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30 giugno 2011

VILLA PENITENZA: POSIZIONE DA PUNIZIONE


Cara Monika,
qui proseguono gli esami. Stamattina, come prima cosa controllo della pulizia delle zone intime, da parte della Sorvegliante Barbara. Stavolta mi è andata bene, del resto mi sono consumata un panetto di sapone a furia di lavarmi tutte le volte che ne avevo la possibilità. Non così bene le tedesche, tutte e due con biancheria e zone intime puzzolenti. Di seguito lezione sugli atteggiamenti che deve tenere la domestica in presenza di una Signora nei due casi, A) la Signora è presente ma non si rivolge a lei, B) viene interpellata dalla Signora. Nel caso A la domestica fa l’inchino e poi esegue i propri compiti, senza mai fissare la Signora. Nel caso B la domestica fa l’inchino e resta di fronte alla Signora con gli occhi abbassati, sarà la Signora a dare l’ordine di guardarla. Sono state inoltre esaminate le posizioni che una serva deve assumere in caso di punizione, la posizione base, con la domestica nella posizione a quattro zampe, ma con il sedere inarcato e le mammelle e la faccia premute a terra. E’ una posizione umiliante e faticosa, che mostra tutte le parti vergognose. Qui la Signora redarguirà o punirà la domestica. E’anche la posizione che la domestica raggiunge spontaneamente se deve confessare qualche colpa, per esempio la rottura di un piatto.
Di seguito abbiamo dovuto dare dimostrazione della abilità raggiunta al servizio in tavola e nel servire il tè, dapprima con le scarpe basse in dotazione e poi con gli zoccoli punitivi. Durante quest’ultimo esercizio la povera Brune ha rovesciato una tazza di acqua bollente sulla mano della Sorvegliante Barbara. La Signora Infermiera non c’era e pertanto la Sorvegliante è dovuta andare al pronto soccorso. Fortunatamente è bastata una pomatina ma è stata comunque avviata un inchiesta per verificare se c’era stato dolo o malizia. L’imputata negava recisamente, la Signora Bancaria ha allora ordinato una seduta di interrogatorio. Hanno iniziato a frustarla, poi le hanno fatto bere tre bicchieri di pipì, le hanno aperto a forza la bocca e la Sorvegliante in persona ha provveduto a tormentarla provocandole il vomito con una piuma in gola. Ma non era finita, le hanno messo anche gli elettrodi e iniziato a farla scuotere con le scosse.. A questo punto la poveretta era come impazzita e, pur di far cessare i tormenti ha confessato. Le è andata bene, perché la Sorvegliante Barbara si è dichiarata soddisfatta così, altrimenti chissà che condanna avrebbe ricevuto?
Monika, ti saluto, devo mettermi a studiare, nel tempo libero perché ci sono stati dati alcuni libretti su vari argomenti dalla cucina al pronto soccorso. Dobbiamo studiare il tutto entro dopodomani.
Ciao Monika un abbraccio dalla sguattera Lucia.

29 giugno 2011

VILLA PENITENZA: SGUATTERE SOTTO ESAME


Cara Monika,
qui le lezioni continuano, ieri lunga lezione sul tè, come si scelgono i vari tipi, a seconda dell’ora, degli ospiti e della presenza di dolcetti. Poi come si serve il tè alla padrona da sola o ad un gruppo di ospiti. Poiché eravamo poco attente siamo state tutte punite, con sei colpi di frustino e poi abbiamo seguito il resto delle lezioni in ginocchio sul sale grosso. A dirlo sembra poco, ma passarci una buona ora ti porta allo svenimento! Sempre per punizione ci hanno tenuto a pane ed acqua sia a pranzo che a cena e a me non hanno permesso di usare il PC..
E veniamo ad oggi, ci è stato detto che , poiché si avvicina la fine del corso, ci verranno posti dei quiz e poi delle prove pratiche, per giudicare la nostra preparazione.
Il quiz che mi hanno proposto è: la tua Signora riceve come ospite una sua amica. Durante il giorno la Signora esce, lasciando l’ospite a riposare. L’ospite si alza e, sapendo che sei la domestica, ti incarica di una commissione. Tu che sai di non avere il permesso di uscire tentenni e fai presente la cosa. L’ospite si arrabbia e dice che in assenza della Signora comanda lei e apre la porta, spingendoti perché tu esca. A questo punto tu che fai?
1)    Oppongo resistenza e ribatto che solo la mia Signora può darmi ordini. Reagisco alle spinte, fino alla rissa.
2)    Ribatto che purtroppo gli ordini ricevuti sono opposti ai suoi e che devo obbedire alla mia Signora. Se insiste a spingermi cedo ed esco.
3)    Ribatto che purtroppo gli ordini ricevuti sono opposti ai suoi e che devo obbedire alla mia Signora.  Opporrò resistenza passiva, senza permettermi di mancarle di rispetto ma senza violare gli ordini della Signora.
4)    In assenza della Signora può comandarmi l’ospite, possono esserci delle ragioni che non conosco e non è tenuta a spiegarmi. Obbedisco.

Nel mio caso ho indicato la risposta numero 3, infatti all’ospite della Signora devo solo rispetto. Gli ordini dati dalla Signora sono in ogni caso per me vincolanti, soprattutto in un lasso di tempo breve, Sarei interessata alle risposte ed alle relativa motivazioni dalle altre serve.
La Signora Infermiera ci ha pesate e devo dire che la dieta di Villa Penitenza ha dato i suoi frutti su tutte e tre, circa cinque chili in meno in un mese non è poco, peccato che da serva la prova costume non è contemplata.
Sul fronte delle imposizioni fatte dalla Sorvegliante Barbara su di me, sto pian piano abituandomi, a furia di sculaccioni, al gusto della mia pipì, almeno non mi vengono più gli urti, ma da qui a berla sarà dura. A proposito di questo devo precisare che a suo tempo io avevo costretto l’allora mia domestica a bersi alcuni bicchieri della MIA pipì, quindi non pensate che questo sia un accanimento contro di me, semplice giustizia.
Ciao collega, un saluto dalla sguattera Lucia

Cara Lucia, anch'io avrei scelto la risposta numero 3. Mi sembra quella più equilibrata e rispettosa.
Un abbraccio in grembiule di gomma
Monika, sguattera

26 giugno 2011

CRUEL MISTRESS

VILLA PENITENZA: L'ISTITUTO PER L'EDUCAZIONE DELLE SERVE


Cara Monika,
oggi  giornata libera dal servizio, dedicata alla cultura.
Le Signore ci hanno portato a visitare un vecchio edificio, inutilizzato, di una città vicina, era un istituto per l’educazione delle domestiche.
 La Signora Bancaria ci ha tenuto una lezione su questi istituti. Nella prima metà del 1800 nelle città vi era una forte richiesta di donne di servizio, questa possibilità di lavoro richiamava dalla campagna e dalla montagna giovani donne desiderose  di un lavoro. Però l’istruzione di queste era inesistente e sapevano poco dei fatti della vita. Risultato: lavoravano malissimo e spesso venivano messe incinte, generando una massa di figli illegittimi. Inoltre, se venivano cacciate dal lavoro, senza una lettera di benservito, non riuscivano a trovarne un altro e finivano a fare le prostitute. Per cui vennero creati istituti per l’assistenza e l’educazione delle domestiche. In tali istituti si doveva insegnare tutto, dalla igiene personale ai vari lavori richiesti ad una serva.
Teniamo conto che in quegli anni nelle scuole, e quindi su persone più giovani e più istruite, si utilizzava come metodo correzionale la bacchetta, va da sé che in questi istituti la disciplina venisse applicata con metodi molto energici.
Alla fine del corso le ragazze venivano avviate al lavoro, con una lettera di raccomandazione della scuola. Nel caso di una domestica cacciata dal lavoro per colpe gravi, le veniva offerta una possibilità di un internamento più lungo nell’istituto per una “riabilitazione”. Se resisteva fino alla fine le veniva nuovamente data la lettera di raccomandazione.
Anne e Brune davano segni di disinteresse ed insofferenza.
Per me invece, camminare per quei polverosi e bui corridoi, vedere i cameroni dove le allieve venivano ospitate, le cellette di punizione, mi ha molto turbata.
E veniamo alla dieta della domestica, devo confessare pubblicamente di avere tralasciato alcune cose.  Gli insaccati sono dannosissimi, le serve tendono ad utilizzarli per comodità, perché non richiedono di cucinare. Le carni rosse vanno evitate assolutamente. Resta il pesce che è consigliabilissimo ma molto costoso, a meno di utilizzarlo in scatola o congelato. Un pochino di carni bianche. I dolci sono assolutamente da evitare, come pure tutto ciò che contiene zuccheri raffinati. Vi chiederete cosa resta alle povere domestiche per consolarsi: se si comportano bene verrà loro concesso un frutto di stagione, come premio. In quanto agli alcoolici le serve se li scorderanno, la Signora avveduta le beccherà inevitabilmente e fioccheranno le punizioni. Da bere useranno acqua e una quantità moderata di tè, magari verde e non zuccherato.
Scusandomi ancora con la Signora Infermiera, con te e con le lettrici saluto rispettosamente.
Sguattera Lucia

25 giugno 2011

LA DIETA DELLA SERVA

ATTENZIONE
Le indicazioni che seguono non hanno alcuna patente scientifica nè possono avere alcun valore dal punto di vista medico, pertanto vanno accolte esclusivamente sotto un profilo letterario.
Monika, sguattera


Cara Monika,
oggi la Signora Infermiera ha tenuto l’attesa lezione sulla dieta per le domestiche. Saputo però della mia intenzione di riportarla sul blog, avverte però di non avere titoli per proporre diete ad altre persone. Fatta questa premessa veniamo alla lezione.
Spesso le domestiche mangiano male, complice la stanchezza e il voler risparmiare, infatti quasi tutte si accontentano degli avanzi. Inoltre, vuoi anche per non dover chiedere di andare a fare pipì, non bevono mai a sufficienza. Tutto questo si traduce in domestiche che soffrono di stitichezza ed hanno un addome gonfio. Invece una domestica deve innanzi tutto bere un minimo di due o tre litri di acqua. Qui le Signore possono aiutarle, concedendo graziosamente il permesso di bere del tè, che aiuta la serva a stare ben sveglia e pronta sul lavoro. La dieta della serva non deve assolutamente essere costosa, un piatto di pasta, magari integrale, condita con una scatoletta di tonno, ha un costo irrisorio. La parte principale dell’alimentazione dovrà però essere la verdura, le carote, per esempio costano poco e si conservano molto a lungo, lo stesso vale per i legumi: fagioli ceci e lenticchie, comprati secchi ai discount durano all’infinito e forniscono proteine vegetali e fibre. La brava domestica imparerà a consumare questi cibi, sopportando i leggeri gonfiori da questi provocati. Un'altra possibilità di approvvigionamento di verdure fresche a basso costo sono i mercati rionali. La fedele domestica selezionerà le parti migliori per la tavola della Signora e avrà la possibilità di consumare le parti scartate, magari bollite. Se la nostra serva avesse poi bisogno di ulteriori fibre, si potrà costringerla a ingurgitare della crusca, comperata all’ingrosso da un mugnaio.
Se la serva tenderà a calare di peso le si aumenteranno leggermente le calorie, se invece aumentasse si ridurranno sostanzialmente le razioni, con un corrispondente aumento del lavoro.
Insomma, al giorno d’oggi le Signore non devono pensare solo alla propria forma fisica, devono costringere le domestiche a curare la propria. E’impensabile che una serva che segue i precedenti consigli dietetici soffra di stitichezza, questa, pertanto, va considerata dalle Signore come una colpa e sanzionata di conseguenza. Per evitare che la serva menta sui propri ritmi biologici, la previdente Signora la obbligherà almeno ogni due tre giorni a prendere i semini, in modo che una eventuale bugia venga subito rivelata. E in caso di necessità, niente lassativi o supposte costosi, ci sono sempre l’economicissimo olio di ricino o il buon vecchio apparecchio da clistere che una volta comperato non ha nessun costo!

Sguattera Lucia

VILLA PENITENZA: LE SGUATTERE A LEZIONE DI BUCATO

Questo resoconto, il ventiduesimo, scritto dalla sguattera Lucia ma per una dimenticanza o un disguido della  medesima mai inviato, è giunto insieme a quello della stiratura. Lo pubblico ora, scusandomi anche a nome della sguattera Lucia.

Monika, sguattera

Cara Monika,
oggi il nostro apprendistato è continuato, lezioni di bucato, ovviamente fatto a mano, con sapone di marsiglia. E naturalmente, oltre a montagne di biancheria delle Signore, ci siamo dovute lavare anche numerose lenzuola. Non so se con l’allenamento la cosa migliori ma non so decidere se duole più la schiena, spalle o braccia.
Poiché eravamo troppo stanche la prevista lezione di servizio in tavola è stata rimandata, al suo posto la Sorvegliante ha voluto addestrarci a… fare buon viso a cattivo gioco. Infatti ha notato che spesso quando eseguiamo un ordine sgradito lo si vede chiaramente dal nostro viso. Per abituarci a dissimulare i nostri sentimento ci ha costrette ad orinare in una ciotola e poi berla a piccoli sorsi, di fronte a lei, con stampato un bel sorriso sulla faccia.
Inutile dire che per me, non ancora domata, è stata molto dura e che anche solo per convincermi ad avvicinare la ciotola alle labbra si sono sprecati gli sculaccioni. Per ora ne sono riuscita ad assaggiare solo un piccolo sorso che poi ho sputato, ma la Signora Barbara ha detto che c’è tutto il tempo, tanto la pipì mi scappa ogni giorno. Se domani farò ancora tante storie, mi ha già detto che passerò la notte, e in futuro anche le giornate, chiusa nello stanzino delle punizioni, al buio e senza cibo né acqua. “poi vedrai che sarai tu a chiedere un bicchiere di pipì” ha detto la Sorvegliante.
Come vedi dovrò piegarmi, anche se la repulsione e lo schifo sono più forti di me, infatti sto scrivendoti tra le lacrime. Non credo che riuscirò a sorridere, per quanto mi faccia subire. Sono proprio disperata.
Ciao Monika, un abbraccio dalla sguattera Lucia.

VILLA PENITENZA: LE SERVE STIRANO


Cara Monika,
è passato quasi un mese da quando è iniziata la mia detenzione a Villa Penitenza. Le lezioni proseguono sempre regolari, e siamo arrivate a quelle che noi serve temiamo di più: le lezioni di stiratura. Utilizzare un ferro rovente, che manda sbuffi di vapore, chiuse in un afoso stanzino, magari senza finestre, stare in piedi per interminabili ore e nel contempo togliere tutte le grinze e piegare artisticamente la biancheria, senza rovinarla e facendo in modo che una volta piegata possa essere impilata in pile con tutti i  capi piegati con la stessa dimensione. Ti lascio immaginare che incubo per la povera serva, anche perché la Signora farà in modo da controllarla e stressarla, magari con la richiesta di servire una tazza di tè. Insomma, dopo aver subito una intera giornata dedicata alla stiratura posso affermare che è il lavoro che mi è più sgradito, sempre considerando, però, che una serva esegue fedelmente gli ordini della Signora, graditi o sgraditi che siano. Anche le colleghe tedesche hanno dato il loro contributo di sudore, scottature e lacrime.
La divisa di punizione è stata pienamente collaudata sulla povera Brune, che, indisposta per il ciclo, cercava di sottrarsi alle lunghe ore di stiratura. La Sorvegliante Barbara gliela ha fatta indossare e le ha bloccato le braccia, in modo che non potesse fare il minimo movimento. Le ha poi stretto con due fasce le già abbondanti mammelle, in modo che si inturgidissero di più ed ha iniziato a passarle dapprima con un mazzo di ortiche e poi schiaffeggiandogliele. Il trattamento ha subito rinvigorito la poveretta, che cercava disperatamente di muovere le braccia per proteggersi, ma senza il minimo risultato.
E veniamo a me, ho fortunatamente restituito i semini. Comunque nei prossimi giorni è prevista una lezione della Signora Infermiera sulla dieta che noi serve dobbiamo seguire, per evitare questo genere di problemi, ti terrò informata.
Ti saluto cara collega.
Sguattera Lucia

Attento le istruzioni sulla dieta, collega sguattera: credo che molte padrone siano interessate all'argomento.
Monka, sguattera

23 giugno 2011

VILLA PENITENZA: NUOVE DIVISE DA PUNIZIONE


Cara Monika,
oggi, la Signora Bancaria ci ha detto che era arrivato un artigiano per sistemare la nostra divisa di punizione. Infatti di lì a poco è arrivato un allegro vecchietto, ho saputo poi che è un artigiano calzolaio e sellaio. Ci è stato ordinato di indossare pannolone e mutande di plastica. Il vecchietto, con gli occhi lucidi e l’aspetto arrapato ha cominciato a prenderci misure su misure, palpandoci abbondantemente, tanto eravamo state ammonite, in sua presenza, dalla Signora Bancaria di non ostacolare assolutamente il suo lavoro, pena la frusta. In breve taglia di qua e cuci di là ci ha preparato una specie di camicia di forza, con la quale le Signore possono, tramite un infinità di strategiche cinghiette, stringerci nelle parti più fastidiose della nostra anatomia. Inoltre, tramite polsiere e cavigliere possono essere limitati i nostri movimenti, dal costringerci a fare i passettini, via via fino alla immobilità più completa. Su richiesta della Signora Infermiera  il tutto è realizzato in materiali lavabili, in modo da garantire l’igiene di noi serve.
Ma veniamo alle lezioni odierne, servire in tavola, pare semplice, quando si vede un cameriere volteggiare tra i tavoli, ma vi assicuro che non lo è, soprattutto sotto l’incubo delle punizioni se si rovescia qualcosa o, peggio si rompe un piatto! E come se non bastasse, il peso sul vassoio che porti viene via via aumentato e una Signora un po’ cattivella sperimenta le cavigliere con la cinghietta che ti costringe a fare i passettini da gheisha.
Insomma anche oggi ci siamo dovute guadagnare la sbobba, infatti anche le altre due alla fine erano stravolte.
Altre cose stanno andando male, i famosi semini non sono ancora usciti, spero che sia l’effetto di tutte le purghe prese e domani possa riconsegnarli, evitando spiacevoli cure. E stasera la Sorvegliante Barbara mi ha imposto nuovamente di assaggiare la mia pipì. Fortunatamente sono riuscita a trangugiarne un mezzo bicchiere, e per oggi si è accontentata, ma ha ribadito che prima della fine ne berrò un bicchiere, come se fosse acqua fresca e pure sorridendo!
Ciao Monika dalla sguattera Lucia

22 giugno 2011

VILLA PENITENZA: PULIZIA DENTRO E FUORI



Cara Monika, “oggi la festa è finita”, con questa frase siamo state accolte nel salone, per le lezioni odierne. La Sorvegliante Barbara si è incaricata di tenercele. Però, invece di partire con le lezioni di stiratura, l’ha presa molto alla lontana: ci ha attrezzate di spazzolini e via a pulire la tazza del wc ed i pavimenti, in ginocchio. Poi lavaggio pavimenti, in tutti i modi possibili, indi lavaggio vetri, anche qui con tutte le varianti. Si è fatto mezzogiorno, però nessun cibo per noi, infatti ci aspettavano le spiacevoli operazioni di pulizia intestinale. Qui penso che la Signora Barbara abbia voluto togliersi un sassolino dalla scarpa, infatti ha chiamato la Signora Infermiera ed ha detto “Mia cara ci sarebbe una bella maxi purghetta per la nostra sguattera Lucia?”. Mi sono venute subito le lacrime agli occhi pensando a cosa mi attendeva, infatti è stato approntato un secchio contenente un doppia dose di purga: otto litri. Non credevo ai miei occhi e cercavo febbrilmente una qualche idea per salvarmi. Ma a togliermi ogni speranza è arrivata la Signora Infermiera brandendo un enorme imbuto a cui era collegata una grossa sonda di gomma di lunghezza spaventosa, sarà stata un metro e mezzo. “O bevi da sola oppure ci penso io a riempirti, te la infilo dalla bocca fino nello stomaco!” è stata la sua minaccia. Dopo ciò che ci fece soffrire con la piuma strofinata in fondo alla gola, mi butterei anche nel fuoco pur di evitare altri maltrattamenti medici, ed allora ho acconsentito. Ma non era finita, per non fare perdere troppo tempo mi è stato ordinato di finire tutto in 4 ore, cioè nel tempo in cui normalmente somministrano solo 4 litri! Che dirti, Monika, di 4 ore passate a trangugiare un liquido vomitevole e leggermente salato, continuando ad inghiottire costringere lo stomaco a non rivoltarsi? E che dirti dei dolori di pancia che sono cominciati ad un certo punto, costringendomi a stare sul secchio per quattro ore, mentre continuavo a trangugiare purga e contemporaneamente scaricarmi? E’ stata una vera tortura.
E alle due tedesche non è andata meglio, la Signora Infermiera ha provveduto a fare loro due bei clisteroni, l’ultimo dei quali punitivo, consistente in un clistere di 3 litri di cui i primi 2 litri di acqua molto calda e il terzo litro di acqua fredda di rubinetto, somministrato con la sonda a due palloncini.
Non capivo cosa supplicassero in tedesco, ma hanno sofferto veramente tanto. Dovevi vederle, nonostante le avessero fissate al lettino di contenzione si torcevano come anguille, col loro pancione gonfio e dolorante. Non contenta di ciò la Signora Infermiera le ha costrette a sfilare a pancia gonfia, in presenza delle altre Signore e fare a tutte un perfetto inchino, prima di portarle al loro secchio, per le operazioni di svotamento. E da domani riprenderà la disgustosa routine dei semini da inghiottire.
Intanto il nostro apprendistato si allunga a vista d’occhio, sono già state previste lezioni di bucato, servizio in tavola, cucina, stiratura, ikebana, cerimonia del tè e chissà che altro.  
Come vedi qui alle domestiche non basta più la voglia di lavorare, occorre una laurea!
Ciao cara Monika, scusa i miei sfoghi. Un abbraccio dalla sguattera Lucia.

21 giugno 2011

VILLA PENITENZA: LE SERVE ALLA PROVA



Cara Monika,
come ti avevo annunciato oggi c’è stata la visita di alcune Signore ospiti, di alto grado. Noi siamo state fatte alzare presto per le ultime pulizie, innaffiare il giardino e disporre graziosi mazzi di fiori nel salone. All’arrivo delle Signore sono cominciate le cerimonie. Non ti posso raccontare molto, buona parte dei discorsi erano in una lingua che non conosco (forse serbo)  e la Signora Victoria traduceva per le sue colleghe italiane. Durante un momento di pausa è stata ufficializzata la mia assunzione da parte della Signora Barbara.
Le cerimonie si sono molto dilungate, tanto che stare immobili è diventato un vero tormento. Fortunatamente dai vari buffet è avanzato un sacco di cibo, per cui ci siamo potute saziare allegramente. L’allegria è scomparsa di colpo, però, quando una delle ospiti ha voluto verificare la nostra bravura come serve, consegnandoci camicia e gonna da smacchiare e stirare seduta stante. Come immaginerete io non ho mai avuto occasione di fare questi lavori, ho però visto altre a farli. Mi sono così data da fare ma con pessimi risultati. La sorpresa sono state però Anne e Brune, se i miei risultati erano esteticamente pessimi il loro è stato un disastro, hanno addirittura rovinato irrimediabilmente i capi bruciacchiandoli!
La scoperta della nostra assoluta impreparazione, di fronte alle ospiti, ha lasciato basite le Signore, anche perché è una macchia sul loro curriculum. Ci siamo prese un bel po’ di sculaccioni e ci hanno minacciate di terribili castighi alla partenza delle ospiti. Da domani seguiremo un corso tenutoci dalla Sorvegliante Barbara, sui lavori delle domestiche e delle sguattere. Dovremo scontare la mangiata fatta oggi con una accurata pulizia intestinale, se non apprenderemo rapidamente ad eseguire i nostri compiti ci attendono feroci punizioni.
Come vedi, Monika, la situazione non migliora affatto, anzi, dopo tre settimane siamo messe peggio che alla prima! Comunque si deve sopravvivere. Non so se, con i ritmi che ci verranno imposti mi sarà possibile scriverti tutti i giorni, ti prometto, però di fare il possibile.
Ciao Monika, un saluto dalla sguattera Lucia.