DISCLAIMER

ATTENZIONE: IL CONTENUTO DI QUESTO BLOG È RISERVATO ESCLUSIVAMENTE AD UN PUBBLICO MAGGIORE DI 18 O 21 ANNI, SECONDO LE LEGISLAZIONI VIGENTI NEL PROPRIO PAESE. CHIUNQUE PROSEGUA NELLA LETTURA LO FA CONSAPEVOLMENTE Il blog LA DOMESTICA RISPONDE è da considerarsi completamente opera di fantasia. I personaggi e le situazioni descritte sono fittizi, e l'eventuale somiglianza con persone o fatti esistenti è da ritenersi totalmente accidentale. RIPRODUZIONE VIETATA - TUTTI I DIRITTI RISERVATI © JANINE SOUILLON, LUGANO, CH

6 novembre 2011

PENSION BALNEARIA 6 E 7


Cara Monika,
ed eccoci arrivate al fine settimana! Per non lasciare sguarnita la pensione abbiamo  il permesso di libera uscita due sguattere per volta, tanto qui la “movida” va dal giovedì sera alla domenica notte. Sono uscita con Veronica. Innanzitutto abbiamo preso un bus per la città più vicina. In paese, infatti, noi sguattere non siamo ben viste, strano perché la Spagna è un paese tollerante ed evoluto.
Ed eccoci arrivate in città: che dirvi  delle “tapas” e della vita notturna veramente esagerata?  Un divertimento unico durato una interminabile serata e nottata. E poi un sacco di giovani, insomma un ambiente interessante e divertente, molto meglio di quello lasciato nella mia città natale.  Lo scotto è stato al ritorno la nausea da troppe “tapas y vasos de vino tinto”. Veronica e le altre compagne mi hanno dato delle pastiglie per nausea  e mal di testa e mi hanno aiutato a nascondere il mio stato. Infatti qui esiste una rete di protezione e cameratismo che aiuta noi sguattere a sopravvivere.
Un ebbro abbraccio dalla sguattera Nadia.
(6)
 
Cara Monika,
ieri stavo per pagare con una punizione i bagordi serali.  Infatti, perché non stavo bene, o forse l’effetto delle pastiglie, ad un certo punto, mentre stavo trascinando i carrelli di fango per servire le massaggiatrici, ho inavvertitamente fatto uscire una ruota del carrello dal piano inclinato.  Il carrello ha incominciato a inclinarsi e un centinaio di litri di fango maleodorante hanno sporcato il corridoio! Inutile dire che mi sono spaventata e, cercando di pulire per rimediare al disastro , ho sporcato sempre di più i pavimenti. La cosa è stata riportata alla Signora che mi ha convocato nel suo ufficio, per una reprimenda verbale.
Mi ha detto che, poiché è la prima volta avrebbe soprasseduto alla punizione che di solito accompagna la sgridata. Mi ha poi elencato le punizioni che possono essere applicate a noi serve, senza però scendere in particolari. E’ questa la cosa che mi preoccupa di più, sapere il nome di una punizione senza conoscere in cosa consiste. Ecco i nomi delle punizioni che ricordo: nalgadas (sculacciate), trabajar atada a la noria (lavorare legate alla ruota dell’acqua), comer como el perro (mangiare il pappone del cane), dormir al suelo en el quarto oscuro (dormire per terra nella cella buia), la silla de la verguenza (sedia della vergogna),  rapada y aceite de ricino (rasata e olio di ricino), el enema (il clistere), el potro y el toro (il puledro e il toro). Veronica dice “no pasa nada,  miedo y humiliacion”, e non ha voluto spiegarmi nulla, io cercherò di essere la serva più disciplinata della Pensione, che le punizioni se le prendano le altre!
Vista la reticenza della mia collega, ho messo tra parentesi la traduzione che ho fatto con il vocabolarietto.
La preoccupata sguattera Nadia.
(7- continua)

illustrazione di Maria Romey
© Janine Souillon
 

30 ottobre 2011

IL BAGNO (O LA DOCCIA) DELLA DOMESTICA

Gentile domestica,
mi pongo il problema di quante volte far fare il bagno alla mia serva Maria di 48 anni: lei vorrebbe una volta al giorno ma mi sembra francamente troppo.
Attendo risposta
Maddalena, Francavilla

Gentile signora Maddalena,
prima di tutto trovo che la doccia sia più pratica ed economica: il bagno presuppone una rilassatezza (e una lentezza) nel disbrigo del lavaggio del proprio corpo che a una domestica, con tutto il rispetto, non dovrebbe essere mai concesso. In secondo luogo penso che una doccia ogni due giorni d'estate e una alla settimana d'inverno siano più che sufficienti. La serva provvederà ogni mattina a lavarsi rapidamente ascelle, collo e faccia prima di indossare l'uniforme e i suoi grembiuli.
Mi faccia sapere
sua Monika

29 ottobre 2011

PENSION BALNEARIA 5

  Cara Monika,
non sono riuscita quasi a parlartene che già sono stata aggiogata per una intera mattinata alla noria. Per fortuna eravamo in coppia io e Veronica, una mia collega. Ho scoperto che fortunatamente si lavora alla noria solo la mattina e che lo sforzo richiesto è sopportabile, se si va a tempo tutte e due. Ho voluto provare da sola per 10 minuti e richiede molto impegno.. A girare continuamente viene anche nausea, infatti alcune colleghe devono essere bendate.  Lavorando ho avuto modo di chiedere informazioni di prima mano sulla vita che mi attende. Diciamo che è dura ma sopportabile, la paga è poca ma siamo alloggiate ed  il cibo è ottimo. Dobbiamo impegnarci per fare il nostro lavoro e cercare di non cadere in disgrazia presso le cameriere, altrimenti queste hanno il potere di castigarci. Mi sono preoccupata ed ho chiesto a Veronica che castighi vengono inflitti, ha detto di non preoccuparmi che “no pasa nada”. Io però un po’ preoccupata lo sono ugualmente.
Un abbraccio dalla sguattera Nadia.
(5- continua)

26 ottobre 2011

PENSION BALNEARIA 4

Cara Monika,
ecco il lavoro assegnato a noi sguattere: dobbiamo prelevare dalle apposite vasche termali il rinomato fango che verrà usato per i trattamenti della ricca clientela. Il fango, stagionato e quasi bollente, viene estratto con un antiquato sistema chiamato “noria” a funzionamento manuale.
Ricordate nei film western il somarello bendato che gira in tondo muovendo una pompa od una macina, ecco quella era la noria. Credevate che fosse una cosa da medioevo? Sbagliato, noi abbiamo il privilegio di averne una funzionante e purtroppo non c’è più il povero somarello ma deve essere trascinata dagli sforzi di una o due sguattere. Inutile dire che questo è il lavoro punitivo per eccellenza., soprattutto se viene aggiogata solo una serva, magari bendata. Tra l’altro quando si lavora alla noria si devono indossare gli indumenti di gomma per non sporcarsi troppo, anche se con la vicinanza del fango maleodorante e bollente ci si squaglia dal sudore Le altre serve devono trascinare i pesanti carrelli,  colmi di fango, per stretti corridoi inclinati, fino alle stanze di trattamento. Ecco spiegata anche la scelta di divise color marrone, è per mascherare gli schizzi di fango che a volte ci raggiungono, nonostante l’abbigliamento protettivo.
Un abbraccio dalla sguattera Nadia.
(4- continua)

nella foto: Ela, Hausfrau

PENSION BALNEARIA - 3


Cara Monika,
ho cominciato a conoscere le compagne di lavoro: siamo 4 sguattere a servizio continuo più 2 – 3 sguattere che  arrivano,  saltuariamente “a giornata”,  ci sono poi 6 cameriere, 4 massaggiatrici, 1 cuoco, 1 facchino, 1 direttrice.
Le condizioni di lavoro di noi sguattere sono abbastanza dure: siamo tirannizzate  dalle cameriere e massaggiatrici , a noi vengono assegnati tutti i lavori pesanti e spesso dobbiamo fare anche quello che toccherebbe alle altre.  In particolare le cameriere approfittano costringendoci a riordinare e pulire a specchio le numerose camere della pensione, al loro posto. Dobbiamo fare in modo di essere assolutamente “invisibili” per la clientela. L’orario di lavoro non esiste, dobbiamo sempre essere sempre all’opera.  In compenso ci vengono concessi a turno un pomeriggio con nottata libera  per l’immancabile “movida” di fine settimana..  Dopo una nottata di bagordi non si è proprio al massimo della forma, ma si è tenute lavorare in ogni caso.
Serva Nadia.
(3- continua)

18 ottobre 2011

PENSION BALNEARIA 2


Cara Monika,
oggi mi hanno consegnato le divise da lavoro. Devo confessarti che mi aspettavo di meglio!
La divisa da lavoro è di cotone pesante, a righine, color  ocra. Ha le maniche lunghe ed arriva fin sotto le ginocchia. In dotazione è anche un grembiulino, dello stesso colore. Per i lavori pesanti,  casacca - pantaloni di materiale sintetico, con maniche corte,  sempre color ocra. A questa divisa viene accoppiato un lungo grembiule di gomma pesante, da allacciare stretto, sempre marrone. All’occorrenza dovremo indossare guanti lunghi di gomma, sempre marroni ed un fazzoletto da testa di cotone marrone, e zoccoli o stivali di gomma a seconda delle necessità. Magliette e mutande di color grigio. Diciamo che non si sono sprecati nella scelta dei colori di noi serve. Altra cosa le divise semplici ed eleganti del resto del personale.
Serva Nadia
(2-continua)
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PENSION BALNEARIA 1


Riceviamo e pubblichiamo un nuovo contributo dalla serva Nadia
Monika, sguattera

Cara Monika,
permetti che mi presenti; mi chiamo Nadia e sono una serva 40 enne. Ho scoperto il tuo blog che mi piace moltissimo, ogni volta che ne ho il permesso e la possibilità cerco di leggere i vecchi post, che sono sempre molto intriganti.
Nell’ultimo anno ho lavorato in Spagna  e ora, data la crisi sono restata senza lavoro, Cercando in rete ho trovato un nuovo posto di lavoro, come serva, in una “Pension Balnearia” cioè una pensione termale  di un paesino sperduto nel profondo sud spagnolo . La Signora che gestisce la pensione era appunto alla ricerca di serve “vecchio stampo” che siano a disposizione 24/24 ore e si accontentino di un infimo stipendio. Dal colloquio avuto con la Signora  e da quanto mi raccontano le compagne qui dobbiamo lavorare duramente, essere invisibili o quasi per gli ospiti e rispettare una rigida disciplina. Ti terrò aggiornata sulle mie vicende.
Un caro saluto dalla serva Nadia.
(1- continua)


2 settembre 2011

Riceviamo e volentieri pubblichiamo questo intervento di Barbara
Monika, sguattera

Carissime Janine, Monika e Giacomo,
sono un pò in crisi, non mi sento più a mio agio con questa storia.
Mi pare che stia derivando, da una costruzione letteraria di pura fantasia, senza nessuna aderenza alla realtà, verso un tipo di finzione che non mi piace, con riferimenti a terribili fatti di cronaca che mi ripugnano. 
Caro Giacomo non volermene, non ho letto il libro da te citato, per cui non parlo con cognizione di causa. Resta il fatto che sono improvvisamente entrata in crisi e che ho bisogno di "staccare la spina" almeno temporaneamente.
Non escludo di ricominciare a scrivere in futuro, ma attualmente mi sento così. Le storie che ho scritto mi hanno preso la mano e sono parecchio in turbata, per cui scusatemi.   Nella realtà sono una persona mite e gentile. 
Un caro saluto a tutti
Barbara.

1 settembre 2011

LA SGUATTERA A DIETA 7


Cara Monika,
in merito al messaggio di Madame Janine che hai pubblicato, ribadisco nuovamente  che la dieta serve all’efficienza ed anche alla salute della serva.
La sguattera Lucia è in sovrappeso, cosa che sicuramente non giova né a salute né ad efficienza. Poiché con le buone non calava ho deciso di usare le maniere forti, comunque per un tempo limitato. Oggi infatti la serva è tornata alla dieta che dovrebbe permettere un graduale rientro nel peso forma. Sarà mia cura fare in modo che svolgendo i propri compiti svolga anche un adeguato esercizio fisico.
Un saluto, Barbara

Cara Monika,
oggi la Signora mi ha permesso di tornare a mangiare normalmente!  La Signora ha ora la fissa che io non assuma sufficienti fibre, per cui oltre a darmi quasi tutto integrale mi obbliga a prendere anche della crusca, manco fossi un  pollo od un coniglio!
Ti descrivo la giornata. Sveglia alle 6, rapido riordino e poi devo servire la lauta colazione alla Signora. Tieni conto che ieri avevo mangiato solo minestrina. La Signora mi ha ripreso perché restavo incantata a guardarla spalmare burro e marmellata sulle fette biscottate. Finalmente mi è stato dato il permesso di provvedere al mio cibo: fiocchi di cereali, misti a crusca con un po’ di latte magro ed uno yogurt. Insomma, a parte il sapore della crusca, neanche male. La Signora mi ha fatto indossare un paio di bracciali ed un paio di cavigliere appesantite, in modo che muovendomi io consumi più energia. All’inizio sembrava facile, ma adesso, dopo una giornata devo dire che mi dolgono braccia e caviglie. Poi sono arrivate le faccende pesanti: lavare pavimenti in ginocchio e fare il bucato grosso a mano. Ho dovuto accompagnare la Signora a fare spese, così come mi trovavo e lei invece sempre elegante. Poi la preparazione del pranzo, con la Signora esigentissima che mi ha fatto buttare una bistecca perché appena troppo rosolata, io mi sarei mangiata anche la padella! Per pranzo mi ha concesso di fare una pasta fredda con tonno pomodori e cipolla, in pratica gli avanzi e una scatoletta. Da bere, come al solito tè in abbondanza, l’unica cosa che mi concede oltre all’acqua. Poi mi è toccato lavare i piatti, con la Signora che sbirciava non tentassi di recuperare qualcosa dalla spazzatura. E nel pomeriggio la Signora ha deciso di farsi una corsa nel parco. Inutili le mie obiezioni che faceva troppo caldo, mi son dovuta mettere una vecchia tuta sformata e seguirla al parco. Ora immaginatevi la scena: una Signora snella che corre, seguita da una grassona che barcolla gocciolando sudore da ogni poro. E supplicano, senza fiato di rallentare, tenendosi la milza. Ecco, ovviamente la grassona ero io.
Rientrate ho dovuto stirare gli arretrati dei giorni scorsi. Una operazione sempre piacevole, con il caldo che fa.
E per cena, un'altra minestrina alla crusca seguita da ricotta e radicchio e up pò di pane. Una pesca come contentino.
E’stata dura anche oggi e la fame si fa sempre sentire, ma  mi sento un po’ più in forze.
Ciao Monika,
grazie di tutto.
Lucia

Questioni di metodo

Pubblichiamo un breve intervento di Mme Souillon.
Monika, sguattera

QUESTIONI DI METODO
Pongo un breve quesito ai gentli Barbara e Giacomo: qual è la finalità nel mettere a dieta una serva? Il renderla piú efficiente, pronta ed energica oppure afffamarla? In tal caso la dieta avrebbe uno sxopo prettamente punitivo. Ma, attenzione: una punizione deve sempre essere somministrata a fronte di una seppur lieve, finanche lievissima, mancanza.
A presto.
JS