichiamo.
(M.)

Gentile Monika,
le invio alcune mie considerazioni, in risposta alla richiesta di chiarimenti da parte di una “serva ignorante”. Sono considerazioni personali, saranno benvenuti i contributi di signore e domestiche su questi argomenti.

PENITENZA: sacrificio che si affronta per espiare colpe o peccati o per fortificare lo spirito. Solitamente viene autosomministrata, deve essere sempre autorizzata dalla Signora, per evitare accuse di godimento masochista.
Esempi di penitenza sono indossare il cilicio, praticarsi docce fredde ecc.

PUNIZIONE: atto che provoca sofferenza inteso a correggere una persona o a farle espiare il male commesso, viene di solito inflitto personalmente dalla Signora o da una sua incaricata.
Non faccio esempi: sul blog ve ne sono più che a sufficienza.

TORTURA: non viene MAI applicata nel rapporto tra Signora e domestica. E’ cosa da codice penale. Definizione: tormento corporale che si infliggeva a un imputato per estorcergli una confessione, atto crudele e violento commesso su una persona per brutalità, sadismo o vendetta.

CILICIO: Tessuto grossolano, pungente, di lana di capra o di crini di cavallo oppure cintura o fascia di crine pungente fatta a nodi, portata sotto la veste sulla pelle nuda come pratica religiosa di penitenza. Una variante moderna può essere costituita da pannoloni, braghette e corpetti di ruvida tela di sacco o ricavati da spinosissime coperte di lana militari. Tali cilici vanno portati molto a lungo, anche per giorni, senza alcuna possibilità di toglierli, neanche per lavarsi e, per espiare colpe particolarmente gravi, neanche per fare pipì. L’effetto va da un iniziale prurito ma con il sudore ed altri liquidi “salini” si arriva fino alle dolorose irritazioni “da pannolone”.

Un saluto
Lucia

8 marzo 2011

Un racconto inedito di Janine Souillon: "CARO DIARIO" (1)

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Attenzione! quello che segue è un racconto di fantasia, e i personaggi nonchè i fatti che vi sono descritti sono da considerarsi completamente immaginari. Ogni riferimento a persone o a fatti realmente accaduti è da ritenersi puramente casuale. Inoltre si avvisa che il racconto è assolutamente vietato ai minori di 18 anni, e che qualsiasi sua riproduzione o divulgazione in altri siti o documenti privati senza autorizzazione scritta va contro la volontà dell’autrice.

CARO DIARIO
© 2001 Janine Souillon

Giovedì 14 settembre
Mia madre mi ha detto che sua sorella Stefania ha dei grosso problemi finanziari, dovuti all’improvviso incendio e conseguente incenerimento del suo negozio di erboristeria. Così lei si trova all’improvviso a dover trovare un altro lavoro per mantenere sè stessa e mia cugina Arianna, una saputella che peraltro non ho mai potuto soffrire. Mamma ha chiesto alla zia se sarebbe disposta a dare una mano in casa, magari portando con sè la figlia. In cambio avrebbero vitto e alloggio, in attesa di tempi migliori...

venerdì 15 ottobre
La zia prima ha detto grazie no, poi ha tergiversato per una settimana, infine ha accettato. Molto bene. Mamma sta preparando loro una bella accoglienza.
(1-continua)

3 marzo 2011

MARIA ROMEY: NUOVA DIVISA

Riceviamo e volentieri pubblichiamo un racconto di Maria Romey

NUOVA DIVISA
di Maria Romey

Laura cammina spedita, fasciata da un tailleur color malva. I capelli biondi rimbalzano compatti sulle spalle a ogni passo, i tacchi battono il selciato con un suono secco. Dietro di lei la domestica, Roberta, la segue a una certa distanza. Roberta porta tre pesanti sacchetti di plastica, colmi della spesa appena fatta al supermercato.
- Dopo, - le ha detto la padrona mentre passavano sotto la grande insegna al neon - andremo a comprare le nuove divise.
Flac! Flac! Flac! Roberta, 47 anni compiuti, procede il più velocemente possibile dietro alla sua signora; ma gli zoccoli bianchi in cui sono infilati i piedi (avvolti dai classici gambaletti di cotone) non la aiutano. Dentro l’uniforme di nylon rosa, la donna ricomincia a sudare. Sotto le ascelle, il pesante tessuto rosato è segnato da due mezzelune scure. Croc! Croc! Croc! A ogni passo lo spesso grembiule di plastica crepita, a ogni passo lì sotto fa sempre più caldo, sempre più caldo.
Sono quasi arrivate da Robinetti, il migliore negozio della città, dove ogni giorno si guardano, si scelgono e si comprano le più pratiche ed eleganti uniformi per il personale di servizio.
- Flac! Flac! Flac! La suola di gomma degli zoccoli striscia sul marciapiede: è mezzogiorno, e per Roberta è stata una mattinata pesante: di primo mattino ha pulito a fondo la cucina, ha avuto appena il tempo di preparare e servire la colazione per la padrona, e subito le è stato ordinato di lavare tutti i pavimenti della casa.
Due ore carponi, e poi la spesa, sempre con la signora Laura alle calcagna, mai un momento da sola. Infatti Laura, giovane account in una agenzia pubblicitaria multinazionale, si è presa un giorno intero di vacanza per seguire da vicino la cerimonia della nuova vestizione della serva.
Per uscire a fare la spesa, la padrona le ha imposto di non togliersi il grembiule di plastica blu, e ora Roberta sfila vergognosa e accaldata per le strade della città, carica di pacchi e impegnata a tenere il passo della sua datrice di lavoro.
Ecco, sono arrivate. Laura entra e lascia che la sua serva se la sbrighi con la porta a vetri e i sacchetti ricolmi. Una commessa, impietosita, accenna un passo verso la maniglia, ma Laura la blocca subito: - Non si preoccupi, se la cava benissimo da sola!
La commessa si blocca, resta dov’è e osserva la scena con occhio fintamente distaccato. La domestica attende in piedi, avvolta in quell’assurdo, umiliante grembiulone di plastica blu, tutto arricciato sul ventre, là dove la donna si è piegata tante volte durante il suo lavoro (deve avere un bel caldo là sotto, pensa di sfuggita la ragazza). Ferma, con i sacchetti ancora in mano, mentre la sua padrona si guarda intorno e osserva con calma le divise e i grembiuli.
Finalmente Laura sembra ricordarsi della sua domestica, la testa si volta di scatto, una ruota di capelli biondi si allarga intorno al viso dai lineamenti fini e appuntiti: - Roberta, coraggio, fatti dire dalla signorina dove puoi appoggiare la spesa!
La domestica segue la ragazza, che le indica senza parlare un punto dietro al bancone. Lì Roberta si china e con cautela appoggia le sporte. Mentre la donna in grembiule compie il movimento, la commessa senza volerlo avverte nell’aria un sentore di traspirazione pungente.
- Vede, il nostro problema, - dice Laura alle spalle della commessa - è che Roberta suda, suda molto, e questi grembiuli di nylon sono... come dire... poco pratici e... sgradevoli, a lungo andare. Specie se ci sono ospiti, lei mi capisce.
La commessa, imbarazzata, non sa cosa rispondere.
Il volto di Laura si indurisce, un sorriso sprezzante le taglia la bocca.
- Non ci crede? Ma sa che alla fine della giornata non si riesce ad averla d’attorno, questa qua? Roberta, metti le mani sopra la testa!
Dopo una brevissima esitazione, la sguattera obbedisce. Le braccia seminude si sollevano, le mani arrossate si appoggiano sul fazzolettone blu che le raccoglie i capelli. Ora le chiazze di sudore sotto le ascelle della donna sono perfettamente visibili.
- No, dico, senta!
- Cosa?!
- Si avvicini, senta anche lei!
La ragazza non si muove.
- M... ma forse le dovrebbe cambiare il tipo di divisa... e poi quel grembiule di plastica... capisce...
Roberta tiene lo sguardo basso.
- Lo so, lo so... Ma le sta tanto bene! Inoltre le è vietato qualsiasi deodorante o profumo!
Una cliente, in compagnia della sua cameriera filippina, sbircia la scena affascinata.
- Insomma, allora cosa mi consiglia?
Scossa dal tono della giovane donna, la commessa si riprende, pensa febbrilmente mentre la serva se ne sta lì, vicino al bancone, ferma nella posizione imposta dalla padrona.
- Va bene, Roberta, abbassa le braccia!
La domestica esegue.
- Vediamo... qualcosa di cotone...
- Sì, ma niente di lussuoso, voglio una divisa per i lavori pesanti...
- Sì, certo...
- Ecco! Questa va bene!
Laura indica una divisa grigia, di cotone spesso, allacciato sul davanti.
- Benissimo, allora ci vuole un grembiule, adesso...
- Lo voglio di cotone, spesso, a righe bianche e blu, come un grembiule da macellaia...
E con i lacci abbastanza lunghi da poterlo annodare sul ventre.
- Benissimo, signora, credo di avere quello che fa per lei...
Dopo mezz’ora, il grosso pacco con i nuovi abiti da lavoro della domestica giace sul bancone. Un rapido passaggio di una carta di credito, e la transazione è fatta.
La commessa passa l’involto a Roberta: - Ecco, prendilo: ce la fai?
- Ce la fa, ce la fa!
Laura esce dal negozio seguita da Roberta. In mano la donna oltre ai sacchetti della spesa ha il voluminoso pacco che contiene le nuove divise grigie, comprate assieme a una serie di grembiuli di cotone blu a righe bianche verticali.
Croc! Croc! Croc! Roberta affretta il passo, mentre perle di sudore le scendono dalla fronte. Una di queste cade sulla pettorina del grembiule di plastica, e splende per un attimo al sole, come una perla.


© 2011 Maria Romey
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