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© JANINE SOUILLON, LUGANO, CH
18 febbraio 2014
PENSION BALNEARIA 77
Nobili Signore, sguattera sudiciona,
ci eravamo già occupate di praticare delle robuste lavande alla perra, restavano da seguire i consigli medici riguardo l’intestino. La Signora mi chiama e mi dice che perra e compagne si sono ormai rimesse dalla colossale “purga de castigo”, è ora di iniziare a preoccuparci delle loro pance, che, data la dieta, tendono a funzionare male. Dobbiamo iniziarla alle cure idroterapiche ed intestinali.
Il primo provvedimento è presto preso, un editto obbligava già noi sorveglianti a bere due litri di acqua al giorno, presto fatto, le sguattere punite ne berranno tre litri. E non liberamente, a piccoli sorsi, come facciamo noi, no, le sguattere vengono obbligate a bere un litro di acqua tutto in una volta, con una di noi sorveglianti che controlla non barino. Per chi trasgredisse ci sono pronti dei bellissimi imbuti per la idratazione forzata. Questo metodo di idratazione è stato adottato perché la Signora non gradisce trovarsi di fronte sguattere col pannolone, preferisce concedere una pausa pipì un ora circa dopo che la sguattera ha bevuto. Va da sé che l’ora sembra lunghissima alla serva che stringe disperata le cosce per resistere alla pressione della vescica.
Ma vediamo cosa è successo alla perra. La Signora ha deciso di sovraintendere alla somministrazione del clistere. Il capientissimo enteroclisma di vetro viene da me accuratamente riempito, con acqua della fonte termale. L’acqua ha la temperatura adatta, anche se, lo so per esperienza, sembra troppo calda. Per la prima volta, dice la Signora, utilizzeremo una cannula abbastanza piccola, ci preoccuperemo in seguito di trovare la misura più adatta. La perra viene fatta mettere in posizione, a quattro zampe. Lubrifico leggermente la cannula e la inserisco con decisione.
“Ahhhh” il lamento della sguattera. La Signora mi guarda interrogativamente, le confermo, come ha visto non ho agito con brutalità. Ma il bello deve ancora venire, all’apertura del rubinetto la perra inizia una infinita serie di lamenti. “Quema…… quema”, “Ya no puedo mantener…” eccetera. Morale della favola, la capacità intestinale di questa stupida inetta è di poco più di mezzo litro! E così la Signora stende un opportuno piano di “cure” di uno o più clisteri al giorno, per portare la capacità della perra, tramite i quotidiani allenamenti, fino ai tre litri, ragionevoli per la sua corporatura.
La Signora mi affida il compito, ho un paio di mesi di tempo, alla fine di questi due mesi la perra dovrà accogliere e trattenere, senza aiuti di plug od altro, un normale clistere da 3 litri! E così, già il giorno successivo , la perra ha un nuovo impegno. La Signora ha predisposto tutto: una completissima scheda registrerà le quantità di acqua somministrate, i tempi di ritenzione e le malaugurate perdite. La Signora mi invita a scegliere cosa userò per clisterizzare la perra. Sono confusa da tanto onore, andiamo nelle stanze dedicate all’hydroterapia. Interi armadietti a vetri mostrano strani e preoccupanti attrezzi, una varietà di cannule di tutte le forme e dimensioni. In uno di questi adocchio una bellissima “pera”, un rispettabile attrezzo della capacità di 750 cc. Quello che mi ha colpito non è la capacità dell’attrezzo, è la serie di quattro cannule ce può esservi applicata: la più piccola ha le dimensioni di una matita, la seconda di un dito, la terza di un pene e la quarta, terribile, le dimensioni di una grossa zucchina, inoltre alla base è conica, in modo da fare tenuta in ogni caso. Prendo in mano l’attrezzo, la gomma è nuovissima, perfetta, evidentemente uno dei folli acquisti della perra, non ancora utilizzato su noi serve. Schiaccio l’alttrezzo, non si incontra quasi resistenza, il foro delle cannule è molto grosso e l’operatrice ha la possibilità di iniettare il contenuto in pochi secondi. Mi innamoro a prima vista dell’oggetto, la perra avrà l’onore di inaugurarlo e goderselo molto molto a lungo.
Parlo a lungo con la Signora e ricevo le direttive da seguire per la rieducazione intestinale della perra: innanzi tutto dovrà imparare a trattenersi in tutte le situazioni. Poi dovrò aumentare, grazie a lunghi esercizi quotidiani, la sua capacità intestinale fino al massimo.
Somministrerò così una “pera” alla volta, la perra dovrà poi eseguire un congruo numero di “squats”. Seguirà la “pera” successiva e il procedimento si ripeterà.
Un programma facile e lineare, direte voi. Per la perra non lo sarà di certo.
La Signora mi consegna una scatoletta di pomata da usare per lubrificare le cannule, la annuso, un forte profumo di mentolo ed eucalipto, caspita, “el ungüento” si annuncia interessante………
Potrei, anzi, sarei tentata di legare la perra sul “potro”, in modo che non possa sottrarsi e che la sua pancia sia dolorosamente compressa, ma la Signora suggerisce, sarà ben più duro ed umiliante per la perra dover stare ferma e sopportare senza aiuti esterni. La Signora conosce una posizione ingegnosa, umiliante, stancante e dolorosa: la perra dovrà stare in piedi, curvata in avanti, mentre si tiene le caviglie con le mani,. In questa posizione la pancia, piegata, risulta anche maggiormente impedita di espandersi liberamente. Senza contare che la perra sarà anche impegnata a cercare di stare in equilibrio!
E si va ad iniziare, in mancanza del “ cronista”, un prezzolato dalla perra, cercherò di riportare comunque fedelmente frasi e rumori.
Prendo la pera e la riempio, la prima iniezione sarà di acqua ben calda. Ungo ben bene la cannula simile ad un grosso e lungo dito, con il balsamo della Signora.
Nadia> “Relajada….”
perra> “aiiii no no me duele!”
Nadia> “callate puta!”
perra> “aaaaaagh”
Nadia> “legó sin esfuerzo, ahora viene el agua”
Ed inizio a premere, ma non tutto in una volta, a brevi intervalli. In meno di un minuto l’intestino della perra riceve il lavaggio, ma ora arriva il bello
Nadia> “ahora mantenga fuerte, ¡ay de usted si usted pierde una gota!.
perra> “mmmmm ya duele”
riempio nuovamente la pera, stavolta però di acqua fredda, lascio anche un bel po’ di aria nella boccia.
Nadia> “prepararse”
Infilo nuovamente la cannula, ora la perra è maggiormente in difficoltà, non deve perdere il liquido già in pancia.
perra> “nooooo empiedad”
ed inizio a premere, vi è subito il rumore dell’aria che entra nell’intestino: “sgurgle”
perra> “no, por favor, es fría, no puedo soportar”.
Nadia “callate puta!”
perra> “uhmmmmmm”
Ma ora viene il bello, estraggo la cannula dal retto della perra.
La Signora mi ha fornito di una bellissima clessidra, la giro e la mostro alla perra, dovrà eseguire gli “squats” con un litro di acqua in pancia per la durata di una clessidra (15 minuti). Se si comportasse male ripeteremo il clistere ed il tempo di ritenzione sarà il doppio, tappata da un enorme “tapon”.
E qui iniziano i guai per la perra, deve accosciarsi e rialzarsi, tenendo le braccia dritte dinanzi a sé, utilizzando la sola forza delle gambe. Il movimento la costringe, però a irrigidire gli addominali, scatenando così nel suo interno ondate su ondate di dolorose contrazioni. La costringo anche a contare a voce alta gli “squats”.
perra> “uno …………. dos …………… tres………….. quatro…………….. cinco……uuuuuhhhhh……..seis……… mmmmmmmm…….. siete …………. SPLIT ….. SPLIT”
Sento chiaramente le gocce cadere, un rivolo si forma lungo le gambe della perra ed una piccola pozzanghera inizia a formarsi attorno ai piedi. Afferro con decisione i “pezones” della perra, la guardo fissa negli occhi, riceve il messaggio, si morde a sangue le labbra, finalmente la colica le lascia un attimo di respiro, la obbligo a ripetere il settimo “squat”, ammonendola che se continuano le perdite dovremo ripetere il tutto.
perra> siete ……….ocho ………. nueve …… diez ……… GURGLE ……….. GURGLE ……….madre …….onze ………… GURGLE ………. doce ……………trece……….ooooohhhh ……..”
Sento chiaramente i gorgoglii della pancia ma la perra è talmente terrorizzata dal dover ripetere il tutto che stringe a morte lo sfintere. Passa così il regolamentare quarto d’ora.
La guardo: gocce di sudore sul viso e sul corpo, un aspetto disfatto, sta curva in avanti per dei crampi residui.
Compilo la scheda relativa al primo “entrenamiento intestinal” : 1 litro per 15 minuti di ritenzione, perdita “fisiologica” di poche gocce durante il centinaio di “squats” che la ho costretta ad eseguire. Per stamattina è stata fortunata nel riuscire ad arrivare in fondo, ma nei prossimi giorni non sarò così buona, voglio sentirla urlare e vederla perdere più volte il controllo, deve pagare decuplicate le sofferenze che ci ha imposto.
A presto
Sguattera Nadia
(77- continua)
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PENSION BALNEARIA 76
Nobili Signore, sguattera sudiciona,non è una settimana fortunata per la perra, la Signora, ha deciso di iniziare gli interrogatori per stabilire quanti soldi siano stati intascati dalla perra quando venivamo cedute ai vari “anficionados” presso cui ci ha spedite. Basti ricordare il “bar de tapas” presso cui abbiamo lavorato mesi, ma anche Donna Conception e il figlio, eccetera
Mi viene ordinato di portare la perra nello studio della Signora. Trascino la malcapitata. Arrivate lì, la Signora le fa denudare la parte superiore del corpo. Sulla scrivania quattro robuste assi di legno sagomate ed una serie di lunghe e robuste viti, dotate di “galletti” per poterle stringere senza fatica.
La Signora inizia a massaggiare le mammelle della perra, non sfugge un gridolino ed un tentativo di sottrarsi al rude massaggio. Interrogata in merito la perra confessa di avere il ciclo e di avere, di conseguenza, le tette gonfie, doloranti e molto sensibili. La Signora dice “magnifico, questo farà sì che io riesca ad ottenere le risposte che voglio!”. Prende le prime due assi e, aiutata da me queste vengono poste una sopra ed una sotto di una mammella della perra. Una leggera pressione sistema la ghiandola all’interno di questa morsa. Lo stesso destino tocca all’altra mammella. La perra viene fatta sedere su una monumentale e massiccia sedia e delle cinghie la bloccano, impedendo che possa dimenarsi eccessivamente e sfuggire. Ed ora la Signora prende un voluminoso pacco di fogli, è l’elenco delle “operazioni” commerciali della perra, di cui non esiste alcuna documentazione finanziaria. Si inizia dai DVD con le riprese delle nostre punizioni. Sappiamo che la perra ne ha fatto realizzare una serie, venduta poi tramite internet. La perra tenta di schivare la domande dicendo di non ricordare. “Mia cara, la memoria può tornare, non preoccuparti” dice la Signora, e poi rivolta a me: dai 5 giri a destra”
Il mio compito è di stringere uniformemente le viti che collegano le due assi di legno, che realizzano una salda morsa sull’organo della perra. E se i primi cinque giri si limitano a premere, ancora dolcemente la mammella, nel prosieguo dell’interrogatorio ne vedremo delle belle. La perra è ben presto a disagio, evidentemente la pressione inizia a darle dolore. E, caparbia, continua a sostenere di non ricordare. La Signora saggia con un dito le carni compresse: “non abbiamo ancora iniziato a fare sul serio, premono molto di più per fare la mammografia, altri 5 giri sia a destra che a sinistra”. E su indicazione della Signora tra un giro e l’altro delle viti attendo lunghi minuti, so che il dolore viene percepito pienamente ma dopo qualche minuto avviene un “adattamento”. E appena la perra si “adatta” arriva un'altra stretta! E la perra inizia a sudare! Se non ci fossero le cinghie, scommetto, sarebbe già schizzata via, ma nessuna possibilità di sfuggire. Inizia a piangere e lamentarsi, con l’unico risultato di vedere stringere di altri 2 giri le viti. Ed arriva la prima ammissione, “erano arrivati sì dei pagamenti, ma non ricordo la cifra”. La Signora se la prende ora con una mammella alla volta. E’il turno della destra che di 2 giri in 2 giri causa i primi urli della perra e la costringe a confessare le prime cifre.
E così di stretta di viti in stretta di viti, ad un certo punto addirittura la perra bagna il pavimento di orina dal gran dolore, guadagnandosi ovviamente un altro paio di giri per tetta. La Signora tasta di tanto in tanto le carni. Non più somiglianti a gloriose mammelle, ma ora così simili a bistecche. Il verdetto è sempre “puede comprimere mas!”
L’interrogatorio dura ininterrotto per un ora, sempre con gli urli della perra che salgono di tono ed intensità, tanto che la Signora la fa imbavagliare, in modo che possa emettere solo disperati mugolii.
Ad un certo punto la Signora decide di terminare qui l’interrogatorio sebbene la perra non abbia ancora confessato in che banca e su che conto siano stati nascosti i soldi. Per ora sappiamo l’entità di una parte della cifra una cifra con un numero impressionante di zeri, ricavata dalle nostre lacrime e dalle nostre sofferenze.
Le morse, una volta aperte rivelano due tette violacee, la perra lamenta dolori fortissimi, dati dal sangue che torna a circolare liberamente. La Signora decide di aggiornare la seduta, certa che più passano il tempo, più la perra viene “ammorbidita” dai nostri trattamenti speciali.
A presto
Sguattera Nadia
(76- continua)
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30 gennaio 2014
PENSION BALNEARIA 75
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| © Maria Caviezel |
mi trovo a cercare una idea originale per far cedere la perra. La maledetta ha già subito molte punizioni, lacrime urla e strepiti, ma poi ripete ugualmente l’infrazione per cui l’avevo punita.
Arrabbiata esco dalla Pension per una passeggiata nel parco e nei campi vicini, cerco le famigerate “ortigas” ma purtroppo stanno iniziando a spuntare, non ci sono ancora i famigerati peli carichi di veleno urticante. E passeggiando inizio a notare gli innumerevoli insetti che popolano l’incontaminato parco della Pension. Torno veloce sui miei passi e mi munisco di alcune scatolette. Un altro viaggetto nel parco e sono soddisfatta, perra passerai un guaio! Chiedo udienza alla Signora che batte le mani per la gioia, finalmente un idea originale che metterà in crisi la perra.
Al mattino successivo mi faccio trovare fuori dalla cella delle detenute. Come la perra ne esce le applico al collo un cartellino con scritto “ayuno”, oggi non le verrà data neanche l’acqua, in attesa della punizione. La mattinata della perra è comunque piena di attività, divisa tra il trasporto di vagoncini di fango e l’inevitabile pulizia delle immancabili tracce lasciate sui pavimenti degli infiniti corridoi della Pension. E finalmente arriva l’ora di pranzo. La cuciniera porta il grande contenitore con la sbobba per le detenute, queste sfilano con la loro scodella e poi si siedono, in perfetto silenzio per mangiare, con un cucchiaio di stagno. La perra siede sconsolata senza nessuna scodella ma…… da-dan ….. arriviamo io e la Signora. Porto una piccola zuppiera coperta e la scodella della perra. Gli occhi della detenuta si riempiono di speranza, so perfettamente quanta sete e fame senta, dopo la lavorata a stomaco vuoto. Pongo la zuppiera davanti a lei, la scoperchio e le servo ….. tre lumache vive, o meglio tre limelle, la versione di lumaca senza guscio non commestibile. L’aspetto è schifoso, anche perché in questa regione anziché essere rossicce sono di un funereo nero. I tre animali sono ben grossi e lasciano lunghe scie di bava sul piatto. Vedo la perra inghiottire ed impallidire. Poi fa un cenno di no con la testa. La Signora dice “Si, mia cara , è il tuo pasto. Le mangerai in ogni caso, vedi tu se dobbiamo costringerti!”: ma lo schifo è così forte che la perra non cede. Ed allora, ad un cenno della Signora, porto un altro attrezzo: un marchingegno per aprire e mantenere aperta a forza la bocca. Il marchingegno è completato da uno stantuffo che permette di obbligare la vittima ad inghiottire ciò che si desidera. La Signora guarda sorniona la perra “ti voglio mostrare un breve filmato, sull’uso di questo oggetto, poi deciderai se vuoi ancora rifiutarti di obbedire!”. E mostra sul telefonino un filmato in cui una serva ribelle è sottoposta a questo tormento. La bocca viene aperta, grazie ad un gioco di leve comandato da un volantino. Ma l’orrore arriva ora: la bocca viene lubrificata schizzando all’interno dell’olio di ricino con una peretta e poi lo stantuffo infila a forza il boccone nell’esofago, causando la più penosa serie di conati che io abbia mai visto. Alla fine si vede chiaramente la punita semisvenuta per la sofferenza.
La perra è impallidita ancora di più, guarda la Signora ed accenna un sì con la testa.
Gongolo, ne vedremo delle belle. La perra viene fatta sedere di fronte al suo piatto, la Signora le consiglia di inghiottire le limaccie senza masticare, dato il loro cattivo sapore. Porge alla perra una ampollina di olio di ricino, in caso le lumache fossero troppo asciutte!
E la perra, dopo molte esitazioni, trova finalmente il coraggio, prende la limaccia più piccola e la mette in bocca, ci vuole quasi un minuto di sforzi, prima che riesca ad inghiottirla. Inutile vi descriva i singulti e i rumori emessi dalla perra, evidentemente l’animale fa presa sulle pareti dell’esofago, facendo soffrire ancora di più la perra, mentre cerca disperatamente di inghiottire. La Signora la sprona a sbrigarsi con la seconda, lacrime scendono sul viso della perra e gocce di sudore bagnano il pavimento. La perra capisce l’utilità di lubrificarsi ed implora “una cuchara de aceite” e così ne trangugia un capiente cucchiaio prima dell’orribile boccone , immagino quanto deve essere difficile inghiottire, nelle sue condizioni, se ricorre a quello schifo. Afferra anche la seconda lumaca e, con grande sforzo, inghiotte anche quella. Resta solo l’ultima, la più grossa, la perra si tiene lo stomaco a due mani, poi con un ultimo sforzo afferra la limaccia più grossa, la guarda chiede un secondo cucchiaio di olio di ricino. E con grandissimi sforzi, di interi minuti, riesce a costringersi ad inghiottire. Resta, prostrata al suo posto. Ma improovvisamente le si rizzano i capelli, si comprime lo stomaco ed esclama “están vivos, se muove todavia!”. Infatti le bestie, protette dal loro muco si muovono e emettono ancora più bava. Pongo davanti alla perra un secchio. Scusate la crudezza della descrizione, ma ben presto la perra vomita la bava schiumosa emessa dalle limacce ancora in vita. La scena dura quasi una intera ora, di fronte a noi sorveglianti ed alle atterrite condannate. Finalmente i conati si placano e la perra deve venire sostenuta fino alla sua cella, tanto è esausta dalla punizione.
Nobili Signore, se questa cruda descrizione non vi ha nauseate, sappiate che la perra ha dovuto inghiottire anche di peggio, ma questo lo vedremo nel futuro……
Sguattera Nadia
(75- continua)
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26 dicembre 2013
PENSION BALNEARIA 74 - DISINFEZIONE DELLA PERRA
vi raccontavo del mio desiderio di “curare” la perra. Sono stata preceduta! Da giorni sia la perra che le russe, venivano osservate spesso a grattarsi furiosamente la vulva. Ciò è costato loro numerose punizioni. Ma continuando la cosa nonostante le botte …. La Signora ha deciso di sottoporle a visita medica. Un compiacente dottore, un vecchio cliente della Pension ed amico della Signora, è stato chiamato. Si è portato anche la sua infermiera. Chiunque debba andare dal medico per una visita, fa in modo di fare una doccia ed essere pulito. Niente di ciò per le neo sguattere. La perra, in particolare, non ha potuto fare la doccia da una settimana ed il bidè da tre giorni. La cosa infastidisce alquanto il medico che chiede all’infermiera di praticare seduta stante un abbondante bidè alla perra. Segue una visita approfondita che rivela scarse condizioni igieniche ed una infezione da funghi causata dalla sporcizia. Il medico parla con la Signora, lasciando le sue prescrizioni: bisognerà provvedere giornalmente a due lavande vaginali, effettuate con acqua contenente un disinfettante e caldissima, anche l’intestino dovrà essere tenuto sgombro. Inoltre i genitali esterni dovranno essere disinfettati almeno quattro volte al giorno con batuffoli di cotone imbevuti di “alcool de romero”, un alcool aromatico solitamente utilizzato per massaggi.
Così io e Pilar veniamo incaricate di fare da infermiere e provvedere alla cura per perra e compagne. Ovviamente non possiamo lasciarci sfuggire una simile occasione ed accettiamo con entusiasmo. Ci rechiamo subito nei saloni della Pension dedicati alle cure idroterapiche, per procurarci il necessario. Un enorme apparecchio per clisteri, della capacità si almeno tre litri, tubi di gomma, alcune cannule di ebanite nera, di forma fallica, veramente gigantesche. Saprò ben io ripulire a fondo la perra. Ma, non contenta ho recuperato anche una nostra vecchia conoscenza: la parte finale dell’apparecchio per l’idromassaggio estremo. Così potrò fare impazzire la perra alternando getti di acqua calda e getti violentissimi di acqua ghiacciata.
Insomma, un bel programma. Purtroppo, come apprenderete più in seguito, avevo fatto i conti senza l’oste, pardon la Signora.
E ben presto trascino con cattiveria la perra verso la prima delle terapie. Ho pensato di alternare piacere e dolore. Voglio sconvolgere ed annientare la perra.
E si inizia con l’idroterapia, in modo da lavare bene le puzzolenti parti basse della perra. Come già spiegato la vittima viene bloccata in una vasca da bagno, le viene posizionata la parte di idrogetto di fronte alla passera. L’inizio è un getto di acqua tiepida, che compie movimenti circolari e sensuali, spruzzando dolcemente i genitali della perra. La cosa continua fino a che vedo la respirazione alterarsi, chiaro segno di eccitazione. A questo punto giro con decisione il rubinetto. Il getto diffuso della doccia diventa un getto sottile come una matita, caricato da una pressione di decine di atmosfere di acqua gelata! L’effetto è istantaneo, come già accadeva a me la perra resta senza fiato. Le cosce aperte, legate al lettino ginecologico impediscono di cercare di muoversi o ripararsi. La perra può solo soffrire, urlare e piangere. Ed alla fine lascio che la perra si illuda che i dolori siano finiti. Mi armo della grossa cannula di forma fallica. Con dolci movimenti la penetro, facendo in modo da avviarla verso il godimento. L’acqua caldissima la infastidisce un po’ ma ben presto torna a godere. Ma è tornato il momento del dolore. Chiudo il rubinetto, faccio drenare l’acqua che è ancora al suo interno e, non facendomi notare, mi armo di un batuffolo di cotone inzuppato di alcool. Con cattiveria inizio a massaggiarla. Vi posso raccontare in prima persona cosa le accade, poi spiego il perché. Come l’alcool raggiunge le mucose inizia il bruciore, un bruciore fortissimo. Quello che non sapete è che su un livello da 1 a 10 sarete si e no a 2. da quel momento in poi il bruciore crescerà, crescerà, crescerà e crescerà. A nulla varranno i vostri sforzi per resistere, urlerete come galline spennate.
Le urla della perra, ahimè, richiamano la Signora. Mi contesta immediatamente che l’alcool di romero doveva venire usato soprattutto all’esterno, doveva disinfettare, non punire. La perra viene rimandata nella sua cella. E così io mi trovo a sostituire la perra sul lettino, con la Signora che mi punisce con le stesse modalità, spiegandomi il perché della punizione. Mi racconta anche di Padrone che hanno piegato dei servi lussuriosi, solo ponendo batuffoli imbevuti di alcool sulla pelle sottile ESTERNA del pene. L’alcool penetrava attraverso i pori causando bruciori furibondi.
Il tutto mentre, sopraffatta dal dolore, piango, urlo e mi dimeno.
Anche la mia punizione finisce. La Signora mi esorta, mentre sto ancora asciugandomi gli occhi, a tornare dalla perra, vuole interrogarla a fondo su alcune questioni finanziarie……
Sguattera Nadia
(74- continua)
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PENSION BALNEARIA 73 - IL TATUAGGIO DELLA PERRA
Nobili Signore, sguattera sudiciona,
![]() |
| la sguattera sudiciona |
La scritta, in stile con la Pension, la abbiamo ispirata alle scritte liberty che qui abbondano, hanno parecchi svolazzi, un vero peccato per la perra che si vedrà sottoposta a sedute di tatuaggio molto lunghe. Sedute che comprendono una buona dose di schiaffi su pancia e cosce, ogni volta che la vittima ha un sussulto e si sposta, rendendo difficile per l’”artista” seguire il disegno a biro. Ma quello che fa disperare la perra è che il disegno verrà eseguito in quadricromia: ogni lettera della scritta dovrà così venire eseguita in quattro sedute, una per colore e le sedute successive alla prima bucano parti già ampiamente irritate dalle bucature della sessione del giorno precedente.
Inutile raccontare gli strepiti e i pianti della perra, un po’ per il dolore ma sicuramente per l’indelebile umilazione. Ed adesso possiamo ammirare orgogliose la nostra opera d’arte vivente, tutte le volte che la maltrattiamo!
Nel frattempo la Signora tiene accuratamente monitorato il peso di perra e compagne. Nonostante l’intenso lavoro manuale e le privazioni alimentari, non calano prontamente di peso, come desiderava la Signora. Inoltre le condannate osano ancora guardare in faccia le loro sorveglianti. Ora, dovrebbero sapere che delle infime sguattere come loro devono sempre tenere lo sguiardo a terra e guardare in faccia Padrone e sorveglianti solo se viene loro ordinato di farlo. La Signora ha deciso di stare a vedere per un paio di altre settimane, se l’obbiettivo di ridurre il peso ed inculcare in loro un po’ di sana umiltà non verrà raggiunto avremo carta bianca sui (mal)trattamenti da imporre alle punite, per raddrizzarle..
A presto
Sguattera Nadia
(73- continua)
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3 dicembre 2013
LANCY 12 - LA SUDICIONA SU E GIÙ PER LA COLLINA
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| drawing by slave elisabeth mandile |
LANCY
12 – LA SUDICIONA SU E GIÙ PER LA COLLINA
di sguattera sudiciona
E mentre Frau Schwanger riceve la rumorosa sculacciata tra le cosce, Grosse Jeanne sta preparando la sguattera sudiciona per la sua prima Collina. La sudiciona deve innanzitutto venire riempita a dovere, Grosse Jeannette prepara attentamente i tre litri canonici di Eau de Lancy. La sudiciona, seppur impedita dal cappuccio e dalle proprie puzze, sente il forte aroma del sapone di marsiglia in polvere, mescolato all’acqua e ad una buona dose di olio. Grosse Jeannette mescola accuratamente la mistura ed effettua il “test delle dita”: pollice ed indice guantati vengono immersi nel contenitore e poi, sfregati tra loro, devono scorrere perfettamente. Grosse Jeannette aggiunge, a titolo di incoraggiamento: “Ecco pronto un bel brodino” ben caldo per il pancione della sudiciona”.
La mistura viene versata in un capace apparecchio di porcellana bianca. Tra l’altro, l’uso di questi apparecchi, anziché di analoghi di vetro impedisce alle corrigende di adocchiare la quantità di liquido che devono ancora assorbire. Dicevamo, l’apparecchio, posto su di una apposita piantana, viene alzato quasi al massimo da Grosse Jeannette. La sudiciona deve assumere la prescritta “posizione di riempimento” a quattro zampe, inclinata in avanti fino ad appoggiare fronte e naso al terreno. In questa scomoda posizione la sudiciona sente aprire il tappo posteriore. Il freddo ugello di bakelite, molto poco lubrificato le viene appoggiato all’ano e poi, con una manovra di rotazione ed avanzamento, viene infilato senza troppi complimenti fino in fondo. La sudiciona, sempre con la lingua fuori emette lamento. Grosse Jeannette domanda retoricamente “Entrato ?”Poi la sudiciona sente armeggiare. Inaspettatamente arriva il fiotto di acqua. Calda, molto calda. Tra l’altro il foro del cannello deve essere piuttosto grosso ed il rubinetto tutto aperto. La sudiciona sente le viscere dilatarsi e subito un forte stimolo, la pancia inizia a gorgogliare. Sarà il male o la temperatura del liquido, la sudiciona suda a fiumi, le viene da vomitare. La sua divisa di punizione, è madida di sudore, rivoli scendono sulle braccia iniziando a riempire l’interno dei guanti di gomma. . Intanto il capace vaso si svuota molto rapidamente. La guardiana tira uno sculaccione alla sudiciona, dicendo: “ecco, già finito, occorreva fare tante storie?” La guardiana ammonisce la sudiciona: “ora stringi, non devi perdere neanche una goccia o ti spello il sedere!” ed estrae il cannello. La sudiciona mugola, Grosse Jeannette inserisce profondamente l’apposito plug ed infine rimette il tappo. Tirando un orecchio alla sudiciona la fa alzare. La sudiciona è sconvolta, nausea, pancia gonfia e dolorante, capogiri. Ma ora la sorvegliante controlla il buon riempimento, preme gradatamente ed a lungo vari punti del pancione, scatenando contrazioni e gorgoglii. La sudiciona è senza fiato. Ma ora un altro supplizio, la sorvegliante prende da un ripiano la pancera e la stringe moltissimo. Alla sudiciona pare di sentire l’acqua risalire fino alla gola, inghiotte più volte a vuoto. Ed ora non ci sono altri preparativi da espletare. Grosse Jeannette la mette al trotto fino alla base della collina. Nei minuti di attesa che la mula precedente lasci libera la collina alla sudiciona viene ordinato di prendere il giogo. Il giogo di Lancy è in qualche modo simile al “dong hang”, il bilanciera con cui le donne portano i carichi in estremo oriente. Una grossa canna di bambù, flessibile ma praticamente indistruttibile, lunga un metro e mezzo. Viene portata sulle spalle, alle estremità due secchi o due panieri permettono di portare carichi.
Una persona trasporta con il dong hang fino ad una ottantina di chili, quaranta per ogni cesto ma, per portarlo, deve camminare "per saltelli": infatti, facendo oscillare lievemente il bilanciere di bambù quando alza il piede attiva l'elasticità del bambù facendolo funzionare come una sorta di "balestra" che "ritorna verso l'alto" così producendo una piccola diminuzione del peso dei cesti.
Grosse Jeannette prende un badile e riempie i secchi fino a metà, per il primo turno sulla collina basteranno 30 kg in tutto, poi la guardiana punirà inflessibilmente la sudiciona aggiungendo badilate di pietre ad ogni secchio, secondo una precisa “tabella dei carichi di punizione”.
La guardiana indica alla sudiciona un sacco, abbandonato da parte. La sudiciona non capisce, poi vede che le altre corrigende mule ripiegano il sacco più volte e se ne servono per fare da cuscinetto tra il bilanciere e le proprie spalle. In realtà le sorveglianti permettono l’uso del sacco per evitare che si usurino troppo rapidamente le divise sulle spalle. Ed ora la sudiciona si abbassa flettendo le ginocchia. Si mette il bilanciere sulle spalle e si rialza. Ora le spalle della sudiciona supportano tutto il peso. Fatti i primi passi la sudiciona capisce che se fatica così in paino, la collina sarà terribile. La sudiciona mette il piede, calzato nei regolamentari zoccoli sul primo gradino. Lo sforzo è enorme, la sudiciona è costretta a contrarre i muscoli, scatenando così inattese pressioni nel pancione, per fortuna la pancera impedisce possibili danni! La sudiciona sa che se si ferma la sua guardiana interverrà a colpi di scudiscio, stringe i denti e si sforza di fare un nuovo passo. Se fosse in piano riuscirebbe a camminare bene, nonostante il bilanciere, ma la collina è ripidissima, la sudiciona inizia a sentire il cuore in gola e i muscoli di cosce e polpacci bruciare per la fatica. Alla sudiciona inizia a colare il sudore negli occhi. Si rende conto di non riuscire a proseguire, Grosse Jeannette, a dispetto del nome, sale rapidissima la collina, tira una bella scudisciata sui polpacci nudi della sudiciona e poi la spinge puntandole un piede nel sedere. Questo sblocca la sudiciona e la fa ripartire. Finalmente la sudiciona è sopra la collina. Inclinando la testa riesce a strofinare il cappuccio sul muscolo del braccio destro. Questo deterge temporaneamente il sudore e le ridona la vista. Ora la sudiciona è pronta alla difficile e pericolosa discesa. La discesa viene fatta a balzelloni, col rischio continuo di cadere, dati anche i malfermi zoccoli. E ad ogni balzellone della sudiciona il carico fa un sobbalzo, nonostante il sacco ripiegato, il bambù sta segnando profondamente la pelle delle spalle. Il sudore ha ormai impregnato la divisa, la sudiciona sente le gocce sul petto e sulla schiena. E finalmente la sudiciona, che ormai si muove meccanicamente, non trova il gradino più in basso, la discesa è terminata. La sudiciona è semisvenuta, i crampi la devastano, Grosse Jeannette le ordina il “Giù, tre minuti di respiro”. La sudiciona si abbassa, in modo che il carico appoggi per terra. La guardiana lascia così modo alla sudiciona di ossigenarsi e ricuperare un briciolo di lucidità, sa bene che il primo giorno ben poche mule completano indenni il turno sulla collina. La sudiciona, vorrebbe urlare ma sa che l’unica opzione che le lasciano è l’espiazione. Ma ora la sudiciona deve superare un altro scoglio, la verifica del riempimento del pancione. La guardiana pone la sinistra dietro al sedere della sudiciona, in modo da impedirle di arretrare, ed inizia a premere lentamente con la destra il pancione, penetrando in profondità. Esegue l’operazione in vari punti, notando i mugolii ed il respiro affannato della sudiciona. Purtroppo nota anche i borbotti e gorgoglii che le doppie mutande, la divisa ed i grembiuli gommati non attenuano affatto. La guardiana telefona alla Dottoressa, Frau Helga Von Bernhardt, la temutissima Direttrice della Clinica di Lancy. La sudiciona, intanto approfitta di questo breve riposo per cercare di riprendersi. “Anche la corrigenda numero 14 ha coliche gassose, Frau Doktor” dice la guardiana, poi ascolta a lungo, assentendo.
Rivolgendosi alla sudiciona la guardiana sorride: “Bene numero 14, adesso provvediamo ai tuoi brontolii di pancia, subito all’infermeria!”. Qui giunte la guardiana indica alla sudiciona un secchio, al cui interno una sacca di gomma attende le deiezioni. Rimuove il tappo posteriore ed il plug. Subito un fiotto di liquidi nauseabondi, misti a scorregge, prende ad uscire dalla sudiciona. La guardiana preme in maniera decisa su ventre, spremendo rapidamente il liquido dal ventre della sudiciona. Poi con un forte getto d’acqua, nel foro delle mutande, la guardiana ripulisce sudiciona e mutande. Giunge la Dottoressa Helga. Per la sudiciona viene preparato un bell’ Enema Harness, con una bella sonda Bardex di gomma arancio, a due palloni. La sonda, leggermente unta, verrà inserita, in modo che il primo pallone scompaia all’interno della sudiciona. Il secondo pallone resterà all’esterno. Premendo due apposite pompette i due palloni possono essere più o meno gonfiati, per adattarsi all’anatomia ed impedire perdite. La sudiciona, ora paziente numero 14, sente la sonda dilatarle il buchetto e scivolare all’interno. Il pallone sgonfio entra senza difficoltà, anche perché la sudiciona ha rilassato lo sfintere. Poi la Dottoressa inizia a pompare aria nei palloncini: “fut …..fut ….fut”. La sudiciona sente benissimo gonfiarsi il pallone interno. La sensazione è indescrivibile, la sudiciona mugola un po’, tanto per conservare le apparenze. Poi la Dottoressa passa al pallone esterno. Anche qui il pallone si gonfia, appoggiandosi alle natiche della paziente 14. Il pallone interno, per reazione, viene tirato verso l’esterno, appoggiando ancora di più sullo sfintere e dilatandolo leggermente. La sudiciona sente tutti questi movimenti. E qui il suo vizio si manifesta in pieno, anziché sentire dolore ed odiare l’applicazione di questa cannula punitiva, la sudiciona gode , eseguendo movimenti scomposti ed emettendo mugolii rivelatori. Frau Helga apre la cerniera delle mutande di gomma e verifica. Le dita guantate rivelano una intensa e filante lubrificazione vaginale, la paziente numero 14 ha inequivocabilmente ripetutamente goduto. La Dottoressa è esterrefatta, le avevano descritto il caso della paziente 14 come un caso difficoltoso, ma una corrigenda che gode durante l’applicazione dei clisteri punitivi e della sonda Bardex è un caso da pubblicare! “Bene, dice la Dottoressa, vediamo cosa possiamo fare per calmare i bollenti spiriti di questa scrofa”, dice la Dottoressa, prendendo uno spruzzatore. La sudiciona sente gli spruzzi sulle parti intime, mentre le esperte mani della Dottoressa dilatano le labbra vaginali per esporre allo spruzzo anche il clitoride. Un odore di alcool e di mentolo si sparge nell’aria. La sudiciona sente dapprima una intensa sensazione di freddo, sostituita poi, gradatamente da una sensazione di calore che cresce e cresce, fino ad un forte bruciore. Stringe le cosce, ma niente, il bruciore continua ad aumentare. La Dottoressa sorride: “bene, questo ti terrà momentaneamente lontano dal tuo vizio. L’alcool mentolato evapora rapidamente, poi il bruciore passa”.Poi la dottoressa richiusi cerniera e lucchetto delle mutande disciplinari dà disposizioni a Grosse Jeannette: “Ora riempi la 14 con la solita dose di Eau de Lancy e le fai completare il turno sulla collina. Domani la porterai al reparto mungitura. Qui diverrà la mucca numero 14. Sono certa che le cure delle infermiere mungitrici, unite alla nuova “macchina per riempimento” avranno ragione di questi comportamenti indegni. Vedrai”, dice rivolta alla sudiciona, “dopo la cura ti verrà la pelle d’oca al solo nominare una peretta. E sappi che laggiù, anziché una spruzzatina di alcool mentolato, che brucia per pochi minuti, ti avrebbero messo una bella pomata all’alcool mentolato e zenzero, il cui bruciore continua per ore ed ore”
Detto questo la sudiciona viene nuovamente riempita e tappata. Tornata il piedi della collina, Grosse Jeannette ringrazia la sudiciona del trambusto provocato, aggiungendo due belle palettate di pietre al carico che la sudiciona dovrà portare per altre interminabili 6 salite e discese della collina.
(12- continua)
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PENSION BALNEARIA 71 - 72
Nobili Signore, sguattera sudiciona,in questa puntata vedremo le “avventure” della perra, seguite alla umiliazione pubblica. Ci sono stati degli strascichi, la Signora ha dovuto chiamare un medico che ha curato la gastroenterite provocata dal purgante. Ma di lì a tre giorni, sono state dichiarate completamente guarite. La Signora ci ha riunite per la “vestizione” delle nuove serve. Dagli armadi della Pension sono così spuntate delle nuove divise da fatica, ancora piegate ed inamidate. Abbasso lo sguardo sulla mia divisa macchiata e stracciata e scambio alcune parole con la Signora che assente entusiasta. Mi porto davanti alla perra ed inizio a sbottonare la divisa e me la sfilo, restando con i mutandoni di servizio. Mi dico che la perra va umiliata fino in fondo. Tolgo anche le mutande, le raccolgo e le porgo alla perra indicandole di annusarle. Inizierà a capire cosa vuol dire dover vivere circondate dai propri odori: il sudore che lascia aloni bianchi di cristalli di sale sotto le ascelle, la puzza di orina delle mutande, perché ci veniva razionata anche la carta igienica e non ne potevamo usare per asciugarci dopo la pipì. Mutande lavate solo una volta alla settimana, dietro suo preciso ordine. La obbligo ad indossare la mia puzzolente divisa e indosso quella nuova che sarebbe andata a lei. Lo stesso accade alle russe, le mie compagne, Pilar in testa mi imitano.
La Signora ride soddisfatta alla scena, ci annuncia che , seppure restiamo serve, nei confronti delle neo sguattere punite saremo “supervisores”, sorveglianti insomma.
Non via avevo mai parlato di una cosa: perra è il nome “in codice” con cui la chiamavamo noi, mai ci saremmo azzardate a dirlo in sua presenza: letteralmente significa cagna ma anche puttana. Da adesso la Signora ha stabilito che non solo noi la si chiami così, ma anche la perra, risponderà a quel nome.
A proposito di perra: la Signora ci ha ordinato di non sfogare subito la nostra rabbia su perra e compagne: abbiamo anni a disposizione per rendere loro la vita difficile.
E veniamo ai lavori: la noria, ovviamente, ha il posto d’onore. Ricordate il campanello che suona se non si va alla velocità programmata? E’tutto un offrirsi volontarie, tra noi sorveglianti, per supervisionare, armate di frustino, il lavoro delle sguattere, purtroppo tale ambito incarico ci tocca a turno, gli interminabili corridoi dalla Pension attendono i nostri stracci per essere lucidati….
Ed è una gioia, per me mentre passo lo straccio, vedere la perra trascinare per i corridoi i carrelli di fango bollente. La guardo, nuove macchi di sudore segnano la divisa sotto le ascelle e sotto i seni, il fazzoletto da testa è zuppo e dai capelli cadono gocce di sudore. Fingo pietà, la costringo a bere molta acqua, scoprirà presto che per le sguattere in punizione di rigore non è permessa alcuna pausa pipì, che si pisci pure addosso. Cominci a capire cosa vuol dire sentire la propria puzza, lei che era sempre elegantina e profumatina!
E veniamo ai pasti, dubito che le sguattere sperassero in pasti luculliani, ma di sicuro non si aspettavano questo: un tozzo di pane ed una cipolla. Sì, la Signora ha deciso di metterle a dieta strettissima fino a che saranno dimagrite in maniera soddisfacente, quello che viene negato a loro finisce nei nostri piatti che, in loro presenza, possiamo sfamarci a dovere!
Devo dire che perra e compagne si impegnano nel lavoro, ma ovviamente noi sorveglianti non siamo mai contente, fioccano i colpi di scudiscio su sederi, gambe e schiene. La Signora ci ha ordinato a limitarci a quello. Trasgressioni più gravi vanno segnalate a Lei che disporrà in merito.
E poi le piccole cattiverie, attendere quando hanno l’attesissimo permesso di usare il bagno e passare davanti a loro, occupando lo stanzino per tutto il tempo a loro disposizione.
Tra l’altro abbiamo realizzato, a beneficio delle neo-sguattere, la nostra versione della “bofetada del soldado”, lo “schiaffo del soldato”. La sguattera “sotto” deve allargare la cosce, flettendo le ginocchia. Così “aperta” deve mettersi le mani sugli occhi. Da dietro le altre sguattere e sorveglianti, devono, a turno random, dare un forte schiaffo sulla vulva alla vittima. Il “gioco” prevede che la vittima, ancora dolorante indichi una delle presenti, se indovina verrà sostituita, altrimenti continuerà ad essere “sotto”. Va da sé che se si azzarda ad indicare una delle sorveglianti resterà “sotto” molto ma molto a lungo. Un altro gioco molto gettonato è quello di mettere delle mollette ai “pezones” di una delle sguattere e poi scommettere su chi riuscirà a staccare la molletta dando un buffetto con il dito medio, usato come se di dovesse lanciare una biglia. Sono solo piccole cattiverie, per vedere di rendere loro la vita difficile e cercare di farle ribellare. A quel punto la Signora penserà ben lei a punizioni ben più adeguate.
E di lì ad un paio di giorni ci siamo, la perra tenta di ribellarsi!
Tutto inizia alla noria, la perra è aggiogata assieme a Gog. Approfittando della stazza della compagna tenta di battere la fiacca. Per sua sfortuna la sorvegliante sono io. La richiamo un paio di volte, senza ottenere risultati. Così stacco dal giogo Gog, a proposito: per evitare rischi le gigantesche russe sono costantemente incatenate con corte catene che limitano i movimenti delle braccia. E così la perra, da sola, dovrà impegnarsi. Ben presto il sudore macchia profondamente la divisa. Ma il campanello continua a suonare, la perra non gira con velocità sufficiente. E così posso finalmente riempire di segni rossi le chiappe della perra! Perra che ad un tratto ha una reazione rabbiosa e nonostante le catene con cui è aggiogata, tenta di strapparmi lo scudiscio. Chiamo Pilar ed insieme portiamo la perra a suon di scudisciate fino alla studio della Signora. Signora che si arrabbia parecchio, la perra in una settimana, non solo dimostra scarso impegno nel lavoro, ma addirittura dà segni di ribellione. Ci sono tutti gli estremi per una punizione pubblica.
Nel frattempo la perra viene rinchiusa in una celletta, fatta costruire dalla Signora su mio suggerimento: un cubo di lastre di cemento di quelle ricoperte da sassi arrotondati. Diventa così impossibile per chi è rinchiusa riposare o dormire, i sassi premono dolorosamente le carni e si deve continuare a cambiare posizione. A sera la Signora fa riunire tutte: le nuove sguattere da una parte e le nuove sorveglianti dall’altra. In mezzo la perra. Perra che deve denudarsi davanti a tutte. Devo dire che la stronza ha un bel corpo, è sovrappeso, ma sicuramente perderà i chili superflui. Ed ora la Signora si fa avanti, la perra mantiene uno sguardo di sfida. E’proprio stupida, nelle sue condizioni lo sfidare, sia pur con lo sguardo, la Signora può portare solo guai, grossi guai…..
A presto
Sguattera Nadia
(71- continua)
PENSION BALNEARIA 72
Nobili Signore, sguattera sudiciona,
ed infatti i guai per la perra cominciano in men che non si dica: la Signora, infastidita dallo sguardo di sfida le fa applicare il “toro”, qualcuna ricorderà la maschera che trasforma le urla in muggiti. E subito due di noi sorveglianti, già istruite, allacciano alle caviglie della perra due strette cavigliere imbottite, collegate a due corde che scendono dal soffitto. Quattro di noi sono pronte a tirare le corde. La perra si trova appesa per i piedi, a cosce divaricare. Qui ho rispettosamente insistito con la Signora per essere io a trattare” la perra. Ricordate il “cuero”, la pesante cinta di cuoio? Ecco, me ne sono costruita una. La impugno e picchio, con forza moderata sull’interno coscia della perra. Dà subito uno scatto che la fa oscillare e dalla maschera esce un grugnito. La Signora verifica lo stato della parte colpita, grazie al fatto che il cuero è molto largo, il colpo, sia pure doloroso, non ha quasi lasciato segno. La Signora sorride e mi fa segno di darci dentro. Ma anziché tirare una gragnuola di colpi, lo ho imparato proprio dalla perra, tiro forti colpi, intervallati da pause irregolari di decine di secondi. La punita ha così modo di assaporare il dolore a fondo, mentre le contrazioni le fanno fare l’altalena. E, soprattutto, non mi metto a massacrarle subito la vulva, gioco come il gatto col topo e faccio in modo di averle ben arrossato le cosce. Gli ultimi colpi, invece, dritti sul bersaglio. Avreste dovuto sentire i muggiti che uscivano dalla maschera, chapeau a chi ha inventato “el toro!”.
Ed una piccola invenzione, per la gioia di perra e compagne, la ho fatta anche io: guardavo le travi di legno del tetto della Pension ed ammiravo i chiodi di ferro. Non i chiodi che trovereste in ogni “ferreteria” no, chiodi importanti, forgiati uno ad uno da antichi ignoti fabbri. E vedendo le “teste” di questi chiodi che noto la loro forma: una specie di piramide tronca.Poco dopo, camminando sui sentieri del giardino mi capita una delle solite fastidiose inezie: un sassolino entra tra piede ed i miei zoccoli da serva (si, perché la promozione ottenuta non ha cambiato nulla nelle nostre calzature). Inizio immediatamente a zoppicare, mi risulta doloroso fare un altro passo e devo fermarmi e togliere il sassolino. Ideona: se potessi avere dei mini chiodi forgiati, potrei piantarne qualcuno nelle suole degli zoccoli della perra, non per impedire che scivoli, ovviamente, le capocchie a contatto col piede. La forma piramidale tronca, non riuscirebbe a rompere la pelle, ma camminare diventerebbe un tormento. Chiedo il permesso alla Signora, spiegandole il motivo. E così mi reco presso il maniscalco del paese, proprio vicino alla Plaza de Toros. L’artigiano ci conosce benissimo ed è ben disposto. Spiego la mia idea e con quattro martellate ecco pronto il prototipo. Meglio ancora di quanto pensassi, la capocchia è ben larga a piramide smussata con gli spigoli ben arrotondati, nessun pericolo che buchi la pelle, ma come mi dice il fabbro “haceran muy mal” ed inoltre “brotan ampollas como setas” e cioè “spunteranno vesciche come funghi”. Ben presto cinque chiodi vengono posizionati sulla pianta degli zoccoli. Voglio proprio vedere la perra ad utilizzarli.
Ed al ritorno sostituisco subito gli zoccoli della perra. Una gioia vederla soffrire e camminare come se cercasse di non rompere delle uova! Ad ogni passo fa delle smorfie che danno un idea di cosa stia soffrendo. Poiché non sono poi così cattiva,. le restituisco gli zoccoli lisci per farla lavorare alla noria, non voglio possa accampare ferite od infermità per sfuggire alla nostra vendetta!
Inutile dire che, visto il successone, anche le altre sono state fornite di bellissimi “zuecos con clavos” e via, a marciare per le strade del paesino tra due ali di donne divertite che le sbeffeggiano turandosi il naso, per ricordare la figuraccia dell’olio di ricino!
Insomma, grazie alla posizione di sorveglianti da noi raggiunta possiamo esercitare un po’ di “nonnismo” unito alla nostra strameritata vendetta su queste stronze, capitanate dalla perra, la più “de mierda” di tutte!
E non è finita qui, abbiamo pensato di riperendere a sperimentare gli ormai ben più che “vintage” impianti ed oggetti medicali antichi della Pension. La Perra era così interessata a questi oggetti, mi sembra giusto permetterle di continuare in proprio gli studi sui loro effetti.
A presto
Sguattera Nadia
(72- continua)
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24 ottobre 2013
PENSION BALNEARIA 70
Nobili Signore, sguattera sudiciona,
mi ero fermata con la perra e compagne, rapate come lampadine, in procinto di essere aggiogate al rullo compressore. Ma vedo che arriva il farmacista del paese, con una cassa di legno. Le Signore, con fare soddisfatto ne estraggono delle bottiglie. Paiono bottiglie di birra artigianale o di vino bianco. A perra e compagne viene consegnata una bottiglia a testa ed un bicchiere. Vedo la perra aprire la bottiglia, annusare il contenuto e rivolgersi con fare atterrito alla Presidente del Tribunale, questa assente. Non si sente volare una mosca….. veniamo chiamate, armate delle nostre bacchette…. E capisco cosa succede: la bottiglia da un litro contiene olio di ricino. Ad ognuna delle condannate hanno dato una bottiglia da un litro. La perra crede che le Signore bluffino, che sia uno scherzo, insomma, un bicchiere è anche possibile, ma un litro……
No, la Presidente glielo conferma, ne berranno un litro a testa. E qui appare il dottore: arriva e, rapidamente, pratica d ognuna una grossa iniezione. La Presidente spiega: il dottore ha appena somministrato un potentissimo antiemetico, così non rischiano di vomitare. E per incoraggiarle consegna ad ognuna una ventina di guindillas, i diabolici peperoncini tra i più piccanti al mondo.
E così dovranno mangiare i peperoncini, mandandoli giù con bicchieri su bicchieri di olio di ricino. Se fanno resistenza, sarà nostra cura utilizzare le nostre bacchette. E così con l’aiuto di qualche buona bacchettata la perra e compagne, molto ma molto controvoglia masticano il primo peperoncino. Pare vedere il fumo uscire dalle orecchie, deve bruciare moltissimo ed ora, cercano di bere il più rapidamente possibile l’olio di ricino, ma io, memore delle punizioni subite, obbligo la perra al brindisi: “Arriba, abajo, al centro y a dentro”.
Non vi dico la soddisfazione al vedere le smorfie di orrore di quella che fino a pochi giorni fa era la nostra aguzzina. E dagli spalti della Plaza sono urla, risa e fischi, all’indirizzo di perra e compagne. Molti dei paesani sanno che succedeva qui ed alcuni sono parenti delle mie compagne di servitù.
Ci vuole parecchio perché le punite finiscano di degustare la loro prelibata bevanda. Per dovere di cronaca devo dire che di peperoncini non ne hanno mangiato che un paio a testa, si vede che non piace loro il piccante.
Ed ora la Presidente ordina che vengano aggiogate al rullo. Noi raggiungiamo i nostri posti. E’un rullo molto pesante e perra e compagne devono impegnarsi per muoverlo e tenerlo in movimento. Se rallentano, al passare dalla più vicina di noi, si beccano una scarica di bacchettate, devo dire che qualche bacchettata la beccano anche se trascinano con impegno, se la sono ampiamente meritata.
E ben presto si sentono morire di sete. La Signora, saggiamente, sconsiglia loro di bere, così riusciranno a completare i giri di pista assegnati prima ….. dell’inevitabile. Ma la perra e compagne sono delle zuccone, o, chissà la sete è così forte. Si attaccano al secchi di acqua concesso e bevono, proprio come delle vacche. Bevono e bevono. Riprendono poi a girare ma in capo ad una mezz’ora, aiutata dal liquido bevuto, la tremenda quantità di purga si fa sentire. Iniziano a tenersi la pancia, ma le nostre bacchettate le costringono a continuare. Ben presto iniziano le prime scariche, rivelate perfettamente dai mutandoni di cotone bianco, su cui si allargano le macchie marrone. Ed il pubblico si sbellica dalle risa, alla loro umiliazione. Quella è la perra che una settimana fa, profumatissima ed elegantissima, ci puniva in tutti i modi più fantasiosi, facendoci provare le pene dell’inferno. Quelle sono le sue fedeli aguzzine. Indescrivibilmente sporche e puzzolenti. Ed alla fine dei giri a loro assegnati, le laviamo con l’idrante con cui di solito viene bagnata la Plaza de Toros prima delle corride. L’acqua del getto le lava, le scuote, le fa cadere a terra. Gli spettatori, ormai appagati, se ne vanno a pranzo. Per la perra e compagne, invece è l’inizio di un incubo. Forse non si sono ancora ben rese conto di quale sarà la loro vita di espiazione, noi ci impegneremo perché lo capiscano presto.
Sguattera Nadia
(70- continua)
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PENSION BALNEARIA 69
come detto in precedenza, la vita è molto cambiata alla Pension Balnearia. E’cambiata per noi serve, non più vessate, insolentite e maltrattate, anche se, in fin dei conti rimaniamo delle serve. La vita è cambiata per perra e compagne, rinchiuse ognuna in una stanzetta. Per ora stanno rinchiuse, senza vedere nessuno. Nessuna di noi può andare né a parlarci né a tormentarle e, ve lo devo confessare, ne avremmo proprio una gran voglia. Sono rinchiuse, come si dice tra noi, ad ingrassare. Mangiano pure bene, la Signora stessa si è preoccupata che abbiano una dieta piacevole e con molte scorie.
E finalmente giunge il fine settimana dell’ “auto da fè”. La Signora ha prenotato la “plaza de toros” ed ha fatto molti inviti, tra cui le Signore del tribunale, svariate altre Signore ed alcuni notabili. So che ha convocato il medico ed il farmacista. Ci sono state delle discussioni, con il farmacista che non voleva fare qualcosa, ma alla fine, quando se ne è andato, la Signora era molto soddisfatta. Cia ha annunciato che le principali sue invitate siamo noi, le serve. Ci ha invitate a lavarci, profumarci e vestirci con gli abiti migliori, come ha detto dobbiamo fare onore al nome della rinnovata Pension. Dovremo soprattutto sfolgorare rispetto a perra e compagne. Queste , da parte loro, sono state rivestite da serve: mutandoni bianchi lunghi di cotone, maglietta di cotone e divisa da serva a strisce grigie.
A mezza mattina ci rechiamo alla Plaza de Toros, gli invitati stanno arrivando, assieme a quasi tutti gli abitanti dei villaggi vicini. La voce che vi saranno delle punizioni pubbliche ha forse fatto venire molta più gente.
Finalmente la perra verrà umiliata, noi serve non stiamo più nella pelle. E finalmente, quando tutti hanno preso posto, la Presidente del Tribunale delle Signore, legge la sentenza: la perra è condannata ad un minimo di 5 anni di lavori forzati, ciò significa che se si comporterà BENISSIMO, saranno 5 anni, se invece non si comporterà bene gli anni aumenteranno. Le sue guardaspalle sono condannate ad un minimo di 3 anni. Poi vengono fatte entrare nell’arena le condannate, che misero spettacolo! Francamente sono delusa.
Ma ho fatto i conti senza le usanze del posto: si tratta di una punizione pubblica!
Due di noi sono convocate, vengono loro forniti dei forbicioni e un asciugamano. Le russe devono sedersi a turno su una sedia legno e vengono rapate a zero, una serva le ripassa con schiuma da barba e lametta! La perra, alla vista dell’umiliazione in arrivo tenta di svincolarsi, col risultato di venire rapata e di vedersi poi rasare pubblicamente tutti i peli del corpo!
E non vi dico i fischi ed il lazzi dei paesani, quando le hanno rasato ben bene parti intime e solco delle natiche!
Poi le punite vengono lasciate con i mutandoni e la maglietta. Su indicazioni delle Signore del tribunale noi serve veniamo fornite ognuna di una robusta bacchetta e veniamo scaglionate lungo un percorso circolare.
In un angolo della Plaza de Toros c’è un accessorio indispensabile per fare sì che il terreno resti perfettamente piatto: un pesante rullo compressore. Solitamente viene trainato da un piccolo trattore, ma vedo che sono stati preparati dei finimenti analoghi a quelli che nei tempi passati venivano utilizzati per fare tirare ad i buoi l’aratro.
Tra me penso che non è poi una gran umiliazione trainare un rullo compressore. Ma……….
Continua
Sguattera Nadia
(69- continua)
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Serva Nadia
7 settembre 2013
PUNISHMENT FOR UNTRAINED SLAVES
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